I ruoli nella coppia, biologia o stereotipo?

Le differenze tra l’uomo e la donna non sono esclusivamente biologiche, ma anche e soprattutto sociali e culturali.

La società si aspetta che un uomo o una donna si comportino in un certo modo (stereotipi di ruolo) e queste aspettative rappresentano un aspetto fondamentale della differenza uomo-donna / maschile-femminile, ma anche il limite di ogni coppia.

pulizieL’impostazione sociale del ruolo maschile e femminile è profondamente cambiata negli ultimi anni, perchè è stato ampiamente dimostrato (dal numero di divorzi), che il modello classico è attualmente inapplicabile, nonchè fallimentare.

In passato la donna gestiva la casa e l’educazione dei figli, si occupava e deteneva l’esclusiva su tutte le attività domestiche, che svolgeva con grande competenza, abilità e accuratezza.

Questo ruolo era considerato prestigioso dalla società dell’epoca, e pertanto era ambito dalla quasi totalità delle donne.

La famiglia era ed è considerata un valore intoccabile e indissolubile perché costituiva l’istituzione portante della società.

La coppia non contava, gli uomini avevano spesso altre donne fuori dalla famiglia e ciò era accettato dalle mogli, poichè queste non potevano ambire a qualcosa di più che qualcuno che le mantenesse e si prendesse cura di loro.

Ciò che contava era la sopravvivenza della famiglia e soprattutto quella della prole.Questo modello, basato appunto sulla “sopravvivenza” viene ancora oggi replicato in modo abbastanza acritico, sebbene non sia più adatto alle esigenze dell’uomo e della donna del nuovo millennio.

D’altronde le possibilità di sviluppo professionale erano molto limitate, già l’uomo faceva fatica ad affermarsi nella sua carriera, pertanto la carriera e il prestigio professionale non avevano lo stesso valore che oggi gli attribuiamo.

Oggi sia l’uomo che la donna attraversano un momento di profonda crisi identitaria.

sesso-calo-del-desiderio

La prima area in crisi è la genitorialità; l’educazione dei figli è orientata alla “performance” e diventa terreno di interminabili discussioni e dibattiti, in cui i pareri “dell’esperto” pullulano.

L’istinto alla genitorialità si è perduto.

In questa società i figli, soprattutto quelli che scelgono di realizzarsi creativamente, stentano a rendersi autonomi e a “lasciare il nido”, pertanto il compito dell’educazione dei figli si rivela ancora più arduo ed estenuante che in passato, soprattutto perché tutto il tempo dei genitori è dedicato alla professione e ne resta veramente poco per i figli.

Presi in questa morsa, l’uomo e la donna sono continuamente angosciati dalla paura del “fallimento”, la donna tuttavia è maggiormente svantaggiata dal punto di vista professionale se decide di avere una famiglia e soprattutto dei figli.

In questi casi la donna deve spesso accontentarsi di ruoli subalterni e precari, mentre l’uomo potendo dedicarsi con più impegno all’attività professionale, riesce con maggiori probabilità a realizzare la sua carriera.

cattive-abitudini-coppia_v_dmarNon c’è quindi da sorprendersi se queste donne reagiscono con gelosia e distruttività e non ci si può limitare a considerarle “nevrotiche”.

La donna è svantaggiata sotto il profilo professionale anche perché nella carriera si esigono valori produttivi che si oppongono di netto a quelli dell’educazione alla femminilità che le viene impartita da bambina e queste differenze educative tra maschio e femmina si tramandano di generazione in generazione : il maschio fa X la femmina Y.

Questa bambina, da “grande”, avrà l’impressione che l’immagine femminile di debolezza, passività, bisogno di sostegno e di aiuto, serve solo a far sì che l’uomo si senta più forte e coraggioso e se sente di possedere qualità (attribuite generalmente all’uomo) quali iniziativa, forza, competitività, si scontrerà con in rifiuto della società, che la colpevolizzerà per aver ambito ad un ruolo tipicamente maschile.

Una donna che sente di possedere le qualità idonee per ambire a una certa carica, non dovrebbe essere considerata anormale o nevrotica e per questo spinta a reprimere le sue qualità.

Ad oggi, non sono stati fatti molti passi avanti, visto che la “pari opportunità” è ancora un valore da “portare avanti”; di conseguenza per potersi realizzare, la donna ha finito per “mascolinizzarsi” solo per ambire a cariche maschili e sta rinunciando ad esprimere e a sviluppare le caratteristiche femminili nella società e in professioni che le richiedano e le valorizzino.

Gli uomini di oggi, invece, sono spiazzati di fronte allo stravolgimento dei ruoli, si sentono sempre più insicuri, timorosi di rivelarsi inadeguati nella coppia, nella famiglia e nella società.

donna_primitiva_clava_01Questa inadeguatezza ha origine nella crisi del ruolo del padre nella nostra società, improntata essenzialmente sul ruolo “materno”.

La “latitanza” dei padri relegati nelle fabbriche o negli uffici, depredati della loro paternità, e spesso senza alcun diritto su di essa, ha generato e genera figli “maternizzati”(i mammoni).

L’uomo come la donna, ha perduto il contatto con la sua vera maschilità e col ruolo paterno, cui la nostra società è carente; il padre rappresenta simbolicamente il futuro, la spinta all’autonomia è il “creatore” e l’iniziatore” del figlio alla sua libertà; è colui che custodisce e addestra il figlio al lavoro, che insegna e assiste pazientemente, che risolleva il figlio e lo educa all’età adulta, liberandolo dalla passività, dalla dipendenza e dallo stallo evolutivo.

Nella società moderna il padre è stato relegato al ruolo di “provider”, di amministratore e procuratore di reddito, nei casi peggiori è solo un dispensatore di “alimenti”, schiavizzato da ex-mogli voraci e inflessibili.

Pulizie-di-casaIl suo ruolo si è ridotto purtroppo al mondo delle “cose”: del denaro, del sesso, del telefonino e dell’auto come surrogati di una virilità perduta.

L’uomo moderno ha liquidato le sue responsabilità familiari e sociali, per ottenere prestigio e beni materiali; egli deve guadagnarsi ora l’affetto della compagna e dei figli con l’eccessiva remissività, l’arrendevolezza e la dolcezza.

Non potendo più realizzare le sue qualità più intime nella famiglia, è sempre più ossessionato dalla “performance”, come unica conferma di virilità, è confuso, spaesato ed insicuro.

L’Uomo e la Donna devono collaborare per non perdere la loro natura di maschile e di femminile; ciò non significa assolutamente incentivare la divisione dei ruoli, ma rispettare e far emergere le diversità di ognuno in un contesto di parità dei ruoli.

attaccamento e amore

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *