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Dott.ssa Silvia Michelini     psicologiacoppia@gmail.com

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Narcisismo e Sessualità: che funzione ha il sesso per i/le narcisisti/e? Scopri cosa significa il sesso per un/una narcisista.

Sigmund Freud ha utilizzato la metafora del mito di Edipo, per descrivere una fase primitiva dello sviluppo psico-sessuale e cioè quella in cui l’energia libidica è rivolta sul soggetto (se stessi) anziché su un’altra persona (oggetto).

Nel narcisismo “sano” vi è la tendenza a cercare se stessi nell’altro al fine di ottenere indirettamente conferme del nostro valore e della nostra esistenza amorosa (siamo degni di amore e siamo amabili perché ci riconosciamo nell’altro). Nel narcisismo patologico invece, vi è la tendenza ad utilizzare l’altro esclusivamente per ottenere rifornimento narcisistico (energia) sia a livello affettivo che sessuale, senza però accedere mai a una dimensione più matura della sfera affettiva e sessuale, che implica ambire all’intimità, alla condivisione e alla conoscenza dell’altro. I narcisisti sono molto più preoccupati della loro immagine (estetica, lavorativa, sociale) che dei valori e dei sentimenti (cosa sentono loro o sente l’altro) e questo a causa della carenza empatica; nel tentativo di adeguare se stessi/se stesse ad un “Falso Sé” (spesso costruito su stereotipi di genere/ status symbol appresi in famiglia e/o nella società: forza, indistruttibilità, bellezza, salute estrema, giovinezza, soldi, potere, successo, autosufficienza…) perdono di vista chi sono realmente e rischiano pesanti depressioni e crisi di identità, soprattutto dopo i 40 anni.

narcisismo patologico

narcisismo patologico

Alexander Lowen sostiene che i/le narcisisti/e pur di dimostrare a se stessi e agli altri che quell’immagine di grandiosità, quel Falso Sé esiste realmente, negano ogni sentimento (a se stessi e agli altri) che vada in dissonanza con questa immagine. Per questo i loro legami affettivi possono anche essere duraturi e apparentemente passionali, ma in realtà paragonabili ad una finzione scenica, perché basati su un principio di non autenticità emotiva e sull’incapacità di capire e sentire l’altro, che di fatto esiste nella misura in cui lo/la accontenta e risponde alle aspettative più o meno chiare di come dovrebbe comportarsi o essere in quella situazione. E’ per questo che le relazioni tra narcisisti sono caratterizzate da un alto livello di conflittualità e incostanza, che di fatto seguono l’andamento umorale degli stessi e del passaggio (quasi sempre ciclico) da fasi di idealizzazione a fasi di svalutazione completa. Da queste premesse si comprende come la sessualità in ambito narcisistico risenta dell’immaturità psichica dei soggetti che la agiscono, ma anche dell’esigenza di salvaguardare la propria immagine grandiosa e di approvvigionarsi di energia psichica attraverso l’incontro con l’altro, considerato tuttavia un adorante spettatore più che un attore co-protagonista.
narcisismo

