Dott.ssa Silvia Michelini     psicologiacoppia@gmail.com

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Il rapporto di coppia è una relazione che si forma e si rinforza prima della nascita dei figli e in tal senso, ne rappresenta la “culla” sulla quale si baserà la sicurezza emotiva e psicologica dei figli e quindi anche la percezione di maggiore condivisione, dialogo e serenità nella coppia.
La coppia è il luogo, il contesto primario nel quale ogni essere umano sperimenta le relazioni.

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Un figlio impara ad amare prima imitando, osservando e solo più in la sarà in grado di mettere in discussione ciò che ha vissuto e/o appreso.
Nonostante ciò la coppia genitoriale, la famiglia, rappresenta il nucleo affettivo che influenza maggiormente la formazione del loro carattere.
Per questo prima di diventare “mamma” e “papa” e cioè prima si sviluppare una personalità genitoriale, la coppia deve prima nascere come marito e moglie/compagno-compagna.
Questo non è un passaggio automatico; ogni coppia anche quella che apparentemente va d’accordo, ha necessità di lavorare sulle basi che fondano la relazione affettiva amorosa per evitare che la relazione divenga solo il terreno per la proiezione di aspettative e desideri inconsci, conflitti irrisolti con le famiglie d’origine.

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Alcuni di queste aree fondamentali affinché una coppia sia salda sono:

  • intimità (intesa come capacità di entrare in dialogo emotivo con l’altro attraverso la mente, il cuore e solo infine il corpo).
  • dialogo (inteso come reale desiderio di comunicazione e scambio, libero di giochi di potere, sarcasmi, punzecchiamenti e giochi psicologici)
  • capacità di esprimere tenerezza (intesa come capacità di mostrare affetto verso chi amiamo e non solo provarlo), maturità (intesa come abbandono delle pretese egoiche del nostro bambino interiore).
  • accettazione e rispetto dell’altro (inteso come accoglienza della diversità, come divieto assoluto di sessismi, femminismo, maschilismo, denigrazione dell’altro in quanto diverso da noi) e infine…
  • AMORE (inteso come rifiuto assoluto dell’utilizzo del potere sull’altro, né da un punto di vista psicologico, né affettivo, né materiale – ciò vuol dire divieto assoluto di competere in NESSUN AMBITO).
    Solo dopo aver affrontato tutti questi fantasmi, la coppia può approcciare alla genitorialità.
    Ciò non significa che deve esserci un ordine cronologico, o saremmo macchine, ma ogni coppia sa che sono questi i passi che dovrà affrontare quando questi emergeranno e un figlio, spesso, li fa emergere tutti insieme.
    Diventare genitori e pensare (anche se nel fondo del nostro inconscio) di poter fare a meno del partner, di essere genitori migliori, è fonte di squilibri nel rapporto con i figli, così come credere che l’amore che ti lega a tuo figlio è talmente grande che non potrà mai equiparare quello che provi verso un figlio.

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Ciò è lodevole, ma anche la trappola che può portarti a investire tuo figlio di aspettative emotive eccessive e in tal senso privarlo della libertà di essere figlio/a e avere due genitori.
La percezione dell’unione e dell’amore nella coppia genitoriale è fondamentale anche per lo sviluppo affettivo e psicologico dei figli, che altrimenti potrebbero inserirsi nei conflitti di mamma e papà, cercando di schierarsi e comportandosi come partner piuttosto che come figli.
Educare i figli è un aspetto importante, perché prende molto tempo e spazio nella vita di una coppia, per questo essere felici e in sintonia nel farlo, è un aspetto cruciale.
La presenza dei figli non rovina la coppia, anzi, ne costituisce la base per la salvezza, perché rende più visibile ciò che nella coppia non va.
Sono una cartina di tornasole di alcuni aspetti che nella coppia conosciamo bene:
La stima verso l’altro
La nostra capacità di essere indipendenti psicologicamente ed affettivamente dal partner
La nostra capacità di mediazione e collaborazione col partner verso la nostra tentazione di competere
La capacità di spartirsi i compiti condividendo realmente l’educazione dei figli, evitando di delegare tutto all’altro (in genere la madre) per poi incolparla totalmente di ciò che non va.
La presenza dei figli rende tutto molto più urgente, perché i nostri errori, in un modo o nell’altro ricadono sui figli e ciò porta la coppia a doversi stringere ed allearsi.
C’è in gioco, infatti quell’amore viscerale che dite di provare verso vostro figlio/a, per questo inevitabilmente se amate vostro figlio, amate o siete chiamati ad amare anche il vostro partner e soprattutto voi stessi.

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Ciò non vuol dire vivere in un mondo idilliaco fatto di baci e coccole, in amore esistono anche i conflitti, ma la capacità di affrontarli e superarli insieme, senza coinvolgere i figli è la stella polare della genitorialità, quello a cui noi tutti ambiamo.
Ad esempio:
Se una donna ogni volta che il suo partner parla o si rivolge ai figli ne sminuisce l’autorità, non può lamentarsi se poi i figli non lo rispettano e non apprendono le regole. Questo figlio imparerà a svalutare gli altri per affermare se stesso.
Se è una donna che vuole fare tutto da sola per dimostrare di essere perfetta, inevitabilmente lascerà al suo compagno spazi di libertà eccessivi, che lo tutelano e quindi gli impediscono di essere padre.
Questa donna sarà certamente molto stanca, frustrata e cercherà riconoscimento ed appagamento nei figli, aspettandosi che questi la facciano sentire migliore del padre. L’uomo sentendosi inutile, continuerà a comportarsi da ragazzo, o forse cercherà conforto in un’altra donna.
Il danno educativo per i figli consisterà nel non beneficiare del padre, del valore del maschile della possibilità di essere guidati e sviluppare stima verso di lui; inoltre restaranno invischiati in una relazione edipica con la madre, che riveste chiaramente una posizione di maggior rilievo inizialmente e questo si ripercuoterà negativamente poi nella loro capcità di instaurare relazioni sane.

Non è vero chiaramente che ogni errore che facciamo sia fatale. Ogni figlio ha la sua capacità di affrontare la vita (resilienza), ma non per questo dobbiamo deresponsabilizzarci totalmente verso una nostra ricerca interiore di intelligenza sia emotiva che spirituale.
Per questo un figlio non è mai un intromesso, ma è una luce, perchè fornisce una grande occasione per guarire un rapporto e portarlo verso un amore autentico.
E’ vero si rischia molto, soprattutto a livello individuale (soffrire, restare soli), ma l’amore implica rischio, così come compromesso, rispetto, impegno e dedizione costante.

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d.ssa Silvia Michelini