L’amicizia tra uomo e donna può esistere?

L’amicizia tra uomo e donna è un tema abbastanza ricorrente, un concetto caratterizzato da una notevole ambivalenza.

L’uomo e la donna sono diversi?

La cultura ha sempre distinto il ruolo maschile e femminile in maniera radicale, ma recenti studi neuropsicologici condotti da L.Rogers (“Sesso e Cervello”), dimostrano che il cervello dell’uomo e della donna non sono poi così differenti; ciò che crea le differenze è la cultura che passa attraverso l’educazione.

Ciò è facilmente riscontrabile osservando le varie culture e le diverse modalità con cui approcciano alla sessualità, alla coppia, alla famiglia e all’amicizia.

Ci sono poi innegabili differenze genetiche e sono forse queste a rendere difficile mantenere un rapporto di amicizia scevro da qualsiasi implicazione sessuale.

L’amicizia non ammette cedimenti da un punto di vista sessuale, è un rapporto paritario e per così dire “puro”; nel momento in cui entra in ballo l’ attrazione fisica o l’amore non si potrà più parlare di amicizia.

Se il rapporto si trasforma in amore è chiaro che passa da un livello ad un altro, ma se è solo la componente sessuale ad entrare in ballo, si creano la maggior parte delle sofferenze e dei fraintendimenti.

Accade spesso che alla base di un rapporto amicale, vi siano differenti aspettative da parte dei due soggetti e molto spesso uno dei due non riesce a tenere a freno il suo interesse, anche perchè l’amico e l’amica si presta bene ad essere l’oggetto di facili “proiezioni” (l’uomo/la donna ideale, quello/a che veramente ti capisce..etc..).

Il rapporto è quindi possibile in tre casi: se ci troviamo di fronte a due personalità molto mature ed evolute che riescono a soffocare un eventuale istinto sessuale oppure fondamentalmente “introverse” e cioè che sanno prendere le decisioni sulla base di un’attenta riflessione (Freud parlava di “sublimazione”) oppure se si tratta di due soggetti che non provano attrazione fisica e coinvolgimento sentimentale l’uno per l’altro.

Se due persone decidono di intraprendere un rapporto di amicizia devono accettare i compromessi e le rinunce che questo implica.
E’ un lavoro duro perchè il confine tra amicizia e amore è molto labile ed è facile, in un momento di debolezza provare qualcosa di più profondo.

I problemi nascono quando tra uomo e donna potenzialmente amici, uno dei due s’innamora.

 

Ciò può accadere, perchè quando scegliamo una persona come amico, lo facciamo perchè fondamentalmente quella persona ci attrae perchè ci completa, ci aiuta a superare una nostra fase oppure per alcune sue caratteristiche.

Tra queste ovviamente, la componente sessuale non deve essere quella primaria, ma quella più remota.

Il confine è sottile anche perchè il rapporto di amicizia è caratterizzato anche da “esclusività” e cioè da momenti che si trascorrono soltanto con quella persona e non con tutti.

La mia personale opinione come donna e come psicologa  – che ogni giorno si trova a relazionarsi con uomini e donne di ogni età –  è che l’amicizia tra uomo e donna è assai rara; è facile da stabilire e difficile da mantenere. Il sesso ci scappa quasi sempre!

L’amicizia tra uomo e donna può durare a lungo ed è un ‘ esperienza affascinante, che ha degli effetti positivi sia sulla persona che la vive, che sul rapporto di coppia, poichè aiuta la donna o l’uomo a confrontarsi con l’altro sesso e a capirlo meglio, senza implicazioni emotive, su un piano paritario e con maggiore sincerità; tuttavia è come camminare su un terreno scivoloso, se ti distrai, puoi cadere e “cadere” è un’esperienza che i soggetti più impulsivi, spontanei ed estroversi affontano spesso.

Non che gli introversi non cadano mai!, ma in genere quando decidono di lasciarsi andare o di cedere ad un istinto è perchè ne hanno già valutato tutte le conseguenze.
La difficoltà nello stabilire e mantenere un rapporto amicale, non deve però farci rassegnare nel tentare.
L’essere umano deve ambire ad evolvere spiritualmente e come dice il noto cantautore Franco Battiato ad “evolversi dall’incubo delle passioni” e in questo senso, la capacità per un uomo o una donna di stabilire rapporti amicali con l’altro sesso è sempre un buon indicatore per valutare la personalità o semplicemente la maturità psicologica ed affettiva di un soggetto.

D.ssa Silvia Michelini

10 commenti

  1. Sì esiste! Io ho amici uomini, con alcuni in particolare un rapporto di confidenza e di complicità che non ho con altre amiche. Uno lo conosco da quando sono nata, l’altro da 25 anni!

