Categoria: Innamorarsi: dalla scelta del partner alla relazione di coppia

La Madre Narcisista

La Madre Narcisista

Cos è il DNP

Il narcisismo è un disturbo di personalità più o meno grave (egosintonico – penso di agire nel giusto non sono aperto a mettermi in discussione/egodistonico – mi rendo conto che la mia personalità mi porta disagio nelle relazioni e sono pronto a lavoraci), caratterizzato da assenza di empatia, ricerca costante di attenzione e ammirazione, un senso del Sé grandioso e alterato, arroganza e utilizzo di difese primitive come la negazione, la proiezione e la svalutazione del mondo esterno.

I genitori narcisisti

I genitori affetti da DNP possono danneggiare i loro figli, non a caso – oggi si parla di “vittime di abuso narcisistico” e in alcuni casi di traumi affettivi e familiari che determinano personalità post-traumatiche (ossessivo-compulsive, narcisistiche, borderline, depressive, istrioniche).

Queste personalità presentano tutte le caratteristiche del DPTS (disturbo post-traumatico da stress) oltre che presentare i tratti tipici di una specifica personalità (spesso sovrapposti), con un funzionamento che va dal nevrotico al borderline.

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Inaffidabilità e seduzione manipolatoria nel narcisismo patologico

Inaffidabilità e seduzione manipolatoria nel narcisismo patologico

 Il fascino dell’amor che fugge

Chi si innamora di un/una narcisista o comunque di partner psicologicamente disagiati, è  – con tutta probabilità – vittima di un’antica ferita di abbandonica, spesso inflitta proprio da genitori narcisistici e in età adulta, prosegue a causa della ripetizione di coping relazionali malati (coazione a ripetere) a ricercare partner anaffettivi, svalutanti o comunque abusanti, a livello psicologico e/o anche fisico.

Ciò che i partner dei narcisisti affermano spesso è di “non riuscire a resistere al loro fascino”, che, per quanto inaffidabili e anaffettivi, è per loro un elemento essenziale per provare attrazione sessuale o mantenere vivo il desiderio o per accrescere il loro senso di onnipotenza.

In amore quindi, vince chi fugge? Per gli immaturi si.

I partner dei narcisisti non si accorgono, che dietro a un amore malato, si cela un loro desiderio inconscio di riparazione, un intento egoico curativo: “io ti salverò” e tanto più l’oggetto amato si manifesta come inadeguato, sofferente, sfuggente, tanto più l’altro si ostina in modo cieco ed ossessivo a volerlo aiutare o comunque a tollerare i suoi comportamenti in nome di un “amore vero”, con l’inconscia aspettativa che arriverà poi l’eterna gratitudine o la redenzione del partner.

Questo tipo di relazioni malate (con un/una narciso/a, un/una border, un/una immaturo/a infedele o seduttore seriale più o meno gravi) sono sbilanciate, perché vedono da un lato chi cura e dall’altro chi riceve le cure.

Perché ci innamoriamo di partner psicologicamente disagiati?

La vittima in genere, mette in atto schemi masochistici e auto-sacrificali (più o meno gravi) con intenti auto-lesionistici, (più o meno gravi), che si tramandano di generazione in generazione oppure è abituato/a ad essere abusato psicologicamente perché ha fatto da genitore ai suoi genitori.

Il problema è che “l’inaffidabilità” è un tratto che emerge solo dopo che la persona è entrata in relazione con l’altro, questo perché i narcisisti sanno come mostrarsi la donna o l’uomo ideale dell’altro, quando poi sono certi di averlo/a conquistata iniziano a togliersi alcune maschere e ad indossarne altre, una tra tutte il vittimismo.

I narcisisti sono dei simulatori per eccellenza, simulano qualsiasi cosa: interesse, preoccupazione, amore, affidabilità, simpatia…un po’ come un predatore si mimetizza per confondersi con la natura e ingannare la preda.

Lowen ( Il narcisismo, l’identità rinnegata, Feltrinelli, Bologna,1983), asseriva che i narcisisti sono “simulatori per eccellenza”, perché di base non hanno un’identità, la loro vera identità è stata rinnegata, per questo, vivono incarnando un Falso Se e questo tratto è tanto più grave quanto più sono gravi si pensi ai volti innocenti e inespressivi, all’ostinazione della negazione di aver commesso l’atto, ai pianti isterici degli assassini gravemente psicopatici, che ingannano avvocati, psichiatri, parenti..

(vedi ad esempio il caso di FRANCESCA BARTOLI).

