Dott.ssa Silvia Michelini     psicologiacoppia@gmail.com

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Stress Tecnologico

Internet, Social Network e Problemi di Coppia

Lei/Lui sta sempre su Internet o con la testa curva sullo smartphone!

1342-sessuologiaDa alcune ricerche condotte in ambito clinico all’ospedale San Camillo di Roma, sembra che il diffondersi delle nuove tecnologie digitali e l’abitudine ad essere sempre “connessi” sia causa di stress fisico, mentale ed emotivo, che si ripercuote negativamente sia sulla qualità di vita individuale, che di coppia.

Con la parola inglese technostress coniata nel 1984 da Craig Brod, si intende lo stress indotto nell’utilizzatore di nuove tecnologie.

Gli effetti collaterali a livello individuale sono: apatia, ansia, insonnia, mal di testa, problematiche legate agli occhi (rossori, calo della vista) stanchezza cronica, problematiche posturali, sedentarietà, sensazione di estraniazione, distrazione, mancanza di tempo cronica (si perde molto più tempo di quello che sembra).

Nella coppia invece, l’utilizzo di queste tecnologie favorisce l’innesco o il peggioramento  delle dinamiche legate alla gelosia e al controllo ed anche il calo del desiderio sessuale.

016634-480-commentatoL’essere umano, attraverso l’uso abituale di queste tecnologie viene costantemente  “bombardato” di stimoli variegati e frammentari ed è tentato da mille giochi d’intrattenimento, condivisi anche a livello dei social network.

Per questo si ha meno tempo per la coppia, si ha la percezione di essere più stanchi ed annoiati, anche se si è stati sul divano e non si vive nella realtà, nel presente.

Attraverso l’utilizzo di tablets e smartphone, ci illudiamo di “controllare al meglio i nostri impegni” e quindi di “risparmiare tempo”, in realtà, queste tecnologie sono state studiate per creare estrema dipendenza psicologica e per catalizzare attenzione ed energia su di essi.

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Smartphone, tablets etc, Si presentano come “oggetti transizionali”, “feticci”, che ci tengono compagnia, ci permettono di evadere, di dipingerci come meglio vogliamo, hanno una grafica e un design accattivante e per giunta ci mettono a disposizione programmi gratuiti per stare sempre connessi e per controllare chi dei nostri amici è connesso.

Questi strumenti creano dipendenza.

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Siamo portati a credere che siamo noi a possedere lo smartphone, ma, di fatto, è lo smartphone che possiede noi.

Per accorgersene, basta dare uno sguardo agli amici mentre trascorrono qualche ora al pub, alle coppie al ristorante o semplicemente a noi stessi quando siamo a casa sul divano.

Eh si, perché ognuno di noi può caderne vittima, dal professionista, alla casalinga annoiata, ognuno ha un motivo per averlo, forsanche solo perché tutti ce l’hanno e se non ce l’hai, si fuori dal mondo.

Email, whatsapp, sms, skype, facebook, twitter… e chi più ne ha più ne metta.

Facebook, whatsapp, we chat etc.., hanno messo a dura prova moltissime coppie; sembra infatti che la facilità di comunicazione garantita da questi siti, costituisca un fattore di rischio di tradimento (profili suggeriti, amiche di amici, facili contatti via mail o chat) e/o ne faciliti il verificarsi (è possibile crearsi false identità etc..darsi appuntamenti etc..), per questo molti matrimoni entrano in  crisi.

Non che questi siano i motivi scatenanti è chiaro, ma sono strumenti che permettono vie di evasione apparentemente innocue.

9tlrwm-150x150Su Facebook possiamo essere chi vogliamo, mostrarci felici, appagati, vincenti, anche se non lo siamo.

Possiamo vivere una vita migliore, costruircela, disegnarcela e distrarci da quella che facciamo, che è molto più impegnativa e spesso meno patinata di faccine sorridenti.

Gli smartphone, ti localizzano a livello geografico, whatsapp a livello temporale (visualizzato alle… oppure, si è connesso alle ore…) per questo sai sempre se il tuo lui/lei è connesso e dove.

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Whatsapp permette anche il veloce scambio di foto, note audio e una velocissima “pulizia della coscienza” attraverso un click.