narcisismo

E’ per questo che i/le narcisisti/e all’apparenza possono apparire sicuri/e di sé, liberi/e sessualmente e anche esperti/e, ma queste abilità rientrano più nell’area soggettiva che intersoggettiva, perché nell’altro ricercano uno specchio, una conferma del proprio valore, della propria seduttività e capacità di far stare bene l’altro più che un reale scambio, in cui mettersi in discussione, in cui esserci… Ecco perché nel sesso coi narcisisti avrete la sensazione di vedere un bel film, ma proverete quel senso di stupore, ansia, misto ad incredulità riguardo l’esagerazione con cui viene vissuta la performance. Le donne si mostrano sessualmente attive e libere, anche nel vestiario o nel modo di porsi sembrano volersi presentare come oggetti sessuali, ma poi una volta ottenuta l’attenzione dell’uomo, questa “conferma” le indispone e di fatto puniscono il partner negandosi o mostrandosi nel rapporto molto fredde, distaccate e di fatto non abbandonandosi al partner né tantomeno all’orgasmo. L’ostentazione della virilità e/o della femminilità è quindi più un’esibizione finalizzata al “guardare ma non toccare” che un reale invito alla condivisione. Nel maschio questa particolare forma di narcisismo viene definito “fallico” perché si riferisce in particolar modo alla relazione tra il fallo (come simbolo di potenza e forza maschile) e l’Io, ma anche alla volontà del narcisista di imporre ed esibire il fallo, quale elemento di orgoglio che merita l’ammirazione generale del pubblico. Questa esigenza di ostentare il fallo, sopperisce ad ansie di castrazione e complessi di inferiorità risalenti all’ età infantile oppure di contro è la ripetizione di un gioco seduttivo-incestuoso che le mamme dei narcisi spesso riservano ai loro figli. Se incastonate in determinati cliché culturali, queste madri esaltano il maschio tout court solo perché maschio o ammirano il fallo dei loro figli, fino anche ad età in cui sarebbe preferibile smettere: ..”bello il pisellone di mamma!… con quel pisellone li che ci fai”.. di chi è questo pisellone?”.. Nella mia carriera clinica ho ascoltato vari racconti di madri che hanno fatto la doccia ai loro figli maschi fino a 12/13 anni e che ad oggi che ne hanno 45, ancora servono i loro principini come avessero 2 anni. Di contro abbiamo padri simbiotico-seduttivi che (come le mamme di cui sopra) compensano aspetti affettivi carenti con il/la partner erigendo la figlia a “suo unico vero amore”, idealizzandole gravemente e che pur di accontentare le loro principessine, sono disposti a comportarsi come principi azzurri o eroi, purché appunto le loro “bambine” non li lascino e/o “tradiscano” con altri uomini. In età adulta la ricerca dell’ammirazione e della grandiosità hanno la funzione di bilanciare l’aspetto depressivo sottostante.. anzi il sesso diventa la droga con cui evitano di confrontarsi con la sessualità ed è per questo che molto spesso nelle relazioni caratterizzate da abuso narcisistico, si fa fatica a distaccarsi da un/una partner narcisista, perché nessuno come un/una narcisista può farvi specchiare nelle vostre fantasie e/o mettersi a vostra disposizione come un oggetto al fine di realizzarle, catapultandovi in una dimensione di confusione e ammaliante seduzione psicologica. Questo perché hanno imparato a conformarsi sulle esigenze degli altri sin da bambini, per ottenere un amore, che di fatto dovrebbe essere gratuito. La necessità di “drogarsi” di sesso, di ricercare partner che li ammirino, li corteggino e li seducano o da sedurre spinge spesso i narcisisti a perdere di vista il senso più vero dell’amore, dei legami veri e ancora più spesso a restare soli, dato che tutta l’energia è impiegata su se stessi e su rapporti superficiali o vacui che tuttavia lo/la fanno sentire attraente piacente e seducente. Questi rapporti superficiali sono vissuti nella ricerca o l’ostentazione di uno stile di vita improntato sull’avere: soldi, potere, regalie, edonismo e tutto ciò che possa essere mostrato come trofeo o indossato quale medaglia o orpello. Nei casi più gravi (narcisismo patologico) la sessualità è utilizzata per punire o incastrare il partner: l’atto sessuale viene vissuto come strumento di possesso umiliazione e distruzione dell’altro.
La sessualità è utilizzata per punire o incastrare il partner

