Il narcisista patologico e l’amore: identikit degli uomini che non sanno amare

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Il disturbo narcisistico di personalità è un disturbo della personalità il cui sintomo principale è un deficit nella capacità di provare empatia verso altri individui.

Questa patologia è caratterizzata da una particolare percezione di sé del soggetto definita “Sé grandioso”. Comporta un sentimento esagerato della propria importanza e idealizzazione del proprio sé – ovvero una forma di amore di sé che, dal punto di vista clinico, in realtà è fasulla – e difficoltà di coinvolgimento affettivo. La persona manifesta una forma di egoismo profondo di cui non è di solito consapevole, e le cui conseguenze sono tali da produrre nel soggetto sofferenza, disagio sociale o significative difficoltà relazionali e affettive.

(https://it.wikipedia.org/wiki/Disturbo_narcisistico_di_personalit%C3%A0)

Gli ultimi studi in ambito psicoanalitico, hanno dimostrato che “il narcisismo” fa parte di tutti quei disturbi che rientrano nell’area borderline di funzionamento psicologico. Freud aveva identificato due funzionamenti “nevrotico” e “psicotico”

Kernberg (1961) fu il primo a presupporre che invece i funzionamenti psicologici fossero tre, perchè c’era un’area (quella borderline appunto) che emergeva troppo spesso nelle diagnosi e che non riguardava il disturbo borderline di personalità, ma un differente modello di funzionamento psicologico.

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Nei soggetti con Organizzazione di Personalità Borderline l’esame di realtà rimane intatto, mentre l’Io non riesce ad integrare gli aspetti positivi e negativi dell’Oggetto (Persone, Cose, Situazioni, Eventi..) che vengono costantemente idealizzati o svalutati, attraverso l’uso di difese primitive come la scissione (totalmente buono e totalmente cattivo).

Secondo Kernberg è all’interno di questo tipo di Organizzazione di Personalità che si inseriscono tutti i Disturbi di Personalità, compreso quello Narcisistico.

Kernberg distingue tre differenti tipi di narcisismo.

  1. Il narcisismo sano, comune a tutti noi e cioè quello che ci consente di credere in noi stessi, credere nei nostri valori morali e stringere relazioni affettive ed amicali sane.
  2. Il narcisismo infantile,relativo a quelle persone che restano eterni bambini da accudire, che richiedono costanti attenzioni e per i quali una relazione è appagante nella misura in cui soddisfa i suoi bisogni fisici, emotivi, sessuali ed affettivi. Gli altri esistono per soddisfare lei/lui.
  3. Il narcisismo patologico, che si configura come uno specifico disturbo di personalità, origina da un iperinvestimento della energia affettiva sul sé. Un sé che però si concentra solo su rappresentazioni grandiose di sè e degli altri, dando origine quindi a una persona con una maschera di apparente grandiosità, dietro la quale però si nasconde in realtà l’insicurezza, il senso di inferiorità e l’incapacità di integrare aspetti positivi e negativi di se e degli altri.

Il narcisismo è da ricondurre a conflitti edipici e preedipici irrisolti, per questo si riscontra sia nelle donne che negli uomini, ma in modalità differenti.

E’ più facile incontrare un uomo che rispecchi l’identikit del narcisista, perchè nella donna il conflitto edipico e preedipico irrisolto, sfocia spesso in forme di narcisismo “inverso”, personalità depressive, dipendenti, istrioniche, seduttive, manipolatorie.

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Alcune caratteristiche però sono comuni ai due sessi:

  • scarsa empatia
  • egoismo
  • evitamento (attaccamento evitante)
  • incapacità di trovare un equilibrio tra amore/odio e desiderio/paura.
  • incapacità di avere relazioni affettive stabili e durature
  • rapidi innamoramenti e rapidi disinnamoramenti
  • paura di crescere, invecchiare
  • eccessiva concentrazione sull’aspetto fisico e l’estetica
  • tendenza a comportarsi in modo seduttivo e manipolatorio
  • tendenza a dare più importanza al gruppo di amicizie dello stesso sesso (gruppi di donne/uomini)
  • sfiducia verso l’altro sesso
  • gravi conflitti affettivi e psicologici irrisolti con le figure di attaccamento
  • gravi deprivazioni affettive subite nell’infanzia.

Oggi parliamo tuttavia del narcisista UOMO.

Un narcisista si sente sempre in pericolo, perchè in qualsiasi momento la sua fragile maschera può essere distrutta o messa in discussione e per questo nelle relazioni affettive ha uno stile di attaccamento principalmente EVITANTE. (intimità, emotività, vicinanza e condivisione emotiva, lo mettono a disagio, lo fanno fuggire).

Se il narcisista entra in relazione con qualcuno questi, deve testimoniarne la grandezza e se ciò non accade l’altro viene svalutato e suscita rabbia, frustrazione o umiliazione.

Il narcisista è severissimo con se stesso, ha un Super Io molto sadico, che lo mantiene in un costante senso di inferiorità (per arrivare alla perfezione, non è mai abbastanza ciò che fai), per questo per difendersi, proietta spesso questo senso di inferiorità sugli altri, costringedoli in continui test o prove, per dimostrare il loro vero amore, la loro integrità morale e il loro valore in genere. Per lui/lei non siete mai abbastanza.

Il narcisista patologico è anche molto invidioso in generale e non di rado anche nella relazione affettiva, la sua immaturita lo spinge ad essere invidioso dell’altro sesso e a mantenersene distante poichè aprirsi all’altro comporterebbe il rischio di esserne fagocitato, di perdere la propria autonomia o di perdere la propria maschera.

Il narcisista è interessato a specchiarsi in voi e voi dovete rispecchiare ciò che lui/lei vuole vedere, in caso contrario, sarete svalutati e vittime di pesanti reazioni di aggressività.

L’altro è così sia un amato salvatore che un odiato rivale! Il rapporto con gli altri diventa frequentemente parassitario e improntato sullo sfruttamento per alimentare la propria autostima. Tutti questi vissuti sono inscritti in un profondo senso di solitudine, che Kernberg chiama magnificent loneliness, nel quale sono immersi questi pazienti.
Per saperne di più: http://www.stateofmind.it/2012/02/kernberg-disturbo-narcisistico-di-personalita/.

E’ facile innamorarsi di un narcisista, perchè nelle prime fasi del corteggiamentosi mostra simpatico, brillante, seduttivo e disponibile.

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Vi fa sentire speciali, perchè in quel momento per lui rappresentate un “oggetto” interessante, soprattutto agli occhi degli altri, magari un suo amico si era innamorato di voi, magari siete donne forti, belle, di successo etc.. oppure gli sembrate fragili, facilmente manipolabili, per questo lui vi desidera, vi vuole a tutti i costi ed essendo spesso un uomo bello, affascinante, spigliato e colto..di certo lo noterete e ne resterete affascinata.

Una volta cadute in questa trappola, inizierete a notare che il vostro principe azzurro si tramuta pian piano in un rospo velenoso: è sempre di cattivo umore, è lunatico, silenzioso, distaccato..c’è qualcosa che non va, si è già stancato, da muse ispiratrici vi siete trasformate in madri petulanti e severe che cercano di insegnare al povero malcapitato come si ama, come si vive e come ci si relaziona agli altri.

In memoria dei primi tempi, in cui lo avete visto al meglio della sua capacità recitativa, resterete ancorate a lui cercando di soddisfare le sue richieste al fine di vederlo tornare a sorridere. Eppure, improvvisamente, non va bene il vestito che vi siete messe, non va bene il vostro peso, il lavoro non va, la frase che avete detto, non va bene la vostra idea politica, il fatto che non rispecchiate il suo ideale di donna, che è spesso la scissione tra una santa (madre idealizzata) e la puttana (donna seduttiva).

Il narcisista, svaluta la donna, perchè ha un conflitto verso il femminile, che attira e  seduce e in tal senso fagocita; non ha integrato gli aspetti sessuali legati alla figura materna, che spesso idealizza e osanna, per questo nutre ancora inconsciamente la fantasia che la madre sia desessualizzata.

Quando gode con una donna, inconsciamente rammenta che la donna non è desessualizzata e in tal senso sviluppa un senso di invidia, odio, ribrezzo e frustrazione.

L’obiettivo del narcisista in una coppia stabile è quindi quello di deprivare la donna, nutrendosi della sua energia e di confermarsi l’immagine sacra della madre idealizzata.

Per farlo, la mantiene in un costante senso di dipendenza, le da quel poco che basta per sopravvivere nella relazione e poi ricomincia a deprivarla.

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Vediamo la differenza di comportamento del narciso nelle relazioni brevi e in quelle stabili come il matrimonio, perchè non sempre il narciso è il peter pan palestrato e di successo che vola di fiore in fiore e che ama più se stesso che gli altri, magari è un timido poeta, un impiegato del catasto, che cerca una donna stabile di cui nutrirsi per tutto il resto della vita.

RELAZIONI BREVI

  • Inizio idilliaco seguito da sparizioni
  • Cattivo umore improvviso, insabilità emotiva.
  • Indecisione rispetto al fatto di volere o no una storia
  • Tendenza a sparire e tornare
  • Entusiasmo seguito da una rapida noia
  • Tendenza a svalutare la partner
  • Comportamento altalenante: forti dimostrazioni di attaccamento seguite da distacchi e fughe.
  • Romanticismo estremo seguito da dubbi e timori rispetto alla coppia, alle relazioni in genere.

RELAZIONI IMPEGNATE

  • Partner percepito come base sicura (sostituto materno)
  • tendenza ad avere relazioni extraconiugali/doppia vita
  • svalutazione della partner: critiche continue che la mantengano debole affinchè lui possa continuare ad abusare di lei psicologicamente (vampirismo energetico)
  • freddezza emotiva
  • disinteresse sessuale
  • inconscia invidia verso il partner, per i suoi successi o buoni risultati.
  • mantenimento della relazione per fini utilitaristici (casa, denaro, ritorno economico).
  • sensazione di essere continuamente intrappolato e di dovere evadere (madre soffocante)
  • aggressività verbale e/o psicologica verso il partner
  • sentimento che non cresce con gli anni, ma resta sempre statico, distaccato e freddo.
  • comportamento altalenante: forti dimostrazioni di attaccamento seguite da distacchi e fughe.
  • tendenza a mostrarsi debole ed impaurito o smarrito se la partner dimostra di volersi liberare di lui.
  • tendenza a fare promesse che poi non vengono mantenute.

Se sei vittima di un narcisista, non sarà facile uscirne da sola.

Hai necessità di un supporto psicologico urgente, che ti aiuti a riemergere da quello stato di confusione e torpore, di anestesia affettiva in cui certamente ti senti, per recuperare autostima e voglia di vivere.

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118 commenti

  1. Sono da trenta anni con un uomo evitante, penso anche narcisista infantile e forse anche patologico. Ho cercato in tantissimi modi di capirlo ed aiutarlo a tirare fuori il suo veleno, che in diverse forme ha esternato ma senza mai spogliarsi completamente! Così sono entratta in un circolo vizioso che si alterna sempre più spesso tra alti e bassi. Quando gli esterno la volontà di chiudere questo rapporto, mi ignora completamente . Da lui ho subito tradimenti senza scuse, ma il tradimento più grande è il voler vivere con me in eterno congelamento. Più volte mi sono chiesta quanto io sia patologica ad aver accettato di sprecare la mia vita con un essere del genere! Ho figlio di dodici anni, sensibile, tosto, ma che ha bisogno sicuramente di capire che l’amore non è soltanto sacrificio e la responsabilità più grande ora la sento solo verso di lui e verso la sua felicità attuale e futura! Ma è molto dura proseguire così! Quando mio marito lo bacia la mattina appena sveglio, mi sento in dovere di non fargli mancare almeno questo, ma in verità io non vorrei per niente invecchiare con lui! Un pezzo della mia anima vorrei ancora salvarla!

    1. Cara Annamaria,
      moltissime donne, prima di avere figli, sono attratte dai narcisisti infantili, non solo perchè loro sanno come attirare la loro attenzione, sempre attenti, intriganti e bisognosi di amore, ma anche perchè noi donne, spesso dipendenti affettivamente o con un attaccamento di base, ambivalente, tendiamo a volerci unire con uomini complessi, per dimostrare a noi stesse che quell’ambivalenza può essere colmata e che l’amore può sanare ogni ferita.
      Certamente dobbiamo chiederci perchè siamo noi donne, spesso, ad accettare di convivere con uomini così duri, così anaffettivi e disimpegnati.
      Forse l’amore che lei prova per se stessa non è mai stato così grande da voler spezzare questa catena, che tantissime volte ha radici antiche… le radici di una bambina rifiutata ed abituata a dare agli altri, a comportarsi in un certo modo, per ottenere un riconoscimento da chi ama.
      La donna cade nella trappola del narcisista patologico, perchè lui ti fa credere che se tu ti impegnerai un pochino di più otterrai un suo cambiamento o che se lui non cambia o non ti ama, è perchè sei tu a non meritarlo.
      Ti svilisce giorno dopo giorno, finchè anche tu non sai più se i tuoi ragionamenti siano sani o meno. Il silenzio e la freddezza come anche il disinteresse, sono tra le strategie più crudeli che loro, anche senza volontà mettono in atto, per tenere sotto scacco la loro preda.
      Io credo che tu non abbia sprecato la tua vita.
      La vita l’ha sprecata lui che non ha vissuto nemmeno un giorno provando cosa significa sentirsi amati e amare qualcuno.
      Non dimentichiamo che il narcisismo patologico è una “malattia” o meglio, un arresto dello sviluppo affettivo e una problematica dell’attaccamento (evitamento).
      Lei non è costretta ad invecchiare con lui.
      La vita non è MAI finita, anche s elei decidesse di separarsi a 80 anni.
      Rammenti che questi uomini/persone, si basano spesso sulla bonarietà delle persone che non vogliono chiudere le relazioni, sugli idealismi delle donne rispetto alla famiglia, al restare uniti etc e ancora più spesso scelgono donne fragili o comunque facilmente gestibili da un punto di vista psicologico e economico.
      Un consiglio è sicuramente non cadere nella trappola di dire TI LASCIO per sortire un qualche effetto su di lui.
      Se vuole farlo lo faccia per lei.
      Suo figlio inizia certamente a crescere e il padre è una figura di riferimento importante, il rapporto che ha lui con il padre, non credo possa essere minato, soprattutto a quest’età, dall’eventuale separazione dei genitori.
      Lei si sacrifica per suo figlio, ma ha mai chiesto a suo figlio cosa pensa, cosa sarebbe meglio per lui, cosa desidererebbe o crede possa essere meglio anche per lei?
      a 12 anni riescono ad avere una loro idea ben chiara.
      Per cui, non si deprima considerando la sua vita o la sua scelta d’amore un errore.
      In qualche misura confrontarsi con quest’uomo è per lei un’esigenza, malsana, ma che ha compensato qualche suo aspetto.
      S’interroghi se oggi è stanca e vuol cambiare la sua condizione e se così fosse lo faccia, senza pensarc troppo.

      Un Caro Saluto
      Dr.ssa Michelini

  2. Dott.ssa la prego di aiutarmi. Sono una ragazza di 25 anni che ha ormai una parvenza di vita, che va avanti quasi assistendo da semplice spettatrice allo spettacolo della sua vita e che vorrebbe urlare in tutti i modi agli attori di cambiare copione, ma non riesce. Non ho mai voluto avere relazioni sentimentali fino all’età di 21 anni. Non m’interessavano, avevo paura di legarmi a qualcuno ed ero fortemente concentrata sullo studio, da sempre la mia grande fonte di soddisfazioni. quando ho conosciuto “lui” avrei voluto comportarmi come sempre, gli avevo proposto di essergli amica ma non ha accettato ed ha donato a me (ancora estranea) tutte le sfaccettature di un passato doloroso (un padre alcolista, una madre stanca dei continui maltrattamenti che era andata a vivere col compagno, il suo disturbo ossessivo-compulsivo, un futuro incerto). In quel momento mi sono detta che pur di stargli accanto, pur di aiutarlo, sentendomi io una persona forte, stabile e determinata, avrei potuto incominciare una relazione con lui, e così e andata. In realtà ho scoperto solo sei mesi dopo che si trattava di una tattica, in quanto sapeva già prima di incontrami per la prima volta che non avevo mai avuto una relazione ed aveva scommesso con gli amici che sarebbe stato il primo a farmi cadere. Da lì, nel primo anno me ne ha fatte passare tante, tra il continuo ricordo-fantasma della ex che si è ripresentato poi con costanza nei tre anni, tante conversazioni con tante ragazze diverse, in alcune delle quali oltre a vantarsi della sua abilità con me descrivendo i miei trascorsi, si diceva stanco di continuare una relazione. C’era sempre un modo in cui io fossi sbagliata, facevo sempre qualcosa che non andava, ero diventata quella debole e lunatica. ed in realtà debole lo ero proprio diventata, e ripiegavo nella bulimia per buttar fuori tutti i dispiaceri quotidiani. Mi ha lasciata più volte. Alcune di esse erano dovute al suo essere “un perfetto seduttore”, come lui ama definirsi, altre al non essere felice con me, o perchè secondo lui nel momento in cui io avessi ricominciato a star bene e fossi entrata nel mondo del lavoro sarei stata io a lasciarlo. So solo che ogni volta è tornato, dopo 2 o 4 o 6 mesi è tornato. Tornato dicendo di essere ancora follemente innamorato di me, tornato dicendo che non poteva accontentarsi delle altre perchè nessuna avrebbe potuto amarlo come lo amo io e dargli tutto ciò che io gli do. Ed è vero, perchè da quattro anni lui è diventato il centro del mio mondo. Non mi sono più importati i 30 e lode all’università, avrei abbandonato tutto (e lo farei tutt’ora) nel momento in cui mi avesse chiesto di seguirlo ovunque fosse riuscito a trovar lavoro. Ad oggi sono una persona totalmente diversa da quello che ero. Nell’ultimo anno ho tentato il suicidio due volte, non riuscendo per poco nel mio intento, e soltanto un mese fa sono riuscita ad eliminare del tutto tutti gli psicofarmaci che mi erano stati prescritti. L’ultima volta che è tornato da me non gli è interessato nulla dei tentativi e dei vari ricoveri di cui non l’avevo messo al corrente, ma per onestà gli ho detto di aver avuto un’esperienza con un altro ragazzo ed è stata la sola cosa che gli è importata. Ma è tornato comunque per due mesi, dandomi costantemente della poco di buono (nonostante fosse accaduto dopo 4 mesi che mi aveva lasciata, mentre lui era già fidanzato con un’altra) finchè se n’è riandato. In questo mese, dopo circa 4 mesi dalla rottura, si è rifatto vivo per sfogarsi dei suoi problemi quotidiani e dicendomi che un giorno ci riproverà.
    Io non so più che fare. Razionalmente mi sento una stupida e vedo tutto questo come una pura follia, ma il dolore non va via e neppure la speranza che quest’incubo svanisca. Mi sento ancora fortemente legata a lui e non so come fare per ricominciare a “vivere”

  3. e continuo col porlE solo un’ultima domanda. Esiste una possibilità, un modo qualsiasi per cui un narcisista patologico smetta di esserlo?

    1. Non si chieda se lui può guarire. Si preoccupi delle sue ferite relazionali e della sua salute relazionale. Dietro a un narcisista patologico, c’è spesso una donna dipendente con un attaccamento ambivalente. Si affidi ad un percorso di riabilitazione psicologica su un piano relazionale. A quel punto saprà riconoscere lei un uomo così e forse non ne sarà più attratta e potrà liberamente scegliere quando e come concedersi e quando interrompere una relazione malsana.
      Il narcisismo (su un piano affettivo e relazionale) non si cura se la persona affetta, non è intenzionata ad occuparsene, per cui, lei certamente non può “salvarlo attraverso l’amore” soprattutto se ciò diviene per lei controproducente.
      Inizi ad amare lei, prima che gli altri.
      Un Caro Saluto.

    2. Cara Calliope, sei cosi giovane, ti prego davvero di vedere il tuo valore e di amarti più che puoi per liberarti da lui. Sono stata sposata con un narcisista.. mi ha portato alla rovina sotto tutti i punti di vista. Loro non sanno amare e tu non li cambierai mai. Lascialo definitivamente, allontanalo come il peggiore dei tuoi nemici, non credere ad una sola parola che lui ti dice. Allontanalo dalla tua vita, fai un percorso terapeutico che ti aiuti a vedere perché ti sei fatta manipolare cosi da questo tipo di uomo e perché non ti ami abbastanza. Fai sport, studia, frequenta nuovi amici, viaggi e liberati da tuo amore per lui che non sarà mai apprezzato. Davvero ti prego di farlo per te stessa… solo tu puoi salvarti. Quel LUI che tu ami non esiste, ti accorgerai da sola solo con il distacco che era una parte recitata e che tu lo hai idealizzato completamente. Buona fortuna… davvero metti un punto e vivi un vero amore … prima con te stessa … ti giuro che questa non è una storia d’amore ma una dipendenza malata.

  4. Che dire ancora? Conosco questa persona dal 2000 più o meno, solo virtualmente. A volte ho tentato di dirgli conosciamoci, almeno ci abbracciamo!Aveva detto di sì, vedrai che succederà. (Ora non ne ho più voglia, sono passati troppi anni e non sono più sicura di niente) Intelligente, seduttore, generoso maestro, sempre pronto ad aiutarti e ad esserci: eccomi è la sua parola preferita! Dopo un primo coinvolgimento non corrisposto da parte mia..qualcosa mi bloccava, lui è sparito per correre da un’altra scrivendomi: la carne è debole. (che tristezza). Poi torna sempre tenendomi a distanza perchè ha una nuova relazione a distanza. E così via. Fra l’una e l’altra si rifà vivo, ma ancora non mi ha nella rete. Io ho altri amici. Mi dice che l’amore della sua vita è la moglie con la quale vive, dopo varie assenze anche da lei, nel passato. Noi siamo solo due ottimi amici. Peccato però che l’amicizia poi diventi esclusiva. Io e lui ogni giorno la sera per ore…Peccato anche che siamo arrivati alla cam dove lui non si concedeva dicendo che non aveva la cam e apparendo con un nik femminile..ed altro ancora..(Che scema)pensavo che ognuno avesse i suoi tabù!!Lo giustificavo. Mi fidavo. Nonostante questi episodi lui insisteva a dire che eravamo solo amici. E io avrei fatto tutto questo per un amico?? Gli piaceva stuzzicarmi e farmi ingelosire. E arriva l’ennesima conoscenza virtuale da parte sua, io in un angolo, il terzo incomodo. Pochi giorni e ho chiuso la chat dove parlavamo solo io e lui. Disattivato l’account per difendermi. Qualcosa mi diceva che era il solo modo per sottrarmi. E così non si è più fatto vivo. Di solito mi chiamava al cell per sapere cos’era successo…la connessione? il pc? e lì ho capito. Ora ha un’altra vittima e non servo più e qui ho avuto il sospetto di chi fosse. Avevo creduto che ormai fossimo in un menage tranquilla, ma mi ero sbagliata alla grande. Questa nuovo episodio mi ha distrutto il cervello. Mi sento umiliata e distrutta psicologicamente. Poi ho letto di questi narcisi patologici…non avevo mai avuto il sospetto e ancora non ci credo. Penso di aver sbagliato , di aver capito male, di essere paranoica, ingiusta, maleducata perchè ho disattivato la chat. Sono entrata in un’altra chat dove ora gira con lei e si rende invisibile. Non ho resistito e gli ho detto che non serviva rendersi invisibile perchè lo era già nel mio cuore. Come risposta mi ha tolto dagli amici. Cancellata. Solo che io lo vedo ugualmente tramite il sito e anche uno script che avevamo fatto e mi chiedo come faccia a credere che io sia così scema da non capire. Adesso devo solo capire se sono diventata paranoica e mi faccio dei filmini o se realmente è un narciso. Mi sembra impossibile. E’ entrato nella mia mente, sa tutto di me. Non è giovane e credevo tutto si fosse equilibrato fra noi. Che poteva avere di più con moglie e due figli grandissimi.? Lui sa che gli voglio bene e se ho avuto degli scazzi è perchè mi ha ferito. Ma se gli dico questo dice che siamo alle solite…sto resistendo a non mandare mail, di cui non avrei risposta. SE faccio un’altra mossa sbagliata mi cancella anche da facebook, già mi avrà bloccato perchè non scrive più…ma non posso saperlo e rischio di vedere fantasmi anche dove non ci sono. Mi sento colpevole di aver reagito così. Come potevo stare a guardare mentre dedicava ore ed ore mattina pomeriggio e notte ad un’altra, divertendosi un mondo (lo diceva lei) e rifacendo tutto quello che aveva fatto con me. Ha pure vent’anni di meno di noi…è troppo umiliante. Mi era anche simpatica questa tipa, anche se l’ho inquadrata subito come una paracula…infatti..Forse è pazzo? o forse sono io la pazza in fondo mi ha detto solo un ti voglio bene chissà quando , niente più. Io lo giustificavo perchè parla poco dei propri sentimenti.A parte questa moglie idealizzata. (sarà vero?) Se amasse tanto sua moglie non starebbe collegato giorno e notte…mi sento stritolata. A chi mi sono affidata in tutti questi anni? Ho desiderato di essere morta…e qui mi sono spaventata. Devo uscire da questo pantano assolutamente. Mi ha buttato via per una persona che conosce da due mesi…io non l’avrei mai fatto. Per rispetto. E’ pure un hacker…e qui mi sento pure controllata. So che lo sa fare. Sono in pericolo?

