Dott.ssa Silvia Michelini     psicologiacoppia@gmail.com

Chiama: +39 339 8873385

La crisi economica, con il conseguente rischio di perdere il proprio lavoro, le proprie sicurezze, ha delle ripercussioni negative sia a livello individuale che di coppia; a confermarlo un sondaggio condotto dalla rivista americana Good Housekeeping.

3562011969_b7ff13e70a

Le conseguenze negative non investono solo le giovani coppie, che si trovano di fronte all’impossibilità di progettare un futuro senza appoggiarsi alla generazione precedente (acquistare casa, fare un figlio, mantenerlo in salute, garantirgli gli studi..etc..), ma anche quelle già rodate, che erano abituate ad un certo tenore di vita, sereno, tranquillo e che si trovano improvvisamente a dover rivedere totalmente la loro quotidianità per dover sopperire a carenze economiche (doppio lavoro, trasferimenti in case più piccole, niente vacanze, poche uscite serali, esigenza di chiedere prestiti, favori etc..) o a non poter più far fronte alle richieste economiche dei figli, che dal canto loro non trovando lavoro, restano a casa fino a 25-30 spesso anche 40 anni.

Per quel che riguarda le generazioni dei trentenni/quarantenni inoltre, va detto che i loro genitori li hanno spinti a studiare, a realizzarsi con fatica ed impegno e alla soglia dei 30-40, spesso, né l’uomo né la donna hanno ancora un lavoro sicuro, figurarsi uno che sia confacente con gli studi compiuti.

Ci si accontenta di sopravvivere, ma è chiaro che questa generazione, rispetto a quella dei nostri nonni fa più fatica ad accettare queste privazioni, alcune cose che si giudicano superficiali, oggi sono considerate la base per vivere: una macchina, pagare la benzina, l’assicurazione, vestirsi, mangiare ogni giorno ed avere un telefonino e un PC.

nemec2Queste generazioni sono quindi anche vittime di senso di colpa, senso d’inferiorità verso i loro genitori e i loro nonni che sono riusciti a farcela da soli, si trovano con una cultura, una forte preparazione, ma senza indipendenza, sempre in bilico, frustrati e ancora in stato di dipendenza. Spesso queste coppie sono anche giudicate come egoiste o edoniste dalle generazioni precedenti o dai loro stessi amici/parenti coetanei che invece sono scesi al compromesso di chiedere o di farsi aiutare per realizzare i loro sogni.

Oggi, chi punta sull’indipendenza, deve mandar giù un duro colpo perché prima di fare famiglia, vorrebbe avere almeno la base economica per farlo: una casa anche piccola, un lavoro con il quale mantenere se stessi, pagare un mutuo e dare il minimo indispensabile ai loro figli.

Queste “garanzie” oggi sono molto difficili da conquistare.

Tutte queste richieste esterne, questa frustrazione, generano stress e con esso, stanchezza, ansia oltre al minore tempo da dedicare alla coppia, alla vita intima, al tempo libero.

2710725-felice-coppia-con-cane-per-animali-da-compagniaNon c’è più la spensieratezza; l’uomo è preso dal suo senso di responsabilità e spesso privato della dignità di un posto sicuro, si sente frustrato e colpito nella sua autostima maschile, la donna è stanca e stressata dal doversi dividere tra lavoro, casa e figli e spesso non sono più dolce e disponibile verso il suo compagno/partner. Ne consegue un calo dell’intimità, della comunicazione, con relativi conflitti e incomprensioni, si conducono due esistenze separate, viene meno la tenerezza, ma anche della fiducia, la condivisione, fino a un reciproco inaridimento.

hswk

E’ vero anche che ci sono coppie che in questi casi, rafforzano il loro legame, si concentrano sui veri valori, che il consumismo ci ha fatto perdere di vista ma a meno che non si esca dalla logica del sistema economico, la quotidianità e la qualità di vita ne risentono comunque.

E voi che coppia siete? Sentite la crisi? Come la affrontate?
Vi riconoscete in questo quadro?