Il narcisismo patologico al femminile: quando è la donna ad abusare e manipolare l’uomo

La donna abusante: il narcisismo patologico al femminile.

In genere, quando si pensa al narcisismo patologico e alla manipolazione affettiva, si fa riferimento a quelle relazioni sado-masochistiche di co-dipendenza in cui l’uomo è un manipolatore, egoista, freddo, anaffettivo e la donna una persona altruista, disponibile, spesso sottomessa idealista e romantica che si pone in una condizione di dipendenza affettiva all’interno della relazione abusante.

Per questi motivi si tende a pensare che la manipolazione affettiva sia un’ esclusiva maschile, perché le donne, rispetto agli uomini, parlano più apertamente, sono più inclini ad intraprendere un percorso di terapia e a non provare vergogna rispetto al fatto di ammettere di essere le “vittime” in un rapporto di coppia.

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E’ per questo che l’uomo narcisista è oggetto di maggiore attenzione da parte di psicoterapeuti, sia da un punto di vista clinico che puramente scientifico e letterario; gli uomini sono meno disposti ad ammettere di essere le vittime in un rapporto, hanno una tendenza minore a lamentarsi, a condividere con gli altri le loro difficoltà affettive e spesso compensano il loro stato di deprivazione affettiva e vergogna isolandosi e chiudendosi emotivamente.

Ciò accade, perché ancora oggi, gli stereotipi di genere sono molto radicati; la donna può mostrarsi debole, fragile, anzi viene considerata tale a priori, mentre l’uomo deve mostrarsi sempre forte, vincente e non può manifestare i suoi sentimenti perché ciò lo renderebbe un debole e un perdente “una femminuccia” agli occhi della società.

Le donne affette da narcisismo grave quindi, restano spesso in ombra, così come le loro vittime.

Ma chi sono queste donne?

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Le donne narcisiste sono – come nel caso dell’uomo – persone interessanti, piene di fascino, molto dedite a se stesse, alla loro carriera, alla cura di se stesse, ma rispetto agli uomini non sono evitanti, egoiste ed anaffettive, anzi spesso, sono donne perfezioniste, che si dedicano con tutte se stesse al rapporto di coppia, in modo così ossessivo, da essere attente anche al più minimo difetto dell’altro, sempre pronte a rinfacciarglielo, qualora, questo difetto possa disattendere le loro aspettative come donna.

Il punto in comune con l’uomo narcisista è l’evitamento dell’intimità: la donna narcisista non vuole mostrarsi fragile, non può perdere, non può abbassarsi, non può rischiare di compromettere se stessa nella relazione autentica con l’altro, per questo l’altro deve diventare così come lei ritiene che un uomo ideale debba essere.

Le donne narcisiste sono spesso anime inquiete, romantiche, ma anche donne forti, intransigenti, capricciose ed ambivalenti. Da un lato si mostrano come “la madre salvifica”, dall’altro come “la donna castrante”.

Diciamo che la loro luce è pari all’ombra che riflettono.

Questa ambivalenza confonde e attrae l’uomo, soprattutto perché nelle prime fasi del rapporto, la donna narcisista, si presenta come la donna ideale, quella che ogni uomo sognerebbe, si modella sulla personalità del suo amato, al fine di conquistarlo. Camaleontica ed eclettica, riesce a mostrarsi al meglio di se stessa, perché come ogni narcisista, si pone nella relazione come specchio dell’altro, rimandandogli un immagine assolutamente splendida di se stesso.

Questo sogno però svanisce presto, non appena la preda sfuggente diventa un partner stabile.

A quel punto la fata si trasforma gradualmente in una strega, che s’infuria, accusa, recrimina, svaluta, corregge, lamenta, richiede attenzioni, prove d’amore e soprattutto attribuisce ogni causa delle sue sofferenze all’uomo che ha, che non può soddisfarla, che non sa comportarsi, che non è alla sua altezza…etc..

 

 

 

 

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QUALI SONO I TRATTI CARATTERIALI DISTINTIVI DI UNA DONNA NARCISISTA?

  • Egocentrismo: tendenza a voler stare al centro dell’attenzione sia attraverso comportamenti lodevoli e positivi, che negativi.
  • Vanità: la narcisista è convinta di essere una persona speciale ed unica e che per questo merita di più delle altre donne/persone, soprattutto in termini di riconoscimento e apprezzamento sia dal punto di vista affettivo che sociale.
  • Idealismo e romanticismo estremo
  • Invidia (verso le altre donne e verso il partner)
  • Richiesta di continue conferme e prove d’amore: che attestino il suo valore e l’ interesse dell’uomo nei suoi confronti
  • Scarsa sensibilità: La donna narcisista appare attenta e sensibile verso l’altro, ma in realtà ogni attenzione è mirata ad ottenere un vantaggio personale, per questo la sua apparente empatia, cela in realtà la totale incapacità di leggere le emozioni dell’altro e soprattutto il disinteresse di prenderle in considerazione.
  • Tendenza a fare paragoni e a richiedere alte performance al partner: in genere sia in ambito economico/sociale che sessuale.
  • Ideazione paranoide: la donna narcisista ha la sensazione che tutti la invidino, che stiano tramando alle sue spalle e che siano ingrati con lei, che invece è una persona sincera, leale e disponibile; gli altri sono sempre poco limpidi, malevoli o ingiusti e per questo le sue relazioni sono caratterizzate da sospetti, rotture, litigi, conflitti e abbandoni
  • Tendenza ad idealizzare e poi a svalutare gli altri qualora non incontrino le sue aspettative: la donna narcisista passa velocemente da una forte idealizzazione dell’altro in cui ne esalta le qualità e le potenzialità a una fase di profonda delusione e disillusione, in cui si concentra solo sui difetti dell’altro, cercando di demolirne l’autostima, soprattutto se l’altro in questione, il suo partner si oppone ai suoi tentativi di cambiarlo.
  • Vendetta e competitività con il partner: la donna narcisista si vanta di ricercare una relazione “paritaria”, ma in realtà è sempre in costante competizione con l’uomo, soprattutto per quel che riguarda gli spazi di libertà, il denaro e il sesso. Si tratta anche di donne molto vendicative, per questo, se l’altro
  • Tendenza alla critica e alla svalutazione del maschile: per la donna narcisista l’altro/il partner non fa mai abbastanza per lei, è perennemente indignata e insoddisfatta rispetto alle prestazioni dell’altro, sia in ambito familiare che sociale (guadagni, amici, vestiti, presenza in casa, ruolo genitoriale…). Il suo obiettivo è far sentire l’altro inadeguato, al fine di impedire che si allontani, perché di base i narcisisti (uomini o donne che siano) sono insicuri e temono l’abbandono.
  • Andamento ciclico della relazione: nella relazione di co-dipendenza tra una donna narcisista e un uomo insicuro, spesso dipendente o bisognoso, ci sono spesso delle rotture e dei ritorni di fiamma, in cui c’è molta passione, ma anche molto rancore, recriminazioni che il partner narcisista fa all’altro per averlo costretto ad umiliarsi, a cedere o a tornare da lui.
  • Ruoli fissi nella coppia: donna dittatore e uomo implorante suddito al suo cospetto o completamente passivo. Un uomo sicuro di se, si distaccherebbe da una donna aggressiva e svalutante che lo fa sentire costantemente inadeguato, ma un uomo insicuro preferisce sopportare pur di non perdere la donna narcisista, che spesso ha anche delle enormi qualità in termini di intelligenza e che quindi si pone nel rapporto come il punto fermo, la colonna su cui appoggiarsi.
  • Infanzie con genitori tirannici, “i bambini perenni”: i narcisisti hanno spesso avuto genitori tirannici e ricercano inconsciamente nel partner un’opportunità di riscatto, proprio perché il rapporto con questo genitore non è stato elaborato. In genere la vittima è ferma nel ruolo di “bambino triste solo e arrabbiato”, mentre il carnefice si è identificato con il genitore tirannico ed è costante nel ruolo di “genitore punitivo”. Anche in questo ultimo caso, il rapporto patologico con il genitore tirannico non viene elaborato, semplicemente perché viene rimesso in atto il panorama infantile (coazione a ripetere). I due amati si comportano a turno come il genitore “cattivo” da combattere e sconfiggere oppure come il bambino arrabbiato verso il genitore.

Si tende perciò a ripetere il passato in uno schema distruttivo (collusione sado-masochistica), di difficile risoluzione.

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COME USCIRE DA UNA RELAZIONE PATOLOGICA ED ABUSANTE?

Se sei in una relazione con una partner narcisista, l’unica possibilità che hai di troncare o cercare di guarire questa relazione così deprivante è rivolgerti a uno psicoterapeuta. Se la tua partner è consapevole dei suoi limiti nella relazione ed è disponibile a collaborare, può esserci un buon margine di miglioramento, qualora invece il tuo partner non vuole mettersi in discussione, anzi, attribuisce a te tutta la responsabilità del malessere nel rapporto di coppia e a livello individuale, non ti resta che recarti da solo da un terapeuta e cercare in un cammino doloroso di consapevolezza di distaccarti da un partner abusante e prendere consapevolezza delle motivazioni inconsce che ti hanno portato a permanere in una relazione distruttiva.

Dr.ssa Silvia Michelini

56 commenti

  1. Salve,interessante e veritiero cio che di sopra si riporta.Io ho avuto un ‘amica che dopo la nostra rottura ,grazie a questi approfondimenti,ho scoperto essere una narcista.Si tutto combacia alla perfezione,ogni minimo dettaglio,cambia poco se e’stata “scambiata” da parte mia per una amica speciale o pet quella che potrebbe essere la partner per un uomo ….le dinamiche crudeli,arroganti,di colpevalizzazione ecc…..sono le medesime e dolorossime in entrambi i casi,come in amore o in amicizia vera come sono riustita darle ,si sta nale allo stesso modo purtroppo…cercavo sia con modi buoni che con modi un po piu’ rabbiosi di farle capir e che quando si discuteva di qualcosa riguardo la nistra amicizia ,non doveva usare termini svalutanti o arroganti…ma niente lei continuava ad esprimersi in modo freddo,razionale,cruento,assolutamente niente di parole dolci neanche l ‘ombra come se non le conoscesse proprio…da brividi!!!…comunque io stanca dell ‘ennesimo litigio (ogni volta che abbiamo fatto la pace e’perche’ sempre io ho fatto il primo passo)ma ora basta e’da un mese che abbiamo rotto e non ho la minima intenzione di risentirla perche”e’andata troppo oltre questa volta sminendo in modo crudele i gesti a me piu ‘ cari fatti per lei ..perche'(le vittime le sanno fare bene)…ma ora basta perche’come le scritto nel mio ultimo messaggio sul mio cuore non permetto di sputare a nessuno!!!…e non vi dico alla fine era lei a non permettermi certi termini ….ma come su fa rigirano le frittate in modo pazzesco ma niente piu’problema per me io non perdo niente visto che mai niente mi ha dato,al contrario delle grandissime attenzioni affettive e materiali che ha avuto da me …ma non fa niente l ho fatto con il cuore e mi faceva piacere farlo ..non le porto rancore anzi forse le voglio ancora bene ma il nio cuore lo difendo come drago feroce i miei sentimenti non li tocca nessuno ancir piu’chi non riesce ad averne e quindi non sa neanche di cosa parla!!!….e’stato un piacere condividere la mia esperienza cin voi…grazieee.

    1. E’ un piacere mio che i miei sforzi trovino utilità nella vostra vita reale.
      Mi raccomando NO CONTACT. E’ l’unica strategia per uscirne così come per la droga.

      1. Si ormai sono 4 mesi di no contact,ma Dio mio come e`difficile accettare che esistano persone a cui vuoi bene sincero e non possano avere sentimenti e ‘ una sofferenza atroce ,tra poco sara’il suo onomastico e vorrei tanto darle gli auguri perche’ha pure lo stesso nome di mia figlia e mi dispiace non darglieli…ma ho ormai compreso che sarebbe importante e bello solo per me .e potrebbe pure darmi una delle sue implacabili risposte senza cuore….ma ormai ci stiamo serenamente rassegnando che dobbiamo avere solo pieta’ per queste persone purtroppo mutilate della cosa piu bella della vita. …grazieeeee

        1. Vero!! Forse è proprio questo che fa più male! capire che ci sono persone che non provano sentimenti.
          Madre anaffettiva… marito narcisista perverso/borderline…. figlio tirannico…
          Come dire BASTAAAAA!!

          1. Cosa intendi per FIGLIO TIRANNICO?

        2. Sono daccordo. Sono persone che non conosco o la parola AMORE. Eppure la usano per strumentalizzare e manipolare il loro partner. O meglio I loro partner

    2. ciao quanto ti capisco il mio cuore è con te forza io
      sono appena uscito da questo inferno di parolacce e denigrazione dell animo umano.

      roby

  2. .Ho una esperienza di lavoro ed amicale con una Lei.Ha connotati riconducibili al Narcisismo con tutte le caratteristiche della Borderline ed Istrionica .Ho abituato la mente alle sorprese più assurde. Metto in pratica quello che ho appreso leggendo i vari articoli al riguardo,per cui il suo comportamento non mi sorprende più da tempo.Lei non comprende come faccio a prevedere le sue reazioni.Mi mostro insensibile al suo fascino esibito.Non rispondo alle sue provocazioni e cattiverie.Non la obbligo ad empatizzare con me e questo la destabilizza.La lascio sempre nel dubbio e mi propongo come uomo da lei irraggiungibile:vado a feste alle quali dico che Lei non è all’altezza di partecipare.Mi cerca sempre Lei. Però resto solo amico,e non copulo.Cambio strategia?Grazie

    1. Mi chiedo….per quale motivo tu dovresti applicare una strategia mentale/psicologica per conquistare una donna narcisista, borderline, istronica…. forse per tuo narcisismo? Inarrivabile= grandi punti di autostima oppure inarrivabile =nessun rischio di coinvolgersi seriamente.. etc etc.. ?
      A tutti noi piacciono le conquiste difficili, le imprese, le chimere, ma dov’è il confine della sanità nella ricerca ossessiva dell’altro?
      Vogliamo averlo? redimerlo? salvarlo? possederlo?
      Il vostro rapporto è falso, basato su strategie finalizzate solo alla conquista sessuale.
      Non credo che in una persona possano coesistere questi tre tratti senza che ve ne sia uno dominante, ma se NON COPULI, sono quasi certa che quello narcisistico sia il più spiccato.
      La domanda non è quale sia la strategia più idonea a copulare con lei, ma perchè tu per copulare debba attuare delle strategie.
      Cercati una donna che ti apprezzi, che sia disponibile senza l’ausilio di nessuna STRATEGIA.
      Tra l’altro le hai già applicate tutte mi pare no?
      Oppure chiediti perchè ti attraggono donne così complesse.

      Un caro saluto

    2. Forse non ti rendi conto che e’ il tuo modo di interagire disturbato a far scaturire in lei dei comportamenti di tipo borderline come tu la definisci. Infatti quando lei si lamenta tu ti senti autorizzato a giudicare i suoi comportamenti, dandogli delle etichette di persona disturbata, cattiva. Troppo comodo! Istighi gli altri ad avere delle reazioni nei tuoi confronti per poi poterli accusare. La tua è una mente diabolica. Non c’è di che vantarsene. Ti ritroverai solo se continui così. Purtroppo non ti rendi conto che quello disturbato sei tu. Proietti su di lei, quello che non vedi in te. Lei purtroppo, per sua disgrazia, sta partecipando inconsciamento alla tua follia, al tuo gioco perverso. Percio colpevole di partecipare a questa danza perversa.Guardati dentro prima di giudicarla e affibbiarle delle etichette! Sei un terapeuta! Il punto è che in questa vostra interazione non interazione, entrano in gioco le parti egoiche e non la vera natura di entrambi. I tuoi sono intenti egoici. Perciò per lei è meglio che si renda conto che è meglio perdere un essere come te e che essendo vittima di una sorta di incantesimo nei tuoi confronti si svegli e si renda conto che si e’ fatta ingannare dall’apparenza di una persona che si presenta piena di se’ ed irraggiungibile e che invece e’ un attore che sta recitando una parte. Ma quanto sei stupido! E dai a lei della disturbata! Prenditi la responsabilità anche delle tue azioni malsane! Se ti vedesse realmente per quello che sei, gli faresti pena. Gli crollerebbe l’idea che si era fatta di te e tu ci faresti la figura dell’ idiota. Percio’ se sei intelligente, in futuro, abbi il coraggio di essere vero nell’interazione con una donna! Se vuoi lealta’ nella vita, comincia ad esserlo tu. Percio’ CRESCI!

  3. Gentilissima dr.ssa Silvia,
    conosco mio moglie da 41 anni, ne abbiamo 58 ciascuno. Siamo stati 8 anni da amici, 4 da fidanzati e da 29 siamo sposati. E abbiamo 2 figli adulti. Leggendo il suo articolo, ho identificato moltissime cose che leggo in lei. Diciamo che è una chiave di lettura. In questo momento di debolezza per me, alla ricerca perenne di un lavoro stabile (per averlo perso tanti anni fa, all’apice di una carriera splendida) mentre lei ha un ottimo lavoro pubblico, è una specie di verifica continua e giornaliera. Ovvero, quello che viene scritto in una parte dell’articolo, i continui rimproveri, i paragoni con altri, la sensazione di profonda delusione, ecc. emergono giornalmente. Mentre, di contro, questo fa a pugni con dichiarazioni d’amore inaspettate comparse appena 2 mesi fa. Di questi alti e bassi è costellata la nostra vita matrimoniale.Ognuno di noi è un individuo a sè, è vero. Nessuno di noi fa parte di uno schema totale. Ma tante cose inspiegabili le ho lette nella sua vita. E ne ho trovato la matrice: mia moglie è narcisista. Ma ha una particolarità: sembra ‘mostrare’ di sopportare quest’uomo (io) per fini ‘salvifici’. E farlo continuamente presente. Ma io mi preparo. Non si sa mai. Ho una casa dove rifugiarmi, in caso di crollo di tutto. Quanto resisterà? Un dato sicuro: intimità, zero da 3 mesi, ma molto difficile da 29 anni. E, purtroppo, mi ci sono abituato….

    1. Caro Enzo,
      la sua lettera è bellissima.
      Conosce sua moglie praticamente da sempre e sembra quasi che per lei, oggi, ri-nascere, implichi una separazione mentale dai ruoli di relazione che fino ad oggi avete inscenato: amici, madre-figlio, compagni che competono, dottore-ammalato.
      E’ facile per un uomo della sua età, che ha perso il lavoro, con una donna accanto che appunto è una donna con tutti gli aspetti positivi e negativi del narcisismo, cadere in depressione.
      Dall’altra parte abbiamo un genitore severo che passa dall’esortare, allo svalutare, all’essere tirannico, all’essere così buono da offrirti la salvezza…in ogni caso ” tu esisti grazie a me”, “tu esisti grazie al fatto che hai una donna come me così speciale accanto”.
      Il dettaglio sulla difficoltà di entrare in intimità è un altro dato importante.
      Se sua moglie la vede come un “fallito” un perdente di cui si deve occupare..certamente il sesso nn può che andare male..
      Queste relazioni ci lasciano deprivati emotivamente, soprattutto dopo che i compiti genitoriali sono terminati o comunque, anche se non terminano mai, lasciano più tempo libero, ci rendiamo conto che abbiamo ancora esigenza di sentirci RICONOSCIUTI APPREZZATI E AMATI. Che ci siamo dimenticati di NOI.
      Questa esigenza però…lei deve trovarla in se stesso.
      Lei può ancora dare moltissimo come uomo e come lavoratore. Che lavoro faceva? che intende per lavoro stabile?
      Ormai nessun lavoro è stabile 😀
      58 anni non sono pochi, ma non sono nemmeno sufficienti per accettare di sentirsi così rassegnati.
      Lei si è mai imposto?
      Ha mai protestato contro paragoni e rimproveri che si fanno al terzo figlio che non obbedisce alla grande madre?
      Ha mai lavorato sul suo maschile?
      Che rapporto aveva con sua madre?
      Io credo che a lei gioverebbe moltissimo un periodo di terapia e che lei è realmente pronto per cambiare, sia se resterà con sua moglie che non..a cambiare sarebbero gli schemi e quindi anche i risultati.
      Lei merita amore, lei è meritevole di amore.
      Lei ha un valore anche se qualcun’altro non gliene riconosce perchè deve essere lei stesso a darselo.
      Si ricordi che i narcisisti sono fragili, vivono solo di maschere, di corazze, di difese e di apparenza.
      Hanno paura di amare e per paura di essere rfiutati, attaccano per primi.
      Non siamo noi a doverli guarire.
      La donna narcisista spesso occupa posizioni importanti anche nei ruoli di accudimento e cura, perchè molto spesso dietro all’eccessivo altruismo si nasconde sempre un modo per sentirsi importanti, per assumere una posizione di rispetto e di vantaggio sociale.
      In tal senso sono certamente più utili di uomini narcisi 😀 , ma più pericolose.
      Ci sono tantissimi narcisi anche tra gli psicoterapeuti/e. DA EVITARE COME LA PESTE.
      Mi dica in che città è e la posso indirizzare da qualche collega se non è di Roma.
      La sua rinascita incombe.

      1. Gentilissima,
        grazie per la sua risposta. L’ho letta con avidità. Con attenzione. Comincio dalla fine: abito a Roma. Glielo dico sentendomi in dovere di dirglielo. Ma senza auspicare una consequenza…analitica. Numerosi sono i dettagli che non ho descritto. A monte di tutto, c’è un comune cammino di Fede. Che è? Quella roba che fa vivere, inspiegabilmente, tutto, al di sopra di tutto, senza chiedersi perchè. Questo fa si che siamo cristallizzati in una situazione di alti e bassi da decenni. Non le ho detto che abbiamo già avuto un anno di analisi di coppia presso un consultorio di matrice cattolica. Un anno da ‘imbambolati’. Fine dell’anno e via! Passione come prima. Poi la vita, le abitudini, la routine….si ripresenta la persona Narcisista che è in lei. Quella che lei descrive molto bene nel suo articolo. Di nuovo fermo…biologico. Passione zero. Io a 51. Mi sento dentro con ritorni giovanili e mi tuffo su un amore giovanile. E per farle più male, glielo dico. E me ne vado di casa. Nell’altra. Lei lo dice a tutti, come a punirmi. Ma mi cerca piangendo. Si chiude la parentesi.E ci immergiamo nella preghiera per 6 anni. Ero un dirigente d’impresa, affermato, sino a 41 anni. A Palermo. Trasferiti a Roma ho solamente collezionato decine di incarichi. Continua tuttora. Guadagno pochissimo, o niente, per lunghi periodi. Non so che capiterà domani. Ma mi importa poco. Quella cosa imponderabile, oscena, sconosciuta, che si chiama Fede, porta a non preoccuparsi del domani concreto. Ma anche del domani affettivo. Era un pò che non si arrivava a questi estremi, quelli di questi giorni. Manco ci salutiamo più.Una particolarità, che lei, dottoressa, saprà sicuramente spiegare: anche nei momenti di estrema rabbia, dove mi farebbe a pezzi, guardandomi in faccia, incrociando i miei occhi…non trattiene, anzi, non tratteniamo un sorriso. Quello lo chiamo dialogo.
        Arrivederci

  4. Buon pomeriggio. In questi giorni sto cercando di documentarmi sul disturbo di personalità del narcisista. Cercando qualche risposta alle mille domande che mi vengono dal malessere per un matrimonio inguaribile, ho pensato di aver sposato un narcisista: pieno di sé, aggressivo, bugiardo, fedifrago ma molto esigente nei miei confronti… Un quadro assolutamente in linea con quelli descritti, ma… Mi sorge un dubbio: potrei essere anch’io così? In una relazione malata chi può stabilire chi è la vittima e chi il carnefice? Può essere che uno agisca l’aggressività per reazione? Se ieri pensavo di aver compreso i suoi comportamenti, oggi ho nuovi dubbi… Forse sto semplicemente “guarendo” e comincio a vedere i contorni più netti?

    1. Cara sto per pubblicare un articolo che risponde interamente alla tua domanda. TRa 20 minuti è online

  5. Buongiorno,
    Conosco il mio compagno da 11 anni, ma stiamo insieme solo da 4 mesi (io ho 25 anni, lui 38).
    Ho sempre guardato a lui come l’uomo dei miei sogni. L’ho tanto desiderato e adesso che ce l’ho, non faccio che combinare pasticci.
    Faccio ca**ate, senza pensarci. E poi mi dico “ma che mi prende? Ma perché mi comporto così?” (Non sono mai stata una persona smemorata, sono sempre stata una fidanzata dedita e attenta alle esigenze della coppia. Lui ha un carattere molto forte e io ho smussato molto i miei spigoli perché desideravo essere una Signora, con S maiuscola.)
    Per quale motivo, proprio ora che ho l’uomo che vorrei per la vita, lo tratto come se fosse scontato? Non voglio farlo.
    Mi ritrovo spesso a guardarlo negli occhi, nei suoi abbracci, pensando “ti amo ti amo ti amo”, senza però che queste parole escano dalle mie labbra.
    Ho bisogno di aiuto.

