Come uscire da una relazione con un narcisista patologico: NO CONTACT e processo di consapevolezza

Uscire da una relazione con un narcisista patologico utilizzando la tecnica del NO CONTACT.

E’ molto difficile uscire da una relazione con un/a narcisista perché lui/lei vi conosce alla perfezione, sa esattamente quali bottoni spingere, conosce le vostre debolezze, i vostri bisogni più intimi, le vostre carenze emotive e questa abilità e intelligenza, le sviluppa e le mantiene così come un perenne bambino in stato di bisogno emotivo, che ha diritto di avere senza dare nulla in cambio.

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Gli altri gli occorrono per nutrirsi psicologicamente, per specchiarsi, per poter immaginare un’identità che in realtà non c’è e nel contempo per poter proiettare tutto quello che di se e del mondo percepisce come negativo.

Siete il suo cestino della spazzatura, il suo specchio, il suo biberon, la sua bambola/bambolotto.

Il narcisista, all’interno di una relazione abusante (sado-masochistica) è quasi sempre un vampiro energetico, ha bisogno di trattenere la vittima, al contrario di ciò che appare all’esterno (una persona brillante, forte, disponibile..etc).

Ciò che confonde maggiormente la “vittima” è la rapidità con cui il narcisista passa dal mostrarsi l’uomo/la donna dei tuoi sogni a un mostro di anaffettività (freddezza, distacco emotivo, reazioni paradossali),  e sadismo; si tratta del circolo vizioso idealizzazione-svalutazione-abbandono, che il narcisista patologico attua in ogni relazione sia con le persone che con le cose: le cerca, le idealizza, le desidera, le ottiene, le teme, poiché ciò di cui si nutre è l’altro, le svaluta, vorrebbe disfarsene ma ne ha bisogno e quindi le trattiene.

La relazione abusante con un narcisista è una bilancia che sembra sempre pareggiare o meglio, vi accorgerete che ogni volta che vi affacciate sul baratro del suo vuoto interiore e decidete di sciogliere le catene invisibili da cui vi sentite oppressi, lui/lei vi farà vedere il suo lato migliore e voi allenterete la corda, pensando di esservi sbagliati, ma in realtà restate attaccati alla catena; come dire, vi si permette di andare un po’ più in la di quanto la catena trattiene, ma nulla di più.

Per questo, le uniche regole, per uscire dalla relazione con un manipolatore affettivo sono tre

  • Riconoscere che anche voi siete parte del gioco, non siete più maturi del vostro partner se restate in una relazione abusante e non siete migliori solo perché state dalla parte della vittima: Non ci crederete mai, ma anche voi, che siete le vittime di un/una manipolatore/trice perverso/a, siete parte dello schema del gioco. Forse siete persone che hanno uno stile di personalità dipendente, masochistico, istrionico, ma in ogni caso ciò può ricondurre ad un livello di maturazione psicologica ed affettiva medio-basso. Forse anche voi tendente ad idealizzare gli altri, a volerli diversi e quindi forse, il vostro è un narcisismo cosiddetto INVERSO o covert, siete probabilmente persone depresse, che si disistimano, che ricercano il loro valore attraverso il riconoscimento e l’apprezzamento degli altri, oppure siete persone che sono dedite al sacrificio verso gli altri, che volete aiutare gli altri, migliorarli, cambiarli, siete persone con una forte corazza, che celano invece ferite affettive e bisogni affettivi inespressi. Anche questo è narcisismo, certo in una forma più sana, innocua, che però può sfociare nel patologico, specialmente nel caso del sesso femminile. Il masochismo relazionale femminile, non è altro che la convinzione radicata, l’ideale obiettivo di trasformare un rospo in un principe azzurro e questa ostinazione può divenire un’ossessione, che supera ogni logica di razionalità, fino a condurre sia l’uno che l’altro in una spirale autodistruttiva, che nel vostro caso prende il nome di DIPENDENZA AFFETTIVA. La dipendenza affettiva non differisce dalle altre dipendenze; è come per qualsiasi sostanza esempio la cocaina, sai che ti fa male, sai che non dovresti, ma la prendi e la colpa non è solo dello spacciatore o della gravi sofferenze della tua infanzia, è anche tua che ti nutri dell’illusione di una relazione tossica, che sei un malinconico romantico. Per questo intanto, dovete convincervi che quel che è reale della vostra relazione è quello che c’è, non quello che c’è stato per breve tempo, non quello che voi credete, volete o immaginate idealisticamente con la lente d’ingrandimento del vostro inguaribile romanticismo. Le persone non cambiano e nel caso di un narcisista patologico (quindi grave) manipolatore perverso è anche difficile che possano migliorare, perché solo la reale ammissione di avere un problema (reale non solo come mezzo di ricatto per accontentarvi/trattenervi “..si dai andrò in terapia”..) potrebbe aiutarli. Dovete smettere quindi di proiettare più su di lui/lei l’immagine dell’uomo/donna perfetta e quindi NON CREDERGLI PIU’ quando vi mostrerà quel lato di cui vi siete innamorati, semplicemente perché anche se quel lato esiste è intermittente e insufficiente a nutrire una relazione, pertanto, essendo una piccola goccia in un deserto di anni, vi manterrà in uno stato di deprivazione emotiva.
  • Intraprendere un VOSTRO percorso di sostegno psicologico (individuale o di gruppo) con un professionista del settore (no counselor, non terapisti olistici, gruppi non gestiti da professionisti etc) mirato alla consapevolezza e l’accettazione di voi stessi, ma anche orientato a favorire una maturazione psicologica ed affettiva e quindi al ristabilirsi del benessere psicologico. Ciò eviterà che voi ricadiate negli stessi schemi in futuro, quindi SOLO UNA TERAPIA CHE VADA A LAVORARE SUGLI SCHEMI DI RELAZIONE DISTORTI CHE CI SONO ALLA BASE DI QUESTE SCELTE PATOLOGICHE PUO’ VERAMENTE AIUTARVI, altrimenti uscirete da una relazione con Mario(aria e entrerete in quella con Paolo /Paola). Diffidate di corsi brevi o percorsi all’americana, che propongono molta fuffa e spesso sono gestiti da psicoterapeuti altrettanto narcisi. Queste relazioni infatti lasciano le vittime in uno stato psicologico assai compromesso: depressione, problemi di alimentazione, somatizzazioni, isolamento sociale, paure, fobie, insonnia, abuso di farmaci, droghe o alcol.., per questo è importante subito affidarsi a qualcuno senza temere minacce o ripercussioni da parte del partner (spesso sono vane, solo parole) e nel caso in cui temiate che possa addirittura compiere gesti violenti gravi verso la vostra persona, rifugiatevi dai familiari/amici e chiedete aiuto. Se temiate possa compiete gesti verso se stesso sappiate che raramente accade (solo i borderline gravi lo fanno) e in ogni caso. NON E’ COLPA VOSTRA.

Nb: (a volte si possono avviare percorsi di coppia, se c’è consapevolezza e collaborazione da parte dell’altro partner, ma ciò significherebbe che non siete in mano ad un manipolatore perverso grave, che raramente o mai verrà in terapia e se verrà lo farà solo per manipolare la terapia, il terapeuta e/o voi ).

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  • Praticare il distacco completo che oggi va di moda chiamare NO CONTACT, che significa semplicemente smettere di avere contatti di qualsiasi forma con il vostro partner abusante. Qualsiasi forma di contatto infatti sarà solo mirata a riportarvi nella spirale di dipendenza affettiva e riaprirebbe una ferita che state cercando di chiudere. Il narcisista vi farebbe vedere il meglio di se, creando in voi dubbi, se state facendo o meno la cosa giusta. Il contatto va evitato sempre anche quello via internet (cyberstalking via whatsup, messenger, facebook, etc). Il no contact funziona nel tempo, perché più vi allontanate più avete tempo per elaborare il vostro dolore e guarire. In ogni caso quel che ricerca un narcisista sono ATTENZIONI, sia in positivo, che in negativo. Complimenti, ma anche il vostro sdegno, la vostra rabbia etc.. per cui non mancheranno provocazioni o tranelli.

L’unica cosa che veramente spaventa le persone affette da narcisismo patologico è la fine della possibilità di avere attenzioni. La chiusura di un sipario dove lui/lei non è più protagonista; per questo all’inizio non vi crederà, anzi si sentirà stimolato/a a riconquistarvi come una meta ambita da raggiungere. Solo dopo, quando sarà passato del tempo e vedrà che voi non siete più disponibili, cercherà un’altra “preda” o “vittima”.

Per quanto semplice, allontanarsi non è facile senza l’aiuto di un professionista, perché ci si sente deboli, fragili, deprivati, confusi e per questo è molto probabile che prima di riuscirci ci ricadrete varie volte. Non significa che siete deboli, anzi spesso i narcisisti scelgono come partner una persona forte, brillante, indipendente che vogliono rendere dipendente, che inconsciamente invidiano e che riescono a trattenere solo attraverso la deprivazione e l’inganno.

