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Consigli per i genitori che si trovano a dover costituire una FAMIGLIA ALLARGATA
FAMIGLIA “ALLARGATA”
Una risorsa o un fallimento?

La famiglia allargata è una realtà sempre più diffusa, che può rappresentare una grande risorsa per i figli, ma anche motivo di conflitti, ansia e difficoltà di adattamento.
Di base, la famiglia allargata è il risultato di una rottura, di una disgregazione, quella della coppia coniugale di partenza e per questo, non è sempre semplice gestire sentimenti ed emozioni, sia i propri che quelli dei figli, senza contare che spesso una famiglia che si disgrega e ritrova successivamente il suo equilibrio, va incontro anche a una serie di cambiamenti pratici: casa, scuola, abitudini etc.
Per “funzionare” è necessario che i nuovi partner si comportino in modo equilibrato e misurato, garantendo ai figli continuità emotiva e stabilità sia in termini affettivi che pratici.
La separazione è paragonabile ad un lutto e ognuno ha i suoi tempi per elaborarla o può avere difficoltà nel farlo e per questo non sempre da soli riusciamo a gestire tutto lo stress che ne deriva.

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Ecco alcuni consigli
La regola generale è la cautela e la costante presenza positiva e amorevole dei genitori verso i figli; in queste situazioni sono i figli che devono essere tutelati e in tal caso è opportuno mettere da parte la fretta e i desideri che provengono dal nostro Ego: possesso, conferma sociale o affettiva, potere, rancore, invidie etc..
1. TEMPO. Ci vuole del tempo perché i figli, piccoli o anche più grandicelli, accettino la fine dell’unione tra mamma e papà. L’arrivo di un nuovo partner va quindi “preparato”. La preparazione consiste nel dialogo con i figli, qualora vi sia apertura sul tema. Se i figli non sono pronti, non è possibile forzarli.
2. SUPERARE IL LUTTO: Non si può pretendere che la nuova persona venga immediatamente accettata; bisogna aspettare che i figli elaborino il lutto della separazione e soprattutto l’illusione che la coppia genitoriale sia una colonna che non può mai crollare. Il modo in cui permettiamo a noi stessi e ai figli di elaborare la disillusione rispetto all’onnipotenza del genitore, è il passaporto per una sana costituzione di un nuovo nucleo. Se il nuovo partner esercita delle pressioni, per essere incluso o annesso alla famiglia, occorre apporre dei confini.

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3. CHIAREZZA E SERIETA’: Durante la presentazione è bene essere chiari, diretti, senza cercare di rabbonire i figli o rendere ai loro occhi l’immagine del nuovo partner come speciale. Essere sempre sinceri e aperti.
4. NON ESCLUDERE: Coinvolgere sempre i figli su decisioni importanti. Non imporre immediatamente eventuali altri figli del nuovo compagno/a.
5. CONFINI, AD OGNUNO IL SUO RUOLO: Il nuovo partner deve comportarsi in modo molto misurato ed equilibrato senza sostituirsi al genitore biologico, screditarlo, né agli occhi del partner né con i figli e soprattutto senza entrare in competizione con lui/lei. I figli percepiscono questa debolezza e ciò può rappresentare una difficoltà nell’accettazione da parte dei figli del nuovo compagno. Parenti (nonni, zii etc) non devono entrare nelle decisioni della coppia genitoriale di partenza e spesso costituiscono un rischio nell’elaborazione del lutto, perché per retaggi culturali, sono ancorati alla visione statica del matrimonio e della coppia, quella cioè che mantiene la facciata anche se la coppia non funziona più da anni. Cercate di comprendere che per loro è difficile capire ed accettare questa nuova dimensione, ma non fatevi coinvolgere in lotte di potere o comportamenti giudicanti.

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6. RISPETTO: Il passato familiare e la storia vissuta dai figli vanno rispettati senza essere giudicati, e anzi il rapporto con entrambi i genitori va stimolato anche dal nuovo co-genitore.
7. SACRIFICI NARCISISTICI: La nuova coppia deve concentrarsi sui figli piuttosto che sulle proprie esigenze all’inizio e godersi la relazione con il nuovo partner, quasi come una sorta di isola felice, nella quale gradatamente entreranno a fare parte anche i figli dei rispettivi partner. Non bisogna spingere e forzare i tempi, per un proprio desiderio di appartenenza, amore e condivisione. Inoltre anche se siete delusi/e e avete bisogno di tempo per voi, non è ora il momento di concentrarsi su se stessi: uscire, fare tardi, essere tristi, buttarsi sul divano.. piangere. Non si può essere eccessivi nel gravare emotivamente sui figli. E’ bene comunicare essere sinceri e trasparenti, senza però esagerare.
8. SUPPORTO DELO PSICOLOGO: E’ bene che la coppia genitoriale affronti un percorso di elaborazione del lutto della separazione e sostegno alla genitorialità con uno Psicologo, perché molto spesso, qualora la decisione di interrompere la relazione non sia stata ben accolta da ambo la parti, risentimenti, rancori e ricatti affettivi possono ripercuotersi negativamente sulla salute psicologica dei figli. Lo psicologo lavora sia con la nuova coppia che con la coppia genitoriale di partenza e con i figli, qualora vi sia il desiderio da parte dei genitori per i figli minori.

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9. LA GENITORIALITA’ E’ UN PATTO CHE NON TERMINA: Bisogna accettare il fatto che la relazione coniugale può finire, mentre il patto genitoriale continua per tutta la vita, per questo motivo, anche se stiamo soffrendo, anche se non accettiamo la separazione, abbiamo obbligo di elaborarla al fine di non gravare emotivamente sui figli o di riversare su di loro bisogni e aspettative che non sono consone per ruolo o per età. Il nuovo partner deve comprendere che per il resto della sua vita di coppia, deve accettare la presenza dell’altro genitore (ex-partner) e che non può pretendere di tenere il nuovo partner tutto per sé.
10. STOP RICATTI AFFETTIVI, RITORSIONI E MANIPOLAZIONI: I figli non rischiano traumi evolutivi per la separazione in se stessa, ma per come questa separazione viene gestita dai genitori, soprattutto dalle madri, che hanno nell’educazione dei figli in termini di quantità, un ‘influenza maggiore; per questo è assolutamente vietato parlare male ai figli dell’altro genitore, tirare in ballo i figli in ricatti, giochi di potere, cercare di addossare l’intera colpa della separazione e a uno dei due genitori. Queste manipolazioni affettive, possono costituire il terreno fertile per l’insorgere di future problematiche affettive nei figli.

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Per approfondimenti
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