    1. Forse proprio perché ci tiene molto, ma si sente indegna d’amore, la sua insicurezza prende la forma di un “evitamento” con inconsci tentativi di sabotaggio della coppia.
      Se ha necessita di aiuto, mi contatti in privato, certamente un’analisi dei suoi schemi di relazione e un processo di consapevolezza, nel suo caso mi parrebbe opportuna.
      Un caro saluto!

  6. Cara dottoressa, sono appena uscito da un matrimonio con una donna che rispecchia esattamente quanto da lei narrato. Mi riferisco specificatamente all’alienazione della mia famiglia, dei miei amici, continue critiche al mio entourage lavorativo ecc. Inoltre le problematiche che via via si sono presentate, ascrivibili a me o agli altri attori che via via si sono susseguiti nella nostra vita matrimoniale. Tutto questo esattamente fino alla classica dichiarazione che sono un grande uomo, un grande padre, un grande lavoratore, ma sul piano fisico lei si blocca. Per cui scelta obbligata di separazione. Ebbene, leggendo e documentandomi ho scoperto che buona parte dei suoi comportamenti sono riconducibili ad una patologia narcisistica. Le dico anche che ha cambiato radicalmente, dalla sera alla mattina la cerchia di amicizie, cosi come, nella nuova cerchia di amicizia che non mi conoscono, ha cominciato un’opera di denigrazione nei miei confronti. Tra l’altro, prima di interrompere la relazione le proposi di fare una terapia di coppia a cui non ha voluto partecipare. Gradirei, se possibile un suo parere professionale. Detto questo, sto frequentando una psicologa per un supporto psicologico e ne sto traendo molti benefici. Tuttavia vorrei anche un suo parre professionale. Per concludere le dico 45 anni io, 43 lei e 15 anni e mezzo di vita matrimoniale e due figli di 14 e 11 anni. Cordialità.

    1. Carissimo, la ammiro molto per la sua forza e la sua determinazione anche nel tirarsi fuori dopo così tanti anni, da una relazione così ambigua e deprivante.
      Lei è in un rapporto professionale con una collega e chiede a me un parere.
      Perchè?
      Dice che le apporta dei benefici, ma allora perchè ha bisogno del mio parere?
      Rispetto a cosa in particolare…vuol sapere se ha sbagliato? se sua moglie corrisponde alla tipica donna narcisista?

      Un caro saluto
      drssa Michelini

  7. Maurizio Mastarone | Rispondi

    Maurizio Mastarone 1 novembre 2016 at 18:51 | Rispondi
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    Salve
    La ringrazio perché questo articolo, mi ha aperto una nuova possibilità di comprensione dell’altro e mia.
    Sono stato lasciato dalla mia compagna una settimana fa e pur avendo acquisito nella mia vita alcune consapevolezze attraverso le esperienze di relazione e l osservazione della mia mente e delle emozioni, mi mancava ancora questo tassello.
    Vorrei brevemente raccontare, per quanto possibile, la mia ultima esperienza ed avere una sua opinione in merito, nonché’ un consiglio.
    Questa esperienza e’ la seconda nella mia vita con cui credo di aver avuto relazione con una donna narcisista/border. La prima durò sette anni con tutte le alternanze e sofferenze del caso, fini’ quando mi resi conto che la persona non aveva nessuna intenzione di iniziare la terapia che aveva finalmente iniziato, sotto mio consiglio.
    Conobbi invece due anni fa questa donna, che subito mi riportò per alcune caratteristiche a quella precedente, molto vitale, diretta e spontanea, seduttive.
    Mi innamorai subito.. Ma la ritrovai solo casualmente, mesi dopo.
    Io stavo con un altra donna e subito non gliene parlai, perché una vocina dentro era molto dubbiosa, il dubbio aumento dopo il primo w.e. Trascorso insieme, ove lei mi raccontò tutta la sua vita relazionale, sessuale e trasgressiva.
    A quel punto anche io raccontai il w.e. Successivo le mie esperienze, mi sembrava dovuto per un confronto paritario.
    Dopo un mese circa decisi di parlare e e lasciare l altra donna.
    Un paio di mesi di paradiso e poi lei iniziò piano piano ad imporre regole nella relazione che avrebbe dovuto nei suoi intenti (ma a quel punto anche nei miei) essere adulta, con obiettivo di convivenza, Etc.. Nelle regole apparivano rinunce alle mie amiche, esseri seri in tutti i rapporti anche virtuali con il femminile etc. Cosa che accettai a fatica, ma che in qualche modo mi piaceva considerati gli obiettivi importanti. Lei stava finendo la formazione di Counselor specializzata nella relazione di coppia.
    Dopo questa fase circa 4 mesi dopo, iniziarono le critiche verso di me, il mio stile di vita (come lo chiamava lei), l’ordine e la pulizia in casa, i capelli, il modo di vestire, l aspetto fisico, (più volte disse che non le ero mai piaciuto fisicamente, la mia casa al mare, praticamente quasi tutto.
    A quel punto iniziai a chiedermi e chiedere il perché di tale comportamento e ne trassi alcune conclusioni, con lei condivise e apparentemente accettate, di qualche problema risalente All infanzia.
    Genitori separati, abbandono in collegio a 4 anni, padre anaafffetivo e poco presente, rapporto con la madre pessimo considerata stupida è quasi odiata ancor oggi.
    Molti discorsi, molti approfondimenti, ma nella quotidianità, nessun cambiamento, anzi direi peggioramento. Apparve anche una richiesta di maggior rispetto della sua invidualita e la sensazione da parte mia di essere dipendente.
    Sino a Che nell agosto scorso mi disse che la nostra differenza di età (io 61 e lei 48) era un gaptroppo grande e che nonostante fosse molto dispiaciuta faceva un passo indietro, poi con l ennesimo tentativo da parte mia di farla ragionare, sul problema originale, tornammo insieme, anche se da parte mia qualcosa si era rotto. Poi in settembre altro problema, questa volta causato da me che iniziavo a ribellarmi inconsciamente alla situazione.
    Quindi si disse che dopo un mese né avremmo riparlato.una settimana fa l epilogo, dopo un evento programmato dì condivisione di insegnamenti spirituali ai quali io l’ avevo introdotta (sono buddista dalla giovan età), una cena il giorno dopo con amici per me fraterni anche animicamente, un bel rapporto sessuale (come è sempre stato tra noi..unico momento in cui la sentivo veramente libera e presente) ..il giorno dopo la fine, motivata sempre dalle stesse ragioni.
    Aggiungo il suo senso del ordine e pulizia, controllo, amici solo omosessuali, poca e sporadica la presenza femminile.
    Il quadro è questo.. È chiaro che io sono attirato e mi innamoro finora solamente di questo tipo di donne, e’ chiaro anche che la mia è una sindrome da salvatore..( ho aiutato questa persona in tutto ciò che potevo)
    Ora oltre al lavoro che dovrò fare su di me ( e di cui chiederò consiglio in privato), il consiglio che vorrei da lei è questo.. Io ho messo un paletto.. Probabile che lei ritorni, oppure che inizi davvero una terapia, oppure che rimanga così in stallo aspettando il principe azzurro a cui anelava tanto.
    Potrei accettare un eventuale ritorno se lei avesse iniziato una terapia?
    Grazie, mi perdoni se sono stato prolisso, ma pur cercando di essere sintetico, non potevo non spiegare.

    1. Carissimo,
      la situazione è abbastanza complessa, non credo di sbilanciarmi eccessivamente ipotizzando che vi sia un problema di co-dipendenza tra di voi, certamente di tipo narcisistico-dipendente.
      Non entro nel merito dell’eventuale analisi della personalità della sua ex compagna, che ha chiaramente del lavoro da fare su se stessa e anche urgentemente prima di mettersi anche solo a pensare di poter lavorare come “counselor” con le coppie..mestiere tra l’altro non più riconosciuto e ritenuto abusivo della professione di psicologo.
      Parliamo quindi di lei,
      Se lei è buddista, è una persona chiaramente mite, ma anche con una personalità “spirituale” e mi viene di pensare, in ottica con la mente spirituale che le venga naturale essere paziente, sacrificarsi, essere buono con l’altro..etc.
      Anche lei ha degli aspetti narcisistici per così dire INVERSI.
      Questo aspetto di masochistico sacrificio è la base su cui si poggiano questi rapporti insoddisfacenti.
      Il punto non è se lei tornerà, se può credere al fatto che andrà in terapia e quindi riaccettare un ritorno..il punto è LEI E’ FELICE?
      Si sente in colpa solo a pensare di esserlo?
      Perchè non inizia a lavorare su se stesso?
      Perchè è la seconda volta che si trova in questa situazione?
      Immagino al sua paura di restar solo a 60 anni si investe affettivamente in una relazione, si ragiona con una mentalità salvifica e non certo distruttiva…ma riprendendo il suo credo buddista…quanto questo “attaccamento” è malato aldilà delle leggi del karma, quanto lei in questa vita, si trova a dover tagliare questa catena?
      Quali sono i suoi compiti evolutivi in base al suo karma?
      Deve mettere su un piatto e pesare quanto del suo Io viene compromesso all’interno di questa relazione e perlomeno, qualora riprenda, oltre alle vostre terapie individuali, sarebbe il caso di affiancare una terapia di coppia.
      Nel frattempo potrebbe smettere di accettare le richieste della sua ex partner riguardo alla sua vita privata e cioè smettere di cedere alla tentazione di accontentarla rispetto alle sue critiche.
      Questo allenterebbe la collusione sado-masochistica e la aiuterebbe a manifestare maggiore assertività nel rapporto non ponendosi in modo così passivo e dipendente seppure sempre pacato, mite e generoso.

      Un Caro Saluto
      Drssa Michelini

      1. Maurizio Mastarone | Rispondi

        Grazie per la sua delicatezza, sensibilità e professionalità.
        Certo, spesso mi sono chiesto se la mia visione ed esperienza spirituale andava in qualche modo a condizionare la relazione, per quanto “sento” credo che fino ad un certo punto questa visione fosse come si dice sana e credo invece sia stata interpretata come debolezza. Successivamente e’ molto probabile si sia innescato un meccanismo come dire misto.
        Se posso, vorrei rispondere alle sue domande, credo come ho accennato che questo ultimo incontro sia e debba servire a comprendere le motivazioni che mi spingono verso questo tipo di donne, in modo mi auguro definitivo e per fare questo avrò bisogno di aiuto.
        Riguardo alla felicità, in questo momento direi no, non sono felice, se guardo invece al passato, posso dire che la felicità è un attimo passeggero, mentre la mia serenità quella profonda, esiste ma è sempre stata compromessa dalle relazioni. No non mi sono mai sentito in colpa nel essere felice, anzi ne ho goduto appieno.
        Relativamente al karma, so che questo è indubbiamente un nodo da sciogliere per poter evolvere e che sinceramente pensavo di aver sciolto. Discorso ahimè affrontato e condiviso per gli analoghi problemi con la mia ex partner, entrambi a parole consapevoli dei propri nodi e difficoltà di relazione; questa sfida persa insieme e che desideravo vincere insieme è la causa di maggior sofferenza. In questo senso mi risulta difficile stabilire quale sia il confine di rapporto karmico, pesante e profondo nello stesso tempo, o di semplice attaccamento. Questo induce un altro tipo di problematica, ma è comunque indubbio che essendo un essere ancora imperfetto, vivo nel samsara.))
        Di una cosa sono invece certo, che se nel caso, si “riprovasse” non permetterei più alcuna compromissione atta a perpetrare la mia svalutazione, atteggiamento che peraltro ho sempre cercato in parte di arginare, utilizzando la comunicazione e la pazienza.
        Come posso contattarla in privato?
        Grazie.