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Un segreto per allontanarsi con maggiore facilità è concentrarsi su chi è la persona con cui ci relazioniamo, lasciando andare quell’immagine idealizzata che ci siamo fatti all’inizio o meglio, che abbiamo visto inizialmente.

Quella parte bella e sana è solo “la coda del pavone”, la maschera che il/la narciso/a utilizza per conquistarci e quindi l’unico modo per uscire da una dipendenza è smettere di credere che la droga sia una cosa buona.

Solo allontanandosi e riprendendo contatto con se stessi, si può lasciare spazio al dolore di emergere e così anche alla propria storia personale di trovare una coerenza narrativa, un significato e un senso. Solo allora potremmo sentirci capiti/e e ricominciare a vivere, solo ed unicamente attraverso un cammino di CONSAPEVOLEZZA.

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33 commenti

  1. Bellissimo e utilissimo articolo. Si potrebbe aggiungere che spesso lo stile di comunicazione avviene per allusioni che destabilizzano molto piuttosto che attacchi diretti?

    1. La comunicazione ALLUSIVA a cui ti riferisci è definita DISSONANZA COGNITIVA che determina poi la condizione di GASLIGHTING (confusione obnubilamento mentale). La persona che ne è vittima non può mai esser certa di aver compreso quell’esatta frase o concetto, perchè una cosa viene accennata, allusa e poi negata. Se la persona ne trae un senso, gli viene risposto o riferito che è lei/lui ad aver compreso quello ma che lui/lei intendeva altro. In questo senso nel cervello della persona/vittima si genera uno stato perenne di dissonanza cognitiva, sentiamo nel cuore nel nostro istinto e spesso anche razionalmente una cosa, ma l’altro ce la disconferma continuamente , lasciando l’altro nel perenne dubbio e quindi in uno stato di TORPORE MENTALE che ha l’utilità di tenere ferma la vittima.
      E’ una violenza psicologica sottilissima che passa appunto attraverso una forma di comunicazione PARADOSSALE, che DISSOCIA l’emozione dal messaggio. Questo tipo di comunicazione è associata anche alla schizofrenia secondo Bateson e la sua teoria del DOPPIO LEGAME.

      DA WIKIPEDIA:
      Il doppio legame indica una situazione in cui la comunicazione tra due individui, uniti da una relazione emotivamente rilevante, presenta una incongruenza tra il livello del discorso esplicito (verbale, quello che viene detto a parole) e un altro livello non verbale, detto metacomunicativo (gesti, atteggiamenti, tono di voce ecc.), e la situazione sia tale per cui il ricevente del messaggio non abbia la possibilità di decidere quale dei due livelli sia valido (dal momento che si contraddicono) e nemmeno di far notare l’incongruenza a livello esplicito. Come esempio Bateson riporta l’episodio della madre che dopo un lungo periodo rivede il figlio, ricoverato per disturbi mentali. Il figlio, in un gesto d’affetto, tenta di abbracciare la madre, la quale si irrigidisce; il figlio a questo punto si ritrae, al che la madre gli dice: “Non devi aver paura ad esprimere i tuoi sentimenti”.

      A livello di comunicazione implicita (il gesto di irrigidimento) la madre esprime rifiuto per il gesto d’affetto del figlio, invece a livello di comunicazione esplicita (la frase detta in seguito), la madre nega di essere la responsabile dell’allontanamento, alludendo al fatto che il figlio si sia ritratto non perché intimorito dall’irrigidimento della madre, ma perché bloccato dai suoi stessi sentimenti; il figlio, colpevolizzato, si trova impossibilitato a rispondere.

      Rifacendosi ai suoi studi sui livelli di apprendimento, Bateson e il suo gruppo ipotizzano che nei contesti schizofrenogeni si possano riscontrare delle esposizioni croniche a situazioni familiari, con particolare riguardo alla madre, di doppio legame[1]. Tale esposizione comporterebbe nel soggetto l’incapacità di valutare correttamente i legami tra comunicazione esplicita ed implicita adoperati dalle persone normali. Ad esempio, la persona, posta di fronte a semplici domande quali “come stai oggi?”, “cosa stai facendo?”, non riuscirebbe ad accettarle come domande prive di doppi fini non contraddittori. La sindrome schizofrenica diviene così un tentativo di fuga, di non comunicazione in un contesto in cui ogni comunicazione è “pericolosa

  2. Davvero illuminante il suo articolo Dottoressa!
    Io sono in piena fase “riuscirò ad uscirne” e questa volta ce la devo fare per forza…ci sono cascata tantissime volte…perché lui attua sempre quei meccanismi da lei descritti.
    Dopo 16 anni di fidanzamento/convivenza tra cui gli ultimi 2 anni davvero d’inferno fatti di silenzi, freddezza, amore folle alternato a fughe, bugie, critiche, risposte acide, dopo un mio allontanamento quasi definitivo a gennaio lui vuole riprovarci e mi dimostra che è cambiato e addirittura andiamo anche a fare terapia di coppia peccato che poi dopo 5 incontri lui decide di non presentarsi più perché secondo lui sono soldi sprecati e non vuole sentirsi dire che una coppia può anche lasciarsi (nell’ultimo incontro la Dr.ssa aveva detto che una coppia NON deve per forza stare insieme).Oltre questa fuga dalla terapia ha ricominciato a fuggire da me e dalla vita famigliare, con i silenzi con le bugie e le uscite e i weekend in compagnia di simpatiche amiche appena divorziate…così un mese fa gli ho di nuovo detto BASTA! il problema è che il NO CONTACT con lui non mi è possibile xchè abbiamo un figlio (che ha solo 2 anni) e quindi ci dobbiamo vedere/sentire per ragioni pratiche. Come posso fare ad attuare il NO CONTACT con lui? da qualche giorno ha ripreso a mandarmi messaggi anche banali su questioni inutili, ha ricominciato nuovamente a fare la vittima dicendo che sono io che gli ho fatto male, che l’ho portato davvero in basso ad avere pensieri depressivi sulla sua vita (stava per buttarsi dal balcone…così ha detto) mi vuole far sentire in colpa, dice che sto rovinando la vita di ns figlio e che tuta la responsabilità è mia. Grazie alla terapia che sto facendo individualmente e a ciò che leggo su internet (come i suoi articoli) sto cercando di non dare importanza a ciò che dice ma è dura Dr.ssa…il senso di colpa xme è una sofferenza fortissima, come posso uscirne? finirà prima o poi anche lui di attuare ciclicamente questi meccanismi o andrà avanti per anni?
    Grazie per l’ascolto.

  3. Mi trovo in una situazione simile: quasi dieci anni di convivenza e un figlio piccolo da crescere. Ma il mio ex “abusante” ha trovato refrigerio all’ombra di un’altra donna che ha già portato in famiglia e con cui ha una relazione più o meno stabile.
    Il no-contact è ormai una prassi consolidata, anche se continuo ad essere bombardata da messaggi futili (che a mio modesto avviso servono solo a solleticare la memoria del suo io nella mia vita) e da foto in posa di lui con il nostro bambino quando nostro figlio è con lui. Io mando solo foto del bimbo ma di me. Ma anche questo segnale ho imparato a riconoscerlo come un desiderio di non farsi dimenticare da me, malgrado l’altra storia e malgrado tutto il corredo di frasi allusive che secondo me dicevano tanto e secondo lui dicevano niente. Cosa si può fare in questi casi, anche per riprendersi dallo sconforto della donna “rottamata”?

    1. Sconforto? Dovresti gioire poichè non sei più in trappola. Ci è rimasto solo lui, nell’esigenza di utilizzarla ancora come specchio, come fonte primaria di approvazione. Sul fatto di bombardament di messaggi puoi pretendere che smetta, ma se avete figli in comune, è strategia assai sovente utilizzarli per risolleticare sensi di colpa o attirare la partner/il partner in una spirale di dipendenza e insicurezza.
      Tu non sei una donna rottamata! Sei una donna, con una storia. Che ha amato. Chi non ha ama è rotto, chi non è capace e vive nel’aridità più totale è fatto di immense crepe, voragini incolmabili. Tu sei solo molto masochista e insicura, quindi smettila di appellarti come ROTTAMATA!

