Archivio mensile: giugno, 2013

Perchè lui non si fa sentire?

Molte lettrici mi scrivono, interrogandosi sul perché molti degli uomini con cui escono, dopo un paio di appuntamenti non le cercano più.

Le motivazioni possono essere innumerevoli e chiaramente soggettive, ma proviamo ad individuarne una, che quasi certamente molti dei vostri amici uomini potrà confermarvi e cioè la scarsa autostima delle donne.

j0422327

In questo articolo, chiaramente affrontiamo un tema generico, che in quanto tale rischia di risultare un po’ leggero, ma credo che nella sua leggerezza, molti di voi, ci troveranno del vero.

Intanto è importante fare una premessa, se un uomo è voluto uscire con voi, sia che ve lo abbia proposto lui, sia che glielo abbiate proposto voi, sicuramente nutre dell’interesse verso di voi, ma alle prime uscite chiaramente non è possibile sapere che genere di interesse nutra.

Certamente non tutti gli uomini apprezzano “essere predati”, la maggioranza si schiera più dal lato del predatore che della preda, sebbene le variazioni culturali e di costume degli ultimi vent’anni abbiano portato l’uomo a stare più a guardare più che ad agire, ma ciò è dovuto anche all’estrema facilità con cui un uomo può ottenere una preda oggi.

Con questo non voglio fare un discorso retorico “non ci sono più le donne di una volta”, perché questo non è che un bene!, ciò che sbaglia la donna moderna è l’atteggiamento psicologico, non il comportamento.

fotolia-49348500-xs

Un uomo non vi giudicherà mai se siete andate a letto con lui dopo un giorno o dopo un mese e se lo fa, è chiaramente un uomo da lasciar andar via, ma vi giudicherà se non siete delle persone indipendenti a livello emotivo, perché si sentirà precocemente investito di responsabilità che non vuole avere.

L’errore più comune che commette una donna è quello di mostrarsi indipendente e intraprendente anche se non lo è, poiché dietro a questa mossa si cela il suo bisogno infantile di trovare il principe azzurro o di ricevere conferme affettive e sicurezza; molto spesso l’atteggiamento del “coccodrillo pentito” tipico della donna “ho fatto sesso con te si, ma era perché per te provo qualcosa di speciale, non perché sono una facile”, è teso appunto a voler conservare un’ immagine integra di sé e non essere giudicata “una facile”, tuttavia questa donzella si renderà presto conto che “quella facile” ed intraprendente troverà un fidanzato e lei che è facile lo stesso, ma non è in grado di accettarlo, resterà sola perché è anche una discreta rompicoglioni.

2kJG0vzp94nzr4KAxijW0Tl72eJkfbmt4t8yenImKBVaiQDB_Rd1H6kmuBWtceBJ

Un uomo ha paura di una donna che si affeziona subito e fa bene, così come si dovrebbe diffidare di un uomo che si affeziona subito.

Cerca una relazione sana o ha delle carenze affettive che spera invano (illudendosi) che riuscirà a colmare attraverso una relazione?

Cerca un partner o un manichino da esibire?

Un uomo si sente svilito dalle pressioni precoci che una donna gli fa per capire SE LA AMA O NO e se si QUANTO LA AMA?

Gli uomini, hanno di buono che sanno prendersi cura di loro stessi a livello emotivo e cioè non lasciano che le loro paure interferiscano nei rapporti e nelle relazioni, almeno all’inizio! magari peccano di freddezza, di distacco, ma la donna esagera nella ricerca di un sostegno emotivo.

Sbagliano entrambi, perché come sempre la virtù è nel mezzo, ma una cosa è certa:

Chi ricerca conferme affettive e sicurezza subito dopo un paio di appuntamenti per l’uomo è una scocciatura, un campanello di allarme, un buon motivo per sparire, anche se la persona in questione gli interessa, questo interesse svanisce ad ogni sms o telefonata che ha l’obiettivo di recriminare “se tu avessi dell’interesse per me.. allora avresti chiamato, avresti fatto, detto..etc..”.

Quante volte ho sentito gli uomini dire “Sono uscito con X, carina, intelligente, però dopo un paio di volte già si è affezionata è diventata pesante, voleva subito una cosa seria”!

Ecco che partono le fantastiche scuse: “è un periodo di stress, ….esco da una relazione importante…..mia nonna ha l’alzheimer,…………mi sento in colpa con Gesù e via dicendo.

Se un uomo sa che quando alza la cornetta c’è una persona che lo giudica e lo mette al muro con domande o infiniti e strazianti discorsi, non risponderà.

non-chiama

Se sa che invece c’è qualcuno che gli propone una serata divertente, un concerto, un cinema, senza tediarlo, sicuramente alzerà il telefono.