    1. Gentile Elena,
      il tuo commento è calzante ed è confortante, poichè è la conferma che l’amicizia tra uomo e donna, in alcuni casi può esistere! mi piacerebbe sapere qualcosa di più. Raccontaci, come secondo te, è possibile che ciò accada, portaci la tua testimonianza!
      Un caro saluto
      d.ssa Silvia Michelini

      1. Il primo che conosco da quando sono nata è il figlio di u amico dei miei. Conosciamo benissimo tutti gli aspetti e i segreti l’uno dell’altra e i nostri consigli reciproci sono dettagli dal voler essere amici nel vero senso della parola: sincerità e rispetto! L’altro l’ho conosciuto il secondo anno all’università …era bellissimo ma non c’è mai stato nulla tra noi! Ora vive all’estero ma ci incontriamo appena possibile. In questo periodo non è stato bene ed è venuto ospite da me per fare gli esami. E’ diventato amico anche di mio marito, ma le confidenze particolari restano tra me e lui. Gli amici maschi sono per me spesso più sinceri e disinteressati rispetto alle donne! Ho un altro amico molto caro, è gay, vive a Parigi ma condividiamo le nostre gioie e i nostri dolori sempre…ora poi la tecnologia aiuta!! A presto!

        1. Cara Elena, allora tu sei certamente la personalità matura a cui si faceva riferimento nell’articolo! :-D. Hai una relazione, ma non per questo focalizzi tutta la tua attenzione sul partner e contemporaneamente intrattieni delle relazioni d’amicizia con l’altro sesso, sia perchè ti ritieni soddisfatta, sia perchè sai separare l’affettività amicale da quella amorosa. Ritieni che la lontananza del secondo e l’omosessualità del terzo siano aspetti che possano facilitare il rapporto? a quanto pare anche la “familiarità” risulta essere un fattore positivo. Qual è secondo voi il filo che unisce tutti questi casi? può essere il fatto che in tutti e tre i casi una relazione sessuale, sembra essere un’ipotesi assai remota se non impossibile? grazie della tua partecipazione.
          D.ssa Silvia Michelini

  2. L’amicizia fra uomo e donne è possibile, ma assai improbabile a meno che il rapporto abbia una genesi remota e sia strutturato su un percorso di piena e “disinteressata” compatibilità. Quando un uomo e una donna (anche se uno o entrambi sposati) si incontrano ed esclusivizzano, consapevolmente o inconsapevolmente, il loro rapporto vuol dire che si piacciono (anche se in quota diversa); scatta dunque la complicità, lo slancio affettivo e il desiderio sessuale. Sublimare tutte queste reazioni in nome della fedeltà all’istituzione matrimonio od al simulacro coniugale è impresa improba e, per certi versi, segnata dalla ipocrisia. Essere evoluti o sapientemente controllati e distaccati sovente non aiuta anzi genera una tensione emotiva, incontrollata, spesso basata su fattori di ingenuità relazionale. In pratica si è sempre tesi e nervosi perché quel naturale interesse reciproco non trova, come dovrebbe, adeguata collocazione in un alveo relazionale. Istintivamente si vuole stare l’uno nelle braccia dell’altra, ma si finisce ingannevolmente nel fingersi “estranei”. Il rapporto uomo-donna è sempre affascinante, misterioso, sovente complesso, ma va gestito con accurata sincerità senza infingimenti e senza dissimulare l’essenza dei propri reciproci sentimenti. Anche di fronte al moloch della fedeltà coniugale, concetto artefatto, costruito nel laboratorio della finta moralità, e dunque confliggente con la dinamicità e la autenticità dei sentimenti e delle pulsioni emotive che insorgono incoercibili nel rapporto fra un uomo e una donna. Parlare di amicizia in questi casi è profondamente sbagliato: un modo come un altro per prendersi consapevolmente in giro.

  3. Buongiorno,
    ho una domanda sincera a cui difficilmente trovo risposta.
    Perché la componente sessuale è quella che si contrappone più assiduamente alla amicizia? Personalmente credo che sia un retaggio; e, più grave, credo che porti molto fuori strada.

    Intendo dire. Non è molto peggio la possessività? la gelosia? L’ossessione?
    Sento sempre dire che dove comincia il sesso (o addirittura l’attrazione fisica, ma non è il suo caso) cessa l’amicizia.
    Più propriamente (credo) essa cessa (o meglio, viene messa in penombra) dall’innamoramento, vero punto debole delle amicizie uomo-donna.
    perchè lì giungono inevitabilmente le dinamiche di possesso, di attesa e aspettativa, di illusione, e via andare.
    Poi personalmente credo che, anche su questo lato, le amicizie uomo-donna devono farci sempre i conti e si sta in bilico tesi ad evitare, per lo più, che la cosa si formalizzi.

    ancora più precisamente credo che tra amore e amicizia ci sia solo una “briglia” più lasca, nel secondo caso, per quanto riguarda quello che mi aspetto dall’altra persona.