  4. Da una vita sono sposata con un uomo affetto da narcisismo patologico. Ho preso consapevolezza di questo suo disturbo dopo tanti anni nei quali mi sono sentita responsabile di questi insani comportamenti e spesso sono caduta in stati depressivi.Lui poi con un sadismo cinico ha sempre recitato con gli altri(amici, parenti,conoscenti)la parte del marito dolce e innamorato(chiamandomi amore, tenendomi per mano quando usciamo..)poi però fra le mura domestiche era anaffettivo, non faceva sesso, si dimostrava solo interessato alla casa, ai soldi..Adesso ha deciso di dormire in un’altra stanza(dove si ritira anche durante il giorno).Fuori casa continua a prendermi per mano…Si innamora spesso di altre donne e lo fa palesemente..le corteggia anche in mia presenza e se io mi ribello a ciò lui scoppia in attacchi violenti verbali come se io volessi “tarprgli le ali”.Ho pensato più volte di lasciarlo, ma non ci sono riuscita(figlia piccola,problemi economici, la famiglia contro).A VOLTE SEMBRAVA CHE LUI FOSSE CAMBIATO, CHE MI AMASSE,ma poi tutto tornava come e peggio di prima.Ora,mia figlia è sposata, la casa ereditata dai miei genitori è di mia esclusiva proprietà e percepisco una pensione.Desidererei innamorarmi di un’altro uomo e provare cosa vuol dire vivere un sano rapporto di coppia.
    Silvana,

    1. Silvana,

      perchè non ti innamori di te?
      è proprio necessario avere un compagno accanto ora? riscattare un tentativo di completarsi attraverso l’amore, senza affrontare un percorso di consapevolezza tuo interiore, che ti insegni a restare centrata su te stessa?
      he poi sia bello amare, condividere, avere un compagno ok, ma fino a quando questo è sano?
      Io direi che se ora sei libera da vincoli economici e dai figli, potresti distaccarti.
      Da sola non puoi farcela.
      Nemmeno una mail di sfogo ti aiuta, ma solo un percorso mirato a te, alla tua autostima, a scoprire chi sei, cosa vuoi.
      Non è mai troppo tardi per iniziare ad amarsi.
      Un Caro Saluto
      Silvia Michelini

  5. Salve dottoressa io non riesco ad attuare il no contact e controllo controllo…..circa due mesi fa sono riuscita ad allontanarlo dalla mia casa dopo rifiuti svalutazioni paragoni continui con le ex dove la colpa era sempre la mia,lunghi silenzi punitivi…si e’ rifatto vivo tre volte dicendo che e’ cambiato che non mi fara piu soffrire che io sto distruggendo tutto e che mi ama alla follia…non l’ ho voluto rivedere ,ma non riesco a cancellarlo dai social dove sta facendo la vittima,penso anche stia frequentando una ,visto il suo silenzio da una settimana circa. Spesso mi vengono in mente i suoi progetti di creare una famiglia con me mai andati in porto in tanti anni possibile tutta una falsa?.come posso fare per uscirne?grazie

    1. Devi ricordarti..che l’immaginazione è il tuo problema. La tecnica psicologica di un manipolatore, si basa principalmente su questo…l’idealismo romantico dell’altro, unito a necessità affettive o carenze nelle quali lui/lei può insinuarsi.
      Lui è quello che hai conosciuto.
      Non cambierà. MAI.
      A meno che non intenda di sua spontanea volontà fare un percorso terapeutico, comunque stabile e costante.
      Solo dopo forse potrebbe dare una seconda chance.
      Purtroppo si cara è tutto falso, per fortuna.
      Perchè se fai una famiglia con una persona affetta da grave narcisismo, a farne le spese, è spesso il partner narciso-masochista.
      Io sono convinta che lui ci crede a quello che ti dice, semplicemente è come un cocainomane pentito, che in quel momento pur di avere un’altra dose, mente a se stesso e agli altri, non per cattiveria, ma per spontaneità, per carenza empatica.
      Ogni volta che lui ti apre la coda di pavone, ti paventa il sogno che tu hai sempre sognato..ricordati che le persone sono quello che ci dimostrano nella quotidianità, nei fatti.
      ATTIENITI SOLO S QUESTO.
      PRENDI LA CROCEROSSINA UCCIDILA
      PRENDI CENERENTOLA E SBATTILA FUORI DALLA FINESTRA A CALCI.
      Vestiti fatti bella e esci.
      😀

      PS RICORDATI ANCHE DI CANCELLARLO E BLOCCARLO DA TUTTI I SOCIAL MEDIA.

  6. Buongiorno Dottoressa,scrivo a lei sperando in un suo consiglio…
    Sono finalmente riuscita a liberarmi da quella dipendenza che x16anni mi ha tenuta legata ad un “uomo” narciso…ora lui che ha capito che è veramente finita,che davvero questa volta la Claudia di un tempo non c’è più sta facendo di tutto…mi chiede inistentemente di ritornare con lui e alle mie risposte negative risponde con minacce di ogni genere:ti rovinerò la vita,minacce legate a nostro figlio su educazione e affidamento,minacce legate alla vendita della casa ecc…poi riparte con il “ritorna cn me sono cambiato”per poi ripartire con le mimacce/ripicche.
    Mi sta davvero prosciugando l’anima,mi sta rendendo la vita impossibile e dolorosissima…io che dovrei solo pensare a nostro figlio di soli 2 anni…
    Mi chiedo però dato il suo spiccato narcisismo se sarà davvero in grado di compiere tutte le minacce che dice…possono fare quello che dicono Dottoressa o come al solito sono parole xintrappolarmi di nuovo?
    Sono spaventata dalla sua rabbia,dalla sua possessività…
    Grazie

    1. Cara..devi fare in modo che queste minacce non ti arrivino. NO CONTACT bloccare tutto, ma comprendo che con un figlio è difficile, ma anche che con un figlio, forse è il caso di valutare anche se farglielo vedere o no in caso di minacce, rabbia e comportamenti ambigui o pericolosi.
      Devi comunicare chiaramente a lui che non intendi subire queste minacce, che si ripercuotono su suo figlio, se sei vittima di stalking rivolgiti a un centro apposito, intanto puoi comunicarlo all’avvocato e se continua, alla polizia.
      Dipende poi dal tempo che è passato.
      Ora lui è arrabbiato possessivo…in genere se non rispondi alle provocazioni, smettono..trovano un’altra vittima….io però nn posso valutare il suo grado di pericolosità, ma una cosa la so, tu devi tutelarti.
      Nel 90% dei casi è solo fuffa, ma bisogna essere caute, preventive.
      Quando si lascia un narcisista grave, bisogna avere anche persone vicino, parenti, uomini, che ti difendano, che rispondano al telefono o che ti accompagnino finchè non ti sentirai al sicuro.
      Lei non vada a nessun ultimo incontro.
      Non acconsentire mai a nessun incontro, di nessun tipo anche se minaccia il suicidio (non è colpa sua) e per il momento richiedi che le visite al piccolo avvengano in tua presenza e con un altro parente.
      Non posso esserti di aiuto solo così..capire la gravità della situazione mi spiace.
      Ma questi accorgimenti puoi già prenderli sulla base delle minacce.
      Inizia a registrare e a non dirglielo chiaramente.

      Fammi sapere

      1. Volevo aggiornarla dottoressa su come stanno andando le cose…le minacce verbali si sono ridotte anche se con i suoi atteggiamenti cerca di ostacolarmi in tutto e per tutto.
        Io continuo sulla mia strada,cerco di non rispondere alle sue provocazioni,cerco di essere gentile facendogli credere che ha ancora una certa “autorità” ma è solo un modo xingannarlo e xnon scatenare le sue ripicche.
        Tra una settimana vendiamo la ns casa e nn avrò più legami materiali con lui.
        Inizieranno poi le ripicche xciò che riguarda la gestione e accudimento di ns figlio di cui lui se n’è spesso disinteressato ma pur di ferirmi comincerà ad avere assurde pretese…ovviamente anche in qst caso cercherò di assecondarlo,un rapporto tra padre e figlio ci deve essere ma a delle condizioni precise e che vadano incontro ai bisogni di mio figlio…
        è stata dura,è dura ma vedo piano piano una piccola luce,liberarsi e rendersi conto di chi avevo affianco non è stato facile,i momenti di sconforto ci sono soprattutto un senso di fallimento legato alla mia idea di famiglia,ma vado avanti e spero di trovare serenità.
        Grazie per le sue rispose e ascolto.☺

  7. Verissimo ma chi ha il coraggio di allontanarsi era talmente bello!

    1. Certi lussi si pagano, un pò come tra il vampiro e la sua vittima. 😀
      bisogna vedere quanta importanza dai tu a questa bellezza e quanto a se stessa.
      Non c’è bellezza altrui che possa giustificare il non volersi bene, ma comprendo che il fascino..il potere attrattivo sessuale, spesso ci ingabbia.

  8. Anche nel caso di una co-dipendenza è impossibile avere un rapporto con un Narciso? magari “usandolo”?
    diciamo che brevi fughe, bugie, risposte acide si alternano a slanci, presenza… Questo schema potrebbe essere sopportabile per una donna matura che non ha più progetti di famiglia?? O è sempre disfunzionale?

    1. Qualsiasi rapporto tra un narcisista e la sua “vittima” è un rapporto di co-dipendenza e in tal senso, ha già dei vantaggi indiretti inconsci, che soddisfa a livello relazionale.
      Se a lei non fa soffrire, se rientra nel suo range di tolleranza affettiva, emotiva e psicologica, allora non è “disfunzionale”.
      Forse semplicemente lei è simile al suo partner e quindi in questo senso “vi capite” e vi tollerate e allora dove sta il problema?
      Il problema nasce dove una relazione crea disagio, sofferenza o il partner ci offende, ci denigra, ci svaluta. Se qui si tratta solo di un gioco di presenze, assenze….non vedo il problema.