Narcisismo sano e Narcisismo Malato

I narcisisti vi incolperanno di non essere abbastanza presenti, abbastanza premurosi, abbastanza interessanti “abbastanza”, oppure di essere eccessivamente richiestivi in momenti per loro dolorosi; per questo non è mai il momento giusto per voi di ricevere amore: una volta sono preoccupati/e per il lavoro, una volta per un parente… in ogni caso esiste sempre una scusa mossa a celare la loro incapacità di amare e per convincervi giorno dopo giorno che la colpa è vostra.

Il narcisista maligno vuole nutrirsi dell’altro (partendo dall’abuso psicologico finanche all’omicidio o alla sadica tortura), sceglie qualcuno che ammira o che soddisfa il suo desiderio sessuale, qualcuno che lui/lei stima ma che si disistima, qualcuno che vorrebbe essere, lo/la fa innamorare e mantiene sempre il legame a fini utilitaristici e manipolatori, usando la finzione, la menzogna, l’inganno, la simulazione.

Il narcisista benigno (per modo di dire) invece seduce, consuma (non sempre, spesso gli basta l’idea che potrebbe farlo e che voi appunto siate innamorati/e) e poi scappa, si dilegua, non risponde alle vostre richieste emotive per poi ricomparire con qualche suo desiderio da soddisfare unito a qualche plausibile scusa, che vi vede tuttavia sempre colpevoli e l’uomo in questo, rispetto a quanto si possa sospettare è molto meno sadico, perché non approfitta materialmente, mentre la donna narcisista è spesso interessata ai vantaggi economici dell’uomo oppure solamente a prenderne il seme e a gettarlo dopo l’uso.

Il confine tra narcisismo sano e patologico è difficile da tracciare, perché nel parlare di narcisismo non si può non considerare la fase evolutiva in cui si trova una determinata persona e contestualizzarla in un sistema socio-culturale.

La nostra è una società narcisistica, rinforzata dai messaggi più o meno espliciti dei mass media: successo, fama, felicità, potere….morte, abbandono, perdita non sono contemplati.. Dato questo ambiente culturale, sostiene Gabbard che “è spesso problematico determinare quali tratti indichino un disturbo di personalità narcisistico e quali tratti siano dei semplici adattamenti culturali” (Gabbard, 1995, pag. 468).

Coppia in crisi a letto

 

Invidia, ricatti affettivi e desiderio di punizione del narcisista

I narcisisti si comportano nella coppia o in famiglia (ci sono molti genitori seduttivi e ambivalenti che usano i figli solo a scopi egoistici)  come se vivessero con un papabile nemico da controllare, gestire. Intimamente invidiano l’altro perché sa amare o perché appunto è felice, vive.. è vivo ha una sua personalità o molto cuore e per questo desiderano punirlo.

Quando si accorgono che l’altro sfugge, si rimettono la maschera del buono, della brava compagna sottomessa, della madre/padre ideale.. e poi puff una volta raggiunto l’obiettivo parte il rapido voltafaccia che vi tiene in COSTANTE ALLERTA.

I narcisisti, utilizzano la seduzione (spesso a tratti isterici) per INTRUDERE NELLA VOSTRA SFERA EMOTIVA e succhiare energia a tradimento e utilizzano anche i ricatti affettivi sulla base del ruolo che ricoprono “sono tua moglie”, “sono tua madre”, “sono tuo padre”… senza minimamente preoccuparsi se loro questo ruolo sono degni di incarnarlo o se ne sono degni (sono egosintonici cioè non avvertono né sensi di colpa, né fastidio rispetto alle loro incoerenze).

Il narcisista non vuole vedere la sua ferita abbandonica e non vuole affrontare la sua rabbia primaria, per questo la rivolge su se stesso/a (cinismo, svalutazione esasperante) oppure la esprime nell’inconscio desiderio di distruggere quello che non riesce a essere, come un/una bambino/a viziato/a che non essendo capace di disegnare come il suo amico, distrugge il suo quadro attirandolo con la bugia di volergli essere amico o di voler imparare da lui a dipingere, per poi iniziare a criticarlo su come lo fa e come lui/lei saprebbe farlo meglio.

coppia_in_crisi

Empatia, abuso psicologico e dipendenza affettiva: empatici si nasce o si diventa?

L’empatia è la capacità di immedesimarsi nell’altro, di percepire/intuire le sue emozioni e i suoi pensieri.
L’empatia è un’attitudine a comprendere chi abbiamo di fronte, data dalla capacità di focalizzarsi sull’altro, mettendo momentaneamente da parte noi stessi.