  8. michele giordan | Rispondi

    occorre un sforzo immane una sofferenza ,talvolta, insostenibile per comprendere e poi uscire dall’abisso in cui sei precipitato……
    chi ama ha grandi difficoltà per comprendere tutto questo…
    io ho impiegato più di un decennio per ritrovare me stesso..
    dopo aver distrutto la mia esistenza…rinnegato gli affetti di sempre …abbandonato le mie abitudini… i miei amici ….
    rimane dentro una tristezza enorme ….un abbandono…ma la certezza di doversi liberare da un incubo

    1. Forza Michele..so come ti senti, non sai quanto possa comprenderti come terapeuta e come donna.
      So quale aridità ti lascia dentro un amore del genere e quanta rabbia verso te stesso, quanto rancore, quanta confusione.
      La risalita non è così lenta e credimi…sarai sereno a brevissimo.
      😀

      1. Buongiorno… ho letto con grande attenzione e solidarietà tutte le vostre esperienze.
        Anch’io sono da 3 mesi uscito da una relazione con una narcisista perversa durata in tutto 1 anno e mezzo di cui 10 mesi di convivenza insieme anche al figlio di 5 anni di età.
        Quello che posso dirvi di me è che sono una brava persona… credo nei sentimenti e nella famiglia. All inizio lei sembrava plasmarsi perfettamente alle mie caratteristiche… sembrava la partner ideale anche se un qualcosa di misterioso sembrava aleggiare costantemente. Forse sono stato attratto anche da questo oltre al fatto che fosse una bella ed intelligente donna di 40 anni (anch’io 40). Mi racconto quasi subito di aver sofferto di anoressia all età di 22/23 anni e di aver rischiato di morire dopo 3 mesi ricoverata in ospedale.
        Il tempo di far abituare il figlio della mia presenza e dopo pochi mesi sono andato a vivere da lei. Il figlio è un bambino intelligente ma molto particolare … iperattivo con deficit dell attenzione, a volte aggressivo con gli altri bambini e con gli adulti. Nel momento in cui sono entrato in quella casa ho cercato con molta delicatezza e amore di instaurare un rapporto con il figlio e non senza difficoltà oggettive ( come potete immaginare) posso dire di esserci riuscito. La famiglia di lei mi ha accolto che sembravo cristo salvatore anche se notavo una presenza della madre un po’ troppo invadente soprattutto nel rapporto tra noi.
        Insomma con qualche difficoltà ma vedevo che il rapporto con il bambino e con la famiglia si stava consolidando mentre con lei non c’era evoluzione.
        Infatti quasi da subito… è più precisamente dopo già un mese di convivenza cominciarono i suoi attacchi improvvisi, inopportuni e talvolta crudeli nei miei confronti con L intento di svalutare la mia persona. Alle mie legittime richieste di spiegazioni lei giustificava sempre e sminuiva la cosa come se io fossi il pazzo permaloso a cui non si può dire nulla.
        Tanto per farvi capire… una sera torno tardi dal lavoro… arrivo alle 22 a casa, stanco ed affamato, il bambino era ancora in piedi e molto agitato. Con la dolcezza di sempre lo prendo e ci mettiamo a letto per farlo addormentare è come tutte le sere, una volta addormentato lo prendo in braccio e lo porto nel suo letto. Erano le 22:30 e finalmente ci mettiamo a tavola… prendo un il piatto di riso… primo boccone e lei con gesto di stizza mi da uno schiaffetto sulla mano dicendo” dai non ti si può vedere come tieni la forchetta”, io le dico se stesse scherzando è lei ” no lo dico per te”…
        premesso che la forchetta la tengo in modo normale e non certo come un pugnale, le dissi in modo deciso che la forchetta a 40 anni la tengo come mi pare e basta, ma lei incalzava continuando ad attaccarmi con arrogante superiorità fini a farmi arrabbiare e andarmene a letto ringraziandola della bella serata.
        Dopo si scusò dicendo che era nervosa… gelosa e che io avevo esagerato.
        Questi atteggiamenti di svalutazione continuarono nei mesi successivi… ma lei è anche la madre cercavano di giustificarsi e sminuire.
        L ho riempita di regali e attenzioni… con la scusa del suo lavoro stressante non facevamo una vita di coppia vera… lei lavorava a casa anche il sabato e la domenica ed io per aiutarla prendevo il bambino e andavo al cinema, al circo, a casa di suoi amici con i bambini sempre senza di lei. Alle cene importanti non mi ha mai accompagnato. Ero solo e in una casa con lei il figlio è una tata.
        Alla fine non ho retto e sono andato via perché vedevo che facevo tutto da solo senza ricevere nulla… dentro casa era fredda è distante … mai una carezza , un abbraccio o un semplice gesto d amore nei miei confronti.
        Quando sono andato via lei ha raggiunto il massimo della sua ambiguità… mi faceva chiamare dal figlio per farmi sentire in colpa… faceva scenate tipo venire la sera nel mio studio dicendomi che non poteva pensare ad una vita senza di me… ed io ho vissuto 2 mesi oscillando tra emozioni antitetiche nel disfarmi di lei o di riaverla nel suo massimo splendore idealizzato.
        Quando in extremis feci un tentativo di riconquista perché mi sembrava una donna in difficoltà e il mio amore per lei mi spingeva ad aiutarla… lei con molta freddezza e cinismo disse che era finita.
        Ok chiusi la storia. Ma lei continuava a chiamarmi e mandarmi messaggi… venne anche sul mio posto di lavoro per avere un contatto… come se volesse rimanere mia amica. A quel punto la cacciai dicendole che non doveva più tornare. Continuò con qualche messaggio è chiamata alle quali non ho mai risposto. Alla fine L ho dovuta bloccare su wa e telefono.
        Ora sono passati 3 mesi e sto un po’ meglio, ma vi giuro che ho vissuto dei brutti momenti fatti di vuoto e confusione… avere a che fare con questi vampiri ti segna dentro.

        1. Carissimo, immagino come sia stato difficile per te, ma se sei qui e ne sei fuori ora puoi lavorare sugli schemi di relazione che ti condannano a questo tipo di interazioni insoddisfacenti e drammatiche!
          Mi auguro che tu abbia o possa optare per un sostegno specifico in questo senso!
          Un bacio e un grandissimo in bocca al lupo!

  9. Si presenta improvvisamente come un dono dal cielo: bellissima, adorante, sensuale. La perfezione. E’un filo troppo magra forse ma chi se ne importa. Un primo periodo di straordinario feeling, quindi qualche nota stonata ed infine la verità, scoperta per caso: è ortoressica e con una scusa attacca dopo poco il rapporto facendolo precipitare. E’ una seriale, alle sue spalle numerose vittime, un matrimonio consumato in un mese ed altre amenità. Sulla sua patologia fa finta di cadere dalle nuvole, poi messa alle strette confessa cercando una sponda. L’avrebbe avuta, ma di punto in bianco realizza che di lei so troppo e quindi mi deve uccidere. Dopo avermi detto ti amo in meno di 72 ore, fatto l’amore come meglio non si potrebbe e sepolto sotto decine di emoticons e cuoricini, mi lascia con una scusa e sparisce. Sono passati poco più di 20 giorni da allora: c’è amarezza e sollievo. Un crimine sentimentale è stato commesso da una mente disordinata e tetra che ha messo in scena il solito teatrino. Mai più ragazzi, la vita è un dono prezioso e non deve essere sprecato o anche solo contaminato con simili fuori di testa. Non aspettatevi nulla da loro, vivono una realtà parallele, creata a loro immagine e somiglianza. Sirene irresistibili, ma se entrerete davvero nel loro mare vi uccideranno. Fuggire a gambe levate. Nonostante tutto il dolore gratuito che vi hanno inferto. E che comunque non si può perdonare.

  10. Salve dottoressa, innanzitutto la ringrazio per la risposta che ho avuto su un mio lungo commento che ho fatto sull’articolo ‘Il narcisista patologico e l’amore: identikit degli uomini che non sanno amare’ (postato il 07-01-2017). Volevo un consiglio riguardante quello che mi è capitato questa settimana con la famosa collega di cui le ho spiegato in quell’articolo. Si sta riavvicinando a me poiché facciamo lo stesso turno. La vedo molto gentile nei miei confronti, è come se si volesse far notare da me, tende a venire nel luogo in cui presto servizio per offrirmi dal caffè al cioccolatino ecc. Da fonti esterne ho saputo che sta frequentando un’altra persona e non capisco come mai si avvicina così tanto a me visto che la nostra storia è finita. A fine turno si ferma a parlare con me ed io cerco di mantenere le distanze e mi sto comportando in un modo freddo nei suoi riguardi.. io le ho detto che non m’interessa più niente di quello che è successo e sono molto tranquillo. Sembra che ha bisogno di starmi vicino, mi ha detto che ha paura che se si avvicina a me io penso male, cioè penso che lei vuole approcciare di nuovo, io le ho risposto che non penso proprio a niente e che può fare quello che vuole. Mi dispiace trattarla così ma non voglio cedere per l’ennesima volta.. secondo lei vorrebbe ritornare con me o vuole farsi solo perdonare?

    1. Caro, non posso seguire una storia così intricata a distanza.
      Rischieremmo di sconfinare da un generco consiglio inerente un articolo a “la posta del cuore” e non posso veramente farlo data la mia posizione etico-professionale.
      Se senti la necessità di una consulenza più mirata, puoi avvalerti del servizio di consulenza a studio o telefonica.
      Un Caro Saluto!

  11. Sono alla frutta. Ed è colpa mia Dottoressa. Sono codipendente da una Narcisista perversa da quattro interminabili anni. Ed ho capito che lei è così da due anni e mezzo. Il nostro rapporto è la copia precisa del suo articolo, parlare quindi dei particolari prenderebbe pagine intere.
    Ho 41 anni e vivo da solo. Ho perso il lavoro a causa sua due anni fa. Anzi no, a causa mia. Perché ho tralasciato tutto per soddisfare le sue esigenze e mi sono fatto trascinare in litigi e assenze sul lavoro per calmare le sue ire o cedere alle sue minacce. Ma la colpa è solo mia. Anche dopo aver scoperto il suo disturbo continuavo a stare con lei. Abbiamo convissuto due volte e due volte sono finito all’ospedale. Per non reagire, perché sono alto 1.90 e peso novanta chili e avrei potuto fare disastri se avessi perso il controllo.
    Non ho mai fatto male ad una mosca. E mai nessuno eccetto lei mi ha usato violenza fisica.
    Ma ora sono distrutto. I numerosi tentativi di lasciarla hanno portato a minacce nei confronti della mia famiglia, in termini di telefonate denigratorie a loro fino agli insulti.
    E io non voglio più coinvolgere mia madre e mia sorella in questo.
    Ho tenuto duro, ho fatto di tutto e tutt’ora devo combattere con la disoccupazione e questo mostro. Dal quale non ho più la forza di allontanarmi, per paura, per stanchezza. Per evitare altre guerre, denigrazioni, di ritrovare la sotto casa… Ho paura che potrebbe anche farmi seriamente del male.
    E poi sono anche io che mi sento ormai così patologicamente dipendente da tutto ciò che a volte, quando trovo la forza di spegnere il telefono per una settimana, sento addirittura una sorta di mancanza.
    Ora di nuovo altri litigi perché mia madre è venuta a stare a casa mia poiché mia sorella, con la quale lei vive, sta cambiando casa..
    Non ce la faccio più. Mi ha levato ogni energia e non neanche più voglia di fare i pochi colloqui di lavoro che ottengo… So bene cosa ho difronte. Ho letto libri, mi sono confrontato con persone, uomini e donne che sono passati attraverso questo inferno. So molto ormai del DNP e cosa comporta stare con una persona del genere. E soprattutto che io sono un codipendente.
    Sono mesi ormai che mi sveglio con la voglia di farla finita. Mi immagino i modi per farlo e la pace che verrebbe dopo. Perché ormai io vorrei solo questo. Dottoressa, una psicoterapia è costosa ma io sono disposto a rinunciare al necessario per avere un aiuto. Cosa mi consiglia? Io non conosco psicologi e come ben può immaginare ormai sono ridotto a fare la vita sociale di un eremita e quindi non saprei neanche a chi chiedere. Per questo sono qui. Mi dica che funziona. Mi dica che un giorno troverò la forza di cancellarla dalla mia vita.
    Scusi i toni forse tragica, ma stasera è peggio di altre sere. E domani lei sarà lì, ed io dovrò fingere che tutto va bene. E non finirà bene per me se continua così.
    Grazie per l’occasione che lei sta dando a tanti di poter essere ascoltati.
    Un abbraccio
    Paolo

    1. Caro Paolo,
      Purtroppo qui senza una psicoterapia non credo tu possa uscire dalla depressione e in tal senso, farai difficoltà a trovare un altro lavoro.
      Di dove sei e che tipo di mestiere sai fare?
      Il tuo caso è abbastanza urgente in termini di rischi per la qualità di vita.
      Se posso cercheró di aiutarti.
      Un caro saluto

  12. Buongiorno, ho reincontrato questa donna mia coetanea che conoscevo in gioventu’ con la quale c’era una grande attrazione ma mai concretizzata. Poi ci siamo persi di vista per 20 anni e ritrovandoci e’ scattata subito la passione sopita.Lei ci ha messo settimane prima di rispondere al mio contatto, ma quando ha deciso di farlo mi ha fatto andare nel suo studio e subito e’ scattato tutto: innamoramento, sesso, complicita’, ..la vera anima gemella. Entrambi abbiamo una famiglia con figli. Io sarei stato disposto a lasciare tutto per lei, lei mi dichiarava il suo amore infinito ma non era ancora disposta a lasciare il marito, le serviva tempo diceva. Siamo andati avanti 1 anno con incontri furtivi e stupendi fino a che io le ho chiesto di scegliere perche’ non riuscivo piu’ a resistere al fatto di averla part time. Ha preso ancora tempo,mi ha detto di aver detto tutto al marito che sa tutto di me e potrebbe chiamare me o mia moglie in ogni momento ( cred sia tutto frutto della sua mente bugiarda). Mi dice di non chiamarla piu’ , di non illudermi..ma che mi ama, mi pensa sempre, non riesce a strapparmi dal cuore ecc…. Io e’ come se fossi drogato e la cerco con ostinazione, non mi risponde, a questo punto soffro ma non la chiamo piu’ e lei mi cerca dicendo le stesse cose: sta cercando di stare dove e’ , mi ama, mi pensa, ma ha fatto una scelta anche per salvare me ec…Massima ambivalenza. Questo sta gravemente dsitruggendo la mia vita matrimoniale perche’ con lei ho provato delle cose mai provate prima. Sono tentato di chiamarla, ma credo mi farei solo del male, una cosi’ mi ha fatto e fa soffrire troppo anche se abbiamo vissuto momenti unici. Aggiungo: e’ una psicoterapeuta familiare. Le chiedo cortesemente un consiglio di cosa fare.