  9. Buona sera.Dr.ssa…le ho già scritto altre volte,ormai ce l’ho fatta sono davvero riuscita a dire basta all’uomo narciso che è stato cn me per 16 anni ma lui continua a tormentarmi con i suoi messaggi di ripicche,vittimismo e minacce,riempiendomi di sensi di colpa e responsabilità nei confronti di ns figlio…
    Dopo anni di freddezza e lontananza ora che xme è finita nn mi lascia andare ma vuole tenermi incatenata a lui…
    Mi piacerebbe avere da lei Dr.ssa ancora un parere su come interpretare i suoi messaggi…riporto qua sotto l’ultimo ricevuto:
    “Io ci sto pensando da ieri……e sinceramente sono davvero stanco.lo so che in passato ho sbagliato tanto nei tuoi confronti….so di averti fatta stare male….e credimi non sai quanto me ne sto pentendo!!purtroppo avevo perso il senso della famiglia frequentando persone sbagliate….ti ho detto che sono cambiato e lo sono davvero….ma come posso dimostrartelo!!!io non ho altro pensiero che te e *!!e visto che sono cambiato voglio essere soltanto sincero nei tuoi confronti…… vuoi proprio sapere dove passo i sabati notte??….li passo nel parcheggio davanti alla finestra della tua camera!!è un modo per potervi sentire vicini….. visto che mi mancate da morire!!sto li…. guardo la finestra e penso a voi!!non sai quanto male mi stai facendo in questo modo….non sai quanto sto male e quanto soffro!!penso che comunque ho già pagato abbastanza per quello che ho fatto ed è per questo che me la prendo con te!!..io non ho….non ho avuto….e non voglio nessun’altra donna!!o ho capito i miei errori…..già da un bel po’ non frequento più gente che possa nuocere alla mia vita!!ho iniziato a ri capire che donna meravigliosa sei e il male che ti stavo facendo!!io ho avuto la fortuna di incontrarti tanti anni fa….e non voglio rassegnarmi a perdere una donna così!!non sai quanto mi sono sentito una merda quando ho capito il male che ti stavo facendo!!io davvero voglio darti tutto me stesso…..voglio ricreare una famiglia….voglio prendermi cura di voi!!e non dire che vogliostrumentalizzare * tutto questo gli sta facendo del male anche a lui!!lo so che hai detto che vuoi ricominciare da sola….ma io davvero non riesco ad andare avanti cosi!!non è la vita che volevo….e neanche quello che vorrei!!voglio rialzarmi e combattere insieme a te per riavere la mia famiglia!!lo so che ho sbagliato….ma so anche che non sbaglierò più!!!anzi….ti ho detto che ho ancora in testa dei progetti…..e vorrei realizzarli!
    Sembrano parole di un uomo davvero pentito ma un narciso nn può pentirsi cosi…e io ormai non so più come farglielo capire…
    Grazie come sempre per l’ascolto.
    Un caro saluto

    1. Sono davvero molto fiera di TE!
      Non devi far capire nulla a nessuno.
      Lui deve assumersi la responsabilità di se stesso.
      Un caro saluto
      Silvia M.

  10. Ogni volta che leggo articoli su questo argomento (essendo vittima di un abuso da narcisismo patologico), ne so qualche cosa di più. Di questo, in particolare, mi ha colpito la parte che rigurada proprio un mio pensiero fisso: ovvero rimanere aggrappata a quella parte dolce, sensibile, presente e idealizzarla pur sapendo che il narcisista patologico è soprattutto molto altro.
    Quindi, vivendo una separazione da un uomo con il quale sono stata quasi 18 anni e padre dei miei tre figli, da oggi in poi, terrò ancora più a mente che quella parte lì è solo un escamotage per non far fuggire la preda, in questo caso, me.
    Forse, solo quando firmeremo la separazione, tutto potrà dirsi comoiuto.
    Grazie
    Ilaria

    1. e si..accade proprio così, ma siamo libere solo quando comprendiamo che l’idealizzazione è una forma di difesa che NOI attuiamo per perpetrare il masochismo relazionale, perchè su di essa si basa.
      Il desiderio di essere amati e di amare, diviene cieco, per cui aldilà di quale relazione chiudiamo è con questa disistima e mentalità perfezionistico-masochistica che dobbiamo chiudere, ma soprattutto dobbiamo smettere di credere che L’AMORE CURA OGNI FERITA E SE IO TI AMO IO TI SALVERO’.
      NO, Per sempre.

      Per sempre.

  11. Mi ritrovo a scriverle di nuovo Dottoressa perchè come lei aveva previsto,il mio ex narciso dopo i vani tentativi di chiedermi perdono ieri ha minacciato il suicidio.
    Mi ha spaventata,l’ho visto nel pieno di una crisi di pianto e tremori in cui chiedeva perdono e che nulla gli importa più della vita…che ha già pensato di farla finita e che mi farà avere i soldi per mantenere nostro figlio…
    Non so quanto di vero ci sia in questo,o meglio credo che stia male davvero anche se il suo dolore deriva dal fatto che senza il suo giocattolo,pungiball,specchio (io) non riesce a vivere e fa molto anche per impietosirmi…e su questo ci riesce,perchè anche se ovviamente non ho nessuna intenzione di tornare con lui,ci penso e mi dispiace vederlo cosi e soprattutto pensare possa compiere gesti folli…ho già avvertito suo fratello e l’unica cosa che posso fare è suggerirgli di iniziare un percorso terapeutico,però non sono tranquilla,se dovesse fare una cosa del genere mi sentirei comunque in colpa…e sapere anche che mio figlio può vederlo cosi non mi rende tranquilla.
    Non ha mai dimostrato coraggio anzi è sempre stato molto passivo in decisioni e azioni però questa volta mi sembra diverso…
    Come posso comportarmi Dottoressa?
    Non se ne esce con loro…non se ne esce mai…ti avvelenano per sempre

    1. Carissima,
      io non sono un indovino, non posso assumermi la responsabilità di dirti come muoverti in una situazione così delicata..certo è che sì…se facciamo un figlio con una persona che ha dei problemi, questa poi li avrà anche dopo e chiaramente, ma quel che possiamo fare noi è seguire ciò che è sano in primis per i figli.
      Io credo che tu possa anche essere umana con lui, cioè interagendoci attarverso dei confini, perchè nel tuo caso, il no contact completo è impossibile.
      Se lui non vuole o può lavorare sul suo atteggiamento ricattatorio, persecutorio, ossessivo e manipolatorio, tu puoi lavorare sui tuoi sensi di colpa, immaginando cioè che questo possa accadere e come gestirlo.
      Non puoi fare altro.
      Che fai ci stai per forza per paura che si suicidi per il bene di tuo figlio?
      Puoi mostrarti disponibile, gli dici, come amica, come persona che gli vuole bene, ma non di più, puntando sul suo orgoglio paterno.
      “se fai questo nuoci al bambino, se lo fai, io non gli racconterò mai la verità, perchè che padre è uno che fa così? quale donna lo vorrebbe? e questi sarebbero i presupposti sui quali io dovrei stimarti? mi ricatti e invece che concentrarti su chi è più importante, tuo figlio..ti concentri su me”.
      Ti consiglio nuovamente di recarti in ogni caso in un centro anti-stalking e anti-violenza per donne.
      Io non posso presumere la pericolosità del soggetto, se è pericoloso solo per se stesso o per gli altri o per nessuno o se tu mi stai scrivendo bugie, paradossalmente via mail, non posso capire nulla di questo.
      Devi assumerti anche tu le tue responsabilità e farti aiutare, non scrivermi ogni tot in allarme, perchè io non posso realmente far nulla, tranne darti qualche piccolo consiglio, che aihmè si rivela generico.
      Questi centri sono anche gratuiti credo, quindi c’è anche la possibilità di non porsi il problema economico.
      Mi spiace perchè comprendo in modo veramente chiaro la sua posizione, sia a livello pratico, sociale che etico, morale ed affettivo, ma distanza non posso aiutarla.

      Non ricordo se sei di Roma, se si, c’è la casa delle donne su via della lungara che si occupa di questo, chiaramente da un punto di vista socio-assistenziale, la psicoterapia privata resta sempre un trattamento più ad hoc.

