Coppia e Famiglia in Crisi

“Siamo Soli”

La vita oggi è molto stressante, ognuno di noi è sottoposto giornalmente a continue pressioni (il traffico, il telefono, il lavoro, gli imprevisti, i ritmi serranti…) e ciò può compromettere seriamente l’equilibrio di coppia e familiare.

Si lavora moltissimo e spesso diventa difficile riuscire a conciliare gli impegni lavorativi con le esigenze personali, di coppia o familiari; la società non costituisce un elemento di aiuto, anzi con la crisi economica e il progressivo disperdersi dei valori su cui era fondata, ha aggravato le condizioni delle coppie, che si trovano a fronteggiare sempre più difficoltà sia nello svincolo dalle famiglie d’origine, che nella formazione di una loro autonomia.

Il primo elemento che ne risente è spesso la comunicazione e con essa la sessualità.

In un mondo in cui conta la prestazione e l’efficienza, bisogna essere sempre pronti, abili e soprattutto rapidi nel trovare soluzioni a problemi sempre più complessi e a risentirne è soprattutto la condivisione e l’intimità (il senso del noi).

Non c’è tempo, non c’è spazio e a dir la verità non siamo nemmeno così inclini al sacrificio, alla dedizione, all’apertura verso l’altro.. qualche volta pensiamo solo “ma chi me l’ha fatto fare“?

“Quando ci siamo conosciuti non eri così”!

 

 

 

Improvvisamente ci sentiamo soli anche se siamo in coppia, perchè?

Siamo impegnati ad assolvere tutti i nostri doveri, ma la nostra giornata non basta, è così impegnativa, che non lascia spazio alla condivisione, alla creazione di spazi di sana creatività e progettualità comune.

Si ha la sensazione di vivere separati anche convivendo o semplicemente stando insieme ed improvvisamente ci sentiamo incompresi, soli e frustrati.

Questa chiusura comunicativa porta pian piano i due partner a disamorarsi, a perdere le energie e la voglia di investire nella relazione, si prova solitudine, rabbia, rancore e frustrazione.

Non facciamo più l’amore!

 

Della crisi di coppia, ne risentono entrambe i partner, ma spesso uno dei due tende a deprimersi maggiormente, perde l’interesse verso l’esterno e anche la sessualità viene compromessa. (depressione di coppia)

La frustrazione sessuale comporta un’ulteriore chiusura, che rafforza le problematiche comunicative e si instaura un circolo vizioso.

E’ importante che ognuno dei due partner svolga un lavoro su se stesso, partendo dalle dinamiche presenti nella sua famiglia d’origine, metterne in discussione gli schemi relazionali e creare nuove strategie di relazione e comunicazione.

“Dio li fa e poi li accoppia”…

Ci sorprenderà scoprire che questi schemi sono spesso “incastrati” tra di loro, perchè non ci scegliamo a caso!

Molto spesso cerchiamo nell’altro una conferma agli schemi relazionali vissuti in infanzia (ripetizione del mandato familiare), o speriamo tramite l’altro di superarli.

Tuttavia, solo dopo aver affrontato un lavoro individuale, si potrà affrontare anche un lavoro di coppia.

Come facciamo ad uscirne?

Per svolgere questo percorso è necessario l’aiuto di uno Psicologo.

L’obiettivo è quello di ritrovare l’armonia nella coppia  attraverso un percorso di sostegno e riabilitazione psicologica sia individuale che di coppia.

Cos’è “l’armonia di coppia”?

E’ un concetto ampio che riguarda l’intimità, la complicità, la sintonia, lo scambio, il confronto, il sostegno, la gratificazione, l’alleanza, la fiducia…

La fiducia è essenziale, ma non basta pensare “mi fido di lui/lei” bisogna arrivare a pensare “mi fido di lui/lei e so che lui/lei si fida di me”.

Capita frequentemente che uno dei due partner percepisca nell’altro un’assenza di fiducia nei suoi confronti e, per questo, non riesca, a sua volta, a fidarsi e a creare situazioni in cui veramente ci si possa fidare di lui/lei, come in una sorta di profezia che si autoavvera.