    1. Lory mi spiace molto per la tua situazione,
      non chiederti cosa possono fare lui, lei e l’altra, perchè lui, perchè lei..non proiettare tutta la negatività e l’aggressività di questa relazione all’esterno.
      Chiediti che puoi fare tu per te stessa e perchè hai voluto permanere in una situazione relazionale virtuale assolutamente malsana.
      Occupati di te. Sicuramente lui è un narciso, ma tu? come puoi aiutare te stessa a guarire? Io credo che tu abbia bisogno di supporto psicologico urgente sulle relazioni e i traumi affettivi.
      Purtroppo non posso dartelo qui.
      Puoi visitare la sezione chiedi una consulenza oppure recarti da un collega nella tua zona.
      Un bacio e a presto!
      Drssa Michelini

    2. Ciao, capisco il tuo stato d’animo, le tue paure, la tua confusione di sentimenti xche’ ci sono passata. Manipolata da un narcisista maligno ho avuto la fortuna di aprire gli occhi. Come? Da spettatrice, ho assistito a un litigio tra lui e la figlia (vittima di alienazione da parte di lui, ti dico solo che sta’ ragazza non vede piu’ la madre da quasi tre anni). Mi sono resa conto del modo in cui manipolava me assistendo al modo in cui manipolava la figlia…e’ devastante e doloroso ma se ne puo’ uscire, credimi, pero’ fatti aiutare… Da un terapeuta, in un gruppo, ma soprattutto informandoti. Su internet trovi tanto sui narcisisti perversi e leggere ti potrebbe aiutare a renderti conto che non sei tu quella “sbagliata”, e’ lui che e’ un vampiro sentimentale. In bocca al lupo.

  5. Grazie dott.ssa per la risposta. Sto cercando di occuparmi di me stessa, sto cercando di investire il mio tempo in qualcosa di positivo che mi piaccia, ma non è facile. Anni fa ho già seguito un percorso di psicanalisi che mi ha aiutato a fare chiarezza sui miei traumi infantili piuttosto profondi, da provocare in me una notevole disistima. Sono stata meglio, convinta che i fantasmi del passato non sarebbero più tornati. Ho creduto di essere al riparo da certi personaggi, ma mi mancava il narciso! Non mi ero accorta di vivere una relazione malsana. Lo credevo prima di tutto un grande e unico amico. Invece era un lupo travestito da agnello. Ho avuto una bella ricaduta. Parlarne mi aiuta, come ho fatto a non rendermi conto? Non pensavo di ricaderci. Ci rifletterò… E’ così faticoso in questo momento…Grazie per il consiglio. Un abbraccio

  6. Aiutatemi vi scongiuro… non ne esco più… mi sta portando al suicidio

    1. Salve Viky, mi dispiace moltissimo, non credo che un blog, nè una mail, a distanza, possa darti il supporto che desideri. Se sei così invischiata in una relazione che ti fa soffrire così tanto, dovresti assolutamente fare una terapia individuale. In qualsiasi città pouoi cercare uno psicologo esperto in relazioni e se non puoi permetterti un privato ci sono le ASL e i Consultori che offrono sostegno psicologico gratuito. Per quanto accorato sia il tuo appello, e per quanto possa io da qui comprenderti e passarti tutto il sostegno possibile, non aiuterà. Non serve capire lui, serve che tu ti rialzi e inizi a “disintossicarti” dalla tua dipendenza da lui. Dietro a un narcisista patologico c’è quasi sempre, un dipendente affettivo, una persona con scarsa autostima o un ambivalente e cioè una persona che ricerca conferme affettive da chi non gliene da, per confermarsi inconsciamente di non essere all’altezza di essere amato.
      Sia il narcisista evitante che l’ambivalente, che spesso si pone sempre in situazioni affettive “limite” hanno bisogno di sostegno e di affrontare un percorso psicologico di crescita relazionale ed affettiva.

  7. Buongiorno,
    ho avuto modo di leggere ieri il suo articolo sul partner narcisista e devo dire che mi sono perfettamente ritrovata nella Sua descrizione. Da più di sei mesi vivo con il mio attuale compagno e mia figlia (dopo la fine di una lunga relazione da parte mia sono andata a vivere a casa sua senza più andarmene e sinceramente senza che mi fosse richiesto di rimanere stabilmente). Non è mai stato un compagno amorevole anzi ha sempre messo i suoi amici al primo posto mettendo le mie/nostre esigenze dopo tutti e dopo le sue. Ricordo frequenti sfuriate e ricordo le mie umiliazioni davanti agli amici per riuscire ad essere il “meglio” della coppia, senza motivo visto che mi prodigo ora e mi sono sempre prodigata a fare tutto ciò che potevo per lui e la sua felicità.

    A seguito di un episodio successo a gennaio in cui una ” mia vecchia conoscenza” mi ha scritto qualche messaggio di troppo e io non ho più risposto per non avere casini e ho detto a lui alla sua richiesta di chi mi scriveva che non era nessuno solo un amica le cose sono peggiorate. Non è servito a nulla spiegargli che gli avevo “mentito” per far si che non succedessero casini insensati perché m ha segnato a vita. Ha passato una settimana a maltrattarmi a parole e a umiliarmi in ogni modo possibile e io a corrergli dietro prostrandomi in mille scuse.

    Poco dopo sembrava essergli passata abbastanza ma in quest’ultimo mese ha ricominciato a trattarmi male, anche a seguito di una sua situazione lavorativa pesante.

    Non mi cerca più nell’intimità (a dire dopo il primo periodo l’ho sempre cercata io per prima), mai un abbraccio, mai un messaggio carino…sembro sempre in più.

    Io non so più cosa fare, ormai non dormo più la notte,mangio poco e ho frequenti mal di testa (patologia di cui soffro normalmente).

    Cerco di far finta di nulla, di non creagli pesantezza ma ho anch’ io bisogno di conferme per andare avanti anche perché sono cn mia figlia e non voglio farla soffrire.

    Lei la tratta bene ma non perde occasione per sottolineare che è MIA.

    Premetto che era un uomo sposato, che è stato tradito dalla moglie nel matrimonio e da aprile quando l’ha scoperta gliel’ha detto solo a dicembre per fargliela pagare ….tanto per farle capire il rancore e la sua freddezza nei gesti (ha due figli pure).

    1. Cara Signora, quest’uomo non è nemmeno il padre di sua figlia, le consiglio di allontanarsene quanto prima.
      Non cambiano. Se a lei piace, questo resta e più in la potrebbe attivare anche dinamiche di triangolazione con sua figlia.
      E’ sano? per lei e soprattutto è un modello valido per sua figlia?
      Non starebbe meglio sola?
      Ci rifletta prenda coraggio.
      Se vuole noi, siamo qui per sostenerla!
      Può affidarsi a noi se è di Roma.

      Saluti

  8. E davvero triste leggere quello che si è passato sulla propria pelle…..io tutte queste fasi le ho vissute ma all.inizio non si ha la consapevolezza dì ciò che sta succedendo….pensi che sia un problema del tono dell.umore e ho fatto di tutto per gridare la mia sofferenza e per cercare di salvare il rapporto ma è come combattere contro un muro….

    1. Mi spiace, genera enorme sofferenza, perchè ti pone di fronte all’impotenza di non poter comprendere se effettivamente si tratta di “carattere” o di “disturbo d’umore”. Un buon indicatore per comprenderlo è valutare i fatti.
      Una persona depressa lo è in tutti gli ambiti della vita. In genere il narcisista patologico invece fuori casa si mostra brillante, simpatico, in gamba. Stessa cosa vale per i suoi amici.
      Diciamo che ha due personalità e chi è depresso, aihmè questo non riesce a farlo.
      I narcisisti sono esposti alla depressione come tutti, ma diciamo che prima di attribuire la noncuranza e la freddezza di un partner al tono dell’umore, dovremmo contestualizzarlo in un’analisi più profonda.
      Senza l’aiuto di un terapeuta spesso non se ne esce.
      Non è facile.
      Un Caro Saluto

  9. Gentili sorelle Eco…non vale davvero la pena di soffrire così, la mia esperienza 20 anni due figli, lui diagnosticato dalla psichiatria narcisista borderline, pesante, lunatico, faticoso assente come padre inesistente come compagno, ogni tanto mi lasciava poi tornava ,io però non lo ho mai preso sul serio, ho conservato lavoro e amicizie (nonostante il suo veleno, le sue elucubrazioni e i suoi consigli) poi a un certo punto basta semplicemente ho gettato la spugna, ha fatto un sacco di storie ma poi me ne sono liberata….ho 50 anni una nuova vita e anche una nuova relazione narcisofri, non vi punite, non vi vendicate ,salutateli con la manina mentre affondano loro e il loro specchio, non interessatevi a cosa fanno, chi vedono,basta! Riprendetevi la vostra vita…ne vale la pena fidatevi

    1. GRAZIE del tuo contributo. Utilissimo! Grazie!

  10. Carissime,
    io sono appena uscita da una relazione con un uomo narciso….e non è semplice….mi ha lasciato per la 5 volta (e ho deciso che questa è l’ultima, perché ho deciso di uscirne)…. Le prime volte mi è caduto il mondo addosso…ero senza forze, catatonica, senza voglia di fare nulla, e andavo avanti a xanax (non avevo mai avuto attacchi di panico in vita mia). ero arrivata a pensare al suicidio perché non potevo vivere senza di lui!! Ho avuto l’intelligenza e la forza (grazie anche al consiglio di care amiche) di rivolgermi ad una psicoterapeuta…per fortuna! perché mi sta facendo capire che non sono normali… che esistono persone (mostri) così… per cui purtroppo se volete uscirne….fatevi aiutare…perché raramente se ne esce da sole…. e chissà quanto tempo dovrò ancora elaborare!!

  11. Buongiorno,
    Sono in una situazione di difficoltà perchè dopo 6 anni ho finito una storia ‘d’amore’ con momenti belli e brutti. Non ho francamente capito se l’uomo con cui ho passato tutto questo tempo sia un narcisista o solo un grandissimo egoista/egocentrico e forse devo anche definirmi meglio alcuni aspetti della mia personalità. Mi sono separata 21 anni fa se ho 2 figli. Lui separato, ha due figlie. Ho avuto esperienze con qualche altro uomo e ho compreso che, anche quando capisco che la persona del momento non fa per me, io mi ostino e vado ugualmente avanti per poi arrivare ad un epilogo scontato. In quest’ultima storia è stato nuovamernte così, solo che devo dire che mi sono trovata bene con lui. Ho notato che anche a lui piaceva stare con me, ma sembrava più per crearsi una compagnia che non per avere una compagna. Abbiamo viaggiato molto, facciamo tante cose al fine settimana, abbiamo una relazione sessuale molto soddisfacente per entrambi. Tuttavia ci sono degli episodi, delle parole che mi fanno male. Le cito alcuni esempi. La scorsa estate, durante una vacanza mi dice che non varrebbe la pena di vivere insieme perchè io ho problemi che sono solo miei e lui ha problemi che sono solo suoi. In occasione di un funerale di un parente stretto suo, ricevo una sua telefonata in cui con vari giri di parole mi suggerisce di non andare a casa del defunto, ma direttamente in chiesa, perchè non avrei trovato parcheggio, poi ci sarebbe stata troppa gente. Mi innervosisco perchè intendo che vuole farmi fare qualcosa che non capisco. All’indomani vedo che a casa del defunto si era recata la sua ex moglie con figlie trentenni e che lui non voleva evidentemente che incontrassi. In realtà io conosco bene le sue sorelle, i cugini, mangiamo spesso insieme per cui credevo che lui facesse coppia con me, ma anche nelle occasioni difficili e tristi. Credevo si vergognasse di avermi trattata in questo modo è invece alla mia richiesta di spiegazioni mi ha rimandato la palla dicendomi che lui non avrebbe mai fatto una cosa del genere, che sono mie fantasie e che anzi avrei dovuto io chiedergli scusa per averlo pensato. Devo dire che nel corso di questi anni oltre ad aver notato una certa durezza di comportamento e poca propensione a parlare dei propri comportamenti ha sempre fatto molta fatica a vedere quel che io notavo e conseguentemente non mi ha mai chiesto scusa e ha sempre affermato che erano mie personali interpretazioni. Ora sono 15 giorni che non ci si sente, perchè lui ha detto che non voleva più proseguire. Io sono in bilico tra il lasciar perdere davvero e invece ancora vedere se possono avere valore le cose positive fatte e vissute insieme. La mia domanda per lei è: come si capisce qual’è la via giusta da seguire?

    1. Si capisce valutando il proprio grado di soddisfazione all’interno di una relazione. I compromessi sono sani, non pretendere perfezione anche, ma spesso il confine tra capire, accettare e subire o accontentarsi è labile..e allora chiediamoci…il compromesso che chiedo a me stessa è grande? Amo quest’uomo cosi com’è, senza volerlo cambiare, migliorare, curare, capire, analizzare etc? l’episodio che lei riporta non può essere valutato perchè descrive una situazione che può essere compresa solo attraverso un’attenta analisi, in un percorso che preveda le parti e le opinioni di tutti e quindi rischia in tal senso di restare una chiacchera tra amici.
      Certamente intraprendere un suo percorso, la aiuterebbe a chiarire questi aspetti, a rispondere alle sue domande, per sbloccarsi ed andare avanti, in una direzione o un’altra, purchè sia soddisfacente per lei, per lui o per entrambi.

  12. ALICE NEL PAESE DELLE MERAVIGLIE | Rispondi

    HO MANDATO VIA DI CASA MIO MARITO, DI 69 ANNI, DOPO 40 ANNI DI MATRIMONIO E UN TRADIMENTO DA LUI COMPIUTO CON UNA MIA AMICA, PIU’ GIOVANE DI LUI DI 27 ANNI, SPOSATA, ACCOLTA IN CASA MIA COME UNA FIGLIA.HO UNA FIGLIA DI 42 ANNI.MI DISSE SONO UN UOMO LIBERO E FACCIO QUELLO CHE MI PARE!
    NON HA MAI DETTO MI DISPIACE, NON MI HA MAI PARLATO, E MI HA SEMPRE DETTO CHE IO DOVEVO ESSERE FELICE DEL SUO STATO DA INNAMORATO ACCUSANDOMI DI NON ESSERE GENEROSA….. SONO STATA OFFESA E NON RISPETTATA DA FRASI TREMENDE DEI DUE, ASCOLTATE PER CASO. SI E’ SEMPRE INNAMORATO ED E’ STATO SEMPRE ASSOLTO. E HA PRIVILEGIATO SEMPRE GLI AMICI ALLA FAMIGLIA. SEMPRE PRIMA GLI ALTRI POI LA FAMIGLIA.GELOSO DELLA MIA PROFESSIONE, QUANDO HA VISTO I RISULTATI, MOLTO PIU’ PRESTIGIOSA DELLA SUA, (STESSA PROFESSIONE ERA IL MIO PROFESSORE GIOVANE), SI E’ LEGATO AD UNA DONNA CHE LO HA USATO PER LA CARRIERA, FINGENDO DI FARLO SENTIRE UN GENIO , CON ADULAZIONI E DISPREZZO PER ME, RIMANENDO CON IL MARITO E SFASCIANDO SOLO LA MIA FAMIGLIA.E’ PARTITA PER L’ESTERO E HA LASCIATO MIO MARITO IN UNA MONOCAMERA. MA LUI NON CROLLA.FELICE, VIVE SOLO PER GLI AMICI.SENZA UN PENTIMENTO E UN ATTO DI UMILTA’ NEI MIEI CONFRONTI E DI QUELLO CHE HA FATTO.QUELLO CHE NON MI PERDONO, E’ DI NON AVER CAPITO IN TEMPO, E SPESSO DI NON VOLER CREDERE CHE LUI SIA VERAMENTE COSI’ ANAFFETTIVO E PIENO DEL SUO EGO.NON HO MAI ACCETTATO I TRADIMENTI, MA SOPRATUTTO , QUESTO SQUALLIDO E BANALE DI UN UOMO DI 70 ANNI, CON LA SUA ASSISTENTE, ACCOLTA IN CASA MIA PER 15 ANNI CON AFFETTO.DOPO UNA DEPRESSIONE SPAVENTOSA , DI CUI LUI NON SI E’ CURATO E A CUI NON HA CREDUTO , HO RIPRESO IN MANO LA MIA VITA, A GRAN FATICA, HO 67 ANNI, MA SPESSO LA TRISTEZZA MI ASSALE E SOPRATUTTO IL, NON AVER CAPITO IN TEMPO, DI AVERE AVUTO VICINO UN UOMO DURO E FREDDO COME UN MURO DI CEMENTO. GLI HO SCRITTO IN QUESTI ANNI 100 LETTERE , NON HA MAI RISPOSTO. VORREBBE , DOPO 5 ANNI DI SEPARAZIONE, TORNARE A CASA, MA A CONDIZIONE DI RIMANERE AMICO DELLA SUA EX AMANTE E COLLABORATRICE. HA ESORDITO: NON POSSO CHIUDERE LA PORTA IN FACCIA AD UNA DONNA CHE HA LAVORATO CON ME 20 ANNI ED E’ STATA COSI’ CARINA CON ME.MA E’ NORMALE? MI CHIEDO COME SI FA A NON ACCORGERSI IN TEMPO DI CHI SI HA VICINO.E POI DISTRUGGERE UN VISSUTO DI 40 ANNI PER COSA?

    1. La sua è una domanda troppo complessa per trovare una risposta in una banale mail o in un commento.
      Certamente può accadere di non accorgersi chi si ha accanto, perchè nel frattempo in cui si vive una vita, ci si realizza, etc.. possiamo essere distratti/e da moltissime esperienze e attraversiamo varie fasi, in cui per vari motivi, non ci è comodo, consciamente o inconsciamente farlo.
      Ci sono poi retaggi culturali, paure, speranze che l’altro cambi, modelli familiari appresi…ma soprattutto PAURA.
      Per questo, siamo parte attiva nelle dinamiche di relazione disfunzionali.
      Nel caso del narcisista poi, la compagna ufficiale, diviene la proiezione di una sorta di madre, che deve comprendere che “il bambino” deve fare le sue esperienze e una buona partner sa capirlo ed accettarlo “nonostante tutto”. In genere punta sul maschilismo, o sui sensi di colpa.
      Si interroghi su come sta lei. Si goda la sua vita e metta da parte questo capitolo.
      Non è mai tardi per crescere e diventare indipendenti a livello affettivo.
      Per precisione le ricordo inoltre, che una risposta su un blog, non è obbligata da parte mia, è una forma di cortesia, poichè le consultazioni con un professionista, sono a pagamento in genere, cosa che io non ho ancora fatto, così come tanti miei colleghi.
      Le sarei grata quindi se in futuro, moderasse i toni. Su internet scrivere in maiuscolo è una forma di imposizione così come riscrivere “vorrei una risposta”.
      Si risponde nei tempi che ci sono possibili e non gradiamo recall in tal senso.
      Comprendo che questo da parte sua è solamente una distrazione data dall’urgenza della sua sofferenza e per questo, la comprendo e le do la mia risposta con tutto il cuore.
      Non si faccia ulteriori domande.
      Chiuda.
      E basta.

  13. ALICE NEL PAESE DELLE MERAVIGLIE | Rispondi

    VORREI UNA RISPOSTA

  14. desidero sottoporre il caso di una mia carissima amica d’infanzia, nonchè mia lontana cugina, con
    > cui sono cresciuto fino a 14 anni. Essendo amico dei suoi genitori, ben conscio delle possibili
    > conseguenze che mi potrebbero derivare, intendo aiutarla, anche solo conoscendo la possibile
    > diagnosi o i possibili modi per convincerla a chiedere un aiuto.
    > Questa donna mi ha cercato nel 2001, dopo 20 anni, a seguito della sua separazione, tenendo un
    > atteggiamento apparentemente amichevole, ma ho capito poi che celava la ricerca di un nuovo marito
    > con cui avere finalmente un figlio. Provando io solo molta amicizia e affetto per lei ed essendomi
    > trasferito in un’altra città, avevo ritenuto che la cosa migliore fosse lasciarla vivere la sua
    > vita e non cercare di avere nessuna storia con lei. Ebbe poi una prima relazione con un uomo che la
    > picchiava e la perseguitò in tutti i modi. Dopo aver cambiato numeri di telefono anche ai suoi
    > genitori, l’unico modo che trovò per sfuggirgli fu fidanzarsi con un nostro compagno di classe, che
    > fu addirittura minacciato a mano armata dall’altro. La storia col secondo finì perchè lui non
    > voleva figli, nonostante 2 tentativi “a tradimento” di lei. Questo l’ho saputo da lui, lei mi
    > raccontò una parte e soltanto dopo. Ricompariva nella mia vita quando non aveva nessuno. A 4 anni
    > dalla separazione, una sera per telefono mi disse di essersi fidanzata, ma se le andava male anche
    > con questo, avrebbe fatto un bambino con me. Dopo un anno la sento e tutta contenta mi dice di
    > essere incinta. La incontro in seguito casualmente, a gravidanza avanzata. Lui (l’attuale marito)
    > non saluta, schivo e insofferente di trattenersi, mentre lei è come al solito molto loquace. La
    > ricontatto dopo più di 6 anni, quando mia madre sta male. Scopro che si è sposata ed è felicissima
    > di sentirmi. Di lì a poco mia madre muore, ma lei dice di non poter assistere al funerale per la
    > gelosia del marito. Stesso esito per i miei sms durante il funerale e i giorni appresso (colmi solo
    > di comuni ricordi d’infanzia), che le causano liti. Lei è fortemente desiderosa di incontrarmi ma
    > deve farlo di nascosto, non potendomi nemmeno farmi parlare coi suoi genitori o vedere la figlia di
    > 7 anni, per paura che il marito lo venga a sapere. Propongo di fare amicizia con lui, ma lei dice
    > che non è il tipo, lamentandosi che nonostante le richieste di lei, non intende nemmeno uscire con
    > coppie di amici. Mi dice che ha un fratello minore, è rimasto orfano di padre da ragazzo, definisce
    > la propria madre “Una terrona testa di cazzo”, e dice che è sparito un anno a seguito della morte
    > della fidanzata (sempre che ciò sia vero), prima di ricomparire nel 2005 e conquistarla con una
    > lettera scritta e imbucata a mano.
    > Scopro che lui mette le mani nella roba di lei, decidendo cosa buttare e non dicendo dove mette il
    > resto. Per mesi ci scambiamo migliaia di sms e ci incontriamo, tramite continui sotterfugi di lei,
    > ossessionata di incontrarlo fuori dal portone o di esser vista dalla suocera se la passo a
    > prendere, sempre pronta a scusarlo, “che poi gli sarebbe passato”. Una volta prova a dirgli che
    > “casualmente” ci eravamo incontrati e l’avevo accompagnata a casa, ma lui reagisce male.
    > L’atteggiamento di lei con me è cambiato rispetto al passato, ora disseminato di allusioni e
    > discorsi a sfondo sessuale, fino nei particolari, addirittura rimproverandomi (bonariamente) di non
    > averne avuti con lei “in amicizia” mentre era separata. Dà segni di insofferenza solo davanti a
    > legittimi dubbi e critiche mie sul nuovo marito. Vedo il marito in giro (lavora su un furgone) e
    > gliene parlo tranquillamente, finchè una volta si secca con me perchè l’ho visto in un orario e
    > luogo che lei non sa spiegare. Dopo qualche settimana si ricuce lo strappo, ma non riusciamo più a
    > vederci, finchè mi propone di andarla a trovare al mare, col marito presente. Rifiuto, spiegandole
    > le ovvie conseguenze. Pochi giorni dopo vengo contattato telefonicamente da lui, con urla, insulti
    > e minacce di morte. Aveva come solito guardato nel cellulare della moglie e scoperto nostri
    > innocenti sms, vecchi di 2 settimane, che però lei (contrariamente a quanto fatto per 14 mesi)
    > aveva dimenticato di cancellare. Alla fine riesco a contattare lei per sms, che rifiuta qualsiasi
    > colloquio orale ed assume un atteggiamento colpevolista nei miei confronti, sentendosi “già
    > abbastanza nei guai”, salvo supplicarmi e implorarmi di “non rovinarla di più” denunciando il
    > marito. Lui mi contatta ancora, proseguendo nel dire di lasciar stare sua moglie, alla mia
    > intimidazione di denuncia, si calma un po’, ma proseguendo nel suo sproloquio e minacciando di
    > denunciarmi lui. Provo a contattare lei la mattina dopo, ma mi risponde lui, e sono costretto a
    > sorbirmi di nuovo tutto, oltre a frasi quali: “A chiunque faccia leggere i tuoi messaggi, mi
    > darebbe del povero cornuto!”;”Mia moglie non ha bisogno di incontrare nessun uomo, basto io per
    > tutto”. Alla fine mi passa lei che prima si definisce nei suoi confronti “una povera scema” e
    > “povera fessa in buona fede”. Dice “non voglio dover fare una scelta!”, poi mi dà addosso, dandomi
    > dell’esaurito, dice cattiverie sul nostro passato, e che se lo denuncio il suo matrimonio è finito,
    > ma lui me la farà pagare, e tanto non cambierà. Alla fine mi rivela, a sorpresa, di pensare al
    > divorzio, poichè le cose non saranno mai più come prima, ma di volermi comunque sentire fra un
    > anno, e se insisto, fra 10.
    > In seguito contatto il primo marito (mai conosciuto prima), trovando una persona calma e
    > disponibile. Mi narra che anche con lui si sono visti (innocentemente) di nascosto, e che il
    > secondo marito ha fatto una tragedia con lei per aver trovato, in fondo ad un cassetto, l’album del
    > primo matrimonio. Mi conferma che il loro matrimonio è finito causa la sterilità di lui e il tentato suicidio di lei, ma era lei
    > ad avere avuto l’amante e chiesto la separazione, non viceversa. Assurdo infatti che lei mi dicesse
    > che voleva un figlio a tutti i costi e contemporaneamente incolpi l’ex marito di averla lasciata.
    > Lui (vigile urbano) si attiva e nelle settimane seguenti contatta il cugino di lei (nella Polizia),
    > per capire la situazione. Risposta, tutto bene.
    > Parlo con una collega della Questura (sono anch’io nelle Forze dell’Ordine), che mi consiglia di
    > denunciare il marito e mi dà un opuscolo sulla violenza alle donne. Mi reco presso un centro
    > antiviolenza ma vengo messo alla porta senza aver tempo di spiegare. La presenza maschile non è
    > gradita.
    > Nel frattempo parlo con un altro compagno di classe, da lei ritrovato per caso. Scopro che non è il
    > molestatore che lei diceva, che le avrebbe per anni chiesto sesso (mai ottenuto, a sentir lei), ma
    > hanno avuto una storia di 3 mesi, poi lei lo ha mollato, senza però, a differenza di tutti gli
    > altri, chiesto figli o di sposarlo.
    > Dopo 5 mesi dai fatti lei, per il mio compleanno, mi invia una mail. Rispondo che ho querelato suo
    > marito e sono disposto ad aiutarla, assieme ad altri. Dopo un mese le invio 2 mail dove le spiego
    > ciò che ho fatto e le profilo delle soluzioni. Per tutta risposta ricevo una lettera di diffida di
    > un avvocato, che mi dice di aver enormemente infastidito i coniugi di cui sopra. Replico tramite
    > raccomandata e ricevo una lettera, per conoscenza ma indirizzata all’avvocato, apparentemente
    > scritta dalla mia amica, ma con una firma falsa (ne ho una sua autentica, totalmente diversa), dove
    > si minacciano denunce e si nega l’evidenza dei fatti. Replico ancora con 20 pagine dettagliate,
    > diffidando il marito, offrendomi di ritirare la querela e minacciando altre denunce se non tornava
    > tutto a posto. Al loro silenzio ho fatto seguire quanto prospettato.
    > Nel frattempo ho incontrato il padre, all’oscuro di tutto come la madre, che non vede mai il genero
    > ma non si può lamentare, in quanto la figlia , con la nascita della bambina, non ha più avuto
    > bisogno di tornare al lavoro (o costretta??).
    >
    > Domando la diagnosi ipotizzabile per la mia amica, se quella di lui può confermarmi essere
    > narcisismo patologico e quali rischi comporta.
    >

    1. La ringrazio per il suo intervento, ma è troppo lungo.
      Non posso con tutto il bene, analizzare un quesito così complesso in un contesto pubblico.
      Le chiedo di riformulare il quesito in modo che sia più semplice per me darle una consulenza generica, che in NESSUN CASO PUO’ ESSERE UNA DIAGNOSI, POICHE’ E’ VIETATO NONCHE’ ANTI-ETICO FARE DIAGNOSI SULLA BASE DI DATI RIPORTATI e soprattutto via mail/commento.
      Attendo un suo riscontro.
      Saluti

  15. È stato molto utile per me.
    vi ringrazio tanto. È tutto ciò che ho subito per 3 anni dal mio partner – brillante innamorato e affascinante. …è adesso siamo arrivati al punto quando mi sento peggior essere umano che esiste sulla terra. Sto veramente male. Penso però che sono una donna forte…una madre forte….
    sto cercando di uscire da questo rapporto che mi sembrava un rapporto d’amore. …il mio partner ha 26 anni più di me…pensavo di aver accanto un uomo forte con esperienza della vita….che mai mi farà del male…purtroppo mi faceva male continuamente. ….schiacciandomi. ….odiando la mia crescita personale. …provocando la mia rabbia. ….facendomi vedere la mia insufficienza in tutto. …..e io pensavo che da un giorno all’altro lui cambierà suo comportamento. ….capirà che sono una brava persona e che merito di essere amata e rispettata.come lo rispetto io……ma purtroppo questa persona non cambierà mai finché non vorra proprio lui ad essere diverso da quello che c’è.
    Mi sento svuotata……
    mi si è trovato un manipolatore. ….
    non lo posso cambiare io…..ma non voglio neanche stare male. …
    ciò un figlio da fare crescere e vorrei incontrare un uomo che darà bel esempio per come bisogna comportarsi con le donne senza farli soffrire.

    grazie al materiale che per me è stato molto utile.
    Marina.

