Narcisismo e Matrimonio: come si comporta un narcisista in una relazione stabile?

Narcisismo e Matrimonio: come si comporta un narcisista in una relazione stabile?

I narcisisti generalmente non s’impegnano, non vogliono accedere ad una dimensione personalità adulta e genitoriale della personalità, vivono come eterni peter pan, hanno paura di impegnarsi, idealizzano i partner, temono l’intimità e poi – dopo aver abusato psicologicamente ed emotivamente delle loro vittime – fuggono senza rimorsi o ripensamenti verso la loro prossima avventura.

Eppure ritroviamo spesso i narcisisti in coppie stabili anche se conflittuali, perché?

I narcisisti hanno una visione pessima del matrimonio, perché non considerano il matrimonio come un rito trasformativo, che sancisce un unione affettiva sul piano formale, ma solo un mero obbligo formale, a limite un investimento economico e materiale, che riguarda più la sicurezza e la stabilità che l’amore e la passione.

I narcisisti, non tollerano di doversi “legare” a qualcuno per tutta la vita, per questo se si sposano, lo fanno in genere solo per motivi differenti dall’emergere di un desiderio spontaneo: accontentare un parente, cedere alle pressioni del partner, conformarsi e guadagnare prestigio e approvazione sociale (avrò anche io una “moglie”, “marito” così come tutti i miei amici).

Il narcisista in realtà preferirebbe convivere, non avere impegni duraturi e spesso non vuole figli, perché questi – interferirebbero con la loro individualità o i loro progetti di realizzazione personale.

Se hanno figli, questi debbono “ripagarli dei loro sacrifici”, soddisfare le aspettative irrealistiche di realizzazione o sogni disattesi e di sovente sono controllati in modo freddo e distaccato, vivendo in un mondo fatato, ma privo di amore.

In tal senso, anche un partner può essere percepito come un ostacolo alla propria realizzazione personale, ecco perché i narcisisti preferiscono stare sempre con un piede fuori dal legame, i legami li spaventano, così come l’intimità; se si impegnano, si aspettano che il partner rispetti la loro individualità, non mini la loro autonomia e sposi con lui/lei anche i suoi progetti e/o ideali progetti; per questo i narcisisti tendono ad essere svalutanti verso qualsiasi forma di coinvolgimento emotivo, ma anche possessivi e controllanti, rifiutando nel contempo qualsiasi forma di reale condivisione con l’altro.

 

CON CHI SI SPOSA UN NARCISO? QUALE PARTNER SCEGLIE PER UNA RELAZIONE STABILE

In genere il narcisista sceglie un partner altrettanto narcisista, ma che chiameremo “complementare” o “ inverso”, qualcuno che lo idealizzi, lo ammiri, che gli lasci assumere il controllo della relazione e che quindi non intralci la sua realizzazione personale.

Il narcisista grandioso ricerca ammiratori, sudditi e discepoli, per questo è attratto (e attrae) persone che percepisce (o si percepiscono) come “inferiori” a lui/lei per status sociale, età, o condizione di disagio fisico o psicologico e che per questo non offuscano la sua grandezza (reale o immaginaria) e gli permettono di avanzare nella vita verso i suoi obiettivi senza particolari sacrifici o intralci.

Dietro a molte crocerossine/crocerossini c’è spesso un narcisista grandioso, dietro a un passivo-aggressivo evitante o una personalità dipendente un narcisista inverso/complementare.

Il narcisista complementare, che inizialmente è quello/a più innamorato/a e grato all’altro per averlo/a degnato/a della sua presenza, in seguito soffrirà moltissimo, perché dopo aver rinunciato a realizzare sé stesso per innalzare l’altro partner, si sentirà profondamente deluso quando il narcisista grandioso non lo ripagherà affatto, anzi lo svaluterà o lo/la depriverà emotivamente, così preso com’è dalla regìa del suo film immaginario, in cui l’altro è solo un attore, una marionetta, e non un co-.regista.

Questi ruoli possono alternarsi in una coppia durante la vita.

Il narcisista complementare, a causa della sua scarsa autostima, non si rende conto di aver rinunciato a realizzare se stesso per fondersi con l’identità che il narcisista grandioso sogna per se stesso.

Ecco che si crea un grande equivoco.