      Un caro saluto

  12. Dopo 21 anni di matrimonio e due figlie splendide, per vari motivi decido la separazione e in poco tempo il divorzio. Uscita dal tribunale volavo
    a tre metri da terra, ricordo la sensazione di leggerezza, consapevole della fatica che comunque mi aspettava nel crescere serene le figlie.
    No , che da lì a poco conosco l’ uomo favoloso, perfetto, affascinante, dolce, affettuoso che parla di vita insieme e di un futuro bellissimo. La mia felicità raddoppia fino a quando lui, dalla sera alla mattina, spegne un interruttore. Trasforma tutto in uno schifo, mi isola, grida fuori misura, non vuole vedermi, racconta bugie assurde creando situazioni a dir poco imbarazzanti. Insomma una porcheria. E così, mi ritrovo depressa, in pianto perenne, con due figlie che non sanno più cosa fare perche ‘rivogliono la mamma che avevano.
    Sparisce e si rifà vivo e io ….a braccia aperte lo riaccolgo …solito sistema …bastone e carota. ….e siamo ad oggi. Mi ha portato via tre anni di vita, sono arrabbiata perché so chi sono e la forza che ho ma non riesco ad essere cattiva con lui e chiudere tutto.
    Mi ha fatto e detto cose inqualificabili e ancora gli do retta. E siccome non sono scema sono andata in terapia e ho imparato a non credere una parola di quello che questo “uomo” dice. Da cestino della spazzatura sono passata a vaso da notte. Ho ancora un cammino da fare per uscirne purtroppo.
    Posso solo sperare che le mie figlie non debbano mai conoscere elementi del genere. Penso sempre che se ti fai male, metti i punti chiudi la ferita ed è facile che neanche resti il segno. Posso giurare di aver sentito davvero il cuore rompersi, i punti non basteranno. La cicatrice resta a riconoscere questi personaggi , fiutarli a distanza e scappare nella direzione opposta.
    Grazie per avermi letto.
    C.

    1. Carissima che bruttissima situazione uscire da un matrimonio fallimentare e finire in una storia tale!
      Hai pensato di affrontare un percorso di sostegno mirato a riabilitarti a livello relazionale al fine di dare anche alle tue figlie quanto prima, un ambiente migliore e lavorare sulla sua famiglia e il suo vero amore? quello per lei stessa e per le ragazze! in futuro sono certa se vorrà e con nuove consapevolezze sarai in grado di trovare un compagno diverso!

  13. Buongiorno dottoressa, ho letto con interesse il suo articolo.
    Io sto cercando di uscire da una storia con un compagno che non è mai andato in terapia ma che un’amica psichiatra ha definito con disturbo di personalità di tipo narcisistico. Lui non ha mai mostrato aspetti sadici o comportamenti palesemente freddi e distaccati. È sempre estremamente affettuoso ed attento. Il problema sta nelle bugie seriali su qualunque cosa, dalla vita privata a quella professionale ed ovviamente a quella affettiva.
    Ha costruito un personaggio inesistente che presenta a tutti e che per sostenere necessita di continue menzogne. Non ha capacità professionali e millanta un lavoro e delle referenze che non esistono. È seduttivo con tutti, maschi e femmine, con le donne è un conquistatore inarrivabile, intrattiene rapporti prevalentemente virtuali (messaggi, mail, chat…) con parole ben dosate e sempre con lo stesso schema, maniacalmente ripetitivo. Quando riesce ha anche rapporti fisici, ma non sempre. Questo cliché è stato applicato a tutte le mie amiche, segretarie, colleghe, è così via…Mi ha coinvolta in una storia importante trovandomi in un momento di fragilità, si è inserito abilmente nella mia vita con mille rivoli che hanno riempito tutti gli spazi. E lei ha ragione, è stata una sorta di dipendenza. Quando ho scoperto chi fosse realmente è iniziato un periodo di tira e molla con scenate nei miei confronti che mi facevano apparire colpevole di insensibilità e maniacale nel voler esercitare un controllo su di lui. Io sapevo che non era così ma riusciva comunque a minare la mia sicurezza. Poi l’anno scorso gli ho dato un aut aut e mi ha promesso di andare in terapia. Inutile dire che in tutto questo mi ero illusa di riuscire a tirarlo fuori dal guado. Mi ha creato nel frattempo grossi problemi di lavoro e finanziari perché era riuscito ad entrare nella mia azienda presentandosi all’inizio della relazione come un consulente aziendale: era amico e frequentava dei miei ex compagni di classe e pertanto non ho avuto dubbi…in realtà poi ho scoperto che loro dell’aspetto professionale ne sapevano molto poco. Avrei voluto chiudere prima questa vicenda ma proprio i problemi lavorativi mi hanno impedito di allontanarlo fino ad una settimana fa’ quando ho chiuso la storia con un sms. In quest’ultimo anno ho avuto però la possibilità di guardare tutto con maggior distacco, sono arrivata a vederlo in tutta la sua squallida realtà e ad odiarlo. Non ho avuto remore a raccontare ad amici e colleghi chi fosse e cosa facesse, proprio per rendere ancora più reale quello che stavo vivendo. Eppure ora che sono riuscita a fare il passo, ora che l’ho visto bene per quello che è…perché mi sento così svuotata, perché mi sento quasi cinica ad averlo abbandonato al suo destino…so che senza di me andrà rapidamente alla deriva…come resistere alla mia tendenza di aiutare sempre tutti? Io sono una persona con un carattere forte, indipendente, con moltissimi amici ed una famiglia accogliente e affettuosa. Sono supportata affettivamente ed emotivamente eppure sono caduta in una simile rete…come ho fatto a dargli spazio per così tanto tempo…
    Lei mi consiglia un supporto psicologico?

    1. Si, più che distrarsi nelle analisi del partner, si concentri su di lei, sul perchè lei si sente in colpa, su che tipo di schema relazionale sottende questa esperienza e lavori su se stessa per evitare di legarsi sentimentalmente a persone che non la gratificano in nessuna sfera.
      La sensazione di vuoto dopo l’acquisizione di consapevolezza è tipica.
      Se è di Roma, io sono qui.
      Un Saluto

      1. Grazie Dottoressa,
        mi sento in colpa perché lui mentre da un lato si comportava come le ho descritto, truffandomi e mancandomi di rispetto, dall’altro ha ripetuto come un mantra che di me si fidava ciecamente, che capiva che io per lui ci sarei sempre stata, e così via. Ed in questa parte piacevole della relazione mi ha coperto di attenzioni e di “lui”. Ovunque mi giri c’è qualcosa che lui ha fatto per me…è evidente che mi sono lasciata manipolare in questo gioco. Ora la sua posizione che esterna sui social è quella di essersi fidato di chi poi l’ha tradito: insomma poichè io conoscevo il problema, e lui comunque mi amava infinitamente, avrei dovuto restare lì al suo fianco facendo finta di nulla davanti a bugie, scoperte di truffe, piacioneria. Il mio disagio e la mia delusione in fondo io avrei potuto gestirli perchè tanto dei due sono quella di carattere forte. Allora è qui che cado…non riesco ad uscire da questo loop e cioè che io che sono quella lucida e forte avrei potuto ancora una volta aiutarlo.
        Un pò gioca inevitabilmente la mancanza di una persona che ho amato e che nel bene e nel male era presente sempre (anche perchè avendo millantato un lavoro che non sa fare è da tre anni praticamente sempre a casa). Quindi mi scontro tra un’inevitabile nostalgia della parte bella, sentendomi in colpa per non averci provato ancora, e la realtà decisamente differente.
        Purtroppo non sono di Roma ma ho deciso di contattare una sua collega che conosco e mi piace molto.
        Intanto grazie