    1. Sono felice se per te Marina è stato utile.
      Mi spiace moltissimo per quello che stai attraversando, ma ricorda che una donna/uomo libera/o è una madre/padre migliore!
      In genere queste persone, tendono a puntare sui sensi di colpa genitoriali per non lasciar andare via la propria “vittima”.
      Tuttavia sarebbe riduttivo pensare a queste relazioni come “vittima carneficie”, c’è sempre una collaborazione tra i due, c’è sempre un utilità indiretta, spesso il sentirsi protetti.
      Ma nessuna protezione vale la propria dignità.
      In bocca al lupo!

  16. Buongiorno! sono una ragazza di 26 anni.
    Ho avuto una storia di 2 anni fatta da tira e molla con un ragazzo di 28 anni.
    un giorno mi faceva sentire amata, una principessa, il giorno dopo potevamo essere anche solo amici per lui.
    E’ sempre stato molto premuroso, poi da un giorno all’altro mi lasciava dicendomi che non era sicuro che io potessi essere quella giusta per lui.
    A volte mi guardava con quegli occhi che sembravano disprezzarmi, senza motivo.
    Un giorno ero bellissima, l’unica al mondo.
    L’altro ero una nullità, una persona inferiore e “stupida”.
    Dava la colpa a me per la sua tristezza, diceva che io non gli davo i giusti stimoli.
    Durante i litigi ricevevo insulti da lui tanto da non farmi più capire con chi fossi fidanzata.
    Ci siamo presi e lasciati mille volte, mi ha sempre e solo lasciato lui.
    A volte ometteva delle cose ma poi faceva ricadere la colpa su di me per averlo fatto.
    Ora c siamo lasciati io sono sicura della scelta lui però continua a scrivermi.
    io vorrei non rispondere più.
    Lei cosa consiglia? Secondo lei è una persona narcisa?
    Vivrà meglio senza me? ero davvero io il problema o lui?

    grazie!

    1. Betta, chi se ne importa di come vivrà lui!
      Nessuno è il problema di nessuno.
      Nessuno può rendere l’altro felice o infelice, semplicemente perchè una relazione sana e matura è fatta di accettazione, consapevolezza e RISPETTO.
      Ma soprattutto in una relazione sana, l’altro non è il nostro punge-ball, la nostra scusa per le nostre inettitudini, l’altro non è uno scudo, nè una bambola.
      Importa come vivrai tu! PENSA A TE STESSA certamente meriti di essere amata con maggiore stabilità, senza oscillazioni di umore, di attenzioni, senza doversi continuamente preoccupare se il tempo è bello o brutto prima di poter parlare, con la paura di svegliarsi, senza potersi affidare, senza sentirsi in trappola di sensi di colpa, manipolazioni e di credersi non meritevoli di amore per il fatto che “la colpa è nostra”.
      Chiediti perchè ancora ti preoccupi e perdoni chi ti insulta, chi non si prende cura di se stesso e non vuole migliorare per se stesso e e per gli altri.
      Chiediti perchè pensi di “doverlo aiutare”.
      Fatti sostenere in un percorso sulla riabilitazione relazionale o questo schema, rischia nella tua vita di ripresentarsi sempre, magari con forme diverse e meno gravi.
      Un Caro Saluto

  17. Sono sprofondata in uno stato di confusione, sensi di colpa, ambiguità,
    dal quale non riesco ad uscirne. La mia mente sembra intrappolata,
    prigioniera di troppe domande a cui ,logicamente e razionalmente, non
    riesco a rispondere. Ho conosciuto quest’uomo subito dopo aver terminato una relazione
    , dunque in un periodo di fragilità. Lui mi parlava di idee sulla giustizia, la legalità. la sicurezza sociale…pan per i miei denti
    visto che sogno di diventare magistrato (lui questo lo sapeva). Discorsi pieni di passione, voglia di spendersi per migliorare il nostro Paese, al limite
    tra la fantasia e l’impossibilità. Sembrava tenero, molto impegnato da un punto di vista lavorativo, altruista, gentile…anche se era sempre preoccupato rispetto al nostro rapporto per via della differenza di età( 11 anni). Sembrava però parlare in un modo(ovvero si preoccupava di questo) ma agiva nell’altro (comunque continuava a frequentarmi)…ad esempio diceva :l’anno prossimo andiamo in vacanza insieme….e dopo un
    minuto….ma perché sei così piccolina?…Un misto di confusione e voglia di continuare, almeno questo è ciò che sembrava a me. Chiamava poi non chiamava, fissava un appuntamento per poi rimandarlo(pervia degli impegni lavorativi)…Diceva di aver bisogno di tempo perinnamorarsi e che più si va piano più si mettono radici profonde. Diceva poi di aver paura di lasciarsi andare, perché ogni volta che si
    mostrava nelle sue debolezze e fragilità veniva lasciato (cosa che sto mettendo in discussione…era lui a lasciare…o a ferire per poi essere lasciato).
    La nostra frequentazione è continuata così per alcuni mesi, fin quando lui , a causa del suo lavoro, è partito per alcuni mesi all’estero.
    Dopo avermi fatto promesse, dopo avermi prospettato tutto ciò che avremmo
    potuto fare insieme al suo ritorno, è cominciato il mio incubo…sensazioni, percezioni, non so cosa ma cominciavo a non star più tranquilla…un giorno mi voleva bene, il giorno seguente aveva da ridire su di me e sul mio comportamento…ossessionato dall’immagine che io davo di lui agli altri, ossessionato dalla mia pagina fb,…lui poteva criticarmi…io non dovevo azzardarmi…non sopportava le critiche…sapeva che soffrivo…ma non si preoccupava di ciò, non mi ha mai chiesto:
    COME STAI? PERCHE SEI TRISTE?…
    Litigavamo e appena chiudevamo il telefono era pronto a scrivermi quanto mi volesse bene…avevo l’impressione di non essere più me stessa,
    soffrivo, non mangiavo, mi svegliavo tutte le notti…eppure lui, ogni volta che provavo a fare marcia indietro, mi rinfacciava tutto, mi diceva che ero identica alle altre, che nei momenti di difficoltà gli voltavo le spalle…faceva leva sulle cose per me importanti…la mia integrità e la mia moralità…cose che lui ha persino messo in discussione alla fine della relazione…
    Si perché la relazione è finita…appena lui è rientrato…(secondo me
    non è stato un caso) Ed è finita senza reali motivazioni.. spiegazioni contradditorie…in cui ho percepito molta falsità e ipocrisia…Quando ci siamo visti per parlarne di persona, sono stata solo io ad argomentare, a mettere in discussione i suoi atteggiamenti…l’unica cosa che sapeva dirmi era : abbracciami oppure dobbiamo rivederci, ti chiamo…ecc….Cose che naturalmente non ha fatto…mi confondeva…diceva una cosa e ne faceva un’altra…se ero io a chiamarlo lui rispondeva…ma tutta questa ambiguità a un certo punto mi ha mandato in paranoia…Così ho cominciato a reagire…ad “attaccarlo” a mettere alla luce la sua mancanza di coerenza…A quel punto è cominciato l’inferno…sono stata insultata in tutti i modi…ad un tratto non ero più la ragazza piena di idee, intelligente e dolce…ma un mostro da distruggere…mi ha dato della matta, da internare…ha cercato di fari passare in questo modo anche agli occhi deimiei amici e di mia sorella…una cattiveria che io definisco lucida…Mi ha fatto a pezzi…più io chiedevo spiegazioni più lui mi colpevolizzava…un inferno…non ho parole diverse per descrivere ciò.
    Mi ha bloccato su fb su whatsapp e sul cell. Allora io, non so per quale razza di motivo, lo cercavo da altri telefoni…allora poi mi sbloccava per un periodo per poi bloccarmi di nuovo. Ammetto di essere stata rabbiosa, poco lucida e un po’ ossessiva…ma lui mi confondeva con tutti quei comportamenti altalenanti. Ho scoperto poi bugie riguardanti le sue ex…non ha mai chiuso i rapporti con nessuna di loro anche se affermava sempre il contrario e non perché io glielo chiedessi…dal nulla mi raccontava mentendomi!!!!ma che senso ha?(io non ti chiedo una cosa, perché me ne parli? e se me ne vuoi parlare perché mentire?) Durante la sua assenza sono stata un po’ oppressiva, lo ammetto, ma nei limiti…lui mi destabilizzava molto…percepivo che non provava sentimenti ma non mi lasciava andare…diceva che aspettava di tornare per consolidare il nostro rapporto…ma come? è tornato per lasciarmi!!!!La cosa che mi turba di più è che sono arrivata a far cose per me
    impensabili, dovevo giustificarmi continuamente, lui metteva sempre in dubbio me e la mia buona fede, il mio modo di fare…a lui era permesso tutto.. lui non sbaglia mai…Cercando risposte alle mie tantissime domande, sono per caso venuta a conoscenza di un “disturbo della personalità” chiamato NARCISISMO
    PERVERSO… ho rivisto in questo ragazzo molte caratteristiche (salvo il corteggiamento iniziale non così perfetto)… Forse sono stata manipolata? Forse per questo non sono così lucida?Qualcuno può aiutarmi?Perché bloccarmi e sbloccarmi? Perché chiedermi di abbracciarti? Perché evitare un confronto faccia a faccia?
    Lui dice di odiarmi…che la colpa è solo mia che l’ho portato a questoeche la sua umanità la dona a chi vuole e io non la merito…Una bestia avrebbe avuto più pietà…
    P.S. Ho 24 anni…

    1. Carissima Desirèe esattamente lei si è trovata in questa trappola.
      Per fortuna è riuscita ad uscirne.
      Non bisogna portare rancore, sono persone che altrettanto soffrono, ma non è giusto che la loro sofferenza o malattia non venga curata e in compenso mieta vittime nelle relazioni.
      Tenga a mente questa esperienz,a senza paure per le sue prossime relazioni.
      Un Caro Abbraccio

  18. come si distingue una persona incoerente e cattiva da un narcisista?come faccio a essere certa?

    1. Non ha bisogno di esserlo, perchè lei non è uno psicoterapeuta. Per tutelare la sua persona basta che tiene lontane le persone che si comportano male con lei invece di giustificarle.

  19. Anch’io mi faccio questa domanda. Ho considerato (o immaginato?) mio marito una persona buona, accomodante e generosa, in qualche modo più innamorato di me di quanto non lo fossi io di lui. Però non ero felice, ero sola, venivo umiliata,sono stata tradita quando ho partorito e ne ho subito i racconti “orgogliosi”, ero sessualmente trascurata. Poi un giorno mi sono arrabbiata a una frase non più adatta a me. L’inferno. Ho fatto la mia diagnosi, in mezzo a tutti i sensi di colpa possibili ma forse ho solo scelto una spiegazione a qualcosa che non so capire, a questa disfatta cui mio marito (ora ex ma ancora qui)ha dato il la, pieno di odio. Quarant’anni di vita degradati così.. Se la risposta fosse invece che non ci amavano, punto?

    1. La risposta è corretta, ma troppo riduttiva, tuttavia la apprezzo, perchè se ci fermassimo a questa considerazione si eviterebbero anni di giustificazioni verso questi uomini/partner patologici.

  20. Buongiorno. …dopo 24 anni di matrimonio e 3 di fidanzamento. .sono riuscita a dire BASTA! Ho 48 anni ..3 figli…e una vita a girare l Italia per compiacerlo nel suo lavoro. .. per poi ritrovarmi immancabilmente sola e fare da madre e padre ai miei ragazzi..senza amici senza gli affetti piu cari…perché per lui non ho bisogno di nessuno…rinunciando a tutto . .. anche al mio lavoro…ho vissuto 27 anni aspettando una carezza che non è mai arrivata… e più non arrivava e più mi svuotavo per dargli amore. ..pensando che non fosse mai abbastanza. ..Aspettavo quel …ti amo…quando è nato il primo figlio…ora ha 21 anni…ma non è mai arrivato. .e quando glielo feci notare mi rispose…QUESTA SODDISFAZIONE NON TE LA DARÒ MAI !
    Chi mi conosce mi reputa una donna forte..sicura di sé. .in gamba. …e lo ammetto dal momento che ho cresciuto 3 figli da sola…visto che lui non è neanche in grado di fare il padre…completamente assente nella crescita dei figli….eppure è riuscito a manipolarmi….facendomi credere che eravamo la coppia più bella del mondo… Gli anni passano..sono cresciuta…si cambia..I problemi di donna alla mia età si affacciano…e per la prima volta gli ho detto no ad un rapporto sessuale. …è stata la nascita del mio inferno ma la nascita del mio risveglio…mi sono rivolta ad una psicologa. ..e nel raccontargli i miei 27 anni di vita con lui…mi ha detto subito che è un narcisista patologico. ..ho visto la luce. ..ho notato ogni atteggiamento. ..ogni sua cattiveria. .che prima immancabilmente cancellavo dalle mie emozioni per non rimanere ferita. …Prima evitavo di parlargli in un certo modo per paura di offenderlo…per non vedere il suo viso sempre ingrugnato. .Ora forte di questa consapevolezza l’ho affrontato. .il nostro matrimonio sta nella fase della.preseparazione. ..mi sta facendo pressioni psicologiche. .modificando anche la realtà dei fatti. .tutto come da copione….ma sono forte e vado avanti. ..altrimenti non sarei riuscita a farmi succhiare per anni tutta la mia energia e rimanere ancora in piedi……NON CAMBIERANNO MAI…NON CE L’HANNO PROPRIO DENTRO L’AMORE!

    1. Ciao Nicole

      si effettivamente per cambiare necessiterebbero di un sostegno psicologico per lungo tempo. Di una terapia mirata a ristrutturare l’assetto di personalità, facendo loro sviluppare il senso empatico e minimizzando le difese quali la proiezione, la grandiosità, la razionalizzazione e altre difese che i narcisisti utilizzano per proteggersi dal “dare” o “far entrare” qualcuno nel loro cuore quale rischio per la loro integrità.
      In alcuni casi gravi vi è una reale mancanza di mentalizzazione e capacità quindi di provare empatia proprio da un punto di vista cognitivo.
      Certo distinguere un grave egoista, un anaffettivo o un arido da un narcisista patologico è difficile, ma diciamo che in ogni caso non sono partner idonei a soddisfare le esigenze affettive di un compagno all’interno di una relazione amorosa o familiare.
      In ogni caso quindi è bene distaccarsi da chiunque ci faccia sentire, sbagliati, in colpa perchè richiediamo o necessitiamo affetto (nei limiti della nostra età e maturazione). E’ bene iniziare a chiedersi non tanto chi sono loro, ma chi siamo noi e perchè si accetta questo tipo di uomo per anni e anni.
      Chi c’è dietro a un uomo duro, schivo, anaffettivo, egoista, spesso violento psicologicamente, bugiardo etc?
      Inoltre va anche rammentato che ci sono anche donne così. Ma è più raro, le donne hanno spesso patologie differenti.
      Il masochismo è uno tra i primi. 😀

      Un caro saluto

  21. ahi, gentile Dottoressa, considerazione che faccio dopo 40 di matrimonio,di cui 10 di inferno perchè lo specchio aveva deciso di non voler più riflettere e basta. Come vede, i tempi sono sempre disastrosamente lunghi. Niente di cui possa vantarmi. Essere consapevoli è già un successo. E’ l’immagine esterna in cui abbiamo creduto

    che ci danneggia, per gli altri sono spesso davvero meravigliosi e così dobbiamo fare anche i conti con la solitudine. Per fortuna ci sono questi siti, persone come Lei, preparate e così rispettose della fragilità altrui. Da qui sono partita con la consapevolezza, prima non capivo cosa fosse successo e ora sto facendo il mio percorso con una psicologa giovane ma empatica come solo forse le donne sanno esserlo. Mi sta pazientemente riportando a casa(un po’ avanzo e un po’ retrocedo), a quella vera che mi appartiene. Grazie per avermi risposto.

    1. grazie a TE per il tuo contributo!

  22. Finalmente una risposta al mio rapporto con un narcisista patologico. …come fare a convivere una storia d amore (forse solo nostra) con un soggetto di tal specie.? Lasciarlo è più difficile che tenerlo così. …

  23. Gentile Dottoressa,
    sono arriva al suo sito cercando il disturbo narcisistico della personalità di cui mi aveva parlato la mia psicologa. Perchè il mio ex fidanzato ne soffre. Non voglio ripetere quello che ha scritto lei perchè 7 mesi della mia vita sono scritti in questo articolo. Un mese fa l’ho lasciato e da 3 settimane sono in analisi perchè lo so di non poterne uscire da sola. Ho letto le storie delle donne che mi hanno preceduta. La mia psicologa mi dice che io sono stata brava, forte e coraggiosa. C’ho messo solo 4 mesi a capire che mi stavo distruggendo la vita. Io mi chiedo come ho fatto a resistere tanto, avevo tutti i sintomi sotto gli occhi. “Hai troppa fiducia nelle tue capacità”, “Hai sempre bisogno anche quando non è vero”, “Valutando i pro e i contro dello stare con te sono di più i pro”, e io a sentirmi un oggetto di cui si valuta il rapporto qualità prezzo.
    La prima volta che l’ho lasciato non mi ha creduta, diceva che io sono troppo tosta per mollare così. Poi un giorno sono arrivata al punto di rottura. Sapevo di doverlo ferire nel suo sterminato ego per liberarmi davvero di lui. E un mese fa ce l’ho fatta. E’ stato difficile e umiliante doverlo offendere.
    Adesso sto male. Continuo ad amarlo con tutta me stessa, è stato il primo uomo che mi ha fatta sentire amata e importante. L’unico con cui mi sono impegnata veramente per una storia vera, per un futuro da costruire insieme.
    Ma il mio istinto di sopravvivenza è stato più forte di tutto. Mi stava distruggendo. E a lungo andare ce l’avrebbe fatta.
    Io ho intrapreso il mio percorso. Non sarà facile. Anche se sono stati solo 7 mesi abbiamo vissuto insieme, è stato totale. Fino a qualche giorno fa dicevo: ne abbiamo passate tante insieme. In realtà non è vero. Ero io ad affrontare tutto: la malattia di sua mamma, la malattia della sua ex e poi la sua morte, la morte di suo zio. In tutto questo ho dovuto caricarmi il peso di tutto ed essere anche svilita e umiliata. Perchè non riusciva a dimostrare di essermi superiore.
    Ragazze, ne vale la pena? Davvero, ne vale la pena?
    Un giorno io mi sono risposta: No, non ne vale la pena. Sono sempre stata un’anima ribelle. Negli ultimi mesi non mi riconoscevo. E non mi riconoscevano le persone che mi sono amiche, da cui mi aveva allontanata. Ormai vivevo solo in sua funzione. Poi ha iniziato ad attaccare e svilire anche i miei amici, persone che si rifiutava di conoscere e che per lui non erano alla sua altezza. Solo i suoi amici erano “di un certo livello”, senza mai specificare cosa intendesse. E lì la ribelle è tornata fuori.
    Coraggio. Potete uscirne. Ma dovete farvi aiutare. Io ho una psicologa che mi sostiene e mi aiuta. Anche nelle vostre città ci sono questi professionisti.
    Amatevi di più. Abbiate un po’ di sano egoismo. Io ci sto lavando.
    Grazie Dottoressa.
    R.

    1. Grazie per il tuo contributo. Vorrei leggere tante storie come la tua. Grazie del sostegno che dai e della voglia di condividerlo qui!

      1. Chissenefrega come reagisce.
        Ne sei fuori.
        L’importante è non cedere alle fantasticherie romantiche dopo giorni di assenza e rammentare che lui è come si comporta nella relazione e non come tu vorresti e come ti lascia credere di essere.
        Contano solo i fatti.
        Un caro saluto
        ????

