Dott.ssa Silvia Michelini     psicologiacoppia@gmail.com

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Perché l’amore finisce?

fine-di-un-amoreChi non si è mai posto questa domanda?.

Quali sono le motivazioni del fallimento e a chi o a che cosa possiamo imputarle?

I divorzi e le separazioni sono in costante aumento; si possono cercare molte spiegazioni e trovare molte griglie di lettura: ma è importante capire ed analizzare alcune ipotesi di ricerca dell’evento “separazione”, al fine di apprendere quanto più possibile da questa esperienza.

Fra i molti approcci possibili, ne ho individuati almeno tre: uno psicologico, l’altro più legato al tempo, il terzo infine, di tipo culturale.

 

Motivazioni Psicologiche
Le teorie psicologiche sia quelle più datate che quