Archivio mensile: maggio, 2013

Il calo del desiderio sessuale

Il desiderio è l’impulso che avvertiamo quando vogliamo soddisfare un “bisogno”, è la spinta che si prova verso un oggetto (cosa, persona, evento o situazione) che reputiamo possa soddisfare un nostro bisogno  (esigenza fisica, psicologica, affettiva, etc..).

Il desiderio sessuale in particolare, dipende da tre fattori: biologico, psicologico e culturale.

Il desiderio sessuale è importante perché innesca l’eccitazione ed è anche legato al piacere, perché la soddisfazione derivante dall’appagamento di un bisogno è tanto più forte, tanto quanto è forte il desiderio.

coppia-spumeggianteIl desiderio sessuale è variabile da persona a persona e può dipendere, come già affermato in precedenza, da varie circostanze, sia fisiche, che psicologiche o culturali.

Per questi motivi, in una coppia, o nella vita sessuale di un singolo individuo, la frequenza dei rapporti sessuali e la ricerca di questi ultimi può variare notevolmente.

La carenza nel desiderio sessuale è definita tecnicamente DESIDERIO SESSUALE IPOATTIVO, la sua totale assenza, con relativa astensione da tutte le pratiche di tipo sessuale è definita invece AVVERSIONE SESSUALE.

Il desiderio sessuale ipoattivo è una malattia riconosciuta ufficialmente dal DSM (Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders).

La malattia è caratterizzata da una mancanza o assenza di fantasie sessuali e desiderio di attività sessuale per un periodo di tempo.

Per essere riconosciuto come tale deve causare preoccupazione o difficoltà nei rapporti interpersonali, se non addirittura angoscia, afflizione, depressione, scarsa autostima.

Per lunghi anni in sessuologia, si è fatta una distinzione tra desiderio maschile e desiderio femminile, ritenendo che vi siano alla base dei motivi genetici e psicologici.

sesso-calo-del-desiderioStudi più recenti tuttavia, come quelli di Leslie Rogers (2000) hanno dimostrato che le differenze tra uomo e donna non sono solo biologiche, ma anche e soprattutto educative e culturali.

In passato, la scienza ha creduto di poter provare l’inferiorità biologica della donna e giustificarne la discriminazione sociale dimostrando le minori capacità mentali del sesso femminile.

In questo saggio, Lesley Rogers analizza gli studi condotti sul comportamento sessuale e sulle differenze riscontrate fra cervello femminile e maschile, evidenziando come, in ogni epoca, le affermazioni “scientifiche” sulle caratteristiche dei due sessi abbiano riflesso la cultura del tempo.

Si è sempre ritenuto che le donne siano maggiormente stimolate dalle attenzioni del partner, dalla ricerca dell’intimità, dal dialogo e da determinate atmosfere, mentre gli uomini siano più intrigati dalla vista dalle stimolazioni dirette, soprattutto quelle tattili.

Si è sempre affermato inoltre, che la donna associa il sesso ai sentimenti, perché biologicamente è legata alla ricerca di un partner stabile per la sua prole, mentre l’uomo divide sesso e amore, perché il suo obiettivo biologico è diffondere il seme.

Oggi sappiamo che tutto questo è un riflesso della cultura, c’è anche del vero, ma la realtà è differente, basta leggere un qualsiasi forum riservato ad un pubblico femminile in forma anonima per accorgersene.

coppiaparlapertelowwq3Donne e uomini sono ugualmente attratti dalla sessualità, ma vi sono dei differenti condizionamenti culturali, (educazione, eccesso di impegni e responsabilità, maternità..etc..) che spingono la donna a vivere la sua sessualità in modo meno libero.

I più importanti studi in sessuologia clinica sono stati compiuti da  Masters e Johnson e da Helen Kaplan.

Master e Johnson hanno studiato le fasi dell’eccitazione sessuale che vanno dall’eccitamento alla risoluzione del rapporto, ma hanno tralasciato la fase del desiderio, mentre Helen Kaplan suddivide la sessualità in tre fasi: desiderio, eccitamento, piacere.

Secondo Freud invece, la donna è più soggetta alla mancanza di desiderio sessuale e ciò è dovuto al trauma infantile della scoperta di essere priva di pene.

La mancanza di questo organo la farebbe sentire inadeguata e le farebbe perdere interesse nella sessualità.

Nella donna, sono molti i motivi per cui il desiderio sessuale può mancare e fatta eccezione per fattori di tipo fisico (malattie, assunzione di farmaci, etc..) troviamo il fattore “stress”, sia temporaneo che permanente, come nel caso di un trauma pregresso (una violenza, un’incidente..).

Il termine stress è generico, ma indica in genere un eccesso di richieste provenienti dall’ambiente, alle quali il soggetto non riesce a far fronte con le sue risorse fisiche e psicologiche.

Lo stress può essere legato ad un momento (evento traumatico come la perdita di un proprio caro, di un lavoro, etc..) o più radicato (un trauma pregresso, una malattia improvvisa, l’esito di un incidente o di un intervento chirurgico).

Molte donne in particolare riferiscono di non avvertire il desiderio sessuale nella stessa misura del partner e di intraprendere un rapporto solo perché stimolate.

Nel desiderio sessuale ipoattivo, ciò che manca è l’innesco del rapporto, quasi come se il soggetto non fosse in grado di comprendere di avere questa esigenza, lo dimostra il fatto che molte persone con scarso desiderio, una volta coinvolte in un rapporto, lo trovano appagante e soddisfacente.

2wnbreuInoltre nella donna l’assenza di desiderio può essere mistificata così come l’assenza di orgasmo, mentre nell’uomo, no.

In ultima analisi, la mancanza di desiderio in uno dei due partner può essere semplicemente il sintomo di un disagio o un conflitto nella coppia.

In altri casi il soggetto ha collegato alla sessualità un pensiero negativo di colpa, vergogna, violenza o imposizione ed è necessario quindi intraprendere un percorso di riabilitazione psicologica al fine di recuperare un rapporto sano con il proprio corpo e con l’altro.

I problemi sessuali infatti sono uno dei maggiori motivi per cui le coppie si lasciano e che destano maggiori sofferenze, soprattutto in riferimento all’autostima.

Nella mia esperienza, ho riscontrato che non vi sono differenze BIOLOGICHE ma INDIVIDUALI E SOGGETTIVE sia nel singolo individuo che nella coppia, sia questa eterosessuale o omosessuale.

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Non vi è differenza nelle dinamiche che possono instaurarsi, perchè l’amore è un’ energia universale, che fortunatamente, sfugge a qualsiasi controllo.

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Perchè incontro sempre l’uomo o la donna sbagliato/a?

Scrivo questo articolo per tutte quelle persone che mi confessando di non avere fiducia negli “uomini o nelle donne di oggi”, che incontrano sempre persone inconcludenti, sfuggenti o poco sincere.

dipendenza_affettivaPerché incontriamo le persone sbagliate?

I motivi per cui sia gli uomini che le donne affrontano una difficile crisi dei ruoli, sono ormai note; le donne dal 1960 hanno lavorato duramente per sviluppare un loro “maschile” assumendo su di sé tutte quelle caratteristiche psicologiche che prima cercavano, affidavano e delegavano totalmente agli uomini, per volontà propria o per imposizione di legge: sicurezza, indipendenza economica, potere, libertà, rispetto, autonomia, decisionalità.

Gli uomini sono rimasti abbastanza disorientati di fronte a questi cambiamenti e si sono posti nei confronti delle donne in modo critico e conservatore (“non ci sono più le donne di una volta”), piuttosto che ambire anch’essi ad un equilibrio tra la loro parte maschile e quella femminile.

sexoamorVi è pertanto una grossa mancanza di elementi di femminile nella psiche degli uomini: comprensione, empatia, capacità di ascolto, condivisione, capacità di accogliere, curare e sostenere.

Nel frattempo la società occidentale dei consumi, ha reso la situazione ancora più difficile, spingendo i giovani (sia uomini che donne) a perseguire  valori quali: il possesso, il facile consumo, l’ostentazione, l’obbligo a cambiare, a meritare di più, a pretendere, etc..

Il risultato è che, le donne, infastidite e appesantite dal doppio ruolo che sono costrette a subire a causa della ricerca della parità, sono sempre più capricciose e malfidate, gli uomini confusi e satolli rispetto all’eccessiva disponibilità delle donne, non sanno che ruolo prendere e nel dubbio, hanno mantenuto quello di bambini.

Una volta gli uomini crescevano, magari male, ma crescevano.

Il risultato è che la donna ha accentuato le caratteristiche del maschile, dovendo sopportarne il peso, mentre l’uomo non ha sviluppato né il suo femminile, né il suo maschile.

humanity1Semplicemente si è adattato ad una situazione in cui entrambe i ruoli sono stati presi.

Oggi una donna non sopporterebbe più un uomo “padre padrone”, all’antica, una rigida divisione dei ruoli, perché in ogni epoca dopo una situazione estrema, ne segue un’altra (dopo il fascismo ad esempio la liberazione estrema).

La donna oggi è alla ricerca di un rapporto vero, paritario, ma l’uomo, soprattutto quello latino, non è ancora pronto.

Per questo la donna è divenuta cinica e malfidata.

La responsabilità non è solo degli uomini, ma anche dell’educazione tipica latina che le madri impartiscono sia alle femmine che ai maschi a cui attribuiscono diritti e doveri differenti, solo sulla base del loro genere.

Com’è possibile in un panorama come questo, per una donna o un uomo evoluti, trovare un partner?

Il colpo di fulmine non può avvenire se non ci si predispone psicologicamente.

Nonostante le donne e gli uomini, a modo loro si siano evoluti, ricercano ancora le favole.

Dissacrare una favola, cioè assumere un atteggiamento cinico (il don Giovanni, la seduttrice etc..) non significa essere immuni dagli stereotipi in amore, ma semplicemente cercare di fare il contrario per non rischiare di caderci.

Il risultato? Restate soli. Siete salvi, ma non proverete mai le gioie dell’amore.

Dietro alle FAVOLE, che ci hanno raccontato, che abbiamo appreso, cosi come dietro agli stereotipi di GENERE E DI RUOLO si celano la maggior parte delle insidie e dei fraintendimenti che da anni allontanano l’uomo e la donna, tenendoli in costante conflitto.

50516_269637079456_3990313_nIl primo mito da sfatare è quindi quello sull’UOMO PERFETTO:

L’uomo perfetto NON ESISTE, se esiste forse è TUO PADRE (nei casi più fortunati), RICHARD GERE in Ufficiale Gentiluomo (nei casi peggiori) oppure come sempre accade è GAY e cioè ha sviluppato le caratteristiche del femminile!.

Non esiste nemmeno la donna perfetta, se esiste, probabilmente, è una PORNOSTAR (nei casi più ambiziosi), una  SUORA o TUA MADRE (nei casi più soventi).

Il secondo mito da sfatare è quello sul luogo e il momento in cui l’amore arriverà: L’AMORE E’ DESTINO, QUANDO SARA’ IL MOMENTO ARRIVA.

Errato, se non esci di casa, il tuo amore resterà il tuo gatto o il DVD di Ufficiale Gentiluomo.

Per conoscere un uomo o una donna occorre trovarsi in luoghi e situazioni CHE SONO COMPATIBILI CON LA NOSTRA PERSONALITA’.

In altre parole, se sono una persona che ama lo sport, la vita all’aria aperta e sono mattutina e salutista, non posso pensare di trovare il mio partner ad un raduno di Harley o la sera in discoteca.

Possono esserci delle eccezioni, ma sono appunto molto rare. 

Un’altra regola è ESSERE SEMPRE SE STESSI E SAPERE BENE COSA SI VUOLE, non mettetevi una maschera!: inutile mostrare il meglio di sé in fase di corteggiamento ed accondiscendere ad ogni desiderio dell’altro, perché l’altro prima o poi scoprirà chi siete realmente e vi rinfaccerà di non essere stato/a sincero/a.

775E435E71545D50Inutile dire che prima di cercare un partner, una persona ha il dovere di conoscere se stesso, i suoi gusti, le sue aspirazioni, le sue mete e aver fatto pace con gli aspetti di se che non ama così tanto.

Quando sei te stesso/a perdi delle chance con qualcuno, ma dato che il tuo obiettivo non è avere la storia di una notte, non sarà una vera perdita perché avrai eliminato le persone con le quali non andresti d’accordo.

Se tutti questi consigli li segui già, ma continui a incontrare persone inconcludenti, chiediti se questo amore lo stai cercando veramente o se semplicemente vuoi essere libero/a.

Che effetto ti fanno i legami? Cosa accade dentro di te quando tieni a qualcuno?

Molto spesso lamentarsi che non ci sono partner validi è solo una difesa inconscia per evitare di ammettere a se stessi che non si vuole un legame, perché questo legame forse metterebbe a rischio la nostra serenità psicologica o quella di qualche altra persona che amiamo. Paura? Si è possibile, ma c’è anche ipocrisia e scarso spirito di sacrificio.

E’ molto più facile sostenere che l’altro è inadatto piuttosto che ammettere di voler restare soli.

Se invece riuscite a innamorarvi, ma vi legate solo a persone sbagliate chiedetevi chi dei vostri genitori il partner vi ricorda.

Spesso scegliamo il partner che ci permette di rivivere le relazioni che abbiamo esperito in infanzia, con al speranza che da adulti riusciremo a cambiarle.

Ciò è anche possibile, (salvo casi di maltrattamenti, violenza etc.. che sono solo da interrompere), ma solo con l’ausilio della reciproca fede, in sé stessi e nella storia.

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I ruoli nella coppia, biologia o stereotipo?

Le differenze tra l’uomo e la donna non sono esclusivamente biologiche, ma anche e soprattutto sociali e culturali.

La società si aspetta che un uomo o una donna si comportino in un certo modo (stereotipi di ruolo) e queste aspettative rappresentano un aspetto fondamentale della differenza uomo-donna / maschile-femminile, ma anche il limite di ogni coppia.

pulizieL’impostazione sociale del ruolo maschile e femminile è profondamente cambiata negli ultimi anni, perchè è stato ampiamente dimostrato (dal numero di divorzi), che il modello classico è attualmente inapplicabile, nonchè fallimentare.

In passato la donna gestiva la casa e l’educazione dei figli, si occupava e deteneva l’esclusiva su tutte le attività domestiche, che svolgeva con grande competenza, abilità e accuratezza.

Questo ruolo era considerato prestigioso dalla società dell’epoca, e pertanto era ambito dalla quasi totalità delle donne.

La famiglia era ed è considerata un valore intoccabile e indissolubile perché costituiva l’istituzione portante della società.

La coppia non contava, gli uomini avevano spesso altre donne fuori dalla famiglia e ciò era accettato dalle mogli, poichè queste non potevano ambire a qualcosa di più che qualcuno che le mantenesse e si prendesse cura di loro.

Ciò che contava era la sopravvivenza della famiglia e soprattutto quella della prole.Questo modello, basato appunto sulla “sopravvivenza” viene ancora oggi replicato in modo abbastanza acritico, sebbene non sia più adatto alle esigenze dell’uomo e della donna del nuovo millennio.

D’altronde le possibilità di sviluppo professionale erano molto limitate, già l’uomo faceva fatica ad affermarsi nella sua carriera, pertanto la carriera e il prestigio professionale non avevano lo stesso valore che oggi gli attribuiamo.

Oggi sia l’uomo che la donna attraversano un momento di profonda crisi identitaria.

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La prima area in crisi è la genitorialità; l’educazione dei figli è orientata alla “performance” e diventa terreno di interminabili discussioni e dibattiti, in cui i pareri “dell’esperto” pullulano.

L’istinto alla genitorialità si è perduto.

In questa società i figli, soprattutto quelli che scelgono di realizzarsi creativamente, stentano a rendersi autonomi e a “lasciare il nido”, pertanto il compito dell’educazione dei figli si rivela ancora più arduo ed estenuante che in passato, soprattutto perché tutto il tempo dei genitori è dedicato alla professione e ne resta veramente poco per i figli.

Presi in questa morsa, l’uomo e la donna sono continuamente angosciati dalla paura del “fallimento”, la donna tuttavia è maggiormente svantaggiata dal punto di vista professionale se decide di avere una famiglia e soprattutto dei figli.

In questi casi la donna deve spesso accontentarsi di ruoli subalterni e precari, mentre l’uomo potendo dedicarsi con più impegno all’attività professionale, riesce con maggiori probabilità a realizzare la sua carriera.

cattive-abitudini-coppia_v_dmarNon c’è quindi da sorprendersi se queste donne reagiscono con gelosia e distruttività e non ci si può limitare a considerarle “nevrotiche”.

La donna è svantaggiata sotto il profilo professionale anche perché nella carriera si esigono valori produttivi che si oppongono di netto a quelli dell’educazione alla femminilità che le viene impartita da bambina e queste differenze educative tra maschio e femmina si tramandano di generazione in generazione : il maschio fa X la femmina Y.

Questa bambina, da “grande”, avrà l’impressione che l’immagine femminile di debolezza, passività, bisogno di sostegno e di aiuto, serve solo a far sì che l’uomo si senta più forte e coraggioso e se sente di possedere qualità (attribuite generalmente all’uomo) quali iniziativa, forza, competitività, si scontrerà con in rifiuto della società, che la colpevolizzerà per aver ambito ad un ruolo tipicamente maschile.

Una donna che sente di possedere le qualità idonee per ambire a una certa carica, non dovrebbe essere considerata anormale o nevrotica e per questo spinta a reprimere le sue qualità.

Ad oggi, non sono stati fatti molti passi avanti, visto che la “pari opportunità” è ancora un valore da “portare avanti”; di conseguenza per potersi realizzare, la donna ha finito per “mascolinizzarsi” solo per ambire a cariche maschili e sta rinunciando ad esprimere e a sviluppare le caratteristiche femminili nella società e in professioni che le richiedano e le valorizzino.

Gli uomini di oggi, invece, sono spiazzati di fronte allo stravolgimento dei ruoli, si sentono sempre più insicuri, timorosi di rivelarsi inadeguati nella coppia, nella famiglia e nella società.

donna_primitiva_clava_01Questa inadeguatezza ha origine nella crisi del ruolo del padre nella nostra società, improntata essenzialmente sul ruolo “materno”.

La “latitanza” dei padri relegati nelle fabbriche o negli uffici, depredati della loro paternità, e spesso senza alcun diritto su di essa, ha generato e genera figli “maternizzati”(i mammoni).

L’uomo come la donna, ha perduto il contatto con la sua vera maschilità e col ruolo paterno, cui la nostra società è carente; il padre rappresenta simbolicamente il futuro, la spinta all’autonomia è il “creatore” e l’iniziatore” del figlio alla sua libertà; è colui che custodisce e addestra il figlio al lavoro, che insegna e assiste pazientemente, che risolleva il figlio e lo educa all’età adulta, liberandolo dalla passività, dalla dipendenza e dallo stallo evolutivo.

Nella società moderna il padre è stato relegato al ruolo di “provider”, di amministratore e procuratore di reddito, nei casi peggiori è solo un dispensatore di “alimenti”, schiavizzato da ex-mogli voraci e inflessibili.

Pulizie-di-casaIl suo ruolo si è ridotto purtroppo al mondo delle “cose”: del denaro, del sesso, del telefonino e dell’auto come surrogati di una virilità perduta.

L’uomo moderno ha liquidato le sue responsabilità familiari e sociali, per ottenere prestigio e beni materiali; egli deve guadagnarsi ora l’affetto della compagna e dei figli con l’eccessiva remissività, l’arrendevolezza e la dolcezza.

Non potendo più realizzare le sue qualità più intime nella famiglia, è sempre più ossessionato dalla “performance”, come unica conferma di virilità, è confuso, spaesato ed insicuro.

L’Uomo e la Donna devono collaborare per non perdere la loro natura di maschile e di femminile; ciò non significa assolutamente incentivare la divisione dei ruoli, ma rispettare e far emergere le diversità di ognuno in un contesto di parità dei ruoli.

attaccamento e amore