  24. Buongiorno,
    ho concluso da due settimane una relazione di un anno con un Narciso di 45 anni. Come ho letto e riscontrato in vari articoli e testimonianze, dopo un bellissimo periodo di corteggiamento e un mese di storia quasi idilliaco, sono emersi i primi segnali del suo disturbo. La cosa strana che ho notato fin da subito è stata la sua refrattarietà al contatto fisico. Non riusciva a tenermi per mano quando passeggiavamo, diceva di non essere abituato a farlo, e lo viveva come una colpa, una cosa strana. Idem per i baci innocenti in macchina o in strada. Era schivo e frigido. E lo è diventato ancora di più quando, dopo due settimane di frequentazione, ha iniziato ad avere problemi di insonnia. Non riusciva a dormire e questo stato di ansia e di agitazione perenne lo hanno portato ad allontanarsi da me per un pò di tempo, chiedendomi di non restare a dormire a casa sua. Da lì visite mediche, tisane, gocce e quant’altro, che divennero il principale tema delle nostre chiacchierate telefoniche. La questione si risolse dopo circa un mese. I problemi però non erano finiti, perché iniziò a colpevolizzarmi di non avere un motorino o una macchina per essere indipendente negli spostamenti e per poterlo raggiungere la sera quando uscivamo, nonostante io non gli avessi mai fatto problemi in merito e spesso prendevo i mezzi pubblici per muovermi. Un problema per lui che poteva essere risolto solo se io avessi cercato una casa più vicino da lui, e su questo discorso ci ritornò più e più volte precisando che lo ‘DICEVA SOLO PER ME E PER IL MIO BENE’ . La prima vera discussione scoppiò a conclusione del nostro primo viaggio all’estero, durato 13 giorni. In realtà, da subito, avevo percepito che dopo l’entusiasmo iniziale di organizzare l’estate insieme, avesse preso coscienza che lo stare accanto per quasi due settimane avrebbe potuto metterlo in difficoltà. E così è stato. A fine viaggio, il bilancio non poteva che essere positivo, ci eravamo divertiti, eravamo andati d’accordo quasi su tutto, avevamo vissuto con sintonia ogni giorno e si era creato un bellissimo feeling. Eppure, l’ultima notte in albergo, ci tenne a sottolineare che, nonostante la fantastica esperienza e i miei aspetti positivi, non era sicuro di ciò che voleva dalla nostra storia. Io mi arrabbiai molto sottolineando di non voler stare insieme ad una persona insicura. Lui mi pregò di non lasciarlo e tentò di farmi cambiare idea, così ci riprovammo, ma da lì io non riuscii più a fidarmi di lui. Anche perché più andavo avanti nella relazione e più sentivo che la relazione non cresceva, era una costante alternanza di aperture e chiusure, di amore e disinteresse, di passione e distacco. Un continuo sali-scendi di emozioni che mi facevano sentire in balia dei suoi umori. A spingere avanti la nostra storia era la condivisione di tanti momenti, la compatibilità su diversi fronti, l’intesa intellettiva, il fatto che ci piacesse fare le stesse cose e lo star bene…quando si stava insieme. Perché non era possibile vederci più di due o tre giorni di seguito, lui doveva recuperare i suoi spazi e tornare a respirare. Perciò, con il tempo, era diventato scontato e automatico che dopo aver trascorso il fine settimana insieme sarebbero passati tre o quattro giorni senza vedersi. Notai, inoltre, che nonostante passasse del tempo, lui non mi diceva mai ‘Ti amo’ e mostrava una crescente freddezza e incapacità ad esternare qualsiasi tipo di sentimento. Feci caso al suo ordine ossessivo nonché alla pulizia di casa maniacale, al suo rapporto stretto con la madre e a quello distaccato con il padre (uomo completamente assente nella famiglia e durante la sua fanciullezza) alle fughe per non conoscere la mia famiglia, al fatto che mi tenesse lontana dalla sua, oltre che dai miei amici, alla tirchieria, all’egoismo senza fondo, alla contrarietà per una convivenza, un figlio insieme e contrarietà a festeggiare compleanni, natale, capodanno, 8 marzo e qualsiasi appuntamento con la vita. Insomma, era tutto un lutto. Se vi era una discussione lui reagiva con il distacco e il silenzio prolungato per giorni, senza voler capire le mie ragioni o trovare un punto di incontro. Ogni incontro, rapporto intimo era deciso da lui. Mi faceva credere di tenere in considerazione le mie necessità e volontà ma poi era lui che manipolava tutto quanto. Incominciò, poi, a uscire con le sue ‘ex’ o con amiche sconosciute: una sera una cena, una volta un aperitivo, un invito a teatro, e puntualmente me lo dopo che si era già organizzato. Così quando aveva una delle sue uscite mi faceva una telefonata preventiva e prima di andare a dormire non si faceva sentire neanche con un messaggio per tranquillizzarmi. Di fronte alle mie rimostranze si giustificava dicendomi che se ci fosse stato qualcosa di male non me lo avrebbe detto e me lo avrebbe nascosto. Iniziammo a litigare per questi comportamenti con i quali mi mancava di rispetto, finché decisi di lasciarlo. Silenzio per alcuni giorni, ma poi il destino ci mise lo zampino. Suo fratello venne ricoverato in ospedale per un ictus e lui mi chiamò per avere un conforto e per avermi vicino. Stupidamente pensai che era giusto dimostrargli il mio amore anche nei momenti difficili e che forse aveva capito che mi stava perdendo. Vivemmo quel periodo difficile, e il successivo lutto, ancora più vicini, ma mi colpì la sua freddezza nel vivere quella perdita incredibile e inaspettata. Con me luisembrava più dolce e più affettuoso, ma passata la buriana tornò ad essere il freddo cinico di sempre. Percepii immediatamente il suo cambio repentino, tanto da essere attenta a tutto e a non lasciare che mi ferisse di nuovo. Così, al primo atteggiamento da cascamorto con una sua collega reagii con una scenata di gelosia che lui mi fece pagare tenendo il muso e il silenzio per un settimana. Al termine dei sette giorni tornò come un cane bastonato e io lo riaccolsi perché pensavo di aver esagerato con le mie esternazioni e mi sentivo in colpa. Primi giorni positivi e poi di nuovo tutto uguale. Finché il mio malessere iniziò ad aumentare tanto da non farmi essere serena. Mi sentivo un’inetta, gelosa, indifesa e soprattutto insicura. Come se non fossi alla sua altezza e all’altezza delle amiche che frequentava. Una sera tornò a dirmi che forse io ero troppo giovane e che gli otto anni che ci separavano col tempo si sarebbero fatti sentire e che lui non voleva figli e con non si sentiva capace di stare in una relazione. Io presi la palla al balzo e lo misi con le spalle al muro e lo piantai perchè non potevo e volevo sentirmi in colpa per la mia età che non c’entrava nulla con noi. Avevo capito che si trattava dell’ennesimo motivo per farmi sentire in colpa, per allontanarmi, per distruggere la nostra storia, per schiacciare ogni possibile pensiero di un futuro insieme. L’ho mollato quella sera. Si è fatto sentire con alcuni messaggi. Inizialmente non ho risposto, poi ho mostrato una grande freddezza. Sinceramente è stato uno scambio vuoto, insulso, nel quale mi ha chiesto come stavo e che avrebbe voluto incontrarmi per ringraziarmi di ciò che avevo fatto per lui. Io gli ho intimato di non cercarmi più perchè non desidero avere nessun tipo di rapporto di amicizia…Ora non so che cosa aspettarmi, ho messo un punto ma ho capito che personalità disturbate come la sua tendono a non mollare l’osso facilmente.
    Come si comporta un narciso che viene lasciato?
    Grazie

    1. Buongiorno Dr.ssa,vorrei scriverle la mia storia xchè sono davvero arrivata a non farcela più e a non capire più nulla.Sono fidanzata da 16 anni con un uomo narciso.Due anni fa è nato nostro figlio e le cose sono peggiorate.È sempre stato un uomo irresponsabile,poco organizzato e che ha messo sempre davanti i suoi bisogni e le sue necessità,alternava periodi di innamoramento a periodi di totale disinteresse nei mei confronti chiudendosi in silenzi di giorni e giorni facendomi sentire terribilmente in colpa per cose a mio avviso di poca importanza.Ho sempre chiesto io scusa per porre fine a litigi inutili,sempre pronta a sostenerlo,confortarlo xi vari problemi al lavoro,accudirlo quasi come un bambino.Quando ero incinta aveva promesso che sarebbe migliorato,sarebbe diventato più responsabile invece le cose sono peggiorate:mi accusa di averlo trascurato,di averlo messo da parte,di essermene fregata di lui quando invece io è da quando è nato ns figlio che mi sento profondamente sola…dice che è stanco,ha mal di testa,ha sonno e spesso se nn sempre mi sn ritrovata a fare tutto da sola cn ns figlio.In qst 2 anni ho cercato tantissime volte di parlare cn lui ma lui non riesce a vedere quali sono i suoi sbagli ma sostiene che si comporta cosi perchè sono io che lo trascuro,che mi risponde male perchè io faccio domande senza senso,ho cercato di dimostrargli che non è cosi che xme lui ha sempre avuto importanza ma il dialogo non è servito a nulla.Ovviamente anch’io ho commesso degli errori ma credo di aver cercato di capire,modificare,migliorare…Non so più cosa vuole da me e mi sento presa in giro…lui accusa me ma si allontana sempre di più con scusanti come la stanchezza e il mal di testa fuggendo da quello che è la vita quotidiana.Non ce la fa a prendere delle responsabilità,ad impegnarsi anche cn ns figlio ma viene sempre prima e solo lui e sono io la cattiva che non capisco quanto sia stancante e problematica la sua vita.il suo motto è “faccio quello che posso”…io da 5 mesi me ne sn andata via di casa e vivo cn mio figlio a casa dei miei,in qst 5 mesi dopo un primo periodo in cui ero decisa a finire la storia,abbiamo deciso piano piano di riprovarci…le cose sono andate benino per due mesi e poi lui è ritornato ad essere come al suo solito (io nn sono tornata a casa proprio xchè avevo paura di un suo “ritorno” e cosi è stato…)
      Mi sento bloccata…credo che in realtà lui nn voglia qst vita dalla quale fugge ma accusa me e io mi sento piena di sensi di colpa…forse dovrei accettare/tollerare di più?forse davvero sono io che ho commesso troppi errori?
      Grazie per l’ascolto.
      Un saluto

      1. Ciao Claudia

        il problema non è tuo, se non quello di essere un’idealista romantica e quindi, di cercare, in nome dell’amore e degli ideali, di far funzionare sempre tutto, aggiungendo ciò che manca al quadretto.
        Quando con la nascita di un figlio questo schema madre-figlio viene a mancare, saltano tutte i precedenti equilibri e il partner narciso in genere segue due strade: nel caso del figlio maschio, si mette in competizione con lui non assumendo il ruolo di padre se non a vantaggio del suo ego e cioè di ciò che il figlio o la parternità possono giovare al suo Io. Quando cresce tenderà a svalutarli per non far emergere il loro Io e per non restare in ombra. Nel caso di figlie femmine si chiudono nel rapporto idealizzato con la figlia, cercando di separarle dalle madre (loro sono quelli buoni che le fanno giocare etc e la mamma è la scassa scatole) o comunque di proiettare sulla donna il ruolo della madre di entrambi. Quando crescono fanno difficoltà a separarsi e le svalutano per far si che non abbiano autostima adeguata per trovare un uomo migliore di lui. In ogni caso nel presente viene meno il ruolo di sostegno e di amore che la donna merita e non avviene lo scatto di maturità necessario affinchè la famiglia prenda forma.
        Le consiglio, di allontanarsi e di continuare come sta facendo.
        L’ideale sarebbe, quando suo figlio cresce un pò di stabilire una sua indipendenza anche dai genitori.
        Se lui non comprende di avere bisogno di aiuto e intraprende un percorso terapeutico, non cambierà e non c’è nulla che lei possa fare in merito.
        Le sue energie ora servono al vero figlio, quello che avete messo al mondo e lei non può farsi depauperare da chi ha necessità di rispecchiarsi continuamente nell’altro per esistere.
        Anche se lei innalzasse il grado di tolleranza, non servirebbe a nulla.
        L’importante è che il suo ex compagno sia sostenuto nel fare il padre, in questo può aiutarlo favorendo il contatto con il bambino e cercando di nn entrare in spirali conflittuali.
        Da un punto di vista suo, dato che ha guadagnato libertà, se la goda.
        Non s’illuda.
        Più avanti vedrà cosa fare della sua vita sentimentale.
        Ora si goda la sua maternità, allarghi la sua cerchia di amicizie e si concentri sul lavoro, senza proiettare troppo amore sul figlio come sostituto del partner e senz adelegare troppo ai nonni.
        Non so il grado di gravità del caso che mi elenca, ma in caso di figli mi permetto sempre di allertare in modo severo, perchè è meglio nn rischiare.

        Un Caro Saluto
        Drssa Michelini

        1. Grazie per la sua risposta Dottoressa (le avevo scritto il 5 giugno)Come mi ha detto sto cercando di allontanarmi da lui anche se non è per niente facile nonostante la tantissima sofferenza…ancora questo fine settimana come una scema ho cercato nuovamente di proporgli di passare un pò di tempo insieme per vedere se davvero tutto è irrecuperabile e lui che mi accusa di trascurarlo mi ha risposto di no…ancora non capisco cosa vuole da me…
          Ora la mia sofferenza è dovuta anche al fatto che vedo che anche nei confronti di ns figlio nn ci mette nè impegno nè cuore…poco presente,poco attivo…sarà narciso anche nei confronti di ns figlio?io non voglio che mio figlio soffra come sto soffrendo io e qst cosa mi fa stare male….ma come posso fare?l’amore di un padre non si può insegnare ma è qualcosa che dovrebbe venirgli dal cuore…
          Grazie,un caro saluto

  25. Ho conosciuto il R. un anno e mezzo fa, da allora il bilancio della nostra storia conta molta più sofferenza che altro…non ho dubbi: soffre di un disturbo narcisistico di personalità.
    Ed è proprio il fatto che lui ‘soffra’ e che sia un disturbo a rendermi davvero ardua la scelta di lasciarlo solo…
    La nostra storia è stata da subito un incredibile ‘otto volante dei sentimenti’. Iniziata con un vero e proprio colpo di fulmine, dopo la prima sera insieme tutto è stato velocissimo..
    Lui ha da subito preteso tanto da me, dopo una settimana mi diceva ‘ti amo’, dopo due mi rinfacciava di ‘non avere progetti seri con lui’ e dopo un mese già insisteva per avere un figlio da me.
    Quando l’ho conosciuto mi ero appena trasferita in questa città, reduce da una forte delusione professionale e da una separazione, ero intenta a ricostruire una vita e trovare una nuova serenità insieme alla mia adorata figlia di soli 4 anni..
    I primi mesi ci vedevamo solo la notte, quando mia figlia dormiva, quando pian piano li ho fatti incontrare sono definitivamente rimasta colpita da quanto fosse dolce e bravo con lei…

    Se bene ci sia stato sempre qualcosa che mi metteva in guardia nei suoi confronti (all’inizio era troppo bello per essere vero, troppo innamorato da subito..poi era troppo geloso e troppo esigente, poi è diventato ciclico: ogni tanto metteva in dubbio tutto e spariva.Capace di una freddezza e di una crudeltà incredibili..

    Pensavo fosse solo un pò rozzo nei modi e molto orso. Un gigante silenzioso e solitario, ma buono.In pubblico un gran simpaticone, in privato un musone..
    Più si affezionava a me , più mi maltrattava.
    E ,se bene l’intesa fisica fosse e sia fortissima, notavo una certa riluttanza a fare l’amore, lui cerca sempre il sesso.
    Dal momento che ha sempre dichiarato di non avere fiducia nel prossimo e che ha avuto un infanzia molto sofferta, ho fatto di tutto per conquistarmi la sua fiducia.
    Senza sapere bene perchè gli ho dato la mia incondizionatamente e gli ho aperto il mio cuore e la mia casa.
    Gli ho permesso di entrare nella vita di mia figlia
    e, nonostante ci fossero molti momenti in cui pensavo fosse davvero un rozzo/immaturo/egocentrico manipolatore, ho deciso di regalargli un lieto fine: l’amore, una famiglia serena, la gioia di un figlio.
    Ho deciso di credere in un futuro con lui e, dopo solo 6 mesi, aspettavamo una bambina!

    Non mi ha mai fatto un regalo, mi critica sempre, cerca continuamente di manipolarmi, sminuisce qualsiasi suo errore o torto e cerca sempre di rigirare la frittata quando litighiamo…
    Appena facevo qualcosa che a lui non piaceva mi puniva sparendo per giorni e giorni, anche quando ero incinta, per poi tornare innamoratissimo.

    A un certo punto è diventato sempre più freddo, distaccato…qualunque cosa pur di evadere da me ( telefono, ipad, lavoro, tv, sonno oppure lunghissimi e terribili silenzi).
    Le critiche nei miei confronti sempre più frequenti, sembrava insofferente ed eternamente scocciato. La mia casa, un tempo felice e serena dimora di mamma e bimba spensierate, sempre più soggetta ai suoi malumori e alla sua pesantezza.

    Ho fatto di tutto per far funzionare la nostra storia e per comunicare con lui…ma a nulla è servito. Pensavo fosse semplicemente spaventato dal cambiamento radicale che mettere su famiglia avrebbe comportato per lui, pensavo fosse solo pigro…
    intanto più avanzava la mia gravidanza e meno mi sentivo amata.
    Mai un gesto d’amore, mai una concessione…la scelta dell’ospedale, la scelta del nome..tutto è stato un terribile braccio di ferro, e ho sempre fatto vincere lui.

    Fino a che finalmente non è nata nostra figlia.
    Sembrava funzionare: lui un altra persona, amorevole, commosso, presente, attento, pieno di premure…per tre giorni!Poi sono uscita dall’ospedale.
    La prima notte a casa mi ha lasciato da sola senza rispondere al telefono per ore
    quando ho capito che non era morto ho iniziato ad avere dei sospetti…
    e così, quando mia figlia aveva appena 9 giorni, mi è crollato il mondo addosso. HO scoperto che mi ha tradito durante tutta la gravidanza, sempre con la stessa. quando si isolava da me chattava con lei, oppure passava ore con lei al telefono o andava ad incontrarla.
    Che dolore.
    cosa può fare una donna che ha appena partorito in un caso del genere?
    La cosa peggiore è che lui non mi ha mai detto la verità, ammette solo le cose che io man mano scopro e che non può negare.
    Ha anche fatto sesso non protetto!
    Mi ha ferito oltre modo. E tutto per una donna di cui a lui non importa nulla!Così, tanto per…!
    Ma ho deciso di restare con lui e provare a superare tutto
    E mi ha ferito ancora di più non facendo quasi nulla per farsi perdonare e sminuendo tutto…e ,sopratutto, continuando a vivere con me esattamente come prima!
    E’ TOTALMENTE PRIVO DI EMPATIA
    L’ho cacciato di casa. 2 volte.
    la seconda volta ho resistito ben 16 giorni.
    poi ho ceduto ancora, l’ultima volta 8 giorni fa.
    è durata 6 giorni
    6 giorni in cui non ha MAI espresso alcuna felicità per essere tornato in casa
    era sempre di cattivo umore
    non mi cercava mai fisicamente
    e,sopratutto, mostrava intolleranza verso mia figlia, che in questo periodo sta chiedendo molte attenzioni e facendo molti capricci…(gli ho spiegato mille volte che è normale che questo accada, vista la nascita di una sorellina,inoltre poverina ha sicuramente subito l’energia negativa che purtroppo ha caratterizzato i primi due mesi di vita di sua sorella..)

    con la scusa della neonata pretende che io stia sempre a casa, e così l altro giorno, si è infuriato perchè avevo portato le bimbe fuori quasi tutto il giorno (al mare e ad un evento al parco), ne è scaturita una lite, in cui lui non ha fatto che provocare fino a farmi scoppiare di rabbia per poi arrabbiarsi con me perchè sono aggressiva.
    Alla fine mi ha detto una marea di cattiverie ed è andato via dicendo che ‘con me ha chiuso’. Ieri mi ha inondato di messaggi aggressivi.
    oggi mi chiede se voglio pranzare con lui

    In tutto questo io, dopo un primo periodo di depressione totale dovuto alla scoperta del tradimento e alla perdita di fiducia, ho capito che non avevo attenzioni che per lui e che stavo trascurando le mie figlie, quindi ho deciso di andare in terapia.
    Ci vado da un mese e ho invitato anche lui a farlo, ma non vuole.

    I suoi comportamenti peggiorano sempre più. E’ sempre più cattivo quando mi aggredisce verbalmente e una volta mi ha anche minacciato fisicamente.
    Poi è passato ad urlare mentre le bambine pingevano.
    Ma l’altro giorno ha varcato un nuovo confine:ha trattato male mia figlia, le ha fatto dei dispetti, l’ha volutamente fatta piangere.
    Secondo lui a scopo educativo, ‘se tu fossi in grado di educarla invece di darle solo tanto inutile affetto!’ ‘tanto piange sempre, una o due volte in più non cambia nulla’
    ‘quante storie,non le ho mica dato una tranvata nei denti!’

    MI dice che non sono una buona madre, che sono pericolosa per sua figlia (perchè mi vedeva depressa, ci credo!) ,che non so cucinare,che sono una rompipalle, che lo opprimo, che sono pesante…

    Io accetto tutto e non gli chiedo nulla. In realtà sono già sola. Mando avanti la famiglia da sola, sia economicamente che praticamente. Lui non fa mai nulla con noi e non contribuisce in nulla.
    mi accontento delle sue briciole…e non capisco perchè.
    quando se ne va mi manca da morire, eppure in casa quando c’è lui si sta peggio…

    mi sento stupida ma innamorata come mai
    solo che pensavo di poterlo aiutare a sorridere alla vita, ora so che non è cosi, è lui che trascina me nella depressione!
    vorrei comunque restargli accanto perchè mi dispiace per lui… ma devo proteggere le mie figlie.
    intanto ho confessato a tutti i miei amici cosa sta accadendo e sono circondata da persone che mi implorano di lasciarlo

    ma sto cercando di capire come prendere le distanze senza perderlo del tutto
    e mi chiedo che padre sarà per mia figlia e che conseguenze avrà per lei avere un padre come lui…

    esiste un modo per aiutarlo almeno ad essere un buon padre?

    grazie di tutti i vostri interventi

    M.

    1. Ciao Marianne,

      non esiste un modo per aiutarlo a fare il padre, se lui non ammette, comprende di avere un problema e lasciarsi aiutare.
      Tu dal tuo canto, non devi occuparti di lui, ma della tua salute mentale.
      Quando ci troviamo preda di relazioni vampiristiche come queste, tendiamo a pensare in una modalità MOSTRO-VITTIMA, ma in realtà dietro a un uomo immaturo e narciso, ci sono quasi sempre donne altrettanto narcisiste, borderline o con personalità dipendenti, che si illudono attraverso l’amore di “cambiare l’altro” oppure che intraprendono imprese ardue e folli con l’inconscio desiderio di riscatto rispetto a una mancanza affettiva infantile.
      Quello che lei ha fatto è corretto.
      Occuparsi della sua salute relazionale e psicologica in un percorso di consapevolezza mirato a comprendere le motivazioni che l’hanno portata a tollerare uomini così infantili e anaffettivi e dar loro fiducia.
      Ora lei è MADRE.
      Non deve preoccuparsi di dar loro un bel quadretto di famiglia, quello che necessitano è serenità, amore e positività.
      Farli crescere con un uomo svalutante critico, che altera l’umore della giornata, egocentrico, non farà altro che passare un modello di relazione errato.
      Se lui vorrà essere un buon padre può farlo certamente, non occorre che avvenga nella relazione.
      Se lei si accorge che in sua assenza svaluterà lei come madre coi figli, allora spiegherà ai suoi figli che papà/il compagno di mamma è arrabbiato con la vita e col mondo e cerca di prendersela un pò con tutti, che non lo prendessero seriamente.
      Per quel che riguarda lei stessa, se si sente in colpa, spieghi ai suoi figli o faccia comprendere quando saranno grandi che a quell’epoca lei era innamorata ma un pò immatura e quindi non ha saputo insieme con il padre/compagno instaurare una relazione pacifica e sana e quindi ha pensato che era meglio per tutti cercare di essere persone e genitori sani perchè questo è più importante che essere fidanzati se il fidanzamento non funziona.
      Non può salvare i suoi figli dal fatto di avere un uomo X come padre ma può mediare e sicuramente allontanare un soggetto negativo è un atto d’amore verso i suoi figli.
      Se lui non si cura non cambia.
      Smetta proprio di pensarci.
      Lo abbandoni e si occupi di LEI STESSA COME DONNA E MADRE.
      Non cambierà, anche se vorrebbe, con tutto se stesso, ma prometterglielo fa parte della sua patologia.
      Mi tenga aggiornata

      Con affetto
      Silvia Michelini

  26. Ho conosciuto un uomo in un pomeriggio di maggio.
    Ho conosciuto un uomo per telefono, in quello strano mese di maggio in cui la mia vita sembrava aver ripreso il suo corso.
    Ho conosciuto un uomo messaggio dopo messaggio raccontandoci di noi.
    Ho conosciuto un uomo all’inizio di giugno alle appendici del Monte Amiata, mi ha guardato con quei suoi occhi dolci e mi sono persa nel suo abbraccio. Un abbraccio lungo intere giornate. Un abbraccio lungo 300 km.
    Ho conosciuto un uomo che ti fa sentire l’ebbrezza di camminare su di un filo sospeso nel vuoto ma con la sicurezza che non ti lascerà mai la mano.
    Ho conosciuto un uomo che ama fragili e antiche creature dai corpi esili e dagli occhi dolci.
    Ho conosciuto un uomo spaventato dalle proprie emozioni e che con timidezza te le offre.
    Ho conosciuto un uomo che la prima volta che gli ho dormito accanto mi ha fatto sognare e ricordare mio padre.
    Ho conosciuto un uomo con cui non ho mai parlato d’amore ma che me ne ha fatto vivere e provare tanto.
    Ho conosciuto un uomo che conosce ogni più segreto sentiero per raggiungere il cuore di una donna.
    Ho conosciuto un uomo che non sa guardarti negli occhi ma ti ruba la vista.
    Ho conosciuto un uomo che non riesce a baciarti ma ti divora la vita.
    Ho conosciuto un uomo che non riesce a fare l’amore ma ti fa provare orgasmi a 300 km di distanza.
    Ho conosciuto un uomo che organizza meravigliose vacanze.
    Ho conosciuto un uomo che sa offrirti tramonti incantevoli e lune piene da mozzare il fiato.
    Ho conosciuto un uomo che ti apre la porta e ti travolge d’amore e due ore dopo smette di parlarti.
    Ho conosciuto un uomo che ti porta nella sua vita e nella sua casa e poi ti sfratta senza giustificazioni né preavvisi.
    Ho conosciuto un uomo che ti scrive quanto lo eccita il tuo corpo ma poi scappa dal letto come se scoppiasse un incendio.
    Ho conosciuto un uomo che usa i suoi dolci cani per conquistare il tuo amore.
    Ho conosciuto un uomo che non accetta di non essere amato ma non devi pensare nemmeno per un attimo di aspettarti lo stesso, pena l’abbandono.
    Ho conosciuto un uomo che usa il silenzio come la più dolce delle dichiarazioni.
    Ho conosciuto un uomo che usa il silenzio come la più tagliente delle lame e il più umiliante degli insulti.
    Ho conosciuto un uomo che non vuole legami e poi ti scrive che sei la sua meravigliosa compagna.
    Ho conosciuto un uomo che usa amore e dolcezza come se fossero bombe al solo scopo di creare devastazione.
    Ho conosciuto un uomo che preferisce una donna all’altra in funzione della razza del cane con cui vive.
    Ho conosciuto un uomo che ti stringe a sé e per mano ti porta su di un filo sospeso nel vuoto e quando ti indica le stelle più belle ti spinge nel vuoto.
    Ho conosciuto un uomo soffocato dall’amore di una madre tanto da sottrarsi e distruggere quello delle donne che incontra.
    Ho conosciuto un uomo che vuole tutte le donne e nessuna.
    Ho conosciuto un uomo dal cuore divenuto un fossile.
    Ho conosciuto un uomo mai divenuto tale.
    Ho conosciuto un uomo che come mio padre mi ha rubato l’innocenza e la fiducia sussurrandomi parole d’amore.
    Ho conosciuto un uomo che ti chiede di accoccolarti dentro al suo cuore per poi abbandonarti in un tugurio chiuso a chiave.
    Ho conosciuto un uomo a cui non è stato insegnato il rispetto per le donne.
    Ho conosciuto un uomo a cui non è stato insegnato come crescere ed affrontare il mondo.
    Ho conosciuto un uomo talmente pieno di sé che non trova spazio per nessun altro sentimento.
    Ho conosciuto un uomo che si nasconde dietro a sua madre per trovare l’amore.
    Ho conosciuto un uomo che propone vacanze da sogno ma poi non ti passa a prendere e sparisce nel nulla.
    Ho conosciuto un uomo che ti fa credere di volerti portare a vivere da lui e poi ti lascia perché sei disordinata.
    Ho conosciuto un uomo che afferma che ogni donna si è imposta nella sua vita e nel suo letto contro il suo volere.
    Ho conosciuto un uomo che vive la vita su facebook ma tu non puoi postare la foto della tua torta di compleanno.
    Ho conosciuto un uomo che va a caccia su internet e ti punisce per essere reale.
    Ho conosciuto un uomo che come ogni genovese è tirchio ma non di denaro bensì di altruismo e comprensione.
    Ho conosciuto un uomo che ti ringrazia per la tua presenza discreta e mai invadente e il giorno dopo ti lascia perché sei opprimente.
    Ho conosciuto un uomo che scopre le tue debolezze e i tuoi dolori e li usa per ferirti.
    Ho conosciuto un uomo che afferma di desiderare solo te, unica e speciale, ma intanto seduce altre donne.
    Ho conosciuto un uomo che cura le persone ma uccide gli amici.
    Ho conosciuto un uomo che ha paura dei sentimenti e delle complicazioni ma non esita a portar via la donna di un altro parlando d’amore.
    Ho conosciuto un uomo che regala oggetti con i cuoricini ad ogni natale, ad ogni donna.
    Ho conosciuto un uomo che ti strappa il cuore dal petto e lo usa per il prossimo regalo perché lui un cuore da donare non ce l’ha.
    Ho conosciuto un uomo a cui ho concesso di violentarmi nuovamente.
    Ho conosciuto un uomo a cui ho confidato il mio più atroce segreto e lo ha usato per abusare di me.
    Ho conosciuto un uomo che usa le donne come fazzoletti di carta.
    Ho conosciuto un uomo che crede che le relazioni siano usa e getta e valga la clausola soddisfatto o rimborsato.
    Ho conosciuto un uomo che pensa che puoi usare una donna come un giocattolo e quando si rompe lo butta via e lo si sostituisce con una nuova, ogni volta più sensibile ogni volta più tradita dalla vita in modo che la sfida sia più interessante e il dolore che lascia più forte.
    Ho conosciuto un uomo che ti lascia addormentare al suo fianco ingoiando antidepressivi per non sentire l’indifferenza e il rifiuto di te e poi si addormenta pacifico.
    Ho conosciuto un uomo che davanti al tuo risveglio in preda al panico e alla paura si gira dall’altra parte e abbraccia il suo cane per non rischiare che tu gli chieda aiuto.
    Ho conosciuto un uomo al quale se esprimi il tuo desiderio di lui quando gli dormi accanto ti accusa di pensare solo al sesso.
    Ho conosciuto un uomo che usa il suo cane come barriera per non rischiare di essere toccato a letto
    Ho conosciuto un uomo che gongola nel sapere di averti fatto innamorare di lui e che ti ha fatto tornare a sorridere per poi torturarti a poco a poco.
    Ho conosciuto un uomo che non sa lasciarti e ti spinge a farlo per poi accusarti di aver tradito i suoi sentimenti.
    Ho conosciuto un uomo che ti lascia perché il suo cane è geloso e te lo dice mentre quella dolce creatura dorme accoccolata serena tra le tue gambe.
    Ho conosciuto un uomo che quando non può più essere un carnefice si trasforma in vittima per azzannarti al collo quando gli allunghi la mano.
    Ho conosciuto un uomo che ti odia se lo ami.
    Ho conosciuto un uomo figlio e amante della stessa donna.
    Ho conosciuto un uomo che ha di se una pessima considerazione ma che se gli dai ragione ti accusa di essere prepotente.
    Ho conosciuto un uomo che non sopporta che condividiate lo stesso dolore per una persona speciale che è morta.
    Ho conosciuto un uomo che confonde il dolore per cattiveria e ti punisce.
    Ho conosciuto un uomo che se gli dici quanto ti sta facendo soffrire ti risponde che lo stai insultando.
    Ho conosciuto un uomo che pensa di nasconderti al mondo e a sé cancellando le foto da facebook.
    Ho conosciuto un uomo che non si mette mai in discussione ma discute su tutto.
    Ho conosciuto un uomo che si traveste da agnello per non mostrare i denti da lupo.
    Ho conosciuto un uomo che anche nella lontananza e nel silenzio continua a ferire e torturare con disprezzo e indifferenza.
    Ho conosciuto un uomo che finge di non sapere che sta corteggiando una donna e ti dà della pazza.
    Ho conosciuto un uomo che se gli fai notare che il suo atteggiamento crea aspettative sentimentali in una donna ti risponde “Cazzi suoi”.
    Ho conosciuto un uomo che ruba le tue passioni per lasciarti completamente arida e sterile.
    Ho conosciuto un uomo che non conosce la vergogna.
    Ho conosciuto un uomo che non sa chiedere scusa.
    Ho conosciuto un uomo che dove passa semina morte e dolore
    Ho conosciuto quest’uomo e l’ho amato a dispetto di tutto e di tutti perché le ore di dolcezza e amore erano più forti, finchè il mio universo si è ribaltato e il dolore e la devastazione sono diventati il mio pane quotidiano. A quest’uomo chiedevo un’unica e sola parola, non sentimenti, non amore, non rimpianti, un’unica parola che venisse dal cuore e con la quale avrebbe potuto tacitare e lenire tutto il dolore che sto provando.
    SCUSA
    Ma l’uomo che ho conosciuto un cuore non ce l’ha.
    ECO.