Queste tecnologie hanno anche diffuso il “tradimento virtuale”, che dai tempi delle lettere d’amore ha permesso una notevole modernizzazione e che fa sentire meno in colpa.

Non a caso ora la moda più acclamata è costituita dalle applicazioni che tengono in vita le foto per qualche minuto e poi queste si autodistruggono!

Chi si è imbattuto in questi strumenti con scarsa esperienza e prima di tali perfezionamenti, tuttavia, è stato spesso smascherato ed è per questo che questi mezzi, sono pericolosi per la coppia.

T’inducono “in tentazione” (parlare, sfogarsi, flirtare) e poi ti consegnano direttamente alla giuria!

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La comunicazione inoltre è veloce, spesso frazionata e non permette una reale comprensione delle intenzioni, per questo fioccano litigi sia tra amici che partner per facebook, whatsapp e altri strumenti di comunicazione fallimentari.

Noi comunichiamo per la maggior parte attraverso canali non verbali: tono della voce, gestualità, sguardo, espressione del viso ecc e le parole sono solo uno degli aspetti della comunicazione e nemmeno il più importante!

Le “amicizie” sono virtuali, comunichiamo ed impieghiamo energie con persone che non vediamo mai, che di fatto, non sono amici, ma conoscenti, che spesso ti chiedono la famosa amicizia più per accumulare numero di fan o spulciare tra le tue foto, che per reale interesse.

I rapporti di coppia sono messi a dura prova anche per la dinamica del “controllo”, perché questi mezzi permettono di sapere sempre cosa stia facendo l’altro, dove e quando.

Infine c’è anche “l’effetto arancia meccanica” come l’ho soprannominato io: sulle bacheche si condividono notizie di tutti i tipi, per questo siamo bombardati da mille aggiornamenti, immagini, emozioni in modo coatto, senza volerlo accediamo a contenuti ed immagini che non avremmo forse scelto in quel momento: si passa da “la Roma ha vinto” a “è morto un cane”, a “è stata violentata la tizia X “ a “Carlo è sparito da casa” per tornare alla barzelletta di turno.

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Il nostro cervello, senza volerlo, sta subendo una sorta di addestramento al peggio, un giornaliero avvelenamento della capacità di entrare in empatia con gli altri e l’obiettivo è spaventare le masse, perché più siamo soli e spaventati e più consumiamo (acquistiamo beni per riempire un vuoto o perché crediamo di avere esigenze, che in realtà ci sono state indotte e suggerite da pubblicità su facebook.

I nostri consumi, le nostre scelte, le registrazioni dei posti dove siamo, sono tutti dati utili per proporre prodotti.

Ciò provoca un’abituazione alle emozioni, un’apatia emotiva e un distacco dalla realtà.

Questo continuo brainstorming emotivo è causa di ansia, frammentazione dell’attenzione e confusione mentale.

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Quindi la tecnologia è una nostra nemica?

La risposta è NO: la tecnologia è utile e divertente, ma dovete approcciare ad essa consapevoli di cosa comporta e quindi cercare di non strafare.

Per lasciarsi andare, ricaricarci, trasmetterci energia ed emozioni, abbiamo bisogno di DIS-CONNETTERCI e rilassarci, soprattutto in coppia, di guardarci in faccia e di godere anche dei cosiddetti tempi morti.

Utilizziamo questi mezzi per darci un appuntamento e vietiamone l’utilizzo a casa, dove siamo chiamati a vivere nel presente, nella realtà, ad occuparci di ciò che abbiamo e di chi siamo, dei nostri partner, dei nostri figli, e se emerge la noia, un problema che finora abbiamo ignorato e “tamponato” distraendoci sul web, riprendiamo in mano al situazione.

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Non illudiamoci che miglioreremo a nostra autostima o le nostre relazioni curando la nostra immagine o stando sempre connessi a fantomatici amici.

Godiamoci il panorama invece che fotografarlo, per far vedere agli altri “come è spettacolare il posto dove sono ora”.

Torniamo a condividere esperienze pratiche, reali, insieme, a raccontarci le nostre esperienze, ad uscire, a cercarci e a comunicare di persona e in coppia ad occupare il tempo libero insieme!

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