    1. Ah così anche noi colleghi, siamo così biricchini in amore! :-DDD
      L’immaturità psico-affettiva è un fattore che ci accomuna tutti e un terapeuta non è salvo, può essere bravissimo nel lavoro ma non è un santo e può cadere o “sbagliare” nella sua vita privata.
      Non si tratta di moralismi “non si tradisce perchè è peccato”, ma di utilizzare il tradimento come approvviggionamento di energia per mantenere stabile una coppia in stallo.
      E’ una tentazione comune, a volte un fattore di sopravvivenza psichica o fisica in una coppia che ci depriva emotivamente o sessualmente.
      Non è detto tuttavia, che a un tradimento, segua necessariamente una scelta, anche se in quel momento sentiamo di amare qualcuno, o lo diciamo per convincerci del fatto che se stiamo tradendo sessualmente è perchè amiamo…perchè se amiamo, chiudiamo l’altra storia, se possibile.
      Se invece restiamo nella storia che già abbiamo siamo forse co-dipendenti, masochisti, ma forse anche semplicemente ingordi, furbi o insicuri…
      Nel caso di un terapeuta, una buona analisi personale e un buon supervisore, possono aiutarci a mantenere questi aspetti del Sè separati dal lavoro e raggiungere consapevolezza dei propri ambiti di miglioramento.. e questo lo trovo doveroso in termini di serietà professionale, perchè non è sempre facile scindere l’aspetto umano, la persona, dal servizio che si offre, soprattutto se questo rientra nella sfera relazionale.
      Il problema qui, non è il tradimento in se, ma l’ambivalenza, la non chiarezza, il fatto che sia stata usato questo escamotage del “lo faccio per te” per venir fuori da un sogno erotico forse già finito, in cui non sappiamo come tingere di romanticismo uno “smetti di chiamare grazie, il tuo compito è finito”
      Detto questo, non possiamo giudicare questa situazione…capire da quali sofferenze esita e la scelta di sopprimere questa storia anzichè dargli spazio. Certo che pare sia stato facile dopo averla consumata e questo lascia presupporre da ignoranti, la classica quiete dopo la tempesta.
      Il tradimento di base genera ulteriore complessità in una storia già in stallo, perchè annulla le frustrazioni che potrebbero portarla a chiuderla o ad innalzare il livello di crisi, operando una scissione del Sè, molto comoda 😀
      Io a questo punto rifletterei sulla mia situazione familiare, indipendentemente da questa avventura.
      Questa donna le ha fatto provare cosa che non riesce a provare con sua moglie e perchè?
      Forse perchè il matrimonio implica l’aspetto formale del dovere? e forse sia lei che la terapeuta non siete riusciti a resistere in questa gabbia?
      anche lei è scisso.
      Invece di osservare la collega, osservi se stesso.
      ci sono forse aspetti della coppia lasciati li, a macerare per anni che hanno raggiunto la saturazione?
      Lei si trova ad un bivio.
      Ama o non ama sua moglie? è capace di amore maturo, di vera intimità e riconoscenza? perchè si strugge per una storia esterna ed è così ingenuo da credere che possa esistere un atto così romantico del privarsi della gioia per il bene dell’altro? Suvvia…..
      Rarissimo, possibile per carità, ma più facile che possa essere un escamotage per uscire puliti da una situazione non trova?
      Lei si occupi appunto della sua ossessione, del suo credere che un uomo cosciente del tradimento della moglie resti li impassibile.
      A questo punto dovremmo ipotizzare un gioco erotico a tre? in cui il marito è consapevole delle avventure della moglie anzi lei gliele racconta per poi animare il rapporto? Le variabili sono moltissime.
      Una cosa è certa.
      Lei ha un matrimonio da salvare o da chiudere e se stesso da conoscere e sostenere.

      Se è di Roma.. Io sono qui.
      Un Caro Saluto

  13. Buonasera a tutti. Ho sviluppato il mio interesse a questo argomento casualmente, grazie a un link ad un articolo di psicologia trovato per caso su Facebook. Ho letto, ho ricercato altri articoli, e sono rimasto sbigottito dal vedere quante affinità abbia la mia attuale compagna con lo psicotipo della narcisista manipolatrice. Io sono vedovo da 3 anni e con lei da un anno e mezzo. Lei è reduce da un matrimonio finito 9 anni fa con un soggetto che, probabilmente, da quello che ho potuto comprendere dai suoi racconti, era un narcisista perverso (costui mirava all’annullamento della sua persona attraverso la segregazione, l’umiliazione e anche la violenza fisica).
    All’inizio mi adorava, ero l’uomo della sua vita, ha iniziato quasi da subito a fare progetti grandiosi compreso quello di fare un figlio insieme, sesso a go-go (non ho mai dovuto chiedere anzi a volte ero io a rifiutarmi) e a me quasi non sembrava vero di avere trovato una donna così. Dopo meno di un anno lei ha deciso di cambiare casa perchè la sua era oggettivamente poco dignitosa, mi ha coinvolto e, col mio contributo economico, ne abbiamo presa una più grande e bella, pur continuando io ad avere anche la mia casa in quanto viviamo in città diverse. A suo dire i problemi sono cominciati da quel momento, perchè, sempre secondo lei, l’accasamento con lei aveva fatto rivivere in me la situazione di convivenza che avevo con la mia defunta moglie. Ha imputato la ragione del mio essere più distante da lei (e questo è vero) solo e soltanto a questo motivo, ignorando o aggirando abilmente ogni mio tentativo di spiegarle invece le mie ragioni, in quanto io in realtà avevo mutato atteggiamento nei suoi confronti perchè lei aveva mutato atteggiamento nei miei, diventando molto più reattiva e a volte aggressiva ogni volta che le facevo notare qualcosa non solo di sbagliato, ma anche a volte di stupido e insignificante, tipo quella volta che le chiesi perchè non cambiava colore dei capelli e lei reagì con veemenza accusandomi di volerla plasmare, plagiare e fare ad immagine e somiglianza di ‘qualcuno’ (con evidente riferimento a mia moglie). O come quella volta che telefonai alla mia migliore amica, sua datrice di lavoro, pregandola di velocizzare alcuni pagamenti in suo favore, e lei mi accusò di ‘aver sminuito la sua persona’.
    Alla fine, circa un mese fa, dichiarandosi stanca delle mie ‘assenze’, chiede prima un periodo di riflessione e dopo una settimana mi lascia, dicendomi che il mio evidente – a suo dire – pensare sempre a mia moglie le aveva causato una sofferenza indicibile, che mi amava ancora ma che aveva paura di tornare a soffrire ancora e che non si fidava più di me. Io, che ad onta di questa sua fissazione in realtà non avevo mai smesso di credere nella nostra relazione, ne rimasi colpito come da un fulmine a ciel sereno. Per un mese abbiamo continuato comunque a sentirci. Io ho alternato momenti di appassionate dichiarazioni a momenti di indifferenza, di fronte ai quali lei puntualmente mi rinfacciava che avrei dovuto comportarmi diversamente. Nel frattempo alcuni amici fidati (che prima avevano taciuto per non mettersi in mezzo) mi hanno confidato che lei, negli ultimi mesi del nostro rapporto, aveva manifestato interesse per uno con cui lavorava. Lei è una bella donna ed è naturale che quest’uomo, sposato ma in crisi con la moglie, abbia ricambiato. Mi è stato detto che la cosa non sarebbe stata consumata (ma per me già il solo pensiero basta e avanza), ma soltanto perchè una comune amica sarebbe intervenuta a mia insaputa e l’avrebbe ‘richiamata all’ordine (cosa che mi viene detto lei abbia fatto, troncando i contatti con quest’uomo). Lei ha insistito per oltre un mese sul fatto che io dovevo smetterla di deificare la figura di mia moglie (in questo avendo tuttavia in parte ragione) e che solo quando fossi riuscito a farlo da solo ‘avremmo potuto riparlarne’. Io in buona parte ho fatto quello che mi ha chiesto, e adesso lei sta tornando sui suoi passi. Sarà un caso, ma io ho fatto apposta a farle sapere che, dopo pochi giorni che mi aveva lasciato, ho chiuso un po’ di situazioni lavorative che mi hanno portato un discreto introito….
    I dubbi dunque sono tanti. Va anche detto che nella sua città (ho saputo) non girano buone voci sulla sua reputazione, per cui è lecito ritenere che lei sia probabilmente alla ricerca di un riscatto sociale, essendo lei di famiglia umile e senza titoli di studio ed io un professionista laureato anche se non me la passo molto bene (ma sicuramente molto meglio di lei), per cui, tenuto anche conto del modo in cui andarono le cose quando ci conoscemmo (finimmo anzi praticamente mi portò a letto al primo incontro), il sospetto è che il suo agire nei miei confronti non sia animato solo dai sentimenti ma anche (se non soprattutto) dalla convenienza economica e di immagine. Sarà un caso, ma un mese prima che mi lasciasse io le avevo manifestato la mia intenzione di abbandonare la mia professione e di cercarmi un altro lavoro, e mi ha comunque rinfacciato più volte il fatto che io non mi impegnassi abbastanza a coltivare le sia pur poche fonti di guadagno a mia disposizione (circostanza, questa, in parte vera).
    Il tradimento (anche solo mentale) che mi è stato riferito lei rifiuta di confessarlo. Ci gira intorno ma non dice la verità. Inoltre ho anche appreso che ha intrapreso nuove iniziative sul lavoro senza coinvolgere persone che potevano esservi interessate e che fino a quel momento l’avevano aiutata, emergendone in generale l’immagine di una persona che sa tenere ben distinto ciò che fa da quello che vuole che si sappia.
    Io purtroppo ne sono ancora innamorato, ma al tempo stesso ho paura. Con lei purtroppo mi sono esposto economicamente e temo ritorsioni nel caso dovessi essere io a dirle che è finita (innamorato si, ma non al punto da farmi mettere sotto i piedi).
    I segni del narcisismo manipolativo mi pare che ci siano. Se non tutti, molti. Particolarmente presente è il meccanismo della ‘proiezione’: ha sospettato che io avessi un’altra quando in realtà l’altro ce l’aveva lei; ha sospettato che io continuassi a stare con lei per ragioni di comodità logistica (la sua città è più vicina della mia a quella in cui lavoro) mentre sicuramente chi ha più da guadagnare dalla nostra relazione è lei; mi accusa di volerla plasmare a mia immagine e somiglianza quando in realtà è lei che vuole farlo con me.
    Per quel poco che ho letto finora so che questi casi non sono curabili e l’unica difesa per la vittima è allontanare queste persone.
    Insomma, provo ancora attrazione per una persona della quale, in realtà, non mi fido più e della quale ormai filtro i comportamenti attraverso ciò che ho appreso di questa patologia. E molto probabilmente anch’io ho delle debolezze psichiche se continuo a comportarmi così. Un bel casino.