Se dopo questa serata, non c’è un conto da pagare in termini di “cosa si aspetterà ora lei”?, ancora meglio…si sentirà LIBERO.

Un uomo non cambia la sua vita, le sue abitudini, non viene sconvolto emotivamente da uno/due appuntamenti, una donna si, ed è proprio per questo che l’uomo si stanca presto, perché è una preda già morta, perchè già si è messa al suo servizio.

Ciò non vuol dire che non ha interesse, ma osserva dall’esterno la situazione e ha anche paura di risultare “appiccicoso”, eccessivamente romantico, cosa che sicuramente lo renderebbe meno virile, agli occhi di se stesso e degli altri.

Questo vale anche dopo anni di matrimonio, una donna eccessivamente prevedibile, comprensiva, dolce, docile e tenera, ma soprattutto severa, autoritaria e giudicante  è una madre, non una femmina da cacciare.

E’ per questo che moltissime donne, prima di incolpare gli uomini di essere degli stronzi, dovrebbero invece lavorare sulla loro autostima; non che non esistano gli stronzi chiaro, ma una donna con una buona autostima non li teme, semplicemente perché sa fare le sue esperienze, senza sconvolgersi l’esistenza qualora qualcuno e qualcosa non le confermi quanto lei sia fantastica.

E’ lei stessa che se lo dice e SI TRATTA IN MODO CHE CIO’ SIA PALESE AGLI OCCHI DI TUTTI.

180973_192830640746906_144978482198789_688136_4648454_n

Una donna dovrebbe occuparsi maggiormente della sua vita, che di quella degli altri aspettandosi riconoscenza, perché ciò non avverrà, anzi molto probabilmente vi ritrovereste anche con le corna.

La donna sicura di sé non ha interesse in questo, perché è occupata ad occuparsi di se stessa.

La donna sicura di sé non è egoista, è sana, perché non trascura gli altri aspetti importanti delle relazioni (i figli, il suo ruolo etc.), ma sa fermarsi a metà, laddove inizia il ruolo dell’uomo.

La donna sicura di sé sa stare a guardare, perché qualsiasi cosa accada, sa come reagire.

Per cui se non ti chiama è perchè non vuole chiamarti, ma non solo perchè non “gli piaci abbastanza” come decantava la famosa commedia, ma perchè magari potevi piacergli, ma ti sei giocata male le carte, oppure perchè non è scattata la scintilla, perchè ostinarsi a guardare solo all’esterno, occupiamoci anche di noi stesse!

E TU CHE DONNA SEI?

INDIPENDENTE, DIPENDENTE O INDIFFERENTE?

😀

Il tradimento si può perdonare?

Molte delle lettere che mi inviate sono incentrate sul tema del tradimento.

infedelta-coniugale-investigatore-privatoAldilà dei motivi per cui si tradisce, per i quali è reperibile una vasta letteratura e sul dubbio se confessare o meno un tradimento, sul cui tema è già presente un articolo in questo blog, mi viene chiesto se è possibile perdonare un tradimento.

Il tradimento fa parte dell’amore, perché solo se si vuole bene o si ama, ci si sente traditi.

Non ci sentiamo traditi da un estraneo, ma sempre da chi ci è vicino: amici, familiari, amanti, coniugi.

Ma come si reagisce ad un tradimento?

Ci sono molte possibili reazioni sia emotive, che comportamentali; una delle prime reazioni emotive è il trauma, l’immensa delusione, che è quasi sempre seguita da un cambiamento nella percezione del partner, prima lo idealizzavamo, lo vedevamo perfetto ora lo vediamo un “mostro”, ne neghiamo il valore come individuo umano.

Love trap isolated on white background

Tutto ciò che c’era di positivo in lui/lei scompare, la dimensione della fiducia viene distrutta e con essa il collante che tiene insieme l’immagine e il valore che diamo al nostro partner. Si travalicano i confini dell’intimità, poiché si è permesso a un terzo estraneo di fare ingresso nella dimensione della coppia, si perde la stima, poiché l’altro, non è stato in grado di confessarci un disagio e ha sopperito alle sue mancanze altrove, poiché l’altro non ci ha protetto, per questo siamo in pericolo. Non sappiamo più chi è il nostro partner, non ci sentiamo più al sicuro, nemmeno con noi stessi, poiché è nella coppia che avevamo riposto anche la nostra identità di donne/uomini, padri/madri.

frasi-solitudine1Una delle prime reazioni a livello comportamentale invece è la vendetta (sia immediata, che successiva); essa ha il solo scopo di scaricare dell’energia, il rancore per la perdita e per la delusione e di ristabilire l’equilibrio tra i due (“uno pari”), ma a livello affettivo e spirituale porta con sé solo una perdita di consapevolezza ed evita inoltre la fase della sofferenza e dell’accettazione, aggravando la perdita di stima, identità e intimità.