  14. Cara dottoressa, le scrivo la mia storia, seppur lunga, sperando lei la legga e possa dirmi se ho avuto a che fare con un soggetto probabilmente narcisista.
    La scorsa estate, ad agosto, conosco tramite un sito di incontri, il mio ex, io 26, lui 27 anni. Io uscivo da una relazione malsana di 3 mesi, che mi aveva fatto molto male, lui da sei mesi aveva chiuso una convivenza di 4 anni. Iniziamo a parlare tramite questa chat, poi su fb, per una settimana. Dopo aver constatato entrambi una certa empatia iniziale, chattiamo praticamente tutti i giorni, e lui mi introduce nel suo mondo descrivendomi la sua quotidianità. Ogni mattina arrivava il suo buongiorno con la foto di un’alba, e per tutto il giorno parlavamo. Lui mi portava con lui in tutto ciò che faceva, rendendomene virtualmente partecipe, finchè dopo una settimana decidiamo di incontrarci. Sin dall’inizio completamente in sintonia, una giornata stupenda, così come gli incontri a seguire. Ci vedevamo circa un paio di volte a settimana, siccome vivevamo ad un’ora e mezza di distanza. La cosa che mi colpì da subito, quella che forse doveva rappresentare un campanello d’allarme e che io ho ignorato, era il fatto che lui, che mi conosceva a pena, ha subito iniziato a designarmi come la persona che gli stava facendo vivere emozioni fortissime, mai vissute in maniera così intensa nè con l’ex compagna con cui aveva convissuto 4 anni, nè con la ragazza ancora precedente con cui era praticamente cresciuto sin da bambino e con cui era stato fidanzato fino all’età di 20 anni circa. Dopo esserci visti 3 volte circa, lui inizia a parlarmi del fatto che volesse dare un nome a questo rapporto, motivo per cui in qualche modo mi esprime il suo desiderio di definirci come coppia, insomma di metterci esplicitamente insieme. In quest’atmosfera idilliaca, in cui tutte le attenzioni che mi dava erano tutto ciò che io avessi sempre desiderato da una relazione, anche se lì per lì pensavo fosse presto o che comunque non serviva per forza darci una definizione, dato che lo stare bene assieme per me era sufficiente al momento, accetto di metterci assieme. Premetto che lui conosceva il mio passato, perchè gliene avevo parlato, ed ogni volta si designava come la persona che non mi avrebbe mai fatto rivivere il male che avevo vissuto, che era diverso dai miei ex, che insomma dovevo fidarmi di lui.
    Dopo il nostro primo rapporto sessuale, lui inizia a parlarmi del modo in cui lui avesse vissuto la sessualità fino a quel momento, ossia come un elemento alquanto carente nelle sue relazioni precendenti, perchè lui non ne aveva mai sentito tutto questo bisogno, quasi lo aveva visto come un dovere nei confronti della vecchia partner. Con me invece parlava di una sessualità riscoperta, un desiderio ed un piacere mai provato prima, anche se poi nell’intimità ero quasi sempre io a prendere l’iniziativa.
    Andando avanti col tempo, mano mano avverto che qualcosa inizia a cambiare. Lui era sempre lo stesso alla fine, ma tutta la fase del corteggiamento iniziale inizia ad allentarsi. Ci sentivamo sempre tutto il giorno tramite messaggi e qualche telefonata, ci vedevamo quando lui aveva il giorno libero al lavoro, ma avevo come la sensazione che qualcosa fosse cambiato. Inoltre, di tanto in tanto, parlando dei vecchi rapporti di coppia, venivano a volte fuori delle frasi che mi davano ragione sul fatto che comunque, di amore in precedenza ce n’era stato, insomma non ero io la prima della sua vita, come mi aveva fatto credere, e questa cosa ha innescato in me un forte meccanismo di gelosia nei confronti del suo passato che mi ha portata a fare sempre più domande e ad avere sempre più pretese, volevo mi dimostrasse a fatti che io fossi davvero diversa dalle altre. Durante queste discussioni lui ribadiva che relamente mi amava più di quanto non avesse mai amato nessuno, che dovevo fidarmi di lui, ecc.. Quando su mia insistenza iniziavo a porre domande più specifiche a riguardo, interrompeva la conversazione, dicendo che gli faceva male parlarne, sia per me, perchè non fosse rispettoso condividere con me determinate informazioni del suo passato, sia perchè facevano male a lui che in qualche modo riviveva le ferite passate. Da precisare che mi avesse sempre detto che le sue passate relazioni fossero finite per scelta sua e che fondamentalmente la causa della rottura fossero le sue ex. Non mi ha mai parlato di responsabilità sue insomma.
    Il mistero che però facesse a riguardo, per me che sono sempre stata profondamente insicura, mi spingeva a ritornare in maniera insistente sull’argomento, ero diventata profondamente gelosa del suo passato sentimentale. A ciò si è unito il fatto che il rapporto sembrava non crescere, ma stagnarsi. Lui aveva dei turni di lavoro faticosi, di tante ore, non guidava, era vincolato ai mezzi. Per ovviare a questo problema ho iniziato a raggiungerlo sempre più spesso io che, studiando avevo comunque maggiore flessibilità e a disposizione la macchina, e lui ha iniziato ad adagiarsi su questa cosa. Per fargliela breve, avevo l’impressione di dare molto più io alla relazione, di impegnare tante energie, e lui che in qualche modo continuava a dimostrarmi il suo amore semplicemente a parole, con qualche contentino, ma in pratica, seppure ogni volta che eravamo assieme mi guardasse con gli occhi dell’amore, non sentivo che fosse disposto ad agire come la persona che dicesse di amarmi, che fossi la sua vita, la sua felicità, la persona per cui sarebbe stato disposto a morire. Questo lo constatavo soprattutto durante i litigi. All’inizio della relazione li affrontava in maniera abbastanza attenta e disponibile, col passare del tempo mi presentava sempre più una certa aggressività, spesso li evitava e mi puniva col silenzio, dicendo che in quel momento voleva stare solo e che voleva sbollire prima di affrontare la questione. Quando poi l’affrontavamo, anche su sua sollecitazione, parlavamo e lì per lì mi andava bene, poi però, tornando a casa avevo sempre la sensazione che in realtà in quel dialogo mancasse qualcosa, come se in realtà avessimo parlato del nulla. Inoltre in molte discussioni era difficile fargli comprendere il mio punto di vista, le cose erano come diceva lui e basta. Spesso per motivi futili, mi accusava di essere uguale alle sue ex, magari per non avergli mandato una mattina il buongiorno. Inoltre ci sono stati degli avvenimenti che mi lasciavano perplessa. Ad esempio una volta espressi il desiderio che se fosse nato un figlio nostro, lo avrei voluto coi suoi occhi verdi, ma probabilmente sarebbe prevalso il colore scuro dei miei occhi. Lui mi contraddì dicendo che lui aveva gli occhi verdi, ma tra i due genitori li aveva verdi solo il padre, la madre neri. Quando scoprii che sua madre li avesse verdissimi, glielo feci notare e lui si giustificò dicendo che era da tempo che non guardava la madre negli occhi, per cui ne aveva dimenticato il colore.
    Colgo l’occasione per dirle che la persona in questione non aveva avuto infanzia facile, cresciuto in una famiglia col padre che aveva dipendenza da alcol, poco presente, infedele e talvolta violento, morto di cancro 7 anni prima che ci conoscessimo. Aveva con la madre un rapporto conflittuale, tanto da decidere di lasciare la casa che divideva con lei per andare a vivere da solo. Praticamente mai, nel momento in cui lei lo cercava, diverse volte al giorno tramite telefonate, per informarsi sul suo stato, si rivolgeva a lei in maniera gentile, bensì piuttosto violenta e schiva.
    La relazione va avanti con me che dedico tutta me stessa a questa relazione, mi ci lascio rapire completamente, e lui che mi fa sentire la sua presenza più tramite i soliti messaggi e qualche telefonata, che fisicamente. Dottoressa, parliamoci chiaro, nonostante i limiti e la lontananza, erano mille i modi di starmi vicino anche fisicamente, soprattutto nel momento in cui gli esponevo l’esigenza di provare a vivere questa sorta di relazione a distanza in maniera più “normale”. Le sue scuse erano sempre i mezzi, la sua stanchezza dovuta al lavoro ecc..
    Le cose vanno avanti così, ma i litigi si infittiscono, dovuti ad una mia insoddisfazione che mi portava a continui confronti per evolvere in qualche modo il rapporto. Finchè non si arriva all’ennesimo, mi lascia.
    Dopo poche ore mi manda un messaggio, dicendomi che la sua vita da quando c’ero io era migliorata, e che non dovevo mai credergli quando mi diceva che mi avrebbe lasciata o che non mi amasse.
    Il giorno dopo, davanti ad una mia freddezza dovuta al fatto che il litigio del giorno prima era stato comunque molto violento, inizia a sostenere l’esatto opposto, ero la causa di tutti i suoi problemi, mi lascia dinuovo.
    Il giorno dopo lo raggiungo per parlargli, reagisce in maniera violenta, non mi vuole vedere, non posso neanche toccarlo, mi intima di andare via e che aveva bisogno di tempo per capire se volesse continuare la relazione o meno, facendomi comunque capire che con molta probabilità eravamo giunti al capolinea. Il giorno stesso continuo a cercarlo, senza molto successo. Il giorno dopo mi cerca lui, in maniera molto fredda. Fino a quando gli scrivo che mi mancava. A quel punto reagisce col silenzio, e alle mie domande risponde che nn sapeva se io gli mancassi e che addirittura il mio pensiero gli avesse fatto venire il voltastomaco. Io continuo ad essere insistente nel cercarlo il giorno stesso, a quel punto reagisce in maniera violentissima, urlando come un pazzo al telefono e mi lascia. Cancella tutte le nostre foto dai social ed esprime la sua volontà di non volermi più vedere nè sentire.
    Il pensiero che lui fosse fuori dalla mia vita per me era inaccettabile, soprattutto perchè nonostante i litigi, nonostante i miei errori, nonostante la mia morbosità, lui aveva sempre manifestato la sua volontà di continuare la relazione, che di me voleva tutto, sia le cose negative che positive. E davanti alla mia richiesta di riprovarci, di darmi una possibilità perchè avevo compreso i miei errori, risponde con una chiusura netta.