    1. Salve Raimondo
      ha fatto una bella analisi, mi sembra non ci siano punti di incoerenza…tuttavia, la dipendenza affettiva si basa sul non intravedere possibilità di liberarsi di qualcosa che viviamo come oppressivo, ma che sentiamo di dover subire per ottenere un vantaggio affettivo, materiale o per evitare le conseguenze affettive e materiali che un distacco possa implicare.
      Ci convinciamo di “non essere abbastanza” di non farcela…
      Insomma io rifletteri su come sia possibile che lei provi attrazione per una persona manipolativa, volitiva, incostante, di cui non si fida, che non cambierà etc…
      Il fatto che questi comportamenti poi, abbiano una spiegazione, un’etichetta, una cura…non ci obbligano a dovercene assumere il carico se sentiamo di non farcela.
      Quando i confini tra le reciproche proiezioni sono così sottili… è difficile comprendere dove inizia il broglio della matassa e solo una terapia accurata può stabilirlo.
      ha mai pensato di approfondire?

  14. Nonostante la terapia mi ritrovo a navigare su internet alla ricerca di risposte. Chi è il narcisista, io o lei, e quali orrori ed errori ci appartengono. Lei appare perfetta anche davanti ai terapeuti e io mi ritrovo ad esaminare la mia personalità riconosconoscendo i miei tratti narcisistici e non solo. Ma non esistono persone perfette e questa sproporzione di giudizio collettivo mi fa male perché mi fa sentire sbagliato e indotto a fare quello che vuole lei senza più sapere cosa desidero io. Ho letto questo post e penso sia giunto il momento di parlare anche dei tratti drammatici di Personalità nelle donne, perché sul web appartengono solo agli uomini. Questo può essere molto pericoloso e creare grandi problemi nelle persone, che utilizzano questo strumento quotidianamente. Non è un discorso di genere il mio ma di attenzione alle persone al di là delle stupide lotte tra sessi. Esistono persone manipolative e narcisiste in entrambi i sessi ma fanno notizia solo le situazioni che socialmente si vendono di più. Io sono molto confuso su me stesso e non dico altro per paura e per privacy personale ma sto molto molto male e non capisco se è per causa mia o sua. Quello che vorrei dire è che bisognerebbe educare le persone alle emozioni agli affetti e alla comprensione di sé sin da bambini a scuola invece di copia incollare dal web e sul web articoli stereotipati su luoghi comuni che dicono solo mezze verità inducendo gravi errori di valutazione e di comportamento nelle persone. Grazie quindi per questo articolo

    1. Caro Anonimo,
      io baso la mia terapia sulla lotta ai sessismi di genere. il mio metodo ei e lui, si basa appunto sull’acquisizione di una maturità affettiva che preveda un equilibrio tra gli aspetti yin/yang maschili e femminili della personalità, per questo, moltissime coppie soffrono per schemi o dogmi di stampo culturale che di base uccidono la spontaneità nella coppia.
      Detto questo, il sessismo di genere al maschile prevede che si consideri l’uomo il cattivo e la donna la vittima , ma aihmè nel narcisismo, cambia solo il volto del predatore, il suo manto e quello della donna è anche più difficile da individuare.
      a tal riguardo credo che istituirò a breve dei gruppi di incontro per uomini “vittime di narcisismo”, perchè ce ne sono moltissimi e credo sia opportuno dare spazio a chiunque soffra, che sia uomo donna gay lesbo trans..non importa.
      Se lei naviga in cerca di risposte non sta facendo una terapia ad hoc, se appare perfetta davanti ai terapeuti, non ha scelto la terapia giusta.
      Ha provato a pensare a una terapia specifica?

  15. Buongiorno,
    Ho appena chiuso una breve storia (5 mesi) con una Narcisista Patologica. Conosco questa ragazza da 15 anni, lei “innamorata” di me per una vita; quando decidiamo finalmente di provare a stare insieme lei inizia a comportarsi in maniera strana, ricalcando perfettamente la maggior parte dei sintomi che vengono descritti per il NP. C’é anche da dire che tanti suoi comportamenti strani li avevo già notati in passato, ma non avevo dato troppa importanza alla cosa.
    Lei é sorella di uno dei miei migliori amici: considerando che questa storia fortunatamente non ha avuto effetti devastanti sulla mia vita, secondo lei dovrei condividere i miei pensieri con il fratello? So che hanno un rapporto molto conflittuale.

    1. Non credo abbia alcun senso parlare con il fratello, la manterrebbe in una posizione di triangolazione e di svalutazione con lei, che in ogni caso, è tipica nelle interazioni con persone con forti tratti narcisisti. 5 mesi sono pochi, può ritenersi abbastanza fortunato. Provi tuttavia ad indagare la sua modalità di attaccamento, che tipo di relazioni si sceglie e perchè? come può migliorare la sua situazione?

  16. Buongiorno,
    Vi espongo il mio caso.
    Conosco la mia attuale compagna per gioco, in un sito di incontri.
    Lei ha 27 anni io 41, due diverse città a circa 80 km l’uno dall’altra.
    All’inizio tutto sembra un idillio, empatia, chimica e intesa perfetti.
    Dopo pochi mesi, forse in preda all’irrazionalità’, decido di starle più vicino, obbligandomi a fare avanti e indietro quotidianamente per lavoro.
    La cosa dura qualche mese, la stanchezza fisica e psicologica e l’impegno economico di tali trasferte mi obbligano a parlarne con lei e di proporle di ritornare a vedersi il weekend fintanto che non riesca ad avvicinarmi con una nuova soluzione lavorativa.
    E qui già il rapporto si trasforma, mi accusa di non aver mantenuto le promesse, di non essere abbastanza romantico o di non amarla abbastanza.
    L’intimità sessuale viene meno.
    Seguono molte litigate e quando queste sembrano appianarsi aleggia sempre questa recriminazione costante di aver tradito la fiducia.
    Nonostante questo trovo un lavoro a tempo determinato vicino a lei, passando da uno a tempo indeterminato, e accontentandomi della posizione meno remunerativa e meno conforme alle mie abilita professionali.
    Lascio amici, conoscenze e la mia città per vivere con lei.
    Qualche mese ancora e ora il problema diviene la mia scarsa possibilità economica e la monotonia della vita di coppia (nonostante spesa, cene, regali e ferie sempre elargite), e la richiesta sempre più costante di prove d’amore, accusando di non essere sufficientemente romantico.
    Nei mesi di convivenza si dividono le spese delle bollette dell’appartamento di sua proprietà’ e i costi condominiali.
    A mio carico resta comunque fare la spesa dopo lavoro (perché lei finisce tardi), cucinare, pulire, etc.
    Nessun ringraziamento, tutto dovuto.
    Si decide anche di ristrutturare il suo appartamento e concorro a metà delle spese con cambio cucina, mobili, etc.
    Inoltre la sera dopo lavoro per quasi un mese smonto mobili, demolisco piastrelle vecchie e le sistemo a nuovo l’appartamento.
    Nessun ringraziamento: “ci vivi anche tu”.
    Ancora litigate, causa presunto mio poco romanticismo e poca fantasia nel fare felice una donna.
    Sempre lamentele perché’ fa una vita noiosa assieme a me.
    Lei lavora il sabato mattina. Da un anno mi sveglio con lei presto, quando potrei dormire o riposare, vado in negozio con lei, taglio l’erba del piccolo giardino, porto via gli innumerevoli sacchi di spazzatura, le porto il caffè, faccio la spesa per il weekend, lavo la mia macchina che anche lei usa e sporca fumando.
    Nessun ringraziamento, tutto dovuto.
    Da qualche mese ho accettato un nuovo lavoro all’estero come dirigente che rappresenta una mia realizzazione professionale ed economica e che ci potrà permettere di realizzare velocemente qualche desiderio di stabilità.
    Naturalmente mi impegno ogni giorno a sentirla, farle sapere dove sono e a tornare a casa ogni weekend per poi essere a lavoro il lunedì.
    Nonostante questo, nonostante gli sforzi, sempre la solita infelicità, sempre le sue lamentele perché non faccio abbastanza, sempre la solita anafettivita’ e la richiesta di continue prove d’amore, sempre la solita aggressività nelle risposte.
    In quasi due anni mai è uscita dalla sua bocca la parola “scusa” ma anzi quando ha sbagliato e le ho contestato il suo comportamento ha risposto aggredendomi e recriminando mie mancanze.
    In questo nessun progetto per quanto riguarda figli, matrimonio, non è contemplato nel suo “essere”.
    Le è mancato il padre quando lei era molto piccola e la madre ha sempre assunto un atteggiamento di ipocondria e di depressione scaricandole sempre addosso ansie e demonizzando il mondo maschile.
    È passata dall’obesità pre-adolescenziale all’anoressia, fino ad una condizione normale grazie ad un supporto psicologico.
    È sempre stata attratta dal mondo BDSM e questo è anche una parte del motivo che ci ha fatto conoscere, e nell’intimità ha sempre cercato il ruolo di sottomessa e la componente masochista.
    Da tempo tuttavia rifiuta chiaramente questo ruolo con me, probabilmente perché’ ora ai suoi occhi non sono più il maschio dominante che sognava e non sono degno delle sue “attenzioni”
    Ora, so gia’ cosa penseranno molti di voi, ma voglio ancora bene a questa donna, non sono più sicuro di amarla, ma ho una forte tenerezza nei suoi confronti, tenerezza per la sua “anima” disturbata.
    Tuttavia è difficile, molto difficile andare avanti nonostante la mia infinita pazienza, sento che non riuscirò più a sostenere questa relazione malata.

    1. Carissimo beh direi che è molto dura dato l’inganno delle reciproche proiezioni iniziali.
      La sua situazione meriterebbe tuttavia un’attenzione soggettiva, spesso gli aspetti sessuali fungono da compensazione alle dinamiche sado-masochistiche in ambito psicologico per cui occorrerebbe capire quale dinamica si è instaurata tra voi.
      Io non credo che qui nessuno la giudicherebbe e se ciò avvenisse sarebbe ammonito/a da me, tuttavia è chiaro che questa sua tendenza all’autosacrificio la predispone ad attrarre e a restare incastrato in relazioni di abuso psicologico pertanto consiglio a lei un percorso mirato quanto prima.
      Se è di Roma, io sono qui.
      Saluti

  17. Buongiorno a tutti/e le vittime dei cannibali virtuali.Mi viene in mente questo ( aggettivo) caduto nel dimenticatoio, perché alcuni soggetti, che le chiamo il ” male” non consumano la tua carne per cibarsi, ma ti consumano lo spirito, la dignità, la personalità e la tua psiche.
    Ho avuto la sfortuna di conoscere una Lei, di rara bellezza, alto livello culturale, ma con scarsissima umanità. Tutta falsità e ipocrisia! Lo soprannominata il paradosso. Un giorno questo oggetto, idea o comportamento è bianco, un altro sosteneva l esatto opposto. Si vantava con me delle sue avventure, critica tutto e tutti, nessuno come o al di sopra di lei. Ho trascorso giorni a discutere su nulla.” discorsi snervante e sfibranti” Mi sono quasi rovinato la vita.
    Oggi sono solo ma sono libero! Un augurio a tutti/e di una vita senza cannibali dell’anima. Nor

    1. grazie per la splendida testimonianza.
      Si le persone immature affettivamente e psicologicamente torturanti vengono spesso definite vampiri energetici perchè di base entrano nella relazione con la presunzione di avere avere avere come forma di diritto senza dare, con pretese ed aspettative assoutamente irrealistiche e con poca voglia di crescere.
      La sua definizione “cannibali dell’anima” p veramente molto calzante.
      Grazie

  18. Però quando si hanno dei figli la storia si complica “diabolicamente” (termine che mi viene spontaneo per definire tutto quello che connota il rapporto con questa tipologia di persona ).
    Per la gente (vicinato,genitori dei compagni di scuola o amici,medico,pediatra…etc etc )il carnefice è la vittima poiché queste persone durante la convivenza (matrimonio per esempio ) mentre il partner/marito è al lavoro non fanno altro che creare a livello sociale un profilo del tutto negativo e falso…purtroppo gli interlocutori un po perchè rimangono raggirati dalla maschera affabile della narcisista e un po per ignavia creano una trappola perfetta o quasi

    1. Purtroppo è cosi. Solo attraverso la terapia possiamo cercare di trovare equilibrio e consapevolezza per mettere dei confini.

  19. Quando ci sono dei figli la trappola diabolica (questo è il termine che a mio parere connota tutto il rapporto con questa tipologia di persona ).
    Vicinato, genitori dei compagni e di amici dei figli nonché la pediatra o lo stesso medico di base per tutto il tempo del matrimonio sono stati interlocutori/pupazzi nelle mani di questa donna a cui un po per la maschera di affabilità e di simpatia che indossa perfettamente e un po per ignavia degli esseri umani hanno contribuito alla formazione di un profilo della vittima tutto negativo come se il carnefice fosse proprio la vittima…e tutto molto pazzesco

  20. Buongiorno, ahimè mi sono rispecchiata in questo articolo…dato che ne ho preso coscienza vorrei capire come lavorarci su è come ritrovare pace e serenità.
    Grazie

    1. Carissimo/a solo con la terapia è possibile.
      Il fatto che lei ne abbia preso coscienza è già un buon passo verso la positiva riuscita del percorso!
      Se interessato mi contatti per appuntamento.
      Un caro saluto

    2. Carissimo/a solo con la terapia è possibile.
      Il fatto che lei ne abbia preso coscienza è già un buon passo verso la positiva riuscita del percorso!
      Se interessato mi contatti per appuntamento.
      Un caro saluto

  21. Salve, leggendo l’articolo sembra di rivivere la mia storia.

    Purtroppo, però, io ho avuto anche figli da una Narcisista Patologica.

    Tutti i tratti descritti nell’articolo sono presenti in lei, addirittura amplificati.

    Racconto la mia storia, sperando possa essere d’aiuto ad altre persone che si trovano all’interno di una “pseudo” relazione amorosa.

    Eccola…

    Ci conosciamo 17 anni fa su Internet, decidiamo di scambiarci i numeri di telefono e cominciamo a conoscerci.

    Lei, fin da subito, si mostra sensibile, affettuosa, premurosa e con sani principi.

    Insomma, la donna “ideale” (e credo che la dottoressa sappia molto bene cosa intendo con tale termine).

    Io vivo e lavoro al nord, lei invece vive dalla parte opposta, estremo sud.

    Continuiamo a sentirci con una certa assiduità per circa un mese, fino a quando non decidiamo di incontrarci a metà strada. E cosi è stato.

    Lei si presenta vestita e truccata in maniera impeccabile, bellissima e ammaliante.

    Sale in macchina e la porto a pranzo. Discutiamo, ci guardiamo e poi ci appartiamo per conoscerci meglio, arrivando a fare l’amore.

    La riaccompagno perchè doveva ripartire e ci salutiamo con un pò di amaro in bocca.

    Così, dopo questo incontro, ci fidanziamo e dopo due anni ci sposiamo, sapendo già lei che io lavoravo al nord e che si sarebbe dovuta trasferire. Discorso, questo, fatto anche in presenza di genitori, onde evitare disguidi e illusioni.

    Nei due anni di fidanzamento era emerso qualcosa di “strano”, ma vedendoci solo una volta o al max due volte al mese, passavo oltre perché volevo godere quei momenti insieme a lei.

    Non facevo caso al suo essere “esagerata” su molteplici aspetti (cibo, vestiario, bagno a mare, temperatura esterna, etc.). Ho tralasciato persino quando, per andare a trovare i suoi parenti, acquistati un vassoio di dolci che secondo lei era troppo grande e finimmo per litigare (anziché apprezzare la mia volontà di fare bella figura con i suoi parenti).

    Ho tralasciato anche quando cercava di farmi le pulci sul mio look, sul mio essere spontaneo e altruista (soprattutto sul mio essere altruista).

    I problemi cominciano subito dopo il matrimonio. Lei non stava bene al nord, diceva che si stava ammalando, stava andando in depressione, le mancava la sua famiglia, la sua città e quant’altro.

    Cominciò a sminuirmi, denigrarmi e accusarmi per il fatto che non facevo molto per lei e che se davvero la avessi amata avrei fatto il possibile per trasferirci nella sua città.

    Nel frattempo, prima di questi discorsi, avevamo acquistato – di comune accordo – due case al nord (una per noi e una da affittare come investimento), esponendomi finanziariamente grazie al lavoro di prestigio che facevo.

    Ma a lei non interessava nulla di tutto ciò. Tanto pensavo a tutto io (banche, pagamenti, notaio, agenzie, difficoltà e problemi, etc.).

    Lei trascorreva gran parte del tempo a telefono con la madre, piangendo e lamentandosi sempre che non ce la faceva più.

    Tornavo da lavoro, spesso andavo a casa anche più volte per starle vicino, ma lei era sempre pronta a rinfacciarmi il fatto che al nord era triste e che, addirittura, la avessi “estirpata” dalla sua terra e dalla sua famiglia. Come se la scelta di sposarmi fosse stata solo mia (ricordate, la colpa NON è MAI loro, è sempre vostra).

    Insomma, quattro anni di inferno e depressione da parte sua, come se non sapesse già da prima che io lavoravo al nord e che il matrimonio avrebbe comportato il suo trasferimento per stare con me.

    Dopo un mese di matrimonio, mi chiede di partire (da sola perchè io lavoravo) per andare a trovare i suoi, dopo qualche altro mese di nuovo, l’ultimo mese di gravidanza lo passa dai suoi e io rimango e mi sento sempre più solo.

    Partorisce dunque nella sua città, assistita dalla sua famiglia di origine.

    Io ovviamente chiedo qualche giorno di ferie per starle vicino e poi riparto. Lei, dopo la gravidanza, resta un altro mese circa a casa dei suoi. Altre spese e giorni per riprendere lei e il bambino.

    Arriviamo al nord e cominciano di nuovo lacrime e rinfacciamenti, finché per amore VERO – in quanto preferivo avere una moglie in salute piuttosto che una moglie malata – decido di trasferire tutta la famiglia e viaggiare dal sud al nord, prima una volta alla settimana e poi (ovviamente per ragioni economiche e di stress) due volte al mese.

    Ero riuscito a trovare un accordo con l’azienda di allora, licenziandomi da dipendente e continuando come libero professionista.

    I debiti aumentano, in quanto non ce la facevo a pagare due mutui + ufficio + casa in affitto al sud, i problemi lavorativi anche – a causa della mia scarsa presenza sul territorio proprio perché vivevo al sud con la famiglia e non più al nord dove si svolgeva il lavoro.

    Quando decido di affrontare questo discorso con lei, lei sembrava non ascoltare, sembrava appartenere a un’altra realtà, sembrava fregarsene beatamente.

    Insomma, precipita tutto e mi ritrovo senza lavoro e pieno di debiti.

    Mi aiuta suo padre, facendomi ottenere un finanziamento per risanare i debiti, e mio padre per estinguere altri debiti.

    Lei, in tutto questo, va avanti come se niente fosse, con la massima strafottenza e arroganza che contraddistingue questi individui. Tanto era riuscita nel suo intento, che era quello di ritornare nella sua città vicino alla sua famiglia.

    E’ incredibile come girino la frittata. Dal torto marcio che hanno riescono a sovvertire la situazione, facendo sembrare che abbiano ragione e facendolo credere.

    L’obiettivo è annichilire il partner, annientarlo, privarlo delle sue qualità più belle, ma – ancor peggio – facendolo sentire sbagliato. Questo causa disorientamento.

    Sembra di essere sulle montagne russe, su un’altalena di emozioni indescrivibile.

    Cambio lavoro, completamente diverso rispetto a quello di prima, ma che comunque mi permette di mantenere la famiglia.

    Lei non viene mai a trovarmi né ad aiutarmi (per questo tipo di lavoro era stata richiesta la presenza della moglie) e mi ritrovo ancora una volta solo, nonostante lei fosse presente anche lei quando fu fatta tale richiesta – che rappresentava la conditio sine qua non per questo lavoro.

    E nonostante tutto non le ho mai fatto mancare nulla: viaggi, regali (anche piuttosto costosi), coccole, attenzioni, amore, cene fuori, uscite, cinema, etc.

    Ma sembrava tutto dovuto. Avevo l’impressione di stare con un robot, sembrava anaffettiva, totalmente incapace di trasmettere affetto e comprendere la visione e le esigenze degli altri.

    Un altro aspetto che contraddistingue questi personaggi è la mancanza di empatia, l’incapacità di capire gli altri ed entrare in relazione con loro. Questi individui DEVONO essere sempre in prima linea, primeggiare. Vogliono essere perennemente ricoperti di attenzioni, come se stessero recitando la loro parte su un palcoscenico.

    E, infatti, usano varie maschere per recitare la parte, a seconda del contesto e di chi hanno di fronte. E’ incredibile quanto siano camaleontici e cosa sono disposti a fare pur di raggiungere l’obiettivo. La cattiveria e l’ipocrisia che esce farebbe fuggire a gambe levate il peggior mostro.

    Lei comincia a lavorare, ma dei suoi soldi neanche l’ombra. Era abituata bene evidentemente. Cambia un paio di lavori, fino a quando non decide di svolgere il lavoro che aveva sempre sognato.

    La sostengo e la motivo, perchè desidero che lei si realizzi.

    Parte dunque per un mese al nord, dove si terrà il corso preparatorio e abilitante. Resto da solo con il bambino e con la madre che viene ad aiutarmi.

    Torna dal corso e comincia il tirocinio in varie strutture, fa pratica, si fa conoscere e avvia la sua attività.

    Da quel momento in poi la situazione peggiora all’inverosimile. Casa e famiglia trascurata, anzi… abbandonata (nel vero senso della parola).

    Quando torna da lavoro è troppo stanca per far fare i compiti al bambino o per pulire casa. Da premettere che era impegnata solo i pomeriggi per quattro ore, mentre io per nove ore.

    Casa sporca, bambini e marito trascurati completamente. Tutto perché lei doveva realizzarsi, doveva fare carriera.

    Io ero egoista perché lavoravo, lei invece doveva realizzarsi e non era per niente egoista.

    Mancava tutto il pomeriggio e quando tornava, dopo un saluto veloce, se ne andava in camera da letto (a risposarsi diceva lei), ma in realtà era sempre su whatsapp a messaggiare. Da due anni svolge questa attività a tempo pieno e ovviamente la situazione è peggiorata ulteriormente.

    Quando tardavo io apriti cielo, quando tardava lei era normale (mai chiesto scusa).

    Per lei era ed è tutto lecito, per gli altri no. Lei vuole essere capita, ma non vuole capire gli altri. La critica e il giudizio sono sempre presenti.

    Se qualcuno si permette di darle un consiglio, allora è un nemico. Bisogna solo e sempre assecondarla. Proprio come una bambina capricciosa. E se viene tolta la caramella, questa bambina è capace di azioni e ripicche indicibili. Arrivano a un livello di angherie e malvagità impensabili, senza badare alle conseguenze (anche in presenza di bambini).

    Un giorno, considerato che il mio stipendio se ne va tutto per la famiglia, chiedo spiegazioni su che fine facciano invece i suoi soldi, di cui non ho mai visto l’ombra.

    Considerato che lei si considera una “donna in carriera” (parole sue), desideravo che partecipasse anche lei a livello economico, senza dovermi incaricare sempre io della gestione economica della famiglia.

    E lei mi elenca le spese che deve supportare mensilmente e che non le rimane nulla, neanche per pagare una bolletta (mai pagata da lei, cosi come tutte le altre spese familiari). Anzi, mi dice che ci rimette anche.

    Al ché, sentendomi preso in giro (non voglio essere volgare) da queste affermazioni,le dico che a questo punto le conveniva lavare le scale o fare pulizie in casa da privati. Almeno guadagnava di più e non mancava tutto il giorno.

    E’ inutile descrivere la sua rabbia dinanzi a queste parole. Mai dare torto a questi individui. Quando le conveniva era una donna in carriera, mentre quando non le conveniva si chiudeva a riccio accusandomi di insensibilità e di non saperla capire.

    Un giorno scopro la verità sulla fine che fanno i suoi soldi. Ciò che le resta del suo guadagno viene consegnato alla madre, che lo mette via (non so se in banca o a casa sua).

    Comincio a insospettirmi per le mancanze gravi e meno gravi, per i suoi continui alibi, per la sua incapacità di tollerare le critiche, per i suoi sotterfugi, ma soprattutto perché di punto in bianco porta sempre il telefonino con sé (per giunta protetto da password).

    Inoltre, la sentivo spesso parlare con una sua amica e, avendo lei un tono alto, le sentivo pronunciare sempre un nome di un uomo e le attenzioni che questa persona aveva nei suoi confronti.

    Un giorno decido di intervenire e la scopro che sale in macchina del proprietario della struttura dove lavorava, dopo aver lasciato la sua auto sotto casa di quest’uomo.

    Lei era piuttosto a suo agio e spesso prendevano il caffè insieme. Ovviamente senza che io sapessi nulla.

    Parliamo di un uomo di 60 anni e lei 40. Quando quel giorno torna a casa comincio a chiedere dove era stata e cosa aveva fatto, finché, messa alle strette, mi confessa che questa storia va avanti da sei mesi, che lui la corteggiava, che lei non voleva dispiacerlo perché era il proprietario di quella struttura e che alla fine aveva ceduto alle lusinghe, ma senza mai andarci a letto.

    Un altro giorno, lei non si accorge che ero in casa perché pensava fossi uscito e sento che registra un messaggio vocale e lo manda a questa persona.