La difesa successiva è il cinismo: l’amore non esiste, l’amore è solo una delusione, ma il cinismo è solo l’altra faccia dell’idealizzazione e agli estremi, si sa, non v’è virtù.

Il cinismo è una difesa pericolosa perché si instaura nella mente del soggetto alterando la sua modalità di pensiero. La persona “cambia le sue convinzioni sulla vita, sulle persone e sull’amore” e quindi lascia che l’esperienza negativa intacchi il concetto di vita, fede e amore in generale.

 Nelle coppie che decidono autonomamente di provare a superare il tradimento s’instaura poi la dinamica del senso di colpa, della sfiducia e del ricatto.

Questa è una dinamica di potere, ci s’illude di poter controllare il rapporto per renderlo esente dal tradimento: telefonate, messaggi, prove d’amore, inseguimenti, pedinamenti..etc..

Qualunque coppia che intenda invece superare insieme un tradimento, deve accettare due condizioni essenziali: da un lato intraprendere il cammino del perdono e dall’altra quello del sacrificio narcisistico.

amore-libri-da-leggereIl perdono è un cammino lungo e di grande sofferenza, che richiede estrema maturità affettiva, perseveranza ed elevazione spirituale in entrambi i partner; stesso vale per il traditore, che è chiamato invece ad un sacrificio narcisistico per il bene della coppia.

In questo senso, il tradimento riguarda entrambi i partner: ognuno ha le sue responsabilità e la coppia che riesce a superarlo è quella che s’impegna in un progetto di accettazione e riconoscimento.

Il traditore semplicemente s’illude che l’ideale non sia morto, ma possa ritrovarlo con un altro partner, senza sospettare che puntualmente si troverà allo stesso bivio.

Il traditore non deve incappare inoltre nella tentazione di giustificarsi perché afflitto dai sensi di colpa, deve accettare i suoi limiti ed assumersi tutto il peso della colpa; colui che si giustifica intacca ancora di più la dimensione della fiducia.

tradimento-moglieIl tradimento distrugge l’ego, svela al soggetto che “l’amore non è ideale, non è perfetto, che l’altro non è perfetto, ma soprattutto che non lo sei tu”, per questo chi perdona un tradimento passa da una dimensione infantile dell’amore a una dimensione differente: “Il tradimento è il lato oscuro dell’una e dell’altro, ciò che conferisce loro significato, ciò che li rende possibili” Hillmann.

Nel rapporto di coppia si è sempre in equilibrio tra la voglia di appartenere all’altro e quella di mantenere la propria libertà e la propria individualità e solo chi riesce a mantenere questo equilibrio non rischia di tradire. Il possesso dell’altro è aihmè una mera illusione.

In due la vita è più semplice da un lato, ci si sente protetti, ma da soli ci sente più liberi e spesso chi tradisce sta lanciando un SOS all’altro partner: “sto soffocando”, “mi sento oppresso/a”, “chi sono io senza di te”?, oppure “mi sento solo/a”, oppure ancora, “basta voglio un cambiamento”!

49-l_01c61338fac642758d6a7021e29e8641Tradire è rivoluzionare, è reclamare la propria identità e vale per tutte le sfere delle relazioni, non solo quella di coppia.

Anche da bambini e da adolescenti, per crescere abbiamo dovuto tradire i nostri genitori, perchè con il loro desiderio di possesso tendono ad impedire la libera espressione dell’individualità del figlio e a voler affermare il proprio ego invece di amare in modo incondizionato: “ti amerò se tu farai questo, o se tu sarai questo o quello, altrimenti, mi deluderai e io soffrirò“.

Io sono me stesso/a, non sono ciò che tu vuoi che io sia.

Molto spesso chi tradisce, si è finto/a un’altra persona per accontentare chi ama, ma alla fine, ha tradito solo se stesso/a, rinnegando la sua vera identità e per questo, nella sua debolezza, la ricerca altrove, tranne che in se stesso/a.

Il tradito e spesso meno consapevole, perché deve fare i conti con la svalutazione del sé, con lal solitudine, la delusione in cui viene abbandonato/a e ha bisogno di maggiore tempo per poter arrivare alla dimensione del perdono.

Molto spesso ciò non è neanche possibile, perché l’altro reitera il danno, continuando a mentire per non compiere il sacrificio narcisistico e rinunciare all’ideale.

E’ dura farcela da soli, senza il sostegno di un mediatore o di uno psicologo/a, ma molti si vergognano e sono reticenti nel chiedere aiuto.

Se anche tu sei stato/a tradito/a, contattaci, ti aiuteremo a superare questo brutto momento!

destra-o-sinistra-eliana-monti-la-politica-entra-nella-coppiaJPG

www.psicologiadicoppia.net

D.ssa Silvia Michelini