Dott.ssa Silvia Michelini     psicologiacoppia@gmail.com

Chiama: +39 339 8873385

Una coppia può decidere in qualsiasi momento di lasciarsi e di rompere il cosiddetto «patto coniugale», soprattutto se dopo vari tentativi di risoluzione i conflitti siano divenuti ingestibili e la tensione tra i due genitori inaccettabile.
In questi casi la separazione può rivelarsi addirittura più «sana» o «salvifica» rispetto all’eventualità che i figli assistano e crescano in un clima relazionale malsano, che si basa sulla sopportazione, sul dolore, sull’evitamento dei conflitti e su modelli affettivi e genitoriali inefficaci o contraddittori (genitori che si arrendono, che sopportano, che stanno insieme e non si amano.. che vivono indossando «maschere»).
Se però il patto coniugale (sia affettivo che formale) può essere rotto in qualsiasi momento, quello genitoriale prosegue tutta la vita ed esige coerenza, condivisione e collaborazione.


La co-genitorialità pertanto non si estingue con la rottura del patto coniugale.
La ex coppia volente o nolente deve condividere la genitorialità con il fine ultimo del bene psicologico ed affettivo dei figli e per questo eventuali conflitti, rancori o dinamiche irrisolte.

loveaddiction

La «co-genitorialità» viene definita: “una relazione che esiste tra almeno due individui da cui ci si aspetta che abbiano la responsabilità congiunta del benessere di un particolare bambino, per mutuo accordo o per norme sociali
(Van Egeren, Hawkins 2004 : «The development of coparenting over the transition to parenthood. Infant Mental Health Journal”)
E’ un processo bidirezionale, perché influenza e riguarda entrambe i genitori.

Le conseguenze di una separazione, intese come «stili di co-parenting non funzionali» o conflittuali, non possono e non devono ricadere sui figli in termini di «triangolazioni» (coalizioni tra uno o più membri della famiglia a scapito di un altro, figlio come capro espiatorio, inversione di ruoli tra genitori e figli..) , competizioni tra i genitori e strumentalizzazioni dei figli al fine di colpire il partner etc.., poiché queste sono da intendersi come vere e proprie violenze psicologiche, che possono costituire la base per future difficoltà relazionali ed affettive o psicologiche dei figli.

eiaculazione_precoce_3

I tassi di divorzio sono in continua crescita (nel 2011 le separazioni sono state 88.797 e i divorzi 53.806, sostanzialmente stabili rispetto all’anno precedente (+0,7% per le separazioni e -0,7% per i divorzi);
Le statistiche inoltre sono parziali, perché esistono molte coppie di fatto, che non arrivano alla separazione legale, e che quindi sfuggono alle rilevazioni.
La situazione attuale è sicuramente molto differente rispetto a quella di qualche decennio fa, quando le coppie pur se infelici o in grave conflitto restavano insieme; oggi c’è una maggiore propensione alla «ricerca della felicità individuale» e quindi la tendenza ad uscire da legami amorosi insoddisfacenti e a formare nuove coppie e famiglie, dando vita alle cosiddette famiglie «allargate» o ricomposte.
La sociologa francese Irène Théry definisce questa fase storica come quella del «démariage» (de matrimonio).

resize.aspx

Si comprende quindi come non sia la separazione o il divorzio a causare «traumi» o psicopatologie in sé, ma la modalità con cui questo evento viene affrontato e vissuto dal sistema famiglia e da come viene elaborato dal bambino/a.
Non esistono relazioni senza conflitti, sarebbe impensabile immaginarlo se non a scapito della libertà personale; a tal riguardo Freud affermava “Se due individui sono sempre d’accordo su tutto, vi posso assicurare che uno dei due pensa per entrambi.«
Ciò che fa la differenza nella gestione della separazione, ma anche nella gestione delle relazioni in generale è il tipo di conflitto che la coppia vuole favorire in base alla prevalenza nella relazione di strategie collaborative o competitive: conflitto collaborativo o distruttivo?
(Deutsch M.1973)

I bambini imparano ciò che VIVONO, oltre a ciò che VEDONO, i figli avvertono anche le dinamiche più sottili, sono in contatto con loro emotività, con loro non è possibile mentire o fingere, loro ci osservano perché dalla salute e la stabilità della relazione genitoriale dipende la loro sicurezza, almeno finché non saranno adulti.
La relazione tra i genitori e tra genitore figlio è il primo contesto di relazione che un figlio vive e sulla base di esso costruisce i suoi schemi di relazione futuri;
per questo la qualità della relazione tra un genitore e un figlio e tra i genitori stessi è il termometro della salute psicologica ed affettiva di un figlio, quando sarà adulto.

separazione_con_figli

Ecco alcuni piccoli esempi di comportamenti altamente scorretti :

L’incoerenza educativa: Il padre e la madre seguono stili di parenting differenti (educano in modo differente in base ai loro valori e convinzioni) senza essersi prima consultati ed aver stabilito uno stile di parenting coerente e condiviso.

Il figlio come messaggero: utilizzare l’intimità e la confidenza con il figlio per ottenere informazioni sul partner o per inviargliene al fine di colpirlo.

Il figlio come capro espiatorio: Focalizzarsi sul presunto comportamento errato  del bambino a scuola, a casa etc utilizzandolo come pretesto per incontrare spesso il partner e quindi continuare a mantenere una quotidianità con lui/lei

Genitore come figlio o partner sostitutivo: Mettersi al pari del figlio, rivendicando le mancate attenzioni del partner o sfogandosi con lui/lei per la propria sofferenza e quindi mettendosi al centro dell’attenzione rispetto al figlio.

Genitore seduttivo/l’amore comprato: Competere col partner a chi soddisfa maggiormente i capricci o le esigenze del figlio, cercando di sedurlo con regali o promesse.

Figlio come arma: Questa forse uno dei peggiori comportamenti e cioè quello di ricattare l’altro partner rispetto alla possibilità di vedere o stare con il figlio o fare in modo che ciò avvenga di rado, boicottando le visite, etc…

llllll

Per questo è opportuno che non sottovalutiate la vostra separazione/divorzio e le vostre capacità di gestirne le conseguenze sui figli.

Affidatevi ad un esperto Psicologo di Coppia e Mediatore Familiare:

logo-lui-lei-2

Per «mediazione familiare» s’intende : «l’ intervento professionale rivolto alle coppie e finalizzato a riorganizzare le relazioni familiari in presenza di una volontà di separazione e/o di divorzio. Obiettivo centrale della mediazione familiare è il raggiungimento della co-genitorialità (o bigenitorialità) ovvero la salvaguardia della responsabilità genitoriale individuale nei confronti dei figli, in special modo se minori..» (wikipedia http://it.wikipedia.org/wiki/Mediazione_familiare).

d.ssa Silvia Michelini