    1. Cara Lolita,
      la tua descrizione è così affascinante.
      Effettivamente è così che succede. Le donne romantiche, le donne che hanno insita la sindrome di Pollyanna o del “crocerossino” nell’uomo (meno frequente culturalmente, credono che l’amore possa curare ogni ferita ma non è così.
      L’amore è certamente un’opportunità, per chi sa coglierla, ma per chi l’amore è un rischio, un timore, qualsiasi pressione a volerlo cercare o ottenere porterà alla paradossale reazione opposta.
      Chiediamoci perchè ci si innamora però di questo, perchè ci si ostina, perchè si “dipende” da colui/colei che ci nega ciò che millantiamo di volere e dare, perchè si ricerca l’acqua in un pozzo vuoto, quando l’altro non cerca altro che abbeverarsi dal nostro?
      Sono queste le domande che dobbiamo farci.
      Chi siamo noi.
      Cosa vogliamo? come possiamo ricostruire i nostri confini?
      Iniziando a dire NO.

  27. Buongiorno Dottoressa,
    Ho da poco chiuso una storia durata 20 anni, con un uomo che ho capito essere narcisista, nel momento in cui ho letto questo suo articolo. Non c’è una e dico una caratteristica che lei descrive sui comportamenti di questi mostri nelle relazioni di lunga durata, che non combaci perfettamente con lui…io sono rimasta senza parole! Le dico che quasi due anni fa mi aveva lasciata dicendo di non amarmi piú, per poi rifarsi sotto una volta vista la mia indipendenza e la mia nuova vita. Da gran credulona innamorata, sono tornata con lui, salvo ritrovarmi dopo pochi mesi a vivere una vita larvale, dipendente da lui in tutto e per tutto, dimagrendo a vista d’occhio in seguito ai suoi comportamenti irrispettosi. Alla fine quando ho provato a lasciarlo una prima volta ha fatto tragedie greche promettendo di andare in terapia..ha iniziato questo percorso ma dopo poche sedute lo ha interrotto dicendo che a lui non serviva assolutamente. Nel frattempo io sono arrivata a livelli insostenibili di stress e incalzandolo gli ho fatto confessare di essersi innamorato di un’altra ormai da mesi. Quindi lui é rimasto a guardare mentre crepavo giorni dopo giorno sotto i suoi occhi, e nel frattempo faceva i suoi porci comodi…tanto la colf fa sempre comodo! Sono rimasta a dir poco sconvolta..io lo conoscevo sotto un’altra veste, quella del bravo ragazzo col quale sono cresciuta! Ora sono in terapia e la mia psicologa mi dice di stare attenta perché questi soggetti possono anche tornare, ed io devo essere forte abbastanza da non ricaderci..se penso a come mi ha lavorata ai fianchi, a come mi ha sfinita rendendomi triste, senza forza di volontà, completamente alla sua mercé mi viene la nausea.. soprattutto per me e per quello che gli ho permesso. Ora sto lavorando sulla mia autostima e sul perché sia cosí dipendente, quindi sul mio passato familiare. É dura ma almeno ho la consapevolezza di essere scampata ad un annullamento certo di ogni mia volontà…sarei morta dentro e mi sarei lasciata vivere fino alla fine dei miei giorni accanto ad una persona senza cuore. Quindi grazie dal profondo del cuore Dottoressa, perché il suo articolo mi ha aperto gli occhi.. nessuno era stato cosí preciso e dettagliato quanto lei, infatti avevo sempre dei dubbi a riguardo, ma ora proprio NO! Quindi via i sensi di colpa e si riparte dalla persona piú importante: ME!!!

    1. Cara Simona
      Il percorso è lungo, perchè la relazione sadi-masochistica con un uomo o una donna affetta da narcisismo patologico, implica una ” collusione” e cioè da parte della ” vittima” l’ ostinata e immatura convinzione di voler cambiare l’altro. Ció determina delirio di onnipotenza e alla fine si entra in una spirale ossessiva, in cui l’unico nostro obiettivo di vita diviene ” salvare/migliorare la relazione, capire, analizzare. Uscirne non è facile perchè di base queste persone soffrono tanto quanto noi, ma non hanno consapevolezza e spesso ció ci impedisce di aiutarli realmente. Di base la dipendenza della donna è già in parte insita nel tessuto sociale e quinfi viene trasmessa con il latte materno e atttaverso gli stereotipi di genere.
      La vita peró è una sola e ognuno di noi merita di avere accanto una petsona da amare e dalla quale, sebbene a modo suo, sentirsi amata e rispettata.
      Continui il suo percorso e legga ancora, sto per scrivere/terminare un articolo su ” come uscirne definitivamente”.
      Grazie del suo sostegno.
      Sto cercando di fare un libro perché credo che a quel punto si possano raggiungere piu persone e forse aiutarle a comprendere che il problema non è l’altro, ma il nostro masochismo relazionale.
      Che poi l’altro abbia il suo incastro con noi, è certo.
      Che sia quello/a arida e insensibile anche.
      Mi spiace ma non è mai tardi.
      Mai, per iniziare a dire NO.

      1. Ho avuto una relazione per otto lunghi anni con un np della peggiore specie. I primi quattro anni sono stata una delle tante, poi quando mi sono ribellata lui mi ha chiesto stabilita’ ed è venuto a vivere con me e con mio figlio che oggi ha 15 anni. A questo punto è iniziato il mio incubo, io ero il punto fermo (la mamma, la serva, la persona di fiducia, etc) e poi c’erano la fidanzata ufficiale, l’amante, gli amici e tutto il resto e quando osavo ribellarmi mi massacrava di botte. Che lui fosse malato era assodato ma la domanda che mi ponevo era un’altra: come mai un uomo del genere, un uomo che non ho mai stimato perché oltre tutto un gran cafone, maleducato, che vive di espedienti riesce a fare questo a me che sono una donna forte concreta istruita che sono riuscita a superare la morte dei miei genitori quando ero sola una ragazza e sono andata sempre avanti con dignità? Il percorso è stato lungo e doloroso, ho iniziato a leggere, ad informarmi, sono stata per un periodo in terapia a sua insaputa fino a quando ad ottobre dell’anno scorso sono riuscita a buttarlo fuori di casa. Nonostante lui si è fidanzato il giorno dopo con una ragazza molto appariscente ha continuato a stolkerizzarmi minacciando il suicidio mi ha aggredito più volte implora perdono e via dicendo. Un paio di volte ci sono ricascata ma dopo un paio di giorni la fidanzata che fa solo finta di credere alle sue bugie appena si rende conto delle sue fughe inizia a pubblicare selfie di loro due e messaggi subliminali contro di me. Adesso ho chiuso tutti i contatti …… La domanda è: prima o poi si riesce ad uscirne definitivamente? Come?

        1. Devi curare il tuo masochismo relazionale. Da sola non puoi riuscire. Serve la terapia. La tua intelligenza cognitiva, la tua abilità mentale, la tua istruzione non c’entrano nulla con la salute psico-affettiva, quella dipende da altri, moltissimi fattori, tra cui l’abbandono, la perdita.
          Sei di Roma?
          Contatta quanto prima un terapista esperto in relazioni.

  28. Buongiorno, non saprei da dove iniziare se non dalla mia delusione e dal mio dolore. Io 31 anni, lui 39, Marzo 2015. Come ogni mattina, incrocio lui. Non ci conosciamo, ma il suo volto era da qualche anno che mi incuriosiva. Mi era sempre piaciuto. Dopo circa due settimane, una sera, mi ritrovo il suo volto tra i suggerimenti di amicizia su Facebook. C’è da dire che non sono mai stata particolarmente attratta dai social network. Confesso che appena ho visto i suoi occhi scuri riconosco nel suo volto la persona che incrociavo al mattino. Passa qualche giorno, mi faccio forza e clicco su Aggiungi ( mai fatto in passato ). Pensavo che nel migliore dei casi ci saremmo almeno salutati, nel peggiore restava tutto immutato. Il giorno dopo mi scrive e da allora inizia un delicato corteggiamento, più cerebrale che fisico. Dopo un paio di giorni mi chiede il numero e dopo 5 ci prendiamo un caffè. Ci cominciavo a vedere tutti i giorni, mi cerca sempre lui, mi chiama sempre lui. Colazioni, pranzi, cene, passeggiate, aperitivi. Mi bacia dopo un mese ( cosa che ho estremamente apprezzato ) e dopo qualche giorno per la prima volta facciamo l’amore. Lui molto preso, attento, dolce e passionale, pieno di complimenti ed attenzioni. Le nostre uscite cominciano a dilazionarsi dopo un paio di mesi e a concentrarsi sono nel weekend poichè contestualmente inizia la campagna elettorale. Mi chiamerà e scriverà tutti i giorni, per quasi due anni. Mi presenta a tutti i suoi amici, alla famiglia. Spesso mi porta con sè ad eventi e convegni. Tutto limpido, tutto pulito. Comincio però a notare un altro aspetto di lui. Dopo poco, cominciano ad arrivare anche critiche, nemmeno poi tanto delicate. Ad un vestito, a qualche dettaglio estetico. Emerge poi la gelosia. Emergono dubbi su di me, totalmente infondati, non gli ho mai nascosto nulla nè gli ho mai mancato di rispetto. La cosa comincia a farmi male psicologicamente perchè mi sento frustrata. Una sera, dopo 3 mesi, riceve una telefonata che scopro, guardando il cell, essere una donna. Lui si alza di scatto e va in un’altra stanza. Al rientro gli chiedo chi fosse, prima un amico, poi pressato confessa che era un’amica, ma devia. Gli credo. Frequento casa sua, per suo volere, perchè ci teneva a coinvolgermi ( e ad avere approvazione dei suoi ). Agosto 2015 prima vacanza insieme. A letto è freddo e meccanico, emotivamente lontano. Sono oramai lontani anche i complimenti e le dolcezze. Arriva un msg ed era la donna di qualche mese prima. Lo ‘interrogo’, gira e rigira, gli credo e si chiude il discorso. Settembre 2015 comincia a parlare di convivenza, che desidera condividere piu tempo insieme. Comincio a cercare casa, dopo averne parlato con lui. Trovo casa. Da li ad un mese prenderà contatti con il proprietario e ci andrà a vivere da solo. Inizialmente dicendo: comincio ad andare poi dopo qualche giorno mi raggiungi. In realtà quel giorno non è mai arrivato, per suo volere, desiderava stare un po’ per conto suo, ed io l’ho rispettato.Il rapporto comincia a farmi tremendamente soffrire ed a rendermi infelice. Pur cercandomi tutti i santi giorni, divento protagonista della sua vita ( brillante ) politica, dei suoi silenzi, della sua solitudine da solo a casa dove quasi mai mi invitava. Fare l’amore era oramai un lontano ricordo. Passano i mesi, nel più totale piattiume. Giugno 2016, organizzo una vacanza per tirarlo sù ( ne organizzo una anche a dicembre 2015) per dedicarci a noi. Nulla cambia. Frustrata, per la prima volta gli controllo il cellulare… Trovo conversazioni con quella donna delle telefonate ( ci era andato a letto dopo 4 mesi che stava con me, una sola volta, andata malissimo ), poi stuzzicava la ex con cui è stato qualche mese 5 anni fa, poi una donna separata e poi ancora un’altra donna separata. Crollo, mi faccio forza e lo affronto dicendogli solo: non mi ami, cosa stiamo a fare insieme? Inizia prima a tentennare, a negare, poi conferma che era un momento di crisi sua, che si annoiava ( eppure facevo di tutto per tirarlo fuori dalla sua routine ). Ricominciamo, mi dice che non vuole buttare tutto al vento, perchè ci sono dei sentimenti, perchè crede in noi. Nel frattempo sia prima di questo episodio che successivamente, spesso cominciava ad intavolare il discorso: bimbo. ” Vogliamo provare ad avere un bimbo? ” – Gli rispondevo che sarebbe prima il caso di andare almeno a convivere, visto che dopo 6 mesi di vita da solo è tornato da mammà, a 40 anni. ” A settembre cerchiamo casa” ultime parole famose. Agosto 2016 vacanza insieme, andata benissimo, complici, abbiamo riso tanto, intimità invariata, pochi slanci. Da 6 mesi vado in palestra, peso 52kg, pensando che forse non si sentiva attratto da me nonostante perfino le donne mi facciano i complimenti. Mercoledi 30 Agosto, una sera come tante, una cena fuori come tante. Ero giù di tono, stanca per la giornata lavorativa e stufa che dopo le vacanza lui era tornato al suo tran tran e io li, relegata al weekend. Sbotto. Aspettava solo questo, confessando candidamente ” forse non è scattato un sentimento profondo” – ” forse non sono innamorato” – ” forse mi sono fatto prendere dal lavoro” – forse ho trascinato la nostra storia ” — L’ho cacciato dall’auto, eravamo con la mia e da allora è completamente sparito. Sono senza parole.

    1. Cara Raffaella, certamente hai incontrato un uomo con dei tratti narcisisti, tuttavia nel tuo caso ti invito a soffermarti sulla tua tendenza ad essere controllante e ossessiva (sulle date, sul peso, sul telefono) e sul tuo scarso livello di autostima.
      Certamente qui si parla di lui e lui non si è comportato bene, tu sei stata attenta, fin troppo a ogni singolo dettaglio…sei stata illusa…ma cerca di ricominciare da te in un percorso di riabilitazione relazionale TUO e tutto tuo, fattelo come regalo, per evitare di reincappare in personalità narcisistiche.
      Un abbraccio

  29. Salve! Leggo questo e non posso fare a meno che pensare a me, a ciò che ho vissuto e in qualche modo non riesco ad uscirne.
    Io ho 25 anni, ho avuto una vita non molto felice tra molestie nell’infanzia e un abuso sessuale di gruppo a 15 anni, ho cambiato città, paese, tutto pur di rifarmi una vita, e così è stato, molto determinata cominciai a lavorare e studiare, pochi amici e nessun uomo nella mia vita (non ne volevo, ero convinta di stare bene così)… poi circa un anno fa arriva lui, uomo di 34 anni, affascinante e sempre pieno di argomenti da fare, a cui per la prima volta raccontai ciò che mi tenevo dentro da anni , mi faceva molto ridere, mi faceva stare bene finché mi stava accanto, poi tornava alla sua vita e spariva, non si faceva sentire, e se dicevo o chiedevo qualcosa ero io quella sbagliata, ero io quella paranoica, ero io che non mi fidato, io quella che non gli volevo così bene come dicevo. Ci vedevamo due ore a settimana, poi spariva sempre, ero sempre io a cercarlo, mi diceva di capirlo, che il suo lavoro, che la sua famiglia, parlava di voler dei figli, una vita diversa, tranquilla, poi ho scoperto le sue bugie, lui convivEva ( dopo circa 4 mesi di frequentazione l ho scoperto), anche se in fondo stupida non ero, sapevo che qualcosa c era sotto, ma non volevo vedere la realtà, stavo “troppo bene” con lui. Io presa dalla rabbia scrisse a lei, la sua compagna(ma non ricevetti risposta), ero decisa a mollare tutto, ma lui tra parole e promesse mi teneva lì, la solita stupida ad aspettare che prima o poi lui una volta a settimana sarebbe tornato, stavo andando contro i miei principi così da sempre radicati, eppure stavo facendo qualcosa che odiavo, discutevamo sempre, decisa a non volerlo vedere, lui poi mi convinceva del contrario, una, due, tre e una marea di volte. Restai incinta e successe la fine del mondo, dicendomi di abortire, io ero decisa a tenerlo e lui impazzì, diventò aggressivo verbalmente(forse mi avrebbe fatto del male se non fossimo stati al telefono), gli dissi che non volevo più vederlo e così fu, dopo un mese ho avuto un aborto spontaneo, dopo ancora un mese mi cercò dicendomi che ci aveva ripensato, che voleva tanto quel bimbo, che era disposto a lasciare tutto, ci siamo incontrati e gli raccontai tutto, mi ha detto che voleva stare con me, di dargli del tempo per sistemare tutto, non era l uomo che avrei voluto nella mia vita, ma lo volevo, ci siamo visti quel giorno e sparì completamente, a quel punto ho pensato “meglio così, mi metto il cuore in pace, basta, lui mi sta solo manipolando”, dopo circa 3 settimane mi cerca la sua compagna per sapere più di quella lettera che le avevo mandato, le raccontai tutto, ormai non volevo più vederlo, lei mi raccontò molte cose riguardo il loro rapporto, io le raccontai tutto su di noi dato che lei mi fece molte domande, lei decise di lasciarlo, se ne andò e dopo due settimane mi disse che erano tornati insieme, che tutto andava a gonfie vele. Non so come finirà tra di loro, ma anche se sto male io non voglio sapere più nulla di lui, eppure ho paura che se dovesse tornare da me io metterei tutte le mie convinzioni da parte. Una cosa ho capito, che lui faceva sempre la vittima, ero io la cattiva e finito per chiedere scusa, lui parlava male della sua ex che l aveva fatto soffrire (invece ci convivEva ancora), parlava del voler creare un’associazione per bimbi maltrattati (ancor prima che sapesse ciò che io avevo passato), un uomo perfetto…che perfetto non è. Ora mi consolo dicendo a me stessa “meglio perderlo che trovarlo” ma sto ancora male…

    1. Carissima, la tua storia mi colpisce e merita un’attenzione particolare.
      La tua è una storia di traumi e abusi che ti espone a possibili incontri di questo tipo.
      Hai la possibilità di venire qui? Sei di Roma?

  30. A dicembre dello scorso anno ho cominciato a lavorare come insegnante a scuola. A scuola mi son trovata subito inadatta , piena di insicurezze senza amicizie né maschili né femminili. Amarzo 2016 si e’ presentato a scuola, per un progetto di musica, un ragazzo che mi ha subito ammaliato con la sua voce, il suo modo di fare e i suoi occhi. Beh non ho fatto passare molti giorni e l’ho contattato su Facebook. Abbiamo cominciato a parlare per giorni fino alle 4 di mattina. Sono sposata con un figlio e quindi ho dovuto spiegargli tutto della mia vita. Sono stata sempre io a chiedergli di uscire anche se lui, sempre pieno di impegni, era difficile da conciliare con le mie proposte. Comunque siamo usciti in 3 mesi 4/5 volte, abbiamo fatto sesso, parlavamo di tutto, lui mi appoggiava nella mia scelta di allontanarmi da mio marito anche se non mi ha mai promesso nulla. Anzi mai complimenti, mai che facessi qualcosa di buono , tutto quello che facevo sembrava sbagliato e per vederci ogni volta dovevo fare i salti mortali. Quando stavamo insieme si dimostrava molto dolce, anche se nei primi mesi era subentrata molta confidenza, intimità nei messaggi e lui diceva che serviva per creare complicità. il suo modo di fare….da “cazzone” ( mi perdoni l’espressione che diceva lui) prevedeva il non dare mai una soddisfazione, solo sfotto’ e cercando per lui sempre conferme, complimenti e mettendo al primo posto tutti i suoi impegni. Mai 5 minuti da dedicarmi. Dal 31 maggio ultima volta in cui siamo stati insieme ha cominciato a dire che lui era impossibilitato a vederci per tutte le cose che aveva da fare, concerti e lavori vari. Io continuavo a sperare in un appuntamento, continuando a scrivergli msg saltuariamente in cui gli scrivevo anche che avevo voglia di lui. Nonostante questo scuse su scuse ( o meglio adduceva i suoi impegni) . Io francamente non riuscivo a tollerare questo comportamento perché un minimo di interesse dovrebbe essere in qualche modo dimostrato. E così lui ha cominciato a vomitarmi addosso che io recriminassi e non riuscussi a rispettare la sua assenza per lavoro. Cominciava ad esserci sempre meno ( per msg si intende) e quando c’era era per rimproverarmi qualcosa. Intanto anche se gli chiedevo chiarezza mi diceva che non avevo pazienza di aspettare e che se si interessava e mi diceva qualcosa (sempre di negativo) era perché ci teneva. Insomma mi diceva che non mi aveva promesso nulla e intanto mi teneva appesa ad un filo. Io sempre presente, l ho anche aiutato in alcuni suoi lavori e l ho seguito nei suoi concerti fin quando a metà agosto, per un motivo di una restituzione non perché mi abbia dato un appuntamento, siamo riusciti a rivederci. Ovviamente non sono riuscita a stare zitta e ho riproposto, “litigando” gli stessi argomenti. Morale colui che sembrava interessato più alle relazioni umane, che non ha permesso di coltivare, diceva adesso di non dover dimostrare nessun interessamento, di non dover firmare nessun contratto, di non dover barrare nessuna casella e che lui voleva avere la possibilità magari di fare solo sesso senza dover parlare di sentimenti. Nonostante la tanta voglia mi sono apposta evidenziandogli il fatto che ero presa da lui anche mentalmente e Non solo fisicamente. Da allora, dopo esserci scritti per 5 mesi tutti i giorni, si fa sentire ogni tanto con qualche domanda del cavolo e mettendo avanti sempre il suo lavoro , la sua stanchezza e lamentandosi sempre.

    Io nonostante abbia capito fin da subito che si trattasse di una persona concentrata su di sé e piena di sé ci sono caduta in pieno. Ho messo in crisi il mio matrimonio, non riesco più a riacquistare la felicità, non faccio altro che pensare a lui e al fatto che avrei voluto viverlo. Lui invece é uno che non esce, non ama fare nulla di normAle e tutto ciò che faccio é sbagliato. Mi ha fatto sentire inadeguata, brutta, con tanti difetti, mi ha umiliata rifiutando le mie richieste. Nonostante ciò non riesco a dimenticarlo. Ho sempre pensato che reprimesse i propri sentimenti e che tutte le cose negative che dicevo dovevo vederle al contrario.(almeno così mi faceva capire)
    Mi trovo a non nutrire più sentimenti per mio marito,a stare insieme solo per il nostro bambino e ad aspettare messaggi e richieste che non arriveranno mai! Quasi sicuramente non lo rivedrò più.. ormai sono 5 giorni che non ci scriviamo anche perché me lo sto imponendo. Dopo l’ultima discussione era lui che passato qualche giorno si rifaceva vivo.Sono gelosa di lui. Non faccio altro che controllare whatapp e Facebook nonostante abbia capito che molti aspetti del narcisista gli appartengono e gli siano appartenuti. É possibile che un narcisista cambi? É possibile che la lontananza e l’assenza gli facciano capire qualcosa?