    La dinamica sessuale è abbastanza irrisoria e innocua. (ovviamente se essa è inevitabilmente legata all’innamoramento è altra storia, ma cmq non è in sè il problema).

    Insomma, perchè la sessualità è vista di per sè come il VERO discrimine?
    Non lo riesco a capire.

    1. Gentile Giulia

      grazie per il suo interessante intervento

      le dinamiche di gelosia, possesso ed ossessione sono presenti sia in amicizia che in amore.
      Diciamo che possessività, gelosia, invidia, sono sentimenti che invadono le relazioni in generale a qualsiasi livello.
      Per quel che concerne la sessualità, questa è vista come l’unico discrimine (è un criterio arbitrario, ma anche motivato) perchè la coppia si distingue dall’amicizia, condividendo un progetto di vita in cui è prevista la procreazione e la sessualità da un punto di vista biologico implica la riproduzione.
      Ora è chiaro che questa, possa oggi prescindere dalla connotazione biologica e che possa essere considerata anche un gioco.
      Quando il gioco sessuale entra nell’amicizia, devono o dovrebbero esserci due individui così “adulti”, da riuscire a “separare” l’aspetto giocoso da quello delle reciproche proiezioni di aspettative e progetti di altro tipo (ad ogni livello sia eterosessuale che omosessuale).
      La sessualità ambisce alla trascendenza e in questo a qualcosa di diverso rispetto all’amicizia.
      A tal riguardo la invito a leggere il libro di Eric Berne FARE L’AMORE dove vengono differenziati tutti i tipi di rapporto in base alle aspettative di fondo; ci sono anche le sottocategorie, non troviamo infatti solo AMICIZIA, ma all’interno di essa troviamo la colleganza, il compagno di giochi, come in AMORE troviamo la coppia, i due amanti, etc..
      Non ritengo che di per sè l’aspetto sessuale possa compromettere un’amicizia, ma tutto dipende se alla base di questa sessualità vi è un comune intento di gioco, svago e momentaneo scambio. Se alla base vi sono delle aspettative e cioè un innamoramento allora, si capisce come non sussista più il concetto di amicizia, poichè esso implica credo la volontà di entrambi.

  4. ancora io…
    vorrei aggiungere una cosa.
    sono pienamente d’accordo con domenico, eccetto che per la conclusione; a partire dalle sue premesse io concluderei che l’amicizia tra uomo e donna si realizzi proprio “quando scatta dunque la complicità, lo slancio affettivo e il desiderio sessuale, si vuole stare l’uno nelle braccia dell’altra.”
    Quando c’è interesse e affetto, anche fisico.
    Quella è (e tale viene socialmente negata).
    Sarebbe meglio che l’amicizia sia un “ruttare insieme e darsi di gomito al bar dello sport”?
    Voglio dire, l’amicizia non può essere complicità, slancio affettivo e desiderio sessuale? Come tante altre dinamiche?

    Credo piuttosto che l’amicizia, nato come valore greco-romano in campo maschile, abbia perso via via la componente sessuale greca, la quale è diventata un tabù. Dunque si preferisce negare l’amicizia uomo-donna, che più propriamente la fa uscire, piuttosto pensare che devo stare attento nello spogliatoio di calcio (sto volutamente volgarizzando).

  5. Il tuo commento è in attesa di moderazione
    [versione corretta dai typo]
    ancora io…
    vorrei aggiungere una cosa.
    sono pienamente d’accordo con Domenico, eccetto che per la conclusione; a partire dalle sue premesse io concluderei che l’amicizia tra uomo e donna si realizzi proprio “quando scatta dunque la complicità, lo slancio affettivo e il desiderio sessuale, si vuole stare l’uno nelle braccia dell’altra.”
    Quando c’è interesse e affetto, anche fisico.
    Quella è (e tale viene socialmente negata).
    Sarebbe meglio che l’amicizia fosse un “ruttare insieme e darsi di gomito al bar dello sport”?
    Voglio dire, l’amicizia non può essere complicità, slancio affettivo e desiderio sessuale? Come tante altre dinamiche?

    Credo piuttosto che l’amicizia, nato come valore greco-romano in campo maschile, abbia perso via via la componente sessuale greca, la quale è diventata un tabù. Dunque si preferisce negare l’amicizia uomo-donna, la quale più esplicitamente fa uscire questa dinamica, piuttosto che pensare che devo stare attento nello spogliatoio di calcio (sto volutamente volgarizzando).

  6. sto vivendo una cosa orrenda al lavoro, lui sembrava interessato a me, ma poi è arrivata lei, l’amica, sempre tra le balle e che lo controlla, l’ha anche aspettato per accompagnarlo a casa la sera di san valentino e lui dice che non gli va e che è solo un’amica, ma voi ci credete?

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