Dott.ssa Silvia Michelini     psicologiacoppia@gmail.com

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IL CICLO DI VITA DELLA COPPIA: Dalla formazione del nuovo nucleo alla famiglia

“TRANSIZIONI” E COMPITI EVOLUTIVI

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 Il concetto di “transizione” e “ritualità” nella coppia e nella famiglia.

 Negli studi sulla famiglia, il tema della “transizione” è stato sempre oggetto di particolare attenzione.

Per “transizione” s’ intende un momento evolutivo, un passaggio “critico”, nello sviluppo della coppia e della famiglia.

La transizione, richiede una trasformazione, un cambiamento, una ristrutturazione dell’organizzazione precedente, in base agli elementi emersi durante la fase evolutiva stessa e/o alle pressioni che vengono dall’esterno.

Esempi di transizioni o momenti evolutivi critici:

Transizione dall’adolescenza alla vita adulta

Formazione di un nuovo nucleo familiare

Transizione alla genitorialità

L’uscita dei figli dal nucleo familiare e reinvestimento nella coppia

Transizione al pensionamento

Il lutto familiare

Haley (1973) aveva notato come alcuni sintomi a carico di un membro della famiglia, in genere un figlio, possono essere ricondotti alle crisi che accompagnano i passaggi e evolutivi non compiuti. Ad esempio un figlio maschio che non esce da casa, non forma un nuovo nucleo, perchè la sua uscita significherebbe il riacuirsi di vecchi conflitti nella coppia genitoriale.

Se la transizione è da intendersi come “passaggio”, diventa inevitabile considerarla come un processo dinamico, in cui il riadattamento comporta sempre la perdita degli equilibri precedenti alla crisi.

I passaggi, mettono in luce le risorse, i comportamenti e qualità relazionali del sistema familiare e la loro osservazione si rivela  essenziale, se si intende cogliere i cambiamenti evolutivi che la coppia e la famiglia compiono attraverso gli anni.

La transizione mette alla prova il legame ed è perciò in questi momenti che è possibile individuarne la qualità e l’eventuale stallo (vedi la collusione di coppia).

La transizione  – e cioè i momenti critici di passaggio –  sono connessi alla ritualità. (es: il matrimonio, il battesimo, …).

I riti in continuo mutamento, hanno la funzione di rendere questi passaggi meno dolorosi e ne scandiscono i tempi e le modalità tipiche.

Nella società moderna, si stà perdendo l’uso e il costume della ritualità, che si rivela invece fondamentale per coadiuvare il singolo, la coppia e la famiglia nel processo evolutivo.

I compiti evolutivi della coppia come nuovo nucleo

Il primo compito che la nuova coppia si trova a dover affrontare e quello della “costruzione di una sua identità di coppia”.

Questo processo si realizza a due condizioni: la capacità di reciprocità dei due partner, ossia il sapersi prendere cura dell’altro nella sua unicità e differenza e perciò aver superato la fase di “disillusione” (disenchantment), passando dall’innamoramento all’amore l’aver accettato il sacrificio narcisistico che la coppia comporta.

Affinchè la coppia si realizzi pienamente, lo scambio simbolico che la definisce deve alimentarsi necessariamente di una progettualità comune che la porti “fuori dal sè” verso una “generatività” in senso lato.

L’impegno progettuale consente alla coppia di costruirsi e definirsi come tale, proprio perchè la mette in relazione a “un terzo”, che rappresenta il segno visibile che la relazione non è solo la vicinanza di individui, ma una generativa condivisione di identità.

Il progetto di un figlio – o di un equivalente simbolico – è essenziale per la coppia, che rivendica uno spazio di reciproca cura e attenzione.

Una ricerca di Scabini e Greco del 1999 citata nel testo “il famigliare” (E.Scabini, V.Cigoli: Il Famigliare, Raffello Cortina, 2000), esamina il funzionamento delle giovani coppie che non hanno avuto figli, riscontrando che le coppie senza un progetto generativo si rappresentano come singoli giovani-adulti con vite parallele, mentre le giovani coppie con un progetto generativo si rappresentano come “coppia”.

Un secondo compito che la coppia deve affrontare, sposta il focus sui legami intergenerazionali e riguarda i partner nella loro posizione di figli.

Come è stato illustrato infatti, la coppia è l’incontro di due individui con la loro storia, che portano all’interno della coppia i “messaggi” da intendersi come “script” o “mandati” della famiglia di origine.

La coppia è dunque chiamata a rivisitare il sistema di valori della famiglia di origine, spostando il legame di lealtà ed esclusività dal genitore al partner.

Paradossalmente questo secondo aspetto presenta nei tempi attuali difficoltà peculiari.

Nella società attuale, il concetto di impegno, di generatività e di costruzione comune è fortemente indebolito, mentre si sposta l’attenzione sull’individuo, l’edonismo, la realizzazione e a soddisfazione personale.

I genitori sono delegati del ruolo di “garanti della stabilità” e accettando questa funzione, permettono al figlio di permanere per lungo tempo nella condizione di “figlio/bambino”, evitando a loro volta di far fronte al compito evolutivo di distacco dai figlio e rilancio del patto di coppia.

Ciò appare particolarmente vero nella cultura dei paesi del Sud Europa; in tali contesti il rischio delle famiglie è quello di ritardare il processo di autonomia dei figli – e in tal modo – di “tessere una ragnatela” tra le generazioni, che nel tempo più che protettiva risulta invischiante per la nuova coppia.

Il processo di svincolo dalla famiglia d’origine risulta perciò più impegnativo oggi che un tempo, anche perchè il tutto è reso più gravoso dalle difficoltà nella realizzazione personale nel mondo del lavoro, che posticipa di gran lunga l’indipendenza economica.

All’opposto di questa tendenza, troviamo la modalità relazionale familiare “espulsiva” del nord Europa, dove vige il mito dell’autonomia, che comporta spesso un brusco “taglio relazionale” tra generazioni.

In questi casi le coppie presentano difficoltà nel dover affrontare tutto da sole, senza poter contare sull’appoggio dei genitori.

In linea generale però, la coppia acquista una sua identità propria differenziandosi dalla famiglia di origine e ciò avviene quando i partner hanno costruito una loro personale modalità di relazione, partendo dalle modalità apprese nell’infanzia evitando i due opposti di “coazione a ripetere ” (totale identificazione col modello genitoriale) o di “controindipendenza” (totale opposizione al modello genitoriale).

Il processo di differenziazione dalla famiglia di origine implica una regolazione delle distanze, ridefinendo le relazioni con le famiglie di appartenenza e tracciando nuovi confini attraverso fasi di negoziazione.

La coppia che riesce in questo faticoso processo, si appropria della sua identità, della sua libertà e della sua unicità, si evolve e traccia le basi evolutive per la generazione che segue.