    1. Mi perdoni, lei è sposata con un figlio ed ha una relazione con un suo studente (giovane, affascinante, centrato su se stesso), al quale si attacca ossessivamente e a cui da la chiave della sua autostima permettendogli di schiavizzarla relazionalmente in questa liason masochistico-svalutante.
      Il problema è suo, è lei che deve lavorare sulla sua autostima, sui suoi confini, come donna, ma soprattutto sul suo matrimonio.
      Non si preoccupi del narcisismo di lui, ma del suo stesso narcisismo (masochismo relazionale).
      Lei si è proposta (inconsciamente) come musa sessuale, come il mito dell’insegnantee lui l’ha conquistata e l’ha posseduta.
      In tal senso il gioco di potere si è invertito.
      E’ riuscito ad invertire i ruoli distruggendo il ruolo del potere femminile interno con cui non si sente a suo agio e schiavizzandola a sua ancella, maestra, ombra, assistente…
      Lei crede davvero di essere innamorata di questo ragazzo?
      Lei è innamorata di una persona che la tratta in questo modo?
      Cosa cela l’ossessività, la ricerca della conferma del suo valore come donna da parte di un semplice SI dichiarato da quest’uomo?.
      Quanto potere sessuale ha su di lei e perchè?
      E’ urgente per lei intraprendere una terapia centrata sulle relazioni.
      Lui è stato onesto. Lei è sposata e ha un figlio, ha una storia con lei di stampo sessuale e lui è stato chiaro, a lui interessa solo questo e ad ogni sua aggiuntiva richiesta si è ritirato.

      Se è di Roma mi contatti, altrimenti possono consigliarle un collega.
      Un Caro Saluto

      1. Tenevo a sottolineare che si tratta di un collega!

        1. Grazie per la risposta. Il mio matrimonio era già abbastanza in crisi. Diciamo che inizialmente doveva essere un diversivo ma poi mi sono lasciata trasportare dalle emozioni che lui ha contribuito a darmi. Sto facendomene una ragione. Ho anche intrapreso un percorso con una psicologa ma mi diceva soltanto che dovevo separarmi. Le scriverò in privato per sapere il nome di qualche collega. Grazie

  31. Buongiorno, con il mio compagno, da cui ho avuto un figlio, abbiamo portato avanti una relazione quasi ventennale. Notai sin da subito questa tendenza a guardarsi continuamente intorno e a cercare di instaurare nuove relazioni con donne, apparentemente di amicizia. La morbosità che trapelava non ho mai voluta riconoscerla e quando ho scoperto i suoi tradimenti l’ho giustificato con un’analisi sommaria delle compulsioni relazionandole al senso di abbandono da parte della madre. Lo svilimento nei miei confronti si è protratto però per anni alternato a intensi brevi momenti di grande entusiasmo. Con l’ultimo tradimento si è evidenziato un tratto di narcisismo evidenziato dai continui ripensamenti nei miei confronti e nei confronti dell’amante. Di punto in bianco ha affittato una casa in cui ha portato metà della sua roba, per poi tornare da me afflitto e provato dicendo che gli mancava terribilmente la situazione familiare. Questo non senza avermi sminuito svariate volte sul piano sessuale. E ora, nell’ultimo periodo di una ventina di giorni dice di avere chiuso e di volere stare con me ma che si sente depresso e che non prova nessun istinto sessuale. Non si sa quanto menta e quanto sia sincero perché di fatto mi ha sempre mentito e non credo sia arrivato a un grado di consapevolezza tale da non avere più bisogno di farlo. Qualcosa è cambiato di certo perché è riuscito ad ammettere alcune cose, ma temo non riesca a capirsi fino in fondo. Lo so dovrei occuparmi di me stessa e non di lui. Quando se ne è andato in effetti ho provato un certo senso di liberazione (assieme alla paura di perdere tutto). Poi ho visto mio figlio soffrire, il quale mi ha chiesto di lasciarlo rimanere in casa con noi. Non riesco ancora ad allontanarlo da me perché credo di amarlo e per paura che la sua depressione diventi esplosiva e irrecuperabile. Purtroppo vi è anche un convincimento sottostante in me per cui gli uomini sarebbero tutti così in fondo e che perciò diversamente non potrei mai realizzare una soddisfacente relazione di coppia. Sono consapevole di essere schiava di questa falsa credenza e che in realtà uomini capaci di instaurare una relazione sana ve ne sono in realtà, ma non riesco a convincermene fino in fondo. Quindi capisco di essere ancora nella fase in cui sono innamorata dell’idea di un’amore incondizionato, con cui ci si dedica in tutto per tutto all’altro, compreso l’aiuto psicologico. Non riesco a uscire, in altre parole, dal mio ruolo di vittima-mamma e rimango velatamente affascinata da questo profilo maschile, grazie ai suoi alti e bassi, di tipo dominante e intrigante
    Per ora almeno mi sento un po’ rassicurata dal fatto di essere riuscita finalmente a dare un nome a questa patologia e a sentirmi meno in colpa (sentimento che sicuramente ha contribuito a tenermi legata a lui tutto questo tempo), ma non riesco a decidermi se fare il salto e impegnarmi a curarmi di me stessa lasciando andare la zavorra che mi tiene ancora legata a una falsa realtà, o seguitare nel tentativo illusorio di cambiare le cose e di cambiare lui(pur sapendo che è lui stesso che deve decidere di cambiare per se stesso e non perché lo chiedo io).

    Questa vuole essere una testimonianza di quanto sia difficile svincolarsi da questi rapporti insani e anche quanto sia difficile aiutare una persona affetta da questo malessere esistenziale che è portata a cercare continuamente autostima all’esterno della famiglia. Penso che le donne debbano stare in allerta rispetto a questa condizione psicologica in cui versano molti uomini, provando a leggere le dinamiche relazionali e almeno a individuare questi comportamenti insani, altalenanti, dominati dall’egoismo e dal distacco emotivo, persino dalla crudeltà protratta, permeati dal bisogno di fingere – mentire- tradire e che hanno di solito la caratteristica di fare sentire in colpa la partner grazie a un continuo ribaltamento del senso delle cose attraverso una certa aggressività verbale. In queste situazioni si rischia la salute mentale e fisica, e viene minata la possibilità di vivere serenamente e in pace con se stesse.
    Un saluto alle amiche donne

    1. Il tuo grado di consapevolezza mi pare molto elevato, si potrebbe impostare un bel lavoro di terapia, con o senza lui, con o senza “azioni”.
      Certi cambiamenti possono avvenire DENTRO indipendentemente da ciò che fuori avviene.
      Se sei di Roma, io sono qui.
      😀

      1. In effetti ho cercato di lavorare molto su me stessa, cercando di capire quale sia l’entità del mio masochismo e della mia dipendenza, ma la strada è lunga quando si tratta di scardinare i propri meccanismi inconsci. Sto anche cercando di capire quanto mi appartenga la forma narcisistica del mio compagno, anche se messa in atto con forme diverse e di debole intensità, mascherata completamente dal mio basso senso di autostima e dal mio totale rifiuto del desiderio di dominare sull’altro (so che in certo qual modo la sua “assenza” mi ha permesso di crearmi opportunità – anche se non sfruttate- che però, com’è prevedibile, non hanno annullato la mia paura di essere abbandonata). E’ veramente complesso leggersi! Purtroppo non sono di Roma e ho diversi impedimenti a recarmici ora, ma chissà forse troverò il modo di venire lì! grazie mille comunque!
        🙂

  32. Salve,
    sono una ragazza di 26 anni e dopo un anno dalla fine della mia relazione mi trovo ancora a cercare e leggere articoli come questo. Ho avuto un’infanzia difficile, ho subito l’abbandono da parte di mia madre ma ho sempre rigato dritto. Tutti mi vedono come una donna forte, ma la vita mi ha sfiancato giorno per giorno e per quanto io possa considerarmi una bella ragazza, simpatica, intelligente e a cui non manca nulla… non ho mai avuto autostima. Gran carattere, ma zero autostima. Ho capito che questo mio problema, forse associabile alla dipendenza affettiva, si è ripercosso nella mia vita sentimentale. Soprattutto due anni fa, quando ho conosciuto quest’uomo così dolce e presente da farmi ringraziare Dio per avermi dato ciò che meritavo nella vita: amore.
    Primi mesi idilliaci, io ero nella sua città per studio, quindi lontana dal mio mondo… lui è diventato il mio centro. Era geloso già all’inizio, pretenzioso… ma poi si è trasformato. Non scherzo, trasformato. In un mostro. Giorno dopo giorno, è diventato lunatico e aggressivo cambiando umore ogni 3 ore e arrabbiandosi con me senza motivo più volte al giorno. Per poi tornare premuroso e dirmi addirittura di volere un figlio con me. Per poi tornare a maltrattarmi, a insultarmi, a urlare, a criticarmi… mi diceva che ero bellissima, bravissima ecc. salvo poi criticarmi per ogni cosa che facevo, perché non la facevo mai bene.
    Addirittura, è arrivato a paragonarmi alla donna che mi ha lasciato quando ero piccola… dicendo che ero pazza come lei, solo perché LUI mi aveva aggredito in mezzo alla gente e io per la prima volta gli avevo tirato un ceffone per il dolore e l’incredulità di vedermi aggredita dall uomo che amavo. Perché nessuno può immaginare cosa una frase come quella possa provocare in una persona che ha subito un abbandono. Ti distrugge e lui lo ha fatto per distruggermi. Questo genere di uomo è cattivo, è maligno.
    Mi lasciava ogni giorno, per poi tornare un’ora dopo… e io accettavo perché ero sola. Lui poteva fare tutto, io nulla. Per un certo periodo non avevamo neanche rapporti perché diceva che io lo innervosivo e quindi non lo stimolavo.
    Per fortuna poi mi ha lasciata dicendo che ormai piangevo ogni giorno e quindi lo mettevo di cattivo umore e comunque meritavo qualcuno che amasse veramente, io gli ho detto che sarebbe tornato. E cosi è stato, mi ha cercata per i successivi 7 mesi e io non ho MAI risposto. Ho ritrovato me stessa, lontana da quella città e da lui. Sono tornata a ridere!! A realizzarmi!! Ho iniziato ad amarmi ed avere autostima ed è ironico che io abbia iniziato a stimarmi proprio a causa di un uomo che mi ha fatta sentire una nullità. E oggi lo vedo cosi piccolo, infimo, insicuro, ridicolo.
    Scrivo la mia storia per aiutare tutte le donne! Io mi consideravo forte e ci sono cascata. Possono cascarci tutte, perché questo tipo di uomo prima si mostra premuroso per conoscerci e poi ci attacca proprio sulle ns debolezze, per sentirsi potente, per innalzare il proprio ego dato che lui si sente sempre sempre sempre inferiore e inadeguato. Ancora non ho rimesso insieme tutti i pezzi di me stessa, ma mi sento una donna che non metterà mai più se stessa al servizio di un uomo. Mai dimenticare noi stesse!!! L’amore è equilibrio e rispetto, se un rapporto non dà questo, FUGGITE.
    So che mentre sei nella storia sembra impossibile vivere senza di lui, ma credetemi… non solo è possibile: è il regalo più grande che possiate fare a voi stesse. Un abbraccio.

    1. Grazie cara per il tuo intervento! mi permetterai di utilizzarlo, qualora io riesca a finire il libro che sto scrivendo sull’argomento?
      un carissimo saluto a TE

  33. Che balsamo per il cuore le sue parole, dottoressa. Le sue descrizioni sono una fotografia. Ho 76 anni, 51 di matrimonio, ma mio marito ha una caratteristica in più: mi picchia. Stavolta, per un pugno in faccia ho chiamato i carabinieri e fatto denuncia. Lui è andato via nella sua casa in montagna, come ha fatto tutta la vita una o due volte l’anno, per una,ventina di giorni, generalmente per le feste ( insegnava ) e da quando in pensione, novembre e marzo. All’inizio io, disperata, lo seguivo, treno, auto, taxi. Poi ho smesso e dopo giorni di silenzio lui tornava come se nulla fosse accaduto. Impossibile trovare comprensione negli altri, lui in pubblico é perfetto, il migliore dei mariti. Ora cerco di convincermi che non devo riprenderlo. É possibile che,se lo lascio mi voglia,uccidere ? Grazie della sua attenzione e grazie ancora del conforto che mi hanno dato le sue parole. Sia nell’articolo che in risposta alle altre signore. Auguri per una vita serena.

    1. Signora Carissima,
      la risposta che le darei è più o meno quella che ho dato alla gentile Claudia.
      La legga e valuti il da farsi.
      Non è mai troppo tardi per tornare a vivere.
      Non ha figli?
      Se si, Ha parlato con loro?
      Ha altre risorse, parenti su cui contare?
      Non posso darle le risposte che desidera, ma le indicazioni che ho dato alla signora Claudia, valgono anche per lei.
      Un forte abbraccio.

  34. Cosa succede quando il narcisista è l’uomo con cui hai una relazione extra-coniugale? Perché una donna come me, con una bellissima famiglia, marito, figli, intelligente e con un alto livello d’istruzione finisce tra le braccia di un uomo così?
    So che non conta quanto tu sia istruita, ma contano le infinite sfaccettature delle relazioni nelle quali sei cresciuta…
    Ma fa rabbia riconoscere di avere tutto e non riuscire a liberarsi di questa attrazione malata per questo uomo narcisista. Sa essere seducente, attento e sa farti sentire desiderata coma una principessa e poi, con la stessa leggerezza, sa calpestarti. E io sempre ad aspettare uno spiraglio appesa ad una speranza che domani sarà diverso…
    Non è facile riconoscere che il problema è il perché io non riesca a farne a meno. E’ difficile riconoscere e conoscere se stesse, i propri limiti, i propri bisogni. Amarsi fino al profondo e non in superficie.
    Grazie, Dottoressa, perché il suo contributo e quello di tutte le altre meravigliose donne su questo blog è un punto di inizio verso il cambiamento.

    1. Certo, la vera sfiga! 😀
      Ma da un lato lo comprendo, perchè sono uomini spesso brillanti, affascinanti, eclettici, misteriosi e questo gioco non annoia, se preso a piccole dosi, la tiene impegnata, soprattutto a non occuparsi della sua coppia.
      Alla lunga però rischia di trasformarsi in una pericolosa anestesia per lei, in una spaccatura emotiva.
      Che ne pensa di fare una terapia di coppia con suo marito?

      1. Grazie Dott.ssa, è proprio quello che stiamo facendo mio marito ed io: risvegliarci dall’anestesia.
        Alla lunga, è proprio vero, rischiava di diventare una spaccatura emotiva non più saldabile.
        Grazie per il suo lavoro, grazie per essere in contatto con tutte queste grandi donne che hanno bisogno di sostegno e voglia di cambiamento.

        1. Grazie Nanà! ci sono anche moltissimi uomini vittime del narcisismo femminile!
          🙁

  35. Non so se riesco a sintetizzare questo anno, trascorso con un uomo, che a questo punto credo sia un narcisista, e di cui chiedo conferma, Gentile Dottoressa Michelini.
    L’ho conosciuto su facebook, in un gruppo di persone che svolgono lo stesso lavoro mio e suo.
    Non sono una che verifica o indaga. Ci siamo conosciuti e per mesi e mesi, ci scambiavamo commenti e simpatiche battute nel gruppo, oltre a qualche, solo amichevole, messaggio privato.
    Nel culmine della relazione di amicizia sul gruppo, davvero simpatica, sparisce, per oltre 6 mesi.
    Non l’ho notato subito e nemmeno ci ho posto attenzione, era solo uno dei millmila “amici”. Nulla di che. Ho pensato avesse una qualche storia e ho continuato senza problemi la solita vita e le solite “amicizie”. A questa cosa ci sto invece pensando adesso come fosse un indizio, giacché lui, poi, ha giustificato questa sparizione col fatto che aveva visto alcune foto col mio ex e col fatto che una sua amica gli avesse detto di lasciarmi stare perché ho una bimbo piccolo (prima delle mille bugie inutili che mi ha raccontato).
    Prima di cessare i rapporti privati, mi aveva fatto arrivare a casa, per posta, un regalo simpatico. Pertanto sei mesi dopo, a lui ed ad un altro “amico” virtuale, feci recapitare qualche cioccolatino.
    Mi telefono’ agitato, nel senso che era molto emozionato, assolutamente intimidito nel parlare con me, la voce era quasi tremante.
    Devo premetterle che nel gruppo ero molto corteggiata ed ambita, per il mio aspetto fisico, certamente, e la mia scaltrezza nel linguaggio, accattivante di sicuro. Era un gioco che si giocava proprio nel gruppo.
    Riprese le conversazioni private e dopo poco più di un mese, a sorpresa e senza avvertirmi, mi venne a trovare nel mio luogo di lavoro (viviamo molto lontani).
    Fu una bella sorpresa (altri del gruppo erano venuti a conoscermi e nessuno mi aveva colpito, anzi..).
    Quel giorno si mostrò molto timido, quasi impaurito, educato, gentile.
    Rimase un paio d’ore e per me fu un vero colpo di fulmine dopo anni di anestesia sentimentale (dicevo a me stessa di star bene nell’aver trovato la pace dei sensi), tanto che stavo per baciarlo al momento di salutarlo, fuori dalla macchina. Per me è stato un bel sentimento fin da subito, puro, leale, disinteressato. Sembrava così anche per lui.
    Pochi giorni dopo morì mio padre e lui mi rimase vicino e mi aiutò in ogni modo. Anche sul lavoro. nei due giorni della morte e del funerale, addirittura, chiamò la mia segretaria, si annunciò e Le disse “per 3 o 4 giorni, fin che non torna Cristina, penso io allo Studio. Mi invii l’elenco delle pratiche da svolgere e rimanga a studio fin quando non le ho terminate. Non disturbi Cristina, per qualunque cosa ci sono io”.
    Rimase a lavorare anche di notte e io potei “godermi” mio padre ed il Suo funerale.
    Lo rividi pochi giorni dopo. E fu amore, passionale, intenso, unico.
    Cominciò la nostra relazione che andava fortissimo.
    Due o tre settimane dopo lasciò la moglie ed andò a vivere dai genitori. Io, intanto, a sua insaputa, avevo iniziato le procedure per la separazione.
    Fu praticamente, poi, uno svelarsi decisioni già prese, autonomamente.
    Mi ha aiutata nella separazione e non mi ha lasciata davvero mai sola nei primi mesi. Un amore ed un rapporto bellissimi, forti, mai vissuti prima.
    Era sempre lui ad aumentare l’impegno. E’ stato lui a dire fidanziamoci. E’ stato lui, una settimana fa a parlare di matrimonio.
    Una sera mi parlò di una comune amica, molto bella, elogiandone le doti estetiche, fisiche e seduttive. Rimasi in silenzio. pensai.. mi vuol far ingelosire e quindi, da perfetta donna navigata, non risposi e continuai normalmente la serata.
    Qualche ora dopo, attaccò elogiando le capacità di qualcun’altra che non ricordo. Rimasi immobile e continuai come se nulla fosse.
    Un paio di giorni dopo principiò a dire che ero la signorina “gne gne gne”, ovvero la grande seduttrice del gruppo ma che poi a letto era poco esperta. A questo giro mi arrabbiai, ferita nell’orgoglio. Ne uscì un litigio, il primo, a seguito del quale prese l’auto e venne a trovarmi. Facemmo pace subito (come sempre è accaduto anche dopo, bastava guardarsi negli occhi e passava subito tutto). Si giustificò dicendo che “a volte un uomo vuol essere anche preso a schiaffi”, facendomi capire, cioè, che aveva detto quelle cose al solo scopo di mettermi alla prova e che la mia reazione ghiaccia lo aveva caricato ancora di più nella sua richiesta di mostrarmi gelosa. Premetto che sono gelosa, ma che mai nelle relazioni precedenti ho indagato o mi sono sentita insicura.
    Dopo un altro mese splendido, ad un tratto è sparito. la prima sparizione. Una cosa terribile. Un fulmine a ciel sereno. Chiedevo spiegazioni ma negava. portavo elementi oggettivi, glissava o spariva.
    Quella volta avrebbe dovuto venire da me per cinque giorni, ma non venne, sparendo proprio! (cellulare staccato per mezze giornate intere e scuse idiote). Non disse, non vengo perché ci ho ripensato. Sparì proprio.. una cosa incredibile e terribile.
    Ne uscì una litigata grossa per la quale non ci vedemmo per un mese, dal momento che io reagii con la stessa aggressività con cui giudicavo di esser stata trattata.
    Durante quel mese alternava silenzi a messaggi pieni d’amore e scuse, non attinenti, però, al fatto, quasi scuse fantasiose, generiche, poco attinenti alla realtà, ma piene di sentimento.
    Continuò, anche da lontano, ad aiutarmi nel lavoro. Per me questa era ed è una cosa incredibile che non ho mai capito.
    Poi partii per qualche giorno di vacanza che avevo in animo di fare da sola e lo trovai in aeroporto. Partimmo insieme e fu una vacanza meravigliosa, indimenticabile.
    Ma la prima sera mi mostrò la foto di lui con una donna, bella. Non capivo. Se nel mese era stato con questa, perché mostrarmela? Per lo stesso motivo di cui sopra? Non capivo.
    Tornati, dopo altri 15 giorni, sparì di nuovo. Nell’apice della serenità, un giorno in cui sarei dovuta andare io a trovarlo, sparì di nuovo. Cellulare staccato. Scuse, ma soprattutto, sparito e silenzio, tranciato solo da messaggi sconcertanti del tipo: sto per morire, ti lascio un assegno in bianco che dovrai incassare per poi dare tutti i soldi ai miei figli, ti nominerò esecutrice testamentaria.
    Non ci vedemmo per altre 3 settimane circa.
    Avevo capito che giocava con me psicologicamente e pertanto, per difendermi, mi resi irreperibile per lui. Non poteva contattarmi direttamente in alcun modo.
    Contattava le mie amiche, chiedendo loro di me e inventando qualche balla. le prime che scoprivo.
    Per ragioni di lavoro fui costretta ad incontrarlo ancora. Fu di nuovo amore al primo sguardo, come se nulla fosse accaduto.
    Un giorno il mio ex inviò un messaggio, che a lui mostrai, in cui cennava ad un mio ex, del quale gli avevo anche parlato.
    Tenne duro fino alla sera, rimanendo calmo.
    Alla sera andò fuori di testa. Mi mostro’ la sua ex, esaltandola. Io mi arrabbiai e allora lui mi diede le password per accedere al suo profilo FB. Scoprii l’arcano.
    Menzogne su menzogne che mi aveva raccontato gratuitamente. Lui prima di me corteggiava tantissime donne che a me, nei primi mesi, senza che io avessi mai chiesto nulla, come sono solita fare (anche io ho il mio passato che non nego a nessuno) aveva detto che erano LORO che ci provavano con LUI!!!
    Insomma, mi aveva parlato di varie donne che lo importunavano. La presi come una notizia di poco interesse. POI scoprii che era lui ad andare dietro a loro e a dire poi ad altri che erano delle pazze che lo importunavano!!!!!!!! Rimasi sconvolta dalle menzogne gratuite, apparentemente finalizzate a farsi, inutilmente, grande.
    Altri giorni di litigio, poi, al primo sguardo, tutto come prima, ma l’idea che ci fosse qualcosa ormai serpenteggiava e volevo capire.
    Nei giorni seguenti venni a sapere di altre menzogne:
    Aveva strappato il suo atto di separazione, che pensavo fosse depositato, aveva continuato a fare il provola con varie donne on line, anche se in maniera soft, durante la nostra relazione. Una volta nella quale era sparito, aveva cenato con la moglie perché era il loro anniversario di matrimonio.
    Giustificava i plurimi, ripetuti, bastardi tradimenti alla moglie affermando che non lo faceva più sentire uomo e che lei, mentre lui faceva l’amore, guardava l’orologio.
    Alla fine della storia mi sentivo e sento depressa. Brutta. Sfinita. Non un apprezzamento a me. Gli apprezzamenti li ricevo fuori, ma geloso com’era non potevo uscire mai. Geloso fino all’ossessione. Ho scoperto che ispezionava, controllava tutti i miei amici su fb, divenendo geloso pazzo di ogni più sconosciuto soggetto.
    Da parte mia, mai ho civettato con chicchessia e mi adeguavo a quello che voleva fino a fare tabula rasa delle mie relazioni sociali (che riprendevano nei momenti di litigio tra noi). Un amante da oscar, attaccato come un bambino alla madre. Appiccicato a me. Connesso con me su Skype, telefono wathsapp 20 ore al giorno, ma di contro un sacco di menzogne. Paroloni e grandi promesse per poi scappare e non mantenerne nemmeno una. Mai si è confidato o aperto. Solo se lo mettevo spalle al muro, architettava scuse e frasi al solo scopo di dare la colpa a me o qualcun altro.
    Godeva nel raccontarmi i suoi prodigi lavorativi (ma facendo lo stesso lavoro so valutarlo) o con le donne. ma in realtà un timido, geloso e insicuro.
    insomma un gran casino.
    L’ho lasciato da qualche giorno (due/tre) ed è durissima non cercarlo, fare a meno di lui, vivere. Sono depressa.
    Non so se ho raccontato bene o se mi sto sbagliando, mi sento come molte donne qui sopra: confusa. Non so se sono io ad aver sbagliato tutto o se è lui ad essere, effettivamente, un narciso patologico, come lo definisce la moglie.
    Di certo non ha relazioni sociali, non ha amici. Anche i figli lo stanno abbandonando.
    Ogni volta che racconta di una donna, ne decanta il fare innamorato di lui. nella sua mente sono tutte invaghite di lui e questo ha reso me, proprio me, gelosissima da non poter vivere serena.
    Di certo non mi fido di lui. E’ con questa motivazione che l’ho lasciato, spigandogli che ogni parola che esce dalla sua bocca per me è falsa. Dice di rendersene conto e che sia normale, date le bugie gratuite che ha detto.
    Mi dica se sto sbagliando, se sono io o è lui. E mi scusi del racconto. Ho cervato di dire qualche particolare, che si è ripetuto.
    Grazie

    1. Mi perdoni con tutto il bene, non posso leggere un commento così lungo.
      Quando avete (ricevo giornalmente lettere chilometriche) questa forte esigenza di comunicare e lo capisco, forse è meglio che valutiate di venire a studio o di richiedere una consulenza privata.