    Ho commesso l’errore di cercarlo in maniera ossessiva per tutto il mese successivo. Nonostante fosse sbagliato, io non potevo fare a meno di cercarlo, era una droga ed era più forte di me. Il mio cercarlo era finalizzato a manifestargli la devastazione in cui mi aveva lasciata, a porgli domande su come fossimo passati così, da un estremo all’altro, per litigi che per quanto violenti si basavano su cose per nulla gravi. Gli chiedevo di vederci, di parlarne con calma. A queste richieste mi rispondeva in maniera netta, no, non era possibile, almeno non al momento. Il passato era passato e per lui l’importante era solo il presente. Difronte alla mia insistenza ha iniziato a rivolgermi parole orride: dovevo sparire, gli avevo rovinato la vita, per colpa mia aveva difficoltà nell’interagire con gli altri, lo stavo mandando in terapia, che facevo schifo, che non ero nulla, una bambina viziata, una squilibrata, una psicopatica, che avevo bisogno di aiuto. Al mio ennesimo messaggio, in cui con calma gli manifesto la mia sofferenza, mi esorta a spararmi. Addirittura sostiene di vergognarsi di questi 5 mesi, e di vergognarsi di essere stato con me, che il solo pensiero di interagire con me gli facesse venire il voltastomaco, nonostante durante la relazione gli avessi dato tanto, gli ero stata vicino in momenti difficili e di malattia, in cui è stato poco bene. Mi ha addirittura minacciato la denuncia e di volermi togliere la casa, che anche se lui non mi aveva ancora denunciata, i suoi amici volevano farlo per lui, ma nn capisco cosa c’entrassero i suoi amici.
    E io mi sentivo addosso queste accuse come coltellate, non capivo come il.mio atteggiamento, seppur sbagliato, gli avesse procurato dei danni permanenti. Addirittura mi ha accusato di essere la causa per cui aveva perso molto peso, e per cui si era praticamente fatto la pipì a letto durante la notte.
    Queste accuse mi scioccavano, e al contempo non mi frenavano nel cercarlo sempre più, un controsenso, ma è così. Finchè dopo un mese circa dalla rottura mi dice di aver conosciuto un’altra persona, che con lei era felice, e che dovevo allontanarmi per sempre.
    Attualmente sono devastata, sto seguendo un percorso di psicoterapia per lavorare sulle mie carenze e comprendere me stessa e le mie debolezze. Fatto sta che sento il bisogno di sapere se con molta probabilità io mi sia trovata davanti ad una persona affetta da narcisismo, perchè questo spiegherebbe tante cose, incluso lo stato di devastazione in cui mi trovo dopo la rottura.
    Vorrei aggiungere al racconto alcuni eventi che potrebbero confermare ancora di più il tutto.
    1) Mi aveva parlato del fatto che il quel periodo si scontrasse spesso col suo migliore amico, nel momento in cui questa persona gli esprimeva il suo disappunto riguardo al fatto che lui dedicasse gran parte della sua vita al lavoro. Me lo aveva descritto come una persona poco raccomandabile, dedito all’uso di sostanze stupefacenti. A me pareva già strana quest’accusa, perchè comunque se sai che un tuo amico non può fare a meno di lavorare, dovendosi mantenere da solo, non mi sembra logico rimproverargli di condurre questo tipo di vita. Fatto sta che una sera lui fosse in sua compagnia, a casa sua, come spesso accadeva nelle sere in cui non lavorara. Stavamo messaggiando al cellulare, finchè improvvisamente smette di rispondermi, alle 20 e 30. Siccome non succedeva mai che abbandonasse la conversazione volutamente, almeno finchè non dormiva, e siccome sapevo che fosse in compagnia, mi preoccupo. Inizio a chiamarlo, ma non rispondeva, a mandargli sempre più messaggi, ma nessuna risposta. Sapendo dei conflitti che ultimamente stava avendo con l’amico vado in panico, ero sicura gli fosse successo qualcosa. Avevo le sue chiavi di casa, me le aveva date lui ad un mese dalla nostra conoscenza, esortandomi ad andare da lui quando volessi. In sostanza prendo la macchina e viaggio per un’ora e mezza in preda al panico, per assicurarmi che stesse bene. Arrivo, entro in casa e lo trovo da solo, addormentato. Lo sveglio per dirgli che fossi andata lì per assicurarmi che stesse bene. Lui non capisce cosa stia accadendo, è in preda alla confusione più totale, è spaventato da quella mia reazione istintiva(devo ammettere che fosse una cosa poco normale, ma davvero pensavo gli fosse successo qualcosa di grave), mi dice di stare tranquilla e di tornare a casa. Un po’ mi stizzisco, perchè ho guidato per un’ora e mezza, ero lì per lui, e lui quasi mi mette alla porta intontito e semplicemente dicendomi di stare tranquilla.
    Il giorno dopo, davanti ad un mio messaggio di scuse per la reazione eccessiva che avevo avuto, mi risponde in maniera accusatoria, dicendomi che secondo lui io avessi guidato per un’ora e mezza fin lì per rimproverarlo del fatto che lui non mi avesse più risposto al telefono, senza conprendere che in realtà io volevo solo assicurarmi che stesse bene. Dopo la rottura mi ha rinfacciato questo avvenimento come un mio comportamento disturbante dovuto a miei problemi psicologici.
    2) Ero a casa sua, trovo poggiata su un mobile una fedina d’argento. La prendo, aveva al suo interno il segno dell’argento. Sapendo che in precedenza avesse portato la fedina, con la sua ex, gli chiedo perchè quell’anello fosse sul mobile. Mi risponde che innanzitutto non è una fedina, insistendo nel sostenere che il segno all’interno dell’anello fosse una scheggiatura, e che fosse un anellino comprato alle bancarelle, appartenuto alla sua ex. Poi tira fuori un barattolo dal mobile, e sostiene che l’anello fosse caduto da là, quando “prima” aveva aperto il barattolo. Fatto sta che io ero stata lì tutto il giorno, e quel barattolo non l’aveva mai aperto, e quello all’interno dell’anello era chiaramente il segno dell’argento.
    3) Nell’ultimo nostro litigio, gli faccio notare le sue carenze e mancate attenzioni nel rapporto. Lui invece mi dice che avesse intenzione di farmi una sorpresa, mandandomi dei fiori a casa con dentro delle fedine, ma che rivolgendosi ad interflora, gli avessero detto che il servizio era sospeso per ferie. Gli faccio notare che interflora è una compagnia che opera h24 e 365 gg l’anno e che comunque non poteva mandarmi a casa una fedina dal momento che la misura del mio dito l’avesse saputa pochi gg prima, durante un dialogo, parlando del più e del meno, mentre questa cosa mi aveva detto di averla organizzata quasi un mese prima. Mi dice che in realtà già al nostro terzo incontro gli avessi dato la misura del mio dito e che lui si fosse già allora premurato di segnarla sul cellulare. Ma innanzitutto non ricordo assolutamente sia accaduta una cosa del genere(ed una cosa così l’avrei facilmente ricordata, come parecchi particolari dei nostri incontri), poi non avrebbe avuto senso, al nostro terzo incontro, segnare la misura del mio dito, se ci conoscevamo appena. Insiste con la sua teoria, ed io inizio a sforzarmi di ricordare qualcosa che in realtà non è mai accaduto. Quando gli chiedo di ammettere di aver mentito mi accusa di non dovermi permettere, se non posso dimostrarlo, di dargli del bugiardo, in maniera non proprio pacata.
    – A ciò vorrei aggiungere le crisi di pianto al telefono, nei momenti in cui lo mettevo spalle al muro in una discussione, dicendomi di sentirsi malissimo per il fatto di non ritenersi un buon compagno per me, mi diceva che la sua vita facesse schifo e che solo per me non l’avesse fatta finita. Difronte a quella disperazione io mollavo e lui quasi tornava dal pianto disperato ad uno stato neutrale, quasi come fanno i bimbi dopo un forte spavento o dopo aver ottenuto ciò che desiderano, dopo un capriccio.
    Esasperava il suo carico di stress dovuto al lavoro, i momenti in cui per motivi di salute non aveva potuto lavorare, abbandonandosi a grosse crisi di pianto per il fatto di sentirsi una nullità senza il suo lavoro, quando penso sia una cosa che capita a chiunque restare a casa per 4 o 5 giorni, se si ha un’influenza tale che non ci consente di lavorare. Nella sua ultima crisi di pianto, dovuta all’ennesima discussione in cui io lo metto difronte alle sue evidenti carenze, inizia a blaterare frasi del tipo “Ma cosa volete da me? Sempre a dire che non faccio niente. Mia avete rovinato voi!”, ma noi chi, se la discussione la stava avendo soltanto con me?.
    – Ultimissimo episodio, mi chiama alle 7 del mattino in lacrime, dicendomi di essersi fatto la pipì a letto, e che la cosa lo sconcertasse molto. Durante una discussione sostiene che la colpa fosse stata mia. Dopo avermi lasciata mi dice che preferiva stare solo a me, perchè stare con me significava essere soggetto a traumi tali che lo avrebbero mandato dallo psichiatra.
    Dottoressa, devo essere sincera, alterno ancora adesso, dopo quasi 3 mesi dalla rottura, momenti in cui comprendo che in questa persona ci fosse qualcosa che non andava, a momenti in cui vivo profondi sensi di colpa rispetto al fatto di essere completamente la causa della fine della relazione. A volte penso di avere avuto finalmente l’occasione giusta e di averla rovinata, a quanto possa essere speciale questa nuova persona che continua ad ostentare sui social, come la sua nuova fonte di felicità, altre comprendo che in realtà probabilmente le cose non sono come appaiono.
    Io comprendo perfettamente di aver fatto degli errori, e di dover lavorare su molti aspetti di me stessa, cosa che sto già facendo con l’aiuto di una psicologa. Ma mi sono rivolta a lei perchè difficilmente, anche gli esperti, sono informati su questo tipo di disturbo, per cui per me non è semplice far capire che ciò che ho vissuto e che vivo, non sia una normale rottura, ma l’epilogo insano di una relazione insana.