La tolleranza è importante, perchè la sintonia non è l’assenza del conflitto, ma la capacità di sostenerlo e superarlo, considerando l’Altro non come una minaccia, ma una risorsa di crescita nella sua diversità.

L’intimità è invece la base per la condivisione, la complicità e quindi della sessualità.

La coppia”sana”.

Un percorso di Coppia ha l’obiettivo di aiutare i partner a comprendere i propri comportamenti, le proprie emozioni e le modalità d’interazione per individuare e applicare cambiamenti che possano ristabilire l’equilibrio e la serenità.

La coppia è la base della famiglia e la famiglia è la base solida su cui crescono i figli. I figli apprendono da noi a relazionarsi. Come possiamo crescere dei figli affettivamente sani, se prima non saniamo le nostre ferite del passato e impariamo a relazionarci in modo più maturo?

6 commenti

  1. Mi piace anche perche e capitato anche
    Al sottoscritto.
    Credo fondamentalmente che si tratti di
    Persone semplicemente egoiste.
    Considerando che la crisi economica ci ha
    Coinvolti un po’ tutti, e qui che casca
    L’asino-asina. Le coppie sono chiamate
    Ad affrontare la crisi con intelligenza, ma
    Molto spesso uno dei partnership non lo e
    Ed a questo punto subentra l’egoismo di
    Chi si trova in vantaggio e successivamente
    Comincia a perdere la stima e la fiducia
    Del partner, complicando il rapporto di
    Coppia ed a volte fino alla separazione.
    Ma chi non e intelligente come fa a capire
    Chi lo e ? E quindi nasce il conflitto!
    Per risolvere il conflitto occorre umiltà di
    Chi non ce l’ha.

    1. silviamichelini | Rispondi

      Hai ragione Michele

      “l’egoismo” è una qualità non compatibile con la relazione di coppia, anche se è importante mantenere la propria individualità nella coppia.
      Essere troppo egoisti, così come troppo altruisti è sempre negativo, si sa, come ogni eccesso.
      Ci si unisce illudendosi che l’Altro soddisferà ogni nostra aspettativa e sull’Altro proiettiamo ogni nostro desiderio inespresso.
      Quando ci si accorge che l’Altro non è perfetto e ci si “disillude”, non è poi facile fare un lavoro di umiltà.
      Molto spesso si ricerca all’esterno una nuova illusione.
      E in un epoca di consumismo e del mito dell’emancipazione e del successo, tutti crediamo di poter avere di più.
      Questo non significa che bisogna accontentarsi o scendere sempre a compromessi nella coppia, ma sicuramente che occorre ridimensionare il nostro senso di realtà e ricominciare a familiarizzare con il concetto di sacrificio ed umiltà.
      Ripeto, sacrificarsi non significa accettare un partner insoddisfacente o addirittura pericoloso (parlo per tutte/i i crocerossini in ascolto).
      Un rapporto di coppia “sano” è sicuramente un rapporto basato sul rispetto e sulla simmetria/parità, ma per farlo durare nel tempo, bisogna VOLERLO.
      Non a caso VOLERSI bene, implica una volontà.
      Non è un processo automatico, come pensiamo sia.
      Di tutte queste argomentazioni parlo nel mio e-book “la relazione di coppia”, che ti invio volentieri.
      Attendo tue riflessioni in merito.
      Silvia Michelini

  2. salve io penso che la crisi di coppia avviene perchè uno dei due è debole (nel mio caso lui ) ho provato a parlargli ma niente non rispondeva alle mie domande mi faceva sentire sola alla fine è andato via di casa non ci sono altre donne quando vede sembra che veda un mostro qualcuno può darmi qualche consiglio per come comportarmi?