  36. Eliana Ancillotti | Rispondi

    Molto interessanti e veritiere questi pensieri. Sto cercando un libro su questo tema del narcisismo patologico. Sapete indicarmene uno.

    1. Ne sto scrivendo uno se ha il tempo di attendere!
      Non mi sento di consigliarle nulla perchè i testi da cui attingo sono tutti per specialisti e non sono esperta invece, di quelli destinati al grande pubblico.
      nel frattempo se vuole c’è DISARMARE IL NARCISISTA, ma a mio parere rischia di essere più un manuale su come gestirli che per liberarsene…E non so quanto possa essere poi utile!
      😀

  37. Salve, ritrovo nei racconti che leggo qui molte sensazioni che sto provando e mi sento confusa. La mia “storia”dura da sei mesi. Ho 35 anni e da tre anni ho perso mio padre. Nel momento in cui pensavo di star meglio ,mi ero riaperta al mondo ed inizio con non poche difficoltà’ a ricominciare a vivere, conosco lui per lavoro,10 anni in meno,gentilissimo ,simpatico , intelligente .Mi corteggia e ci esco una sera più per ritornare a sorridere dopo un periodo nero che con L’ idea di iniziare qualcosa, anche per via della differenza di età’!Riassumo velocemente … iniziamo a vederci ed inizio a legarmi a lui. Lui all’ inizio presissimo … poi ,con il passare del tempo mi snobba, mette sempre in primo piano lui, le sue esigenze ,i suoi amici…dice che vuole stare da solo ma mi cerca sempre dopo avermi trattata male.Arrivo ad un punto in cui mi sento umiliata ed elimino qualsiasi possibilità di contatto. Il caso vuole che dopo pochi giorni sua madre stia male…si salva ma è grave. Mi sono riavvicinata a lui e cerco di stargli vicino ma mi tratta come una psicologa a sua disposizione, mi vomita addosso i suoi problemi e poi mi sembra sempre di dargli fastidio, nessun gesto o parola d’ affetto… lui però pretende che io ci sia quando ha bisogno altrimenti mi fa sentire in colpa…. voglio allontanarmi ma mi sto logorando con i sensi di colpa…sto confondendo quello che è’ capitato a sua madre con quello che è’ successo al mio padre….sto buttando via giornate della mia vita a piangere per una persona alla quale non interessa nulla di me… una persona che non mi scrive nemmeno “ciao ” quando mi manda un messaggio, che risponde ai miei lunghi messaggi a monosillabi,una persona che definisce i nostri incontri “scopare” pur dicendo di volermi bene…. una persona che non mi chiede nemmeno come sto…ho paura a staccarmi da lui, mi sento in colpa con me stessa perché’ so cosa sta passando …. ma quando sta male corre da me… quando sta bene sparisce( lui ha la sua vita ,le sue cose e sta bene solo) mi sto facendo umiliare… mi sento confusa , ho paura di perderlo pur sapendo che tutto ciò non ha nulla a che fare con amicizia amore e bene.mi son sempre considerata una persona forte e mi fa paura sentirmi così in confusione così fragile.la mia domanda è’ : ma possibile che sia solo io a vedere questo atteggiamento distorto??? Perché le altre persone lo adorano, osannano e riescono ad avere un rapporto con lui? Un narcista riesce veramente a cambiare faccia così bene???…. sto lottando con me stessa per vedere le cose concretamente e allontanarmi… ma mi sento sempre confusa e ho paura di sbagliare. Rivoglio la mia forza. Grazie per avermi “ascoltata”

    1. Cara Diletta/Anna,

      a mio parere è difficile per te ora farcela senza un supporto, perchè stai confondendo molti sentimenti, i tuoi, i suoi, c’è scarsa consapevolezza di te, di della tua situazione.
      In una storia come questa una ragazza/donna come te rischia di restare intrappolata molto a lungo.
      Lui anche ha bisogno di supporto e appare molto depresso, arido e svalutante.
      Chiediti TU…perchè TU lo giustifichi.
      Perchè?
      Da qui dovrebbe partire il tuo percorso di rinascita o di NASCITA.
      Se sei di Roma io sono qui.

  38. Ciao a tutti, sono un uomo di 41 anni e recentemente ho avuto una storia che ha dell’incredibile. Si parla solo di uomini narcisisti ma per mia sfortuna ho incontrato una donna narcisista.. sono molto sensibile e riesco a capire molto bene le persone e soprattutto le donne che vogliono stare con me. Parlo di una ragazza che ho incontrato dove lavoro, una ragazza straniera che avevo subito respinto perché mi sembrava troppo facile..in 10 minuti di conoscenza mi ha bombardato di domande inerenti alla mia vita attuale, cercava la sua preda e l’ha trovata, ero io. Pensavo solo ed esclusivamente che questa ragazza, che comunque ha un contratto a termine, volesse stare con me ed infatti alcuni miei colleghi me l’avevano confermato.. si avvicinava e voleva il mio numero di telefono ed io cercavo sempre di schivarla per non darle i miei contatti. Un giorno pensai che forse ero stato troppo esagerato nei suoi confronti, troppo diffidente, gli diedi il mio numero di telefono e da qui scattò il mio piccolo inferno.. l’ho respinta dicendogli che non mi piaceva il suo carattere, poiché era aperta con tutti ed una donna così non può fare parte del mio repertorio e quindi non ci volevo uscire.. lei ha insistito e gli dissi che ci vedevamo per andare a bere qualcosa. Lei felicissima ed io non troppo.. nello stesso momento ci sono stati dei miei colleghi che mi hanno detto di stare attento a questa ragazza perché ci provava con tutti.. allarme ulteriore per me.. gli mandai un messaggio dicendogli che l’uscita non si sarebbe più fatta perché il suo carattere non mi piaceva ed era inutile uscire per me perché mi sarei comunque affezionato..il risultato è stato un non saluto per almeno tre mesi, dopodiché la incontrai sempre al lavoro, gli ho offerto un caffè e da li mi disse che c’era rimasta male perché gli avevo fatto il bidone, mi ero comportato da bambino per lei. Ho deciso di uscirci per una birretta e dopo la birra mi disse se gli facevo vedere casa mia, il risultato era che siamo finiti a letto. Bello da una parte, ma pensai che una donna seria la prima volta che viene a casa tua non “dorme” da te.. finita la notte di “sesso”, l’accompagnai al lavoro e non la vidi per più di due settimane semplicemente perché non mi volevo impegnare con lei. Quando la incontrai mi ha detto che quella notte è stato bello e potevo anche farmi sentire..io ero diffidente, non mi volevo impegnare con lei perché non mi fidavo ma poi mi chiese di portarla al lago, al mare e in paradiso.. questo è stato.. ho incominciato ad aprire il mio cuore e dedicavo tutto a lei perché mi stavo innamorando e non gli facevo mancare nulla anche se da me si aspettava di più.. mi ha fatto riflettere questo perché più di così non si può dare, tutto pagato da me tra l’altro. I primi tira e molla, perché era mia tutti i giorni tranne il Sabato che doveva uscire con i suoi amici, strano perché se una persona mi frequenta mi frequenta e poi magari quando il rapporto si è consolidato ci si frequenta anche con i suoi amici..ci lasciamo a ferragosto perché piuttosto che stare con me preferisce stare con i suoi amici, niente di male stai con i tuoi amici ma smettiamo di frequentarci e di conoscerci.. per me era finita fino a che a fine agosto che ero in vacanza mi mandò un sms chiedendomi se ero tornato..abboccai e mi lamentai del suo comportamento superficiale e non solo.. mi chiese scusa, ma attenti che il suo scusa era l’inizio della sfida nel farmela pagare.. premetto che faccio il capo squadra e mi vogliono bene quasi tutti i miei colleghi per il modo in cui svolgo il mio ruolo.. mi incominciò a dare consigli su come dovevo svolgere il mio ruolo, dopo 10 anni di esperienza, mi inspiro a Shindler nel mio ruolo, io sono l’unità aggiunta alla gente che coordino.. non vi elenco il consiglio perché facevo prima a scrivere un libro.. Incominciò a criticare casa mia per il letto scomodo ereditato dalla buona anima della signora che mi ha venduto la casa, la cucina vecchia degli anni ’60 e non solo, il mio modo di masticare, cavolo facevo un po’ di rumore e tagliavo la carne a pezzettini prima di mangiarla. Osservava tutto ciò che facevo per dirmi qualcosa che non andava.. Pensate che sapevo che avevo a che fare con qualcosa di pesante, sentivo come se il rapporto si fosse trasformato in sfida, ma non mi sono fatto prendere dal panico e volevo capire.. sono uno che risponde quando deve rispondere e a lei dava fastidio.. sono geloso e lei lo faceva apposta a flirtare con altri in mia presenza per farmi ingelosire di più.. per questo è finita una seconda volta.. niente di male gli ho detto se vuoi flirtare adesso puoi tanto da questo momento è finita.. era a casa mia e l’ho accompagnata al lavoro rimanendo nel suo silenzio.. dopo tre giorni ritorna come se niente fosse e mi dice alla fine del nostro turno di notte se andavamo a fare colazione.. andammo a fare colazione e siamo ritornati insieme.. ero ormai perso per lei, ci sapeva fare a riconquistarmi. Dopo pochi giorni mentre parlavamo su Skype mi disse che gli era appena arrivato un messaggio da parte di un suo amico tra l’altro separato, che gli ha chiesto se andavano a bersi una birra.. sono diventato un diavolo e gli ho chiuso in faccia Skype dicendogli che era finita per l’ennesima volta perché se mi stava frequentando nessun uomo si doveva permettere di invitarla ad uscire o sono cambiati i tempi per caso? Aveva i suoi panni a casa mia e mi ha chiesto di portarglieli ed io gli ho risposto che se li voleva se li veniva a prendere e lei mi ha detto che sono un pezzo di m***a. Dopo due settimane si è venuta a prendere i panni, si mise a piangere ma non mi sono fatto intenerire..mi dispiaceva si, però ero molto arrabbiato perché io uomo di 40 anni avevo come obbiettivo una donna che mi dava dei figli per avere finalmente la mia famiglia ma purtroppo avevo a che fare con un vampiro che si dava sessualmente per farsi perdonare. Quella volta che venne a casa mia per prendersi i panni come minimo doveva tornarsene a casa sua ma invece mi chiese se poteva farmi compagnia.. è finita che siamo andati a mangiare fuori e al cinema dopodiché siamo ritornati ancora insieme.. è assurdo lo so ma è come se volevo dargli un’altra possibilità..la possibilità che gli ho dato è quella di potersi vendicare di me però.. ci siamo lasciati per l’ennesima volta per mia gelosia e lei lo faceva apposta a farmi ingelosire perché era un mio punto debole, ma tornò ancora per l’ennesima volta restituendomi una penna tramite un mio collega.. pensate una penna rotta da buttare via, era per approcciare con me di nuovo. Non l’ho ringraziata per la penna e non gli ho dato neanche retta e il vampiro infuriato mi ha mandato un sms scrivendo che avevo detto delle cose al lavoro su di lei, tattica buona per attirarmi, ci siamo incontrati di nuovo per chiarire, siamo andati a fare colazione perché tutto questo è successo nel turno di notte dopodiché ancora insieme per l’ultima settimana. Mi ha chiesto se poteva passare il mio compleanno insieme a me e gli ho detto di si. Ero felice di ciò, pensavo che avesse capito come si fa a volere bene una persona. Tra l’altro avevo preso una settimana di ferie guarda caso anche lei ha preso i miei stessi giorni di ferie.. incredibile. Quella settimana rimase con me e ho scoperto che un tipo gli mandava dei messaggi e quel tipo era un ragazzo che lei frequentava durante i tira e molla tra noi.. morale della favola? Lei tramite mio suggerimento gli mandò un sms scrivendogli che stava frequentando me.. lui gli ha scritto di fottersi..la sfida svolge al termine..la cosa più bella di quella settimana è stato quando lei mi ha portato la colazione a letto..la cosa più brutta è quando mi voleva dimostrare che un kiwi si può mangiare con un cucchiaino.. e quindi? Appena ho visto questa cosa gli ho subito risposto che lei è una narcisista e pecca di infantilismo e gli ho detto di non fare la superiore con me perchè ha sbagliato persona.. “Io ho da imparare da te, tu hai da imparare da me e noi abbiamo da imparare da coloro che ci vogliono insegnare qualcosa di sano”, questa è stata la mia risposta. Tutto questo è successo nel posto preferito da lei, alle terme, invece di godersi il posto e apprezzare che l’uomo che gli stava davanti l’ha portata dove lei voleva pensava a sminuirmi, perchè questo sentivo. Tornammo a casa mia e finì tutto la mattina seguente quando si svegliò e mi disse se la sera la potevo accompagnare a casa, io gli risposi se era felice di stare con me e lei rispose di no.. “ti accompagno a casa ora non questa sera, preparati perché chi non è felice di stare con me non può stare con me”.. non se l’aspettava.. sapete cosa è successo? Mi ha dato il suo corpo, mi fermai e gli dissi che non ha senso.. gli ho fatto raggiungere comunque l’orgasmo ma non aveva senso.. l’accompagnai a casa e gli feci un discorso, non so se l’abbia capito, l’unica cosa che so è che il mostro ha fallito ed io ho vinto.. L’amore non è una sfida.. l’amore è la cosa più bella che ci possa essere, ora sono libero, e spero che il mostro non torni più.

    1. Caro Maurizio, ho scritto anche un articolo sulla DONNA NARCISISTA e abreve ne pubblicherò anche uno sulla donna istrionica e l’ossessività in amore.
      In quell’articolo ritrova i medesimi concetti ma applicati al femminile.
      Nel suo caso, non ho potuto leggere tutto, ma sono rimasta colpitissima dalla sua minuziosa analisi, la dovizia di termini e di particolari, nonchè la sottile memoria di ogni singolo attimo vissuto.
      Le confesso che non traspaiono sentmenti, spontaneità dal suo racconto, ma un’accuratissima e brilllante analisi, quasi come lei non fosse nel quadro se non come la vittima che osserva.
      Sono rimasta sorpresa anche dal fatto che è come se lei, vivesse due parti nel momento in cui si relaziona, quella dell’uomo perfetto e quella “dell’uomo che si aspetta il fallimento, il tradimento da parte della donna malfidata”.
      Prenda con le pinze questa mia intuizione, chiaramente si tratta di un’immagine che mi è venuta in mente in modo veloce, ma nel suo caso io rifletterei anche sul mio narcisismo (c’è sempre un articolo sul perchè attraiamo partner narcisisti e dove sta il nostro narcisismo anche se più sano) e anche sul tratto ossessivo che mi pare la contraddistingua in amore.
      Si ricordi che i narcisi hanno spesso molto fascino sugli ossessivi, i depressi gli istrionici e sui narcisisti stessi.
      Chiaramente qui si parla per “etichette” solo per abbreviare e si parla di TRATTI DI PERSONALITA’ non di patologia.
      Le basti pensare che il tratto ossessivo lo aveva Freud ed è uno dei tratti più comuni della popolazione e anche quello che meglio si conforma al successo in ogni ambito.
      Per questo non prenda la mia brutale e assolutamente ipotetica intuizione come una diagnosi, ma come un punto di riflessione comune, sul perchè lei si è trovato in questa situazione e di come possa lei, riflettere sulla modalità auto-invalidante ma nello stesso tempo vittoriosa che mostra nel rapporto. “io sono quello/a buona e brava che fa tutto per lui/lei e lei/lui è un ingrato egoista etc.. Io sono attento/a e sono giusto li ad attendere che tu mi dimostri quello che io già so.
      In questo senso il tratto ossessivo collima spessissimo con quello paranoide in amore.
      Mi auguro di averle dato un riscontro piacevole e interessante.
      Un caro saluto e un grande in bocca al lupo!

  39. Salve dottoressa,
    vorrei sottoporle il mio problema. Mi rispecchio molto in una personalità narcisistica infantile. Infatti se tutto non è come dico io vado in tilt. Se chiedo a mia moglie di far l’amore e lei non mi accontente io mi sento molto frustrato. Ammetto di volerlo fare spesso, forse troppo spesso (almeno una volta al giorno) o cmq gradirei essere soddisfatto da lei in qualche modo. Il rifiuto da parte sua mi fa star male e a volte nenache lo chiedo per paura di ricevere un rifiuto. Inoltre ho avuto una breve relazione extraconiugale che mi ha appagato molto e mi ha fatto vedere quanto in passato io mi sia accontentato perchè non sapevo ci fosse di meglio. Ora vedo ciò che ho a casa in modo diverso da come lo vedevo prima che non è più lo stesso. Sono andato qualche volta da uno psicologo ma non ho avuto grosso giovamento se non solo quello di inquadrarmi in questa personalità narcisistica. Adesso abbiamo 2 bambini di 2 mesi che ci assorbono molto tempo e rendono la vita di coppia più ostacolata e meno frequente, il che mi rende ancora più frustrato. Poiché vedo la sessualità come un qualcosa che non ho, o non come vorrei, spesso al mattino il mio pensiero è “Oggi farò l’amore o no?” come posso fare a raggiungere il mio scopo? Per natura tendo a concentrarmi su ciò che non ho piuttosto che a valorizzare ciò che ho. Se avessi una moglie sempre disponibile magari non sarei neanche così. Ma il sapere che devo chiedere per avere qualcosa eche posso ricevere un rifiuto, la cosa mi manda in tilt. Oppure sapere anche che mia moglie se prima non ha le sue cose a posto (casa, bambini in ordine) non si concede perché non ha la testa. Come dovrei comportarmi e cosa potrei fare per star meglio?

    1. Il fatto che tu ti riconosca in una personalità narcisistico-infantile, mi fa dubitare del fatto che sia poi così infantile e narcisistica e quindi immagino che ci si possa lavorare 😀
      Detto questo, credo che la paura del rifiuto e dell’abbandono, siano alla base degli schemi di relazione disfunzionali di chiunque (evitamento o ambivalenza per paura del rifiuto, evitamento o ambivalenza per paura dell’abbandono) e che sia anche in linea con uno schema sociale e culturale improntato da un lato sull’avere, sul successo, sulla prestazionee dall’altro su schemi moralistico sacrificali, di stampo religioso (non devi, non puoi…).
      Ciò genera non pochi conflitti dialettici tra Io ed Es e tra Io e Super Io.
      Tutto ciò genera molti conflitti interni all’individuo, ma anche nella coppia, nella famiglia…etc.
      Detto questo, la sua al momento, mi pare più una fissazione atta a una conferma più che una pretesa sessuale a scopi intimi, affettivi.
      Questa fissazione serve a darle conferma del suo valore sessuale, sia nella coppia che nella sua individualità.
      Il fatto che ti concentri su quello che non hai fa di te una persona ambiziosa, se invece ti biasimi per quello che non hai, senza ambire a conquistarlo allora certamente ha una visione pessimistica, ma in entrambi i casi, l’unica cosa che può farti stare meglio essendo tu consapevole, motivato e acuto è una terapia a lungo termine, atta ad intervenire sulla struttura della personalità, non alterandola, ma aiutandoti ad integrarla con e esigenze della vita di tutti i giorni e aumentando la tua sensazione di pace e benessere interiore.
      Se sei di Roma, io sono qui.
      Un Caro Saluto

  40. Salve Dottoressa,

    ho 31 anni e circa due anni fa ho vissuto per pochi mesi in Brasile. Qui ho conosciuto Fabio, ragazzo simpatico, inteligente e premuroso. Abbiamo avuto una piccola storia, interrotta perché lui non voleva una relazione. Dopo poco tempo sono tornata in Italia per problemi familiari e sono ritornata in Brasile solo ad aprile 2016. Dal primo giorno lui si è completamento attaccato a me, mi ha fatto sentire sicura in una città allo stesso tempo crudele e maravilhosa, ma nel suo dedicarsi ho sempre avvertito un distacco, un vuoto incolmabile. Abbiamo vissuto momenti molto intensi, ricchi di passione, e momenti di estrema freddezza dove lui ci teneva sempre a ricordare che non voleva una relazione (come due anni fa) ma è sempre tornato con una scusa e con il suo fascino carioca… coccolandomi e facendomi sentire amata (sempre per poche settimane).
    Sono circa dieci mesi che alterniamo amore e assenza, passione e gelo. Il suo atteggiamento cambia, passa dall’essere super simpatico all’essere lunatico e antipatico. Nelle settimane di luna storta ci tiene a ricordare che lui non vuole e non crede nelle relazioni… ma allo stesso tempo viviamo praticamente insieme, stessa strada, lui è sempre da me e viceversa. Per gli amici e la famiglia (mamma e zia) sono la sua “namorada” (fidanzata), solo lui non ammette questa cosa anzi va su tutte le furie quando qualcuno mi presenta così davanti a lui. Dai suoi racconti il padre è stato molto violento. La madre (che mi adora) è sempre stata distaccata con lui perché fortemente depressa a causa della violenza subita e Fabio è praticamente cresciuto con la nonna e la zia. Quello che non capisco è come si può dire ad una persona di amarla e non avere il desiderio di costruire un percorso insieme?
    La settimana scorsa ho gettato la spugna, un suo amico mi ha scritto e gliene ho parlato… ha reagito dicendomi che dovrei uscirci perché noi non stiamo insieme e che quindi sono libera di fare quello che sento. Nel momento in cui mi sono allontanata è ripartito in quarta… è tornato il Fabio simpatico, il seduttore, questa volta però non ci casco.
    Vorrei capire, mi aiuti, se il suo è un atteggiamento narcisistico o caratteriale, mettiamoci anche culturale perché a Rio esistono mille espressioni per dire tromba amico/a.
    Qui è la terra del “pode ser” (può essere) che non è né un sì né un no!
    Ma io dico no!

    La ringrazio mille.
    Un caro saluto,
    Miriam

    1. Beh immagino il fascino che questo sfuggente ambivalente ammaliatore abbia potuto esercitare su di lei!
      ..”Qui è la terra del “pode ser” (può essere) che non è né un sì né un no!
      Ma io dico no! ”
      Credo che sia la frase centrale! che racchiude tutta la sua forza.
      Non si guardi indietro.
      Vada avanti.

  41. Maria Josè De Filippo | Rispondi

    Salve,ho avuto un’esperienza tipica,direi molto negativa, catapultata in questo vortice.Già dalla prima conoscenza ho percepito qualcosa di non chiaro in questa persona,purtroppo, avendo mia madre in uno stato terminale,ha fatto sì che la mia vulnerabilità prendesse il sopravvento. Si è intrufolato nella mia famiglia , con mia madre in fin di vita le ha detto che ci saremmo sposati, lui è separato con una figlia ed ha un figlio più grande con cui non ha rapporti,avuto con un’altra donna , prima che si sposare, inoltre , all’età di 23 anni ha subito un’aneurisma cerebrale…il tutto mi ha portata ad essere io di supporto a lui,ma dopo 5 mesi di convivenza, a casa mia,vivendolo e conoscendolo meglio,ho scoperto che è sfruttatore,truffatore , anaffettivo,malato di donne , giudica tutti malOssimo, per cui l’ho cacciato via dalla mia casa , 15 gg fa e mi ritengo fortunata…gli ho detto che si deve far curare e l’ho riferito anche alla madre.Purtroppo, in giro ce ne sono tanti ad essere cosi…bisogna sempre essere guardnghe.

    1. Mi spiace tanto per questa esperienza, che immagino per lei deludente!
      A volte le storie drammatiche alla base della vita delle persone che amiamo ci spingono a giustificare e ad analizzare i loro comportamenti e ad adeguarci a loro, finchè il vestito che ci siamo cuciti, ci va troppo stretto oppure non ci copre affatto e restiamo noi scoperti.
      Amare non è autosacrificarsi, amare è soprattutto amarsi e rispettare l’altro anche nei suoi confini, cioè nel suo vero modo di essere.
      Se amiamo qualcuno non dobbiamo aspirare a cambiarlo, ma accettarlo, se non possiamo/vogliamo o l’altro è inaccettabile per sue immaturità, dobbiamo abbandonarlo.
      Non vi sono altre strade.
      E’ trsite, drammatico, ma questo è.
      Non siamo onnipotenti.
      🙁

  42. sono stata definita io narcisista patologica, ma dall’elenco che ha fatto vedo l’uomo che per ben sette anni e mezzo mi ha dichiarato il suo amore , accusandomi di non fare niente per il nostro rapporto, la storia è appena finita ed io ho scoperto qualche giorno prima che me ne andassi di casa, che aveva già intrapreso un altra relazione , premesso che ha avuto bisogno di me per lasciare la seconda moglie , di cui diceva che aveva già chiuso stava solo cercando casa, ed ha trovato aperta la mia. vi trascrivo una sintesi del messaggio che hai inviato alle mie cugine per averle cancellate da fb: devo chiudere tutti i ponti, esco distrutto , per fortuna non completamente dal rapporto con Antonella che ha interpretato inconsapevolmente un modello femminile tossico , assorbito fin da piccola. ho tentato con tutto il mio amore di ” svegliarla”, ostinandomi fino all’esaurimento (quasi) delle mie energie, ma senza riuscirci! e sono convinto, oggi, che non basta nulla se dall’altra parte non si vuole !
    grazie per l’apporto che mi darai.