L’empatia è un dono innato, una predisposizione genetica della specie umana, che può manifestarsi sulla base di una stimolazione ambientale o meno.

Ciò è stato ampiamente dimostrato da Darwin, ma anche dagli studi di G. Rizzolatti e Gallese sui neuroni specchio.

Secondo la teoria dei neuroni specchio, elaborata dal gruppo di Rizzolatti, l’empatia nasce da un processo di simulazione incarnata (Gallese, 2006) che precede l’elaborazione cognitiva.

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L’Uomo Narcisista

L’Uomo Narcisista

I tratti tipici del narcisismo secondo il DSM (manuale diagnostico sui disturbi mentali) sono la mancanza di empatia (incapacità di mettersi nei panni dell’altro e riconoscerne emozioni, bisogni e/o sentimenti) e la grandiosità (ricerca di successo, attenzioni, di una condizione di prestigio, superiorità economica, culturale, intellettiva, di fama..etc..).

I narcisisti sono uomini intelligenti, brillanti, capaci, dotati di fascino e carisma, ma anche egoisti, infantili, testardi, umorali, arroganti, egocentrici, capricciosi e volitivi; si sentono superiori agli altri, si comportano come se tutto gli fosse dovuto e desiderano, più o meno apertamente, di essere ammirati e adorati da un pubblico di idolatranti fan.

Questi aspetti di grandiosità possono essere visibili (narcisista overt/estroverso/aggressivo) oppure celati e in ombra dietro la facciata di un uomo malinconico, remissivo, mite, cauto, che in realtà è un invidioso, un insicuro, un pavido e un arrogante (narcisista covert/introverso/passivo-aggressivo).

il narcisista

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Narcisismo e Matrimonio: come si comporta un narcisista in una relazione stabile?

Narcisismo e Matrimonio: come si comporta un narcisista in una relazione stabile?

I narcisisti generalmente non s’impegnano, non vogliono accedere ad una dimensione personalità adulta e genitoriale della personalità, vivono come eterni peter pan, hanno paura di impegnarsi, idealizzano i partner, temono l’intimità e poi – dopo aver abusato psicologicamente ed emotivamente delle loro vittime – fuggono senza rimorsi o ripensamenti verso la loro prossima avventura.

Eppure ritroviamo spesso i narcisisti in coppie stabili anche se conflittuali, perché? Continua a leggere →

Amore a prima “svista”: la trappola dell’istrione: come riconoscere se la/il tua/tuo partner ha un disturbo istrionico di personalità.

Amore a prima “svista”: la trappola dell’istrione: come riconoscere se la/il tua/tuo partner ha un disturbo istrionico di personalità.

Gli istrionici sono facilmente riconoscibili: amano stare al centro dell’attenzione, sono seduttivi, amabili e manifestano un’intensa emotività accompagnata da una marcata tendenza alla drammatizzazione.

Gli/le istrioni/istrioniche sono persone attratte dalle novità, di sovente esibizioniste, curiose, estroverse, altamente suggestionabili e volitive; sono caratterizzati/e da una spiccata sensibilità e la tendenza a somatizzare le tensioni emotive.

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Narcisismo Patologico e Relazioni abusanti: quali schemi attiva in te il narcisista? trova il coraggio di dire no

Narcisismo Patologico e Relazioni abusanti: quali schemi relazionali disfunzionali attiva in te un narcisista?

Trova il coraggio di dire NO.

Perché si diventa “Narcisisti”? – o meglio – perché si sviluppano personalità affettivamente immature, che per facilità di comprensione raggruppiamo sotto la definizione generale di Narcisisti?

Quali schemi di funzionamento ci sono alla base del loro vissuto e perché noi cadiamo in queste trappole?

Quali sono i nostri schemi di relazione? Ma soprattutto quali schemi attiva in te un narcisista patologico?

Siamo tutti così sciocchi, masochisti o ciechi da non accorgerci che qualcuno sta abusando emotivamente e qualche volta anche economicamente – di noi?

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Narcisismo patologico e terrorismo emotivo: la gabbia dorata del dipendente affettivo

Narcisismo patologico e terrorismo emotivo

I narcisisti patologici possono essere paragonati a dei terroristi psicologici; queste persone sono molto abili a piazzare delle bombe emotive lungo il percorso della relazione con l’obiettivo di mantenere l’assoluto controllo sulla vittima.

Questi comportamenti sono inconsci, inconsapevoli e alla base di essi, ci sono schemi di relazione ed affettivi (copioni) spesso simili e facilmente riconoscibili.