    In questo messaggio sento parole veramente forti, del tipo “amore mio”, “per me sarai sempre il mio grande amore”, “volevo fare l’amore con te l’altro giorno”, etc.

    Con un tono e un modo quasi sottomesso (da bambina, da vittima, da persona bisognosa), che non avevo mai sentito prima. Non volevo crederci. Era proprio lei? Era la donna che avevo sposato e la madre dei miei figli?

    Impossibile, pensai! La mia mente si rifiutava di credere. Sembrava un’altra persona, da far invidia alla migliore attrice al mondo.

    Proprio lei, schizzinosa com’era, sembrava succube di quel sessantenne. Proprio lei, che giudicava “vecchi” coloro che avevano quell’età. Proprio lei che criticava le altre quando si trovavano partner di soli 5-7 anni più grandi.

    La cosa più schifosa e squallida, è stata quando alla sua amica ha detto, riferito a questo uomo: “ma come si fa ad andare con uno che sembra mio nonno, vecchio, denti gialli, con la panza, le gambe storte, scapolo convinto e anche porco secondo me, visto che gli piacciono le tettone. Bisogna essere senza dignità”.

    E, infatti, lei non conosce il significato della parola “dignità”, non sa cosa sia, come tutti i narcisisti patologici. Praticamente usava la proiezione, probabilmente perché si faceva schifo da sola (forse, ad un certo punto, la sua parte razionale era emersa).

    Mi crolla il mondo addosso. Vengo destabilizzato e mi sento male. Da quel giorno subisco uno shock, non mi riconosco più. Divento un’altra persona: insicura, instabile, bugiarda, ossessiva, terribilmente gelosa. Ero irriconoscibile. Quello shock mi aveva snaturato.

    La donna per cui avevo lasciato tutto: famiglia di origine, città, lavoro di prestigio, case, amici, parenti. Tutto ciò che avevo. Pur di rendere felice lei.

    Credetemi, lo so che è brutto quello che scrivo, ma è la verità: avrei preferito un cancro. Era troppo forte il dolore che provavo. Indescrivibile, mai provato prima.

    Un mix di rabbia, delusione, schifezza, squallore. Da quel giorno la mia vita è cambiata.

    Talmente mi ha ferito e destabilizzato questa scoperta, che mi sono rivolto a uno psicologo.

    E lei, cosa faceva in tutto questo?

    Sdrammatizzava, dice che è stato un momento ma che non è successo nulla. Dice che io esaspero le cose, che sono esagerato.

    Ma questa situazione mi ha permesso anche di informarmi e capire chi realmente avessi al mio fianco. Non era la donna che ho conosciuto 17 anni fa. Era un’altra persona. La donna conosciuta 17 anni fa è solo un lontano e breve ricordo, scomparsa dopo un pò per dar spazio alla sua vera natura meschina e menzognera.

    Le dico che lei ha bisogno più di me di un supporto psicologico, ma neanche a dirlo. Lei è perfetta e non ha bisogno.

    Da premettere che quando l’ho smascherata si è inginocchiata, implorandomi di non lasciarla, di non distruggere la famiglia (io!).

    Piangeva, implorava, strisciava per aggrapparsi alle mie gambe perché volevo andare via.

    Ma quelle lacrime il mio cuore, il mio istinto, le ha percepite false, ipocrite. Non so perché.

    A livello razionale la vedevo piangere, ma il mio cuore mi diceva che erano lacrime da coccodrillo. Anzi, da serpente.

    Non riuscivo a perdonarla, nonostante i figli e la famiglia. Una persona che ama davvero NON può tradire, neanche col pensiero.

    Io sono all’antica e credo fermamente nel matrimonio. Mai e poi mai avrei tradito mia moglie. Piuttosto le avrei confidato che mi piaceva un’altra persona. Ma non l’avrei mai tradita.

    Tradire è da vigliacchi. Significa ingannare, pugnalare alle spalle la persona che ti ama. Significa, ancor peggio, distruggere una famiglia perché la persona che ti ama non avrà mai più fiducia in te.

    Non sono riuscito a perdonarla, nonostante il supporto del psicoterapeuta e nonostante la terapia di coppia che LEI avrebbe fatto solo per me (e non per lei).

    A quel punto, davanti al suo rifiuto di intraprendere un suo percorso individuale con l’aiuto di uno psicoterapeuta, ho gettato la spugna e ho deciso di procedere con la separazione.

    Le cattiverie, i ricatti e le minacce ve le potete immaginare. Nella fase di scarto sono disposti a fare qualsiasi cosa.

    Ma una cosa è certa. Da questa esperienza ho capito quanto è importante pensare a sé stessi Solo se si sta bene con sé stessi si è capaci di amare e dare il massimo agli altri.

    Soprattutto, adesso in pochi minuti capisco se la persona che ho di fronte è narcisista/manipolatore. Lo capisco (e lo percepisco) subito.

    Scusate lo sfogo, ma l’amarezza di questa situazione spero possa esservi d’aiuto.

    Scusate eventuali refusi, ma la voglia di scrivere la mia testimonianza mi ha fatto scrivere di getto.

    Non cedete ai ricatti di questi “vampiri energetici”, di questi “succhiatori di anima” e “parassiti emotivi”. Cercano di svuotarvi, di appropriarsi delle vostre qualità, essendone privi.

    Non permettetelo. Prendete in mano la vostra vita. Abbiate il coraggio. Questi individui, per ambizione e per puro sadismo/cattiveria, non si fermano davanti a nulla e quando vengono smascherati cercano di ricucirsi la maschera, negando l’evidenza in maniera spudorata.

    Sono eterni infelici, incontentabili, alla perenne ricerca di qualcosa che neanche loro conoscono. Qualsiasi cosa facciate non sarà mai abbastanza per questi personaggi.

    Sono rimasti bambini a causa delle ferite che hanno riportato da bambini e ragionano come tali. Non sono in grado di fare discorsi maturi, così come sono incapaci di amare. Scambiano l’amore con un surrogato composto da possessività, controllo e gelosia.

    Alla prima occasione in cui possono tradirvi, pur di raggiungere un certo obiettivo/risultato, statene pur certi che lo faranno senza scrupoli. Non esistono altri all’infuori di loro. Si sentono degli dei e non si rendono conto del male che fanno.

    Fondamentalmente sono persone insicure, con una scarsa autostima, ma sono determinate ed è per questo che sono disposte a scendere a qualsiasi compromesso (di qualsiasi natura) pur di arrivare al risultato prefissato. Non guardano in faccia nessuno, nè partner, nè figli. Nessuno.

    All’inizio vi è la fase di “love bombing” (bombardamento di amore e attenzioni) ed è ciò che vi fa cadere nella trappola. Da lì il narcisista comincia a tessere la ragnatela, facendovi abbassare le difese, facendovi credere che siete sbagliati e che lui/lei vi salverà.

    Vi farà allontanare dalla vostra famiglia, dagli amici e da tutto il resto. Vi dirà che siete pieni di difetti e seminerà zizzania fra voi e le persone care.

    Non conoscono la vergogna, non hanno una briciola dignità. Sono persone vuote, ipocrite all’inverosimile. Hanno molteplici sfaccettature e spesso si fa fatica a riconoscerli.

    Sono subdoli, vigliacchi e viscidi. State alla larga, riprendetevi la vostra vita e l’amore che siete in grado di dare (al contrario di loro, che sono incapaci di amare e di provare empatia).

    Andate avanti a testa alta. Voi siete delle belle persone e dovete esserne orgogliosi. Loro no e a medio-lungo termine riceveranno ciò che hanno seminato.

    Un abbraccio e scusate ancora per la lunghezza della mia testimonianza.

    1. Salve!
      credo certamente che a lei potrò assegnare il premio “testimonianza lunghssima”!
      Le confesso che lo letto solo la metà del suo commento per ovvie mancanze di tempo, ma mi sembra di scorgere molti elementi di istrionismo nei tratti di personalità della donna di cui si è innamorato e con cui ha fatto dei figli.
      Dal canto suo lei rifletta appunto sul suo idealismo e il suo essere “troppo buono” non che sia un difetto, ma spesso cela aspetti di insicurezza in cui queste personalità manipolatrici si inseriscono.
      Se i NP hanno un pregio è quello di fare delle critiche esagerate, ma che spesso contengono cinicamente la soluzione a molti dei nostri problemi.
      Spero un giorno di avere il tempo di scrivere il mio libro in merito e di inserire tutte le vostre fantastiche testimonianze!
      Grazie DI CUORE.

  22. La mia datrice di lavoro è una narcisista….gli appartiene tutto ciò che ho letto sopra come affrontarla?

    1. Salve Alessandra,

      putroppo dovrei comprendere ed analizzare la situazione nella sua soggettività, per cui le consiglio di prenotare una consulenza a studio o via skype, chiamando o inviando sms con il suo numero e nome al 3398873385

      un caro saluto

  23. Buona sera leggo ormai da settimane articoli e post… e bene anche io vittima di una narcisista con l’aggravante che questa é una terapeuta ….. Un anno e mezzo fa vengo contattato su fb da questa donna subito dopo l’invito per un caffè qualche giorno dopo mi dice di amarmi e che pur di non perdermi avrebbe fatto la mia amante a vita , IO ERO SPOSATO CON TRE FIGLI una posizione sociale di rilievo, mi da le sue chiavi di casa…. poco dopo mi toglie le chiavi io gia dipendente da lei vado in tilt mi manca da morire poi, poi ci riavviciniamo ,poi ancora mi allontana nel frattempo con abilità carpisce ogni segreto della mia vita e delle mancanze di mia moglie , del suo passato racconta di un divorzio da un marito che la umiliava e di un uomo che era il suo capo che in un attimo di debolezza l’avrebbe baciata per poi averla molestata per tanto tempo minacciandola di licenziarla….. tanto che inizio ad odiare quest’uomo che poi realmente non gli da la possibilità di continuare a lavorare …. nel frattempo subito dopo un mia Embolia polmonare a seguito di un incidente sportivo lascio casa e vado a vivere con lei iniziando le pratiche Di separazione …. all’inizio tutto bello e da invidiare nn potevo pretendere di meglio…. poi inizio a notare cose strane …..strani comportamenti, gelosia estrema,ma anche strani messaggi che le arrivavano a suo dire da uomini che la corteggiavano da tempo, ma che lei non rispondeva anche perché diceva di non averne le capacità …. gelosia e disprezzo verso la mia ex, stati sofferenza quando stavo con i miei figli …. forte aggressività e offese anche con termini volgari …. punizioni del tipo non mi toccate …. insomma un alternarsi di momenti da favola a momenti di incubo…. intanto in me nascevano dubbi sui suoi racconti del passato, ma lei sosteneva che io ero un bugiardo patologico per poi scoprire anche una sua iscrizione ad un gruppo di sostegno per le vittime di narcisista patologici descrivendo la mia malattia. Quando me ne accorgo cerca di giustificarsi dicendo che lo aveva fatto per una questione professionale e per garantire l’anonimato ad una sua amica …. scopro che l’amica é iscritta già da tempo allo stesso gruppo e che abbondantemente aveva descritto le sue problematiche….. Va be la relazione va avanti fino a qualche settimana fa quando mi sbatte fuori per l’ennesima e ultima volta, innesca reazioni strane e incomprensibili dicendo che non le davo sicurezza nel rapporto perchè molto francamente avevo iniziato a dirgli che non era quello che si mostrava all’inizio.. intanto noto cose strane…. la sua voglia di apparire, la sua disponibilità verso tutti in modo anche immotivato, cura estrema dal corpo e un desiderio spasmodica di rifarsi il seno …. arrivare questest’estate a farsi uscire delle piaghe da Eritrea solare per avere una super abbronzatura…. e tante cose strane ancora …. poi la botta finale lei quando esprimevoi dubbi su suoi atteggiamenti e comportamenti mi porgeva sempre il Tel e diceva di controllare fino a quando non l’ho fatto, per scoprire un mondo fatto di uomini tutti professionisti e gente facoltose con cui si intratteneva anche contemporaneamente, e quel famoso molestatore essere uno con cui ha avuto un relazione extraconiugale per tre anni …. con tanto di foto e chilometri di messaggi…. insomma io l’ennesima vittima. Intanto messo in atto lo scarto come ha fatto con chi mi h preceduto ha iniziato a screditarmi tanto da crearmi gravi disaggi anche sul mio lavoro…. Consapevole di essere una vittima non riesco a non pensare che lei…..

    1. Salve

      se la storia che lei descrive dal suo punto di vista e soggettiva percezione è oggettivabile, certamente non vorrei trovarmi nei panni dei pazienti di questa collega.
      In ogni caso, urge per lei una terapia individuale di stampo relazionale.
      Se vuole mi può contattare al 3398873385.

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