    1. Cara Anna,

      è difficile darti un consiglio senza conoscere la tua storia nei dettagli.
      Sicuramente la capacità di tolleranza, di empatia e un buon livello di maturità affettiva di un individuo sono fondamentali affinchè questi possa mantenere una relazione di coppia stabile e soprattutto soddisfacente. Le “crisi” sono comuni a tutte le coppie e ne rappresentano la sfida evolutiva. Di certo anche la routine e la mancanza di comunicazione giocano un ruolo fondamentale nel creare il divario tra due persone che si amano. Tuttavia l’amore non è sufficiente, ci vuole consapevolezza e dedizione. Mi rendo comunque disponibile ad ascoltarti qualora tu lo voglia, puoi scrivere a psicologiacoppia@gmail.com
      Un Caro Saluto
      Silvia Michelini

  3. Quando ad esempio ci si ritrova nuovamente chiusi in casa davanti a un pc aspettando che il tuo compagno si accorga finalmente che queste schermaglie di auto-isolamento volontario sono solo le risposte ad un isolamento condizionato da lui e dal suo modo di agire,che cosa significa?Sono tre anni,e solo tre,di matrimonio e sono avvilita come se fossero 90…non c’è voglia di stare insieme,anche se insieme facciamo tutto….ma stare nella stessa stanza contemporaneamente non è come stare l’uno nell’altra e viceversa.Lui mi permette di far tutto,dice,ma il mio tutto è solo una risposta al “suo” voler far tutto…è come se nell’attesa del suo rientro io impegnassi volutamente il mio tempo,ma poi rimango fregata dall’impegno stesso,perchè ad un certo punto prende più tempo del previsto ed ecco che rimango bloccata,lui non mi trova presente alla chiamata e passo per l’egoista di turno perchè non sono dove dovrei essere quando lui mi cerca.Ho qualche problema con la comunicazione,mi sforzo di comunicare,ma sono sempre stata una troppo introspettiva e certi passaggi mi vengono complicati,soprattutto se penso che le cose che dico lui le reputa poco importanti.Dove sta il problema???????Perchè sono così apatica alle volte???Perchè nn ho io per prima l’entusiasmo di far con lui e mi arrabbio invece quando lui non mi considera?E’ tutto così confuso…così disordinato…così frustrante!

    1. Cara Laura,

      l’insidia della quotidianità è un aspetto altamente sottovalutato nella coppia.
      Si da per scontato che sia normale nella coppia duratura dover sopportare la routine.
      Tutto ciò è falso e dipende da come si decide di impostarla.
      Per molti la prevedibilità è rassicurante, per altri è frustrante.
      La gestione della quotidianità è comunque motivo di grande frustrazione e di conflitti per tutte le coppie e alla fine la noia, la routine la prevedibilità coprono di polvere anche le più brillanti e scintillanti coppie.
      La pigrizia è il primo aspetto da considerare.
      La pigrazia nasce laddove vi è prevedibilità, anche sui ruoli che ognuno dei due deve assumere e ne fa le spese l’autostima, troppo spesso quella della donna, che per cultura e non per natura, tende a restare più passiva nella coppia.
      Ogni uomo ed ogni donna sono attratti da ciò che non conoscono e rendersi troppo prevedibili e scontati non è mai una buona carta da giocarsi.
      Ciò non significa che bisogna lottare contro le abitudini.
      Le abitudini sono belle e sono sane, ciò che deve variare è l’approccio mentale alla vita di tutti i giorni.
      Sicuramente però migliorare la capacità di comunicare all’interno della coppia è il primo passo da fare, poichè quello è lo snodo di qualsiasi progresso.
      In seconda analisi, occorre anche rivedere tutti quegli stereotipi legati alla coppia e le relative aspettative, che inevitabilmente restano deluse, lasciando spazio a rancori e cinismo.
      In seguito è opportuno anche valutare i giochi di coppia e cioè tutte quelle dinamiche che vedono coinvolti i partner in “schermaglie” dolorose come dici tu.
      Mi piacerebbe darti ulteriori consigli, ma comprendi che non conoscendo la tua storia, non posso far altro che parlare in generale.
      Le relazioni implicano impegno, che molto spesso, senza la voro individuale e di coppia, si rivelano vani.
      In questo blog trovi molti articoli (leggeri, ma non troppo) su queste dinamiche, ma il passo da fare è quello di affrontare insieme queste dinamiche.
      Se vuoi puoi scrivermi in privato e ti guiderò in tal senso.
      Un abbraccio
      Silvia Michelini

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