Gli schemi affettivi/di relazione/familiari da cui proviene un narcisista patologico e che ne determinano il comportamento “terroristico” sono spesso quelli del cosiddetto CONTROLLO SENZA AMORE ne sono due esempi quella della coppia di fatto e dei genitori narcisisti con alte aspettative sui figli.

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Narcisismo al femminile: L’eterna bambina e il triangolo di coppia

Le donne di cui intendo parlare in questo articolo, sono quelle che con tutta probabilità sceglieranno un partner narcisista, perché a loro volta, sono dipendenti da una figura genitoriale con una personalità di stile narcisistico (padre o madre, spesso più una madre o a volte entrambi), che ha segnato pesantemente la loro infanzia e la loro autostima, costringendole all’eterna condanna di “dipendere” da qualcuno che la giudica, la svaluta, la esorta ad essere autonoma – soprattutto affettivamente – ma che di base ne nega in modo ambivalente l’autonomia stessa, costringendola – attraverso il giudizio e la svalutazione – ad aderire a codici morali, etici o di comportamento, finalizzati da un lato a non deludere questo genitore esigente e dall’altro a confermare al genitore in questione, che i suoi sacrifici, privazioni e frustrazioni individuali riguardo ai suoi genitori, non sono state un errore.

In poche parole si tratta di una catena infinita di ricatti affettivi, morali intrisi da una fortissima ambivalenza affettiva, che bloccano l’evoluzione psico-affettiva di un individuo

Un esempio molto calzante è quello delle donne maltrattate psicologicamente ( spesso anche fisicamente) dal partner, che si rifugiano nel genitore “alpha” nella speranza di conforto, appoggio e  consiglio. Inizialmente il genitore narcisista, che è in genere una persona apparentemente solida e disponibile, innalzerà la posizione del figlio/a, creando con lui/lei una forte alleanza che simbolicamente esprime la frase “io ti capisco, solo io posso veramente capirti e aiutarti”, ma dall’altra il genitore inizierà a inviare alla figlia, messaggi “paradossali” ovvero incoerenti: “beh però è sempre tuo marito, forse tu lo hai provocato…certo se tu ti comporti così…. Fai così, fai questo o quell’altro per far sì che lui faccia X o Y, …..Certo devi separarti, ma come farai coi soldi?, ci sono i bambini come pensi di fare..”? In altri casi, l’aiuto fornito è finalizzato a riprendere il controllo sul figlio o economico e affettivo e quindi non è privo di distorsioni o manipolazioni affettive, anche e ahimè spesso riguardanti al gestione dei figli, che questo tipo di donne, si trova a dover delegare per mancanza di tempo, energie, vitalità, per confusione o perché di base – è impegnatissima nella relazione disfunzionale con il partner.

Mother In Law — Image by © Illustration Works/Corbis

Ecco che il tentativo di ribellione, diventa un senso di colpa che rinforza il legame sia col genitore che con il partner, che a questo punto possiamo identificare come un narcisista di serie B, certamente un figlio altrettanto abusato dai genitori.

L’aspetto narcisistico che tuttavia intendo approfondire in questo articolo è la collusione tra un genitore narcisista (di tipo grandioso) – in genere la madre –  e una figlia che definiremo “eterna bambina”.

In questo matrimonio simbolico, la figlia femmina sceglie un uomo, si sposa o va a a convivere, mette al mondo dei figli, non tanto perché è consapevole delle scelte compiute e in seguito a una reale maturazione psicologica ed affettiva, ma per dimostrare al genitore alpha di essere diventata grande e quindi degna della sua stima, soprattutto perché, quasi certamente questa donna non farà nulla, che non è approvato prima dalla madre.

Sceglie in genere un uomo con le sue stesse caratteristiche, cioè che resta ancorato alla famiglia d’origine e mantiene con la madre un rapporto fusionale, in cui vi è una marcata assenza di confini.

L’incapacità di definire dei confini tra sé e l’altro è il nucleo della dispersione dell’identità individuale della donna e dello stallo della coppia a una condizione di perenne adolescenza.

Queste coppie sono – di fatto – relazioni a tre, nella quale l’uomo rappresenta simbolicamente una minaccia alla fusione tra la madre e la figlia.

Queste madri non amano veramente le figlie, non per cattiveria, ma perchè ne sono incapaci.

Per loro è più importante che la figlia, si attenga a quelle che sono le regole rigide del suo codice di pensiero, codice che conferma o valida la sua visione o esperienza negativa di vita: “se ho sofferto io, si vede che deve essere così per tutte e così sarà per te”.