    1. Salve Dea,

      mi spiace non poter leggere tutta la sua lunghissima lettera, ma per esigenze di tempo, devo dare spazio un pò a tutti, ho cercato di farmi un’idea generale della faccenda.
      Io non posso darle una risposta certa, una presunta diagnosi di un suo partner sulla base di un racconto.
      In ogni caso, includere una persona in una certa categoria diagnostica, richiede un’attenzione soggettiva e un lavoro fatto presso uno studio di psicologia con un terapeuta esperto.
      Qualche volta è possibile riconoscere una patologia con un colpo d’acchio, perchè il comportamento di una persona è talmente palese, da darcene immediata evidenza.
      Nella sua esperienza c’è certamente un livello molto immaturo di relazionarsi, che parte da una differenza nei tempi e nelle aspettative, ma anche nel vostro rapportarsi all’intimità.
      Per lui l’apertura è immediata, veloce ma poi svanisce per lasciar posto ad un’esigenza di spazio e di recupero della propria individualità, perchè la coppia e il partner vengono visti come possibili minacce alla propria integrità emotiva e come elementi di intrusione nella propria autonomia.
      C’è un conflitto fortissimo quindi tra la rocerca di un’amore idealistico e poi l’immediata necessità di dimostrarsi che tale amore non è poi così perfetto, ma che questa è “l’ennesima donna sbagliata, che mi farà del male o che tenterà di usurparmi e controllarmi”.
      Per questo motivo chi ha tendenze di chiusura riguardo al conflitto autonomia/simbiosi “un’evitante” cerca spesso un’ossessivo, un pò per apprendere dal suo esatto contrario, ma anche perchè evitamento ed ossessività sono due lati della stessa paura: essere abbandonati o rifiutati, per questo l’autonomia, l’assenza di confini percepiti come limiti o al contrario la necessità di metterne infiniti rappresentano un’esigenza ricorrente per chi ha difficoltà amorose ed affettive.
      Lei sta affrontando un cammino con un terapeuta e ha quindi la possibilità di valutare insieme al suo terapeuta, cosa è accaduto in questa coppia, analizzarne le dinamiche, gli schemi sottesi e maturare consapevolezza riguardo agli schemi che appartengono a lei, per far sì che tali tendenze siano più coscienti e quindi – prevedibili o cmq meno disastrose per lei e per le sue relazioni.
      Poi…chiaramente non siamo soli in una coppia, non possiamo fare tutto noi.
      In questo caso, si occupi della tendenza ossessiva e controllante che scaturisce in lei questa storia e perchè lei ha questa difficoltà a staccarsi da questo uomo che tuttavia ha analizzato così bene e che non la soddisfaceva in pieno no?
      Si concentri su lei e smetta di cercare analisi del suo partner.
      E’ probabile che sussistano in lui tratti narcisistici come in ogni persona immatura da un punto di vista affettivo, ma non possiamo permetterci aihmè di fare diagnosi.
      Mi auguro che la mia risposta seppur superfciale, possa esserle stata di aiuto.

      Un Caro Saluto

  15. Il mio narcisista patologico dopo essere stato sotto casa sua per cercare di avere un confronto verbale ( cosa alquanto impossibile ), mi ha cacciato di casa e detto che dovevo cancellare tutto di lui e vedendolo per strada non devo nemmeno salutarlo. Ebbene, mi ha fatto un favore, ma dottoressa la mia domanda è manterra’ la promessa o tornera’ di nuovo all’attacco…?

    1. Andrea carissimo, non sono una veggente…per cui comprende che non posso darle una risposta reale,
      ma in genere tornano soprattutto se lei poi starà bene senza di lui/lei e lui/lei invece non avrà ulteriori vittime da cannibalizzare.

  16. Gentile Dottoressa, le presento la mia situazione, puntualizzando che sono già in cura presso uno psicoterapeuta con cui mi trovo molto bene, ma un altro parere anche se più superficiale non credo mi possa far male leggendo le storie, quasi tutte di donne vittime di narcisismo, non riesco a vederci il mio caso, ma anzi, in alcuni tratti mi vedo più come il carnefice. Eppure la mia (quasi) ex moglie è appurato sia una persona affetta da narcisimo patologico, almeno da quello che mi dice il mio medico. Le dinamiche sono simili a quelle descritte in precedenza, ma non proprio identiche. Questo secondo lei perchè a parti inverse la donna ha un atteggiamento più sottile e meno diretto nella manipolazione del partner? Ad esempio è stata lei a chiedermi il divorzio, io ho accettato la cosa, perchè non ero felice se pur innamorato di lei e dei miei figli e in generale della mia famiglia. Lei è sempre stata scostante, mai una parola di conforto nei momenti difficili della mia vita, io mi sono chiuso ed ha iniziato ad accusarmi di essere un presente/assente, mentre io davo tutto per lei e per i miei figli, sono arrivato a lasciare il lavoro per stare a casa ed aiutarla, visto che lei negli ultimi anni ha fatto carriera in una azienda ed è arrivata a guadagnare molto più di me. Ho perso negli anni molti amici, che per fortuna sto ritrovando in questi mesi, lei invece non ne ha mai avuti e ora si è chiusa dietro facebook e si è inventata un personaggio che mostra una donna fragile che si è salvata e ora è forte, come se io fossi un pericolo per la sua identità e la sua indipendenza, io mai fatto scenate di gelosia, pur essendo molto geloso, mai minacciata di niente, mai un insulto cattivo, semplicemente da un giorno all’altro mi ha detto non ci amiamo più voglio separarmi, ma io era da almeno 3/4 anni che sentivo questa esigenza. Mi definisce il suo ex marito pur non essendo acora separati, viola la la privacy e quella dei miei figli con post a volte imbarazzanti. Ora io sono senza lavoro e ho delle difficoltà che sto affrontando nel miglior modo possibile, lei dice che non vuole tornare con me (non che io gli abbia mai chiesto in questi mesi di tornare insieme, me ne guardo bene, ma so che se fosse lei a prendere un iniziativa del genere potrei ricascarci) ma che mi ama in “un’altro modo” (forse ti amo sono state le parole esatte), continua a chiedermi di fare cose per lei come se stessimo ancora insieme, mi cerca, mentre io cerco di tenermi a distanza pur non potendo attuare il No contact totale, non si interessa dei figli, non mi tiene aggiornato sulle loro cose e spesso mi mente per nascondere sue mancanze, mi costringe a vederli in casa sua con lei presente anche se più di una volta gli ho detto che non voglio, che mi fa stare male, lei dice che non ho carattere che mi arrendo subito davanti alle difficoltà, che mi vuole stare vicino, ma quando io sono stato male subito dopo essermene andato di casa e avere scoperto che mi tradiva, lei è sparita dietro a quest’altro uomo che ha sempre negato di aver avuto, non si è mai interessata neanche indirettamente delle mie condizioni di salute, pur avendo rischiato il ricovero per le mie condizioni psicologiche disastrose. Dice che sono paranico, (ho le prove dei tradimenti esibibili in tribunale)che sono solo rapporti di lavoro, che quando parte e senza avvisarmi da un giorno all’altro pretendendo che io molli tutto per stare con i bambini, lo fa per garantire a tutti noi un futuro migliore, mentre io so che lo fa per incontrasi con altri uomini, ma io non c’entro più niente con lei e con la sua vita, sta mandando per le lunghe la separazione perchè dice che non ha soldi per pagare gli avvocati, ma anche li ho le prove che non è così… non so se sta solo cercando di avere un rapporto amichevole con me o mi vuole continuare a tenere a disposizione per le sue esigenze e per alimentare il suo narcisismo, so solo che mi sta facendo diventare pazzo.. Grazie in anticipo per l’attenzione Dottoressa

    1. Carissimo, non posso risolvere un caso di collusione narcisistica così complesso via internet.
      Se le interessa, può richiedere una consulenza inviando un sms al 3398873385, indicando il suo nome e cognome e richiesta.
      La ricontatterò per darle info sui costi e le modalità di accesso al servizio.
      Un caro saluto

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