La sessualità è utilizzata per punire o incastrare il partner

Secondo la psicoanalista Alice Miller il/la narcisista finge di essere qualcun altro nel tentativo di trovare se stesso; dato che non ha potuto contare sul rispecchiamento da parte dei suoi genitori anaffettivi o indisponibili, vaga in eterno come uno zombie nel tentativo di trovare se stesso/se stessa in un’altra persona. Questa persona dovrebbe assolvere alla funzione di rispecchiamento emotivo materna finalizzata alla costruzione di una sana autostima ed empatia e lui/lei è abituato/a ad incarnare qualsiasi ruolo pur di attrarre l’attenzione di mamma e papà, perde definitivamente la sua identità e avverte un senso di vuoto interiore, di non contatto con se stesso e col mondo esterno. Il contatto con se stessi e il mondo esterno passa infatti attraverso il CONTATTO e il rispecchiamento intersoggettivo con il proprio care-giver. Se questo è stato assente (non ti vedo) oppure incentrato su un immagine che il genitore si è costruito del/della bambino /bambina (ti vedo solo se hai successo), il/la bambina da adulto/a proseguirà a cercare quella sensazione. Io esisto perché tu MI VEDI. I narcisisti vogliono essere soprattutto VISTI. Per i narcisisti il sesso è quindi solo un altro strumento per ottenere attenzione e adulazione e la fase iniziale di corteggiamento e love bombing è spesso accompagnata dal SEX BOMBING (messaggi, foto, video erotici…). Una volta ottenuto ciò che desiderano passano alla fase di svalutazione e abbandono per poi ricominciare, sempre che vi ritrovino così lontani (come lo erano i genitori) da maturare masochisticamente il desiderio di raggiungervi. Parte quindi il gioco del gatto e del topo, in un’estenuante danza, in cui neanche voi potete essere voi stessi/e potrete ottenere attenzioni solo se vi adeguate al gioco. Il partner esiste nella misura in cui accontenta il/la narcisista e quando questo non è possibile i narcisisti tradiscono o evadono, senza provare alcun senso di colpa, anzi si sentiranno legittimati dalle mancanze dell’altro nei loro confronti. Il sesso è usato a scopo essenzialmente manipolativo, soprattutto dalle donne. Nella donna il narcisismo è sempre fissato alla fase edipica, ma si basa sulla ricerca assoluta dell’autonomia dall’uomo in conflitto con la seduttività estrema, utilizzata per avere il controllo su di esso. Il conflitto edipico (di Elettra) femminile si concentra su una delusione infantile paterna o nella coppia genitoriale che genera una ferita narcisistica di abbandono e vulnerabilità: la narcisista desidera essere amata e riconosciuta dall’uomo quale simbolo paterno salvifico e considerando il fallo come simbolo di forza e autonomia, inconsciamente vorrebbe essere come lui, possederlo, tuttavia per confermare a se stessa la sua totale autonomia dal padre e dal maschile, deve perseguitarlo e distruggerlo. I questo senso il narcisismo maschile è più orientato all’auto-erotismo mentre quello femminile alla seduzione e alla dipendenza sessuale, dato che nella donna la presenza dell’altro è fondamentale al fine di essere “riconosciuta” degna di amore da quel genitore che l’ha abbandonata e rifiutata (oppure l’ha amata troppo e lei non trova un eroe degno del padre) e di conseguenza lei ha codificato inconsciamente questa realtà quale sua colpa “non vado bene”. Il narcisismo ha sicuramente a che fare con l’insicurezza e la ricerca di approvazione, ma nella donna, questi aspetti sono più marcati poiché rinforzati dalla cultura. La donna viene educata alla dipendenza psicologica/affettiva , a curare la sua immagine estetica e questo apprendimento passa purtroppo attraverso gli stereotipi di genere e di coppia che si basano sui concetti masochistico sacrificali e sull’immagine dualistica della donna come oggetto sessuale o angelo del focolare (santa o puttana): la donna è debole, la donna non deve gioire, ma nasce per asservire, nutrire i figli.. sedurre far godere l’uomo…etc… Risultato: io esisto come donna solo se mi identifico con un uomo o con il suo soddisfacimento (perché lo soddisfo). Stesso destino (dipendenza affettiva) capita spesso agli uomini con madri abbandoniche gravemente disfunzionali, borderline, malate/depresse o narcisiste patologiche o padri narcisisti patologici e violentemente repressivi e svalutanti. In questa situazione anche l’uomo cade nella trappola del dover apparire ostentare forza e un’ immagine di perfezione finalizzata a compiacere l’altro. La sessualità narcisistica è quindi strumentale e finalizzata ad ottenere le attenzioni e l’ammirazione dell’altro o una conferma della forza del proprio Io. Ostentazione, strumentalizzazione del corpo, perfezionismo, ossessività implicano un grande dispendio di energia, che di fatto, viene tolta alla sfera relazionale, alla costruzione di un Io sano e alla sedimentazione di rapporti veri e tangibili. Per questo motivo la vita di questi soggetti apparentemente stimolante e piena di successo è caratterizzata in realtà da una profonda solitudine ed isolamento. I sentimenti di depressione e svalutazione, si alternano all’arroganza, alla maniacalità e all’atteggiamento di superiorità che cela in realtà insicurezza e gravi compromissioni dell’autostima. VISITA ANCHE www.vittimedinarcisismo.com www.silviamichelini.com