Il narcisista grandioso, crede che – avendo trovato un partner inferiore a lui/lei non rischierà mai di perdere il suo Sé ideale e grandioso, di doversi coinvolgere o sacrificare in una relazione reale e potrà quindi controllare l’altro, mantenendo con lui/lei una relazione superficiale, di reciproca utilità in cui il partner è soddisfatto per il semplice fatto di stare con lui/lei.

Per questo il NG, ritiene che l’altro lo ammirerà e gli  sarà eternamente grato per avergli dato in prestito un’identità ideale; il NC dal canto suo, fondendosi simbioticamente con l’altro potrà difendersi dalla consapevolezza della sua invidia, delle sue fantasie di onnipotenza e i suoi complessi di inferiorità.

Con il tempo però, questo equivoco si trasforma in un conflitto di potere: il narcisista complementare – che ha rinunciato al suo sé per realizzare un sogno nel quale fotografa l’altro in un’immagine idealizzata e si appropria di fatto, dell’identità immaginaria del narcisista grandioso, si sentirà poco ripagato della sua rinuncia e in seguito alla carenza di riconoscimento, inizierà a svalutare il NG al fine di risollevare la sua carente autostima.

La parte drammatica della storia è che soffrono tremendamente entrambi: uno ha proiettato sull’altro un’immagine ideale e cerca di applicare questa immagine ideale al suo partner, non importa quanto l’altro si manifesti opposto a tale ideale. L’altro ha rinunciato a se stesso per prendere in prestito un’identità fittizia, nella quale presto si sentirà stretto e dalla quale vorrà liberarsi per trovare la sua vera identità.

Il NC è talmente attaccato alla sua visione idealistica del partner, che nessuna delusione, fatto reale o evidenza potrà dissuaderlo/a; lui/lei cerca una relazione assoluta totalizzante, ideale, mentre l’altro/a si accontenta di una relazione reale, mite, priva di poesia e alti ideali, superficiale e strumentale.

Una pacifica convivenza.

Entrambi di base, hanno una visione idealizzata, fusionale della coppia e hanno paura che avvicinandosi troppo l’un l’altra, in una vera intimità, potrebbero soffrire, essere traditi, scoprire le proprie fragilità e restare delusi, per questo attaccano l’altro prima che possa farlo l’altro e preferiscono controllare l’altro e spingerlo ad incarnare il quadretto ideale, che sentono essere degno di approvazione sociale indiscussa.

Alla lunga i due sprofondano in una reciproca co-dipendenza sado-masochistica, con gravi crisi drammatiche, in cui uno mette l’altro di fronte alle sue mancanze nel rapporto, lo giudica, lo incolpa e lo mette di fronte alla sua freddezza, alla sua superficialità e l’altro si sentirà invaso e biasimato, difendendosi con attacchi passivo-aggressivi e ritirandosi nel mutismo più completo.

Sono frequenti gli attacchi indiretti, che spesso definiamo “violenza psicologica”: mancare un appuntamento importante, dimenticare compleanni, svalutare la dignità dell’altro in base al genere (gli uomini non servono a nulla, le donne sono tutte mediocri e sciocche), screditare il partner, le sue iniziative o le persone che frequenta, punire l’altro con silenzi o mancate risposte a quesiti diretti..etc..

La coppia è caratterizzata da frequenti battibecchi, rancori un odio sottile, provocazioni che mirano a screditare l’altro; sono frequenti le “separazioni in casa” per la crescita dei figli o per la convenienza materiale, in cui entrambi hanno un’altra vita, non necessariamente altri partner.

Il sesso è usato come arma: serve a riconquistare l’altro, a sfogare la rabbia oppure a punirlo/a con l’astinenza.

Per questo motivo, sono frequenti i tradimenti per rabbia, risentimento, puro libertinaggio o per risollevare l’autostima.

Un  segno importante è la continua necessità di vendicarsi apertamente o meno apertamente e la guerra aperta, finalizzata a distruggere l’altro, soprattutto se si viene lasciati.

I più fortunati, invece, negli anni, riescono a costruire un rapporto di leale amicizia, di conoscenza delle reciproche trappole e a lavorare sulla propria autostima e sull’autonomia affettiva.

Al di là degli ideali d’amore, non per tutti l’intimità è una dimensione praticabile e la disillusione rispetto ai quadri romantici di amore perfetto, è una strada perseguibile per strutturare un rapporto più concreto di reciproco adattamento.

Se pensi di essere in una relazione narcisistica e vuoi migliorare le condizioni in cui sei oppure distaccarti definitivamente ma non hai il coraggio

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