    1. Quando due narcisisti si incontrano…il gioco diventa paritario, anche una buona possibilità di guarigione per entrambi, ma certamente stressante per tutti!
      …..Che poi si parla sempre male del narcisismo, ma per una volta, spezziamo anche una lancia positiva agli aspetti salvifici di questa struttura di personalità.
      RICERCARE SEMPRE LA VIA DI INDIVIDUAZIONE MIGLIORE.
      Una dosa di ostentata e infaticabile ricerca della felicità.
      Attenzione ai dettagli.
      Estrema sensibilità. (intesa come capacità di cogliere i minimi aspetti della realtà, non come EMPATIA)
      I vostri narcisismi sono diversi, quello del suo compagno si avvicina al IO TI SALVERO’, ma a quanto pare lui si è appoggiato a lei per non elaborare ed affrontare la fine di un legame, sul quale forse dovrebbe anche lavorare.
      La verità è che in amore non esistono vincitori o perdenti, ma solo perdenti.
      Quando si comprende questo, la salita è vicina!
      Sono felice del suo contributo perchè illustra la parte bella del narcisismo e cioè quella di chi si mette in discussione, di chi non vuole sentirsi messo in un angolo.
      Nel tentativo di difendersi, aiutarsi e analizzarsi..si perde però spesso di vista che amarsi è aprire il nostro cuore…e spesso dietro la maschera di chi vuole necessariamente aiutare gli altri, psicologi inclusi, si cela chi quel cuore lo ha messo in una fortezza e dietro ai mille uncinetti mentali, nasconde la sua fragilità e non vuole metterla nella mani di nessuno.
      Tra l’altr screditarti agli occhi di amici/etc per “salvare la sua immagine” ha molto molto di narcisismo anch’esso! 😀

  43. Marina Palazzetti | Rispondi

    Sono in una strana situazione. Dopo un grande amore durato 2 anni avverto distacco e freddezza. Sospetto un tradimento. Nel corso di questo periodo lui mi ha chiesto continuamente supporto di ogni tipo fino a farmi sentire facilitata in tutto. La cosa grave è che, pur riconoscendo l’urgenza di lasciarlo, non riesco ad immaginarmi senza di lui è credo di essere in pericolo. Sento di amarlo fortemente ma non più per come lo vedo ora, bensì per quello che vedevo o era prima. Sono in uno stato confusionale misto a dolore, dubbio, rabbia, mortificazione, senso di colpa…

    1. E’ il momento giusto per iniziare un percorso di risveglio e di consapevolezza su te stessa. Non ho ben chiaro cosa significhi questo passaggio: “Nel corso di questo periodo lui mi ha chiesto continuamente supporto di ogni tipo fino a farmi sentire facilitata in tutto”.
      L’ossessività, il restare ancorati/e a delle immagini interiori che abbiamo costruito dell’oggetto d’amore, sulla base delle prime fasi di idealizzazione romantica è un meccanismo molto pericoloso per la salute psico-affettiva.
      Un Caro Saluto

  44. Ormai non c’è più nulla da fare per me!

  45. Il guaio dei narcisisti è che non sanno di esserlo. Non si accorgono di quello che fanno e non sanno che dovrebbero curarsi per questo tipo di disturbo. Le vittime dei narcisisti spesso non sanno di esser state raggirate da questo tipo di individui malati e quindi non sanno come affrontare bene la cosa. Fortunatamente negli ultimi anni esistono siti e forum dove se ne parla sempre più spesso. Ma la difficoltà che riscontrano per uscire dalla rete magica di uno di questi incantatori non è poca. Esistono sia donne che uomini narcisisti, non bisogna dimenticarlo.

    1. già……..verissimo
      Sul fatto che sia parimenti nell’uomo e nella donna lo condivo pienamente, infatti c’è un articolo/trattazione a parte sul mondo femminile e sui mille volti del narcisismo femminile sia nella coppia che in famiglia…anzi potremmo dire che quello maschile è abbastanza riconoscibile e costante nelle sue manifestazioni…quello femminile è molto più sottile e spesso sfugge ogni tentativo di inquadramento diagnostico, perchè trasversalmente incontra anche moltissimi altri tratti come quello istrionico, ossessivo, paranoide, dipendente o border.
      Quello maschile aihmè si trova più spesso in associazione con tratti psicotici, ossessivi e border.

      Un Caro Saluto

  46. salve.ho conosciuto quest’uomo 5 anni fa.x me e stato un colpo di fulmine…x lui non lo so.cmque fra un po di tempo mi ha confesato che x lui non e stato un innamoramento e che in generale lui sta passando un periodo abstanza brutto nella sua vita,percio non riesce ad amare e forse non ci sara mai piu x lui-non se la sente.io,come tutte le donne,penso, ho cercato di darle tutto-affetto,amore,vicinanza,soliedarita,amicizia ecc pensando che potrebbe cambiare l’idea,invece non e mai successo.sempre mi ha parlato della sua liberta che e la piu importante nella sua vita e che non la cambiera mai x una donna,oppure che li piace molto le donne e che non riesce mai ad innamorarsi a lungo termine…gia fra una settimana pensa ad un altra,percio a deciso di non complicarsi la vita e di restare da solo.io invece non li chiedevo granche,volevo solo che lui ricambiase tutto che li davo io,anzi,x me poteva andare bene anche senza amore e senza matrimonio(non ero assolutamente interesata a sposarmi)cercavo calore,affetto,vicinanza,tenerezza..ecc…le cose che lui non e riuscito mai a darmele.e sempre stato freddo nei miei confronti,nulla carezze,belle parole,teneri atteggiamenti,complimenti…sempre sono stata criticata da lui in tutto quello che facevo.se io lo rimproveravo di qualcosa,lui di solito girava la fritatta e mi agrediva(verbalmente,certo)e fin alla fine uscivo io con la colpa adosso.se io in qualche modo lo tratavo freddo oppure silenzioso,allora lui mi tratavacon il doppio di quello che facevo io.sempre ha avuto delle stranne e lunghe sparizioni..senza darmi delle spegazioni,ero sempre io a cercarlo a ritrovarloe a parlarli.a volte(se anche molto raro mi ceracava anche lui e io capivo che in questo momento ha dei alti,perche di solito erano piu dei bassi.x andare da lui ero io a cominciare il discorso di farle delle doamnde sui suoi turni..ecc.perche non stavamo insieme,ci vedevamo solo nel wknd,e non sempre,potevamo vederci anche una volta al mese o di meno.nonstante tutto questo lo vedevo che quando andavo da lui,lui era contento,si vedeva dalle emozioni sul viso,dai atteggiamenti e altre picole cose,ma mai detto almeno una volta che li fa piacere che io sono li,che li fa piacere che io sono venuta da lui…cioe la sua contentenza era nascosta sotto una corrazza che mi faceva paura…le suoi domande riguarrda me(cioe le suoi preocupazzioni x me)erano cosi girate x non farmi capire che a lui interesa qualcosa di me.io avevo capito sempre molto bene la suoi alusioni il suo interese nei miei confronti,ma non sono riuscita mai a farlo esternare tutti questi emozioni…MAI!in generale e una persona molto solitaria,va a lavoro e torna a casa e basta!pocchissimi amici,solo la sua familia i genitori,frattello dove di solito si rifugia,anche facendo dei grandi sforzi x andare giu dai suoi.in questi 5 anni io ancora non lo capito chi e,ma cmque vado avanti,forse x l’inerzia o forse anche perche lui in un modo indireto cmque riesce a tratenrmi ancora vicino.neanche io non so perche sono ancora la sua amica.la mia domanda finale sarebbe questa persona e un narcisista? uno schivo?uno che qulcosa li manca nel suo cervellino?oppure sono io quella che non capisco nulla nella vita ai miei 50 compiuti.ho lottato sempre in questi 5 anni x conquistarlo..ma alla fine non capisco piu nulla.mi interesa cmque la sua risposta riguarda questa persona e il suo comportamento..ah!x quanto ne so io…credo che non ha una doppia vita(non xche mi fido di lui,)solo che quasi sono sicura che non ce lha…ho fatto abastanza investigazioni su di lui))))e penso che cmque e soiltament solo.allora xche un comportamento cosi stranno???grazie.tutto il mio rispetto dottoressa .

    1. Cara Liuba,
      il punto non sta nel capire che uomo ci troviamo di fronte, ma qual è il confine tra dedizione, perseveranza e sacrificio in amore e masochismo.
      Perchè lei si ostina a voler conquistare ed amare o essere ricambiata da un uomo che non le riserva la medesima attenzione o interesse?
      Ammettendo che lui ne abbia nei suoi confronti, il suo modo di dimostrarglielo è questo.. lui mette dei paletti e non appena lei prova a superarli, c’è una sparizione, una punizione o un feedback negativo.
      …”x me poteva andare bene anche senza amore e senza matrimonio(non ero assolutamente interesata a sposarmi)cercavo calore,affetto,vicinanza,tenerezza..ecc…le cose che lui non e riuscito mai a darmele.e sempre stato freddo nei miei confronti,nulla carezze,belle parole,teneri ..”

      Perchè lei vuole accontentarsi di un uomo che semplicemente le respiri accanto? senza amore, senza matrimonio…ma anche senza tenerezza, senza baci carezze…
      perchè si è posta questo insormontabile obiettivo di trasformare quest’uomo da sasso a piuma?
      Lui vuole vivere così non cambia.
      Un sasso ha le sue qualità, resta tale non cambia. Non dobbiamo vederlo negativo o positivo…non dobbiamo cambiare le persone..non dobbiamo aiutarle, ma vederle così come sono…e chi meglio di lei può iniziare a darsi il permesso di ESSERE AMATA…a pretenderlo per se stessa, ma non da chi non ne ha, non ne vuol dare…ma da chi ha desiderio come lei di condividere un’intimità e un rapporto basato sulla tenerezza e lo scambio emotivo.

  47. Dopo un’anno e mezzo fatto di fatiche, tira e molla e incomprensioni ho lasciato il mio compagno (ormai ex), persona con evidentissimo disturbo narcisistico di personalità. Già da alcuni mesi avevo iniziato un percorso con una psicologa molto brava, inizialmente per capire cosa non funzionasse in questa relazione, poi sperando di poter coinvolgere anche il mio compagno (invano), infine per comprendere per quale motivo non riuscissi a lasciarlo, nonostante la relazione fosse fatta più di emozioni spiacevoli che altro. Era una storia che mi stava togliendo ogni forza, mi pervadeva di tristezza e rabbia. Con lui parlare era impossibile, tutte le colpe erano sempre mie e degli altri, mai sue. Uomo svalutante e inconcludente, in grado di minare le mie certezze attribuendo poi a me la colpa. Ciò che mi destabilizzava maggiormente era la sua totale assenza di empatia: più gli comunicavo che non stavo bene e le cose non andavano più mi trattava con noncuranza, facendo finta che tutto potesse risolversi andando avanti così. Ero solo lo specchio dei suoi bisogni. Fino a che non ce l’ho più fatta (per fortuna!) e l’ho lasciato per la terza e ultima volta. Lui continua a cercarmi e a cercare di arrivare a me contattando il cerchio più stretto delle mie conoscenze con notevole invadenza. Non rispondo e non risponderò. Nello stesso istante in cui l’ho lasciato ho sentito una zavorra che si staccava dal mio corpo ed io che cominciavo a ritornare in superficie. Stavo tornando a respirare! L’intensa rabbia e la tristezza che mi pervadevano se ne sono andate insieme a una relazione malata. Ora penso a me, alla mia vita e continuo con la mia psicologa a capire e lenire quelle ferite del passato che mi hanno resa vulnerabile e non pronta ad allontanare subito una persona simile.
    Questa mia breve testimonianza, simile a molte altre, vuole essere un aiuto a tante donne che magari ora stanno vivendo una relazione in cui non si trovano più e che invece di renderle complete le indebolisce e abbruttisce a tal punto da non riconoscersi più. Ascoltate quella vocina dentro di voi che vi dice “Basta, così non funziona, stai sempre peggio”. E’ molto difficile, lo so, ma se da sole non riuscite, non abbiate paura di chiedere aiuto a uno psicologo, che vi sosterrà e vi insegnerà a trovare la forza che già avete dentro di voi ma che è solo sovrastata dai pensieri che la paura vi racconta. Fatelo per voi, per la vostra bella persona e per le persone intorno a voi che vi vogliono davvero bene e vogliono solo vedervi felici. Sì, perchè spesso, questi uomini narcisisti tendono anche a minare in maniera più o meno subdola i rapporti coi nostri affetti più cari.
    Ringrazio tutte le autrici e autori dei commenti precedenti ai miei e la dottoressa Silvia Michelini: anche voi con le vostre parole e i vostri consigli mi avete aiutata a fare la scelta giusta.
    In bocca al lupo!
    Un caro saluto,
    Ginevra

    1. Grazie veramente molto bello questo commento!
      Mi permette di pubblicarlo nel mio libro quando lo finirò?
      :-DDDDD

      1. Certo! Molto volentieri! 🙂

  48. Bell’ articolo…Avrei una domanda : per definire una persona narcisista, ad esempio negli ultimi punti ” relazioni impegnate ” , serve che la persona apporti tutte le caratteristiche o solo alcune?

    1. Carissima a che serve fare una diagnosi? Non è possibile ridurre un essere umano ad un elenco di sintomi, anzi spesso lo facciamo per spersonalizzare la sofferenza che deriva dall’accettazione di amare qualcuno che non ci ricambia allo stesso livello e allora, Non è meglio lavorare su se stesse, cercando di capire chi siamo noi e perchè amiamo questo tipo di uomini?

      E’ praticamente impossibiel per me nonchè sarebbe etologicamente scorretto dirle su quale numero si attesta la diagnosi di un narcisista.
      Oggi la diagnosi ha più a che fare con la conoscenza degli individui e anche il DSM IV che si basava sul conteggio di sintomi per diagnosticare un disturbo è stato superato perchè riduttivo semplicistico e fuorviante.

      Se legge nell’articolo la parte di Kernberg noterà come le immaturità affettive tendono ad assomigliarsi in questi disturbi, che hanno spesso a che fare con le capacità empatiche e di regolazione emotiva delle persone.

      Per questo determinate curiosità si possono soddisfare solo in una consulenza personalizzata.

      Un caro saluto
      Dr.ssa Michelini

  49. Penso di avere a che fare con un tipo narcisista in un modo o nell’altro torna sempre e non torna con dei buoni propositi ma con nessuna novità se non con i suoi ritmi lunatici e critiche su critiche se c’è qualcuno con cui posso parlare vorrei trovare una soluzione liberatoria senza più sofferenze. Grazie

    1. Salve Barbie,
      Grazie del tuo commento e l’interesse per questo argomento.
      Per richiedere una consulenza, puoi scrivere a psicologiacoppia@gmail.com.
      Un caro Saluto

  50. Credo di aver bisogno di aiuto

    1. Salve Cara

      al 3398873385, indicando il suo nome e cognome e richiesta.
      La ricontatterò per darle info sui costi e le modalità di accesso al servizio.
      Un caro saluto.

  51. Sono una ragazza di 26 anni che da tre anni conosce un ragazzo narciso. Non ero sicura che lui avesse questo disturbo ma con il tempo mi sono resa conto che rispecchiava completamente per i suoi modi di fare “alieni”. Non avendo avuto tante esperienze con gli uomini, per non dire nulle comincio a uscire con questo ragazzo che era un mio vicino di casa e che mi guardava sempre in giro con la mia amica con aria seducente. Riesce subito a tirare la mia attenzione così usciamo insieme. Mi sentivo una regina, la prima settimana mi mette al centro di tutto e mi sentivo sexy come nessun uomo ci riusciva. Nella seconda settimana tutto cambia: sparisce e ricompare a distanza di tre settimane, diventa freddo, prima parla di me ai suoi dicendo che sono importante e poi dice: ma io e te non stiamo insieme. Comincio ad andare in confusione, non mangio più, non dormo più e quindi decido di troncare. Mi salvo perché lui si trasferisce ma stranamente io da allora non sono più la ragazza felice di un tempo : noto che la mia infatuazione per lui è veramente forte, tento il suicidio andato male. Dopo un anno lui si fa vivo, ci ricasco. Sparisce di nuovo , decido di bloccarlo. Dopo un anno ancora lui mi vede per strada e sempre da grande seduttore mi scrive dove ancora non l ho bloccato che vuole vedermi . Indovinate? Si. Sparito. Questo è successo una settimana fa. Purtroppo per strada non posso evitarlo , però una cosa la voglio dire. Non si può salvare un uomo così , è abituato a cpmportarsi di tale maniera, dobbiamo salvarci noi perché loro non si innamorano vogliono solo prelevare la nostra energia sia sessuale che mentale.

    1. Esattamente, anche se spesso attecchiscono inserendosi in nostre fragilità o ferite narcisistiche. Per questo è importante anche analizzare i nostri schemi di relazione e le eventuali implicazioni di co-dipendenza.

  52. La mia paura è di ricaderci perché ho ancora questa maledetta speranza che lui cambi, vorrei che non mi contattasse più , che capisse che la sua è una malattia

    1. Carissima,
      nella maggior parte dei casi la personalità narcisistica è ego-sintonica. Ci sono rari casi in cui la persona si mette in discussione, ma è un lavoro molto impegnativo e che richiede alquanta perseveranza ed inoltre corre il rischio delle stesse dinamiche relazionali disfunzionali di rapida idealizzazione, svalutazione e abbandono del terapeuta, che sono presenti nella coppia stessa.
      Lavori quindi sulla sua paura di ricaderci piuttosto che immaginare che lui possa rendersi conto di avere un problema.

  53. Gentile Dottoressa, mi accosto a questo argomento oggi, dopo 10 anni vissuti accanto ad un uomo che aderisce perfettamente alla descrizione illuminante da lei fatta nell’articolo, ma che non ho mai saputo né interpretare né comprendere fino in fondo. Ho 49 anni e da 10 sto con un uomo che probabilmente è un narcisista patologico e che ha procurato a me e alle persone che lo circondano solo grandi sofferenze. Il mio compagno, solo oggi l’ho capito, mi mentito fin dal primo giorno, proponendo una sua personalissima visione della verità di cui, purtroppo, mi ha lentamente persuasa. E’ successo tutto esattamente così come da lei descritto: i primi tempi è stato l’uomo ideale. Io avevo 38 anni ed ero divorziata, con due figli adolescenti, un lavoro che amavo per quanto ancora precario e abitavo in un altra città a 100 km. da lui. Lui era sposato e padre di 4 figli, ma mi aveva detto che era separato in casa e che se non aveva ancora messo fine al suo matrimonio era solo per i figli, e che solo ora che aveva finalmente trovato l’amore avrebbe preso la sua strada. Io ci ho creduto. Era affettuoso, innamorato, presente, brillante, pieno di attenzioni, millantava progetti e desideri che in realtà non avrebbe mai realizzato, con i quali ha conquistato la mia fiducia e quella della mia famiglia. Ho creduto che la vita mi avesse dato un’altra possibilità per ritrovare l’amore ed essere felice. La sua separazione è stata devastante, con strascichi sui suoi figli terribili a causa della personalità della sua ex moglie, una donna che è stata per tutti questi anni un gigante nella nostra vita. Ho lasciato casa e lavoro e siamo andati a vivere insieme. Sono andata a lavorare nella sua Azienda. Ho profuso ogni energia possibile, nel rapporto, nel lavoro e nella vita per tenere tutto insieme: i miei figli, i suoi figli, il lavoro, la sua separazione, ma quest’uomo non mi ha risparmiato nulla. Ambiguo nei rapporti con l’ex moglie, traditore seriale, ha letteralmente CONGELATO la mia vita e il nostro rapporto per 10 anni, anni che abbiamo trascorso continuamente alle prese con i suoi problemi di famiglia, di lavoro, dei figli, della ex moglie, mentre lui mi tradiva con la feccia peggiore, raccattata qua e là sul web, sui social, al lavoro, persino in ufficio, sotto i miei occhi. Ogni mia rimostranza era un occasione per dimostrami che non ero abbastanza, che lo facevo sentire incompreso, non apprezzato. Era sempre colpa mia. E’ passato rapidamente dalla passione più ardente alla svalutazione più desolante di tutto quello che sono. Sul lavoro io costruisco e lui demolisce. Nella vita, lui mi considera solo nella misura in cui io sono funzionale alle sue esigenze, e comunque NON E’ MAI ABBASTANZA. Io, i miei desideri, il mio benessere, il mio bene, semplicemente NON ESISTE. Non mi vede affatto. Il sesso con lui, che i primi tempi si dimostrava un amante appassionato, è diventato la stessa cosa: conta solo il suo piacere. Mi creda, dottoressa, non sono una donna debole, che si disistima. Ho cresciuto due figli da sola, e sono delle perle di ragazzi. Ho relazioni solide e autentiche con amiche con le quali condivido la mia vita da più di trent’anni. Ho una famiglia che mi ama, sul lavoro sono una persona apprezzata e stimata. Sono una donna indipendente, capace, e (crepi la vanagloria) sono una bella donna: quest’uomo mi ha fatto sentire una nullità. Sono andata in terapia per un anno, fino a che il mio terapeuta mi ha detto le stesse cose che lei esprime così chiaramente: il problema non sono io, ma lo divento se continuo a trascinare una relazione così malsana. Oggi ho deciso che basta. Affronterò tutto quello che devo affrontare, ma qualsiasi cosa è meglio di questo deserto emotivo e affettivo. Chiedo scusa se mi sono dilungata, ma vorrei dire a chi sta provando le stesse brutte sensazioni: SCAPPATE. Queste persone vampirizzano ogni bene che contenete, e oggi ho capito che ci scelgono proprio per questo: perché rappresentiamo tutto ciò che non saranno mai capaci di essere. Grazie per l’ascolto.

    1. Ciao Sabrina,
      mi dispiace per la sua storia, ma in lei colgo anche molta consapevolezza e questo grazie alla terapia, direi efficace con cui mi complimento, perché al contrario trovo ed intervengo sempre in casi che nelle terapie si trascinano per anni, alla fine colludendo con la ferita abbandonico-narcisistica.
      Se le può interessare, a maggio (20.05) sto organizzando un workshop di una giornata, in cui si illustreranno le modalità per guarire dal POST TRAUMA DA NARCISISMO, perché queste relazioni lasciano un segno ed è bene prepararsi per non cadere in facili trappole depressive o colpevolizzanti.
      Si terrà a Roma domenica 20 maggio, se le interessa, le invierò la locandina via mail.
      Un caro saluto

      1. Gentile dottoressa, la ringrazio per la risposta. Quello che dice è verissimo: queste relazioni lasciano solchi profondissimi e traumatizzanti. Ti inducono ad assuefarti e a ritenere ormai FAMILIARI condotte e dinamiche che invece NON SONO NORMALI, SONO MALSANE! E’ questo che desidero far capire a chi si trova nella stessa situazione: il rischio peggiore è che ci si adatta al peggio. Questi soggetti minano alle fondamenta la tua autostima, la tua capacità di valutazione. Ti inducono a metterti continuamente in discussione, ma lungi dall’essere un’attività costruttiva, è un esercizio sterile e senza vie d’uscita. Ti chiedi: ma come sono arrivata fino a qui? Come ho potuto scambiare per amore ciò che invece era altro? Come ho potuto ascoltare per ore i suoi monologhi totalizzanti (in cui non potevi interrompere altrimenti: eh, ma tu non mi fai parlare, non si può discutere con te, non sai ascoltare…e aveva parlato per 3 quarti d’ora ininterrottamente) bevendomeli come verità assoluta, come ho potuto permettere di essere umiliata, offesa, svalutata e trascurata in questo modo? Conservo tutto un repertorio di comportamenti stereotipati che, osservandoli ora che li ho compresi, se non fossero penosi sarebbero quasi comici. Verrò molto volentieri all’incontro, se questo non è riservato solo agli addetti ai lavori. Anche se vengo dalla Puglia, sarà una bella occasione per prendermi due giorni di pausa e nutrire lo spirito. Grazie, cari saluti.

        1. Bellissima la Puglia, ho avuto una bellissima esperienza lavorativa di tre anni a Lecce!
          Allora la terrò informata su modalità, tempi e costi.
          Dato che farà il viaggio, per lei riserverò un particolare sconto del 30%.
          Un caro Saluto

  54. Benissimo, attendo sue, allora.
    Cari saluti.

  55. Ho avuto una relazione durata 2anni con un collega, per quasto nascosta, che ritengo narcisista. Palestrato, colto, simpaticissimo, molto corteggiato, si fa selfie continuamente, separato da parecchi anni. Mi domando se il narcisista può anche essere bugiardo, considerato che ha inventato scuse incredibili pee giustificare sparizioni serali, ho scoperto pure a casa sua un biglietto di amore di una donna datato pochi giorni prima che credevo avesse lasciato. Ho scoperto innumerevoli bugie e ho sempre avuto la sensazione che mi nascondesse altro. Pochi giorni fa la botta finale.. Dopo innumerevoli discussioni sul fatto che lui non era deciso se stareo meno con me seriamente… Scompare dalle 20 alle 10 del mattino successivo. Mille chiamate e messaggi e il mio nr col blocco chiamata in entrata, lo so perché chiamandolo da un altro nr invece squillava. Riporta via wapp una scusa allucinante, che è andato in palestra e quando è uscito ha subito fumato erba coi suoi amici poi andati a bere alcol a casa di un amico e accollassato sul divano. Risvegliatosi alle 2 riwntra a casa del tutto perso. Ma come si può aspettare che io ci creda??? Per giunta la colpa è mia che penso sempre male ahah cioè lui ha anche una figlia, non guarda il telefono per ore e ore??? Io non so come ma vorrei davvero farlo sentire un pezzo di merda, come si permette di raccontare ste mega palle galattiche e aspettarsi che io ci creda. Ovviamente dopo vari messaggi di offese ho staccato la spina. Purtroppo siamo colleghi e sebbene non ci sia un giornaliero contatto, capiterà di doverci parlare. Comw dovrei gestire la situazione? Il mio grosso problema è che sono presissima e ogni volta ho accettato le sue incomprensioni per amore nella speranza che potesse amarmi un giorno così come a volte mi ha fatto credere che potesse accadere. Sono distrutta.

    1. Mi spiace, sicuramente sarà ancora scossa, forse qualche consulenza mirata, anche a distanza, può aiutarla a valutare la situazione, le implicazioni e le conseguenze che ha avuto su di lei, il suo vissuto etc, per evitare di ricadere in pattern simili.
      Non mi è possibile dare pareri senza conoscere bene la situazione.
      Se invece è interessata ad un approccio intensivo, ma non personalizzato, a maggio, terrò a Roma un workshop sulle vittime di narcisismo.
      Trova le info sulla pagina iniziale del blog.

      Un caro saluto

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