“Il destino di ogni donna è soffrire”, “gli uomini sono tutti uguali”, “Una donna non si comporta così”.

Da un lato quindi sembra voler salvare la figlia, sostenendola nella ricerca di una sua soggettività, della libertà individuale, dall’altro però sembra non sopportare che la figlia possa avere una via d’uscita.

Via d’uscita che lei stessa non ha mai cercato.

Per l’uomo, sono Inutili i tentativi di “cacciare la suocera dal letto”, questa sarà sempre presente, perché la donna bambina, ha continuo bisogno di lei.

Non è autonoma nella gestione della vita familiare e soprattutto con i figli, che vengono spesso totalmente delegati alla nonna, quasi come fossero dei trofei da portarle in dono.

Questa deresponsabilizzazione è il nucleo su cui si mantiene l’assenza di autonomia, che negli anni, diviene profonda una dipendenza, difficile da spezzare, soprattutto se il partner/marito/compagno ha anche lui tratti narcisistici marcati.

In questo caso, la svalutazione è l’arma con cui queste donne feriscono il partner, incalzando con continue richieste di prestazioni e di attenzioni, affinché lui possa essere ritenuto degno della coppia.

Questo pattern relazionale, genera una dinamica affettiva disfunzionale che si basa sulla dipendenza affettiva dal genitore in primis e dal partner in seconda analisi.

Il partner/uomo narcisista potrebbe inizialmente sentirsi molto attratto da questo tipo di donna, perché sembra molto affabile, gestibile e in ogni caso di sani valori, essendo stata “conservata” a dovere dalla madre ai ripari da qualsiasi rischio di “maturazione” individuale.

Questo “sacrificio” narcisistico tuttavia, non è esente da costi per nessuno.

La rabbia, che la donna eterna bambina prova inconsciamente per essere stata privata della libertà individuale, per aver soppresso la sua vera identità o per aver evitato di formarsi una personalità, si riversa interamente sul partner, sotto forma di lamentele, astensione sessuale, conflitti, litigi, capricci, sui figli “che non fanno quello che lei ha fatto per la madre” o che pesano sulla sua fragile struttura psicologica ed affettiva, che osano avere una personalità autonoma e verso la madre sotto forma di anaffettività e svalutazione, quando questa invecchiando necessiterà della sua assistenza.

Se nella vostra coppia c’è una suocera di troppo, valutate se intraprendere un percorso di coppia, mirato a stabilire dei sani confini relazionali e un percorso individuale, mirato alla propria individuazione, ma soprattutto finalizzato a liberarci dagli schemi relazionali disfunzionali, basati sul senso di colpa, il ricatto, la sottomissione e l’autosacrificio estremo.

Se ti senti oppresso da qualcuno in famiglia, contattaci.

Ricordati che chi ti ama, non ti opprime, ma ti fa sentire, LIBERO.

Dr.ssa Silvia Michelini

Amore e Ossessività: Impossibilità di Amare l’altro nel DOC da relazione

La personalità Ossessiva

Il tratto ossessivo (diverso dalla patologia ossessiva) è un tratto di personalità molto comune, soprattutto in Occidente: meticolosità, criticismo, autodeterminazione, indipendenza, ricerca della perfezione, controllo, autosacrificio… sono tutti aspetti della personalità che sono premiati dalla società e dalla cultura sin dai primi anni di vita di un bambino.

Verso i 2/3 anni il bambino vitale e gioioso, inizia a manifestare la sua volontà di imporsi sull’ambiente e di esercitare quindi la sua autonomia.

Questa volontà del bambino può trovarsi di fronte a un conflitto tra la ricerca di autodeterminazione e l’inibizione di quest’ultima, che passa attraverso la soppressione della spontaneità e dell’autonomia per mezzo di strategie educative basate sulla repressione, la svalutazione e la vergogna piuttosto che sul confronto e sul ragionevole e opportuno controllo dell’esuberanza del bambino.

Quante volte abbiamo visto al parco bambini che vengono continuamente redarguiti ad ogni passo che fanno “non ti sporcare!”, “ non ti sedere a terra”, “copriti” “non correre”.. ogni iniziativa autonoma, spontanea o giocosa del bambino viene repressa più che incentivata e gestita con autorevolezza.

Il genitore severo preferisce sopprimere un comportamento anziché condividerlo col bambino, insegandogli come fare in una data situazione che reputa poco opportuna.

La repressione e la svalutazione determinano un profondo senso di inadeguatezza, frustrazione, rabbia e vergogna nel bambino, minando la sua autostima “DA SOLO NON CE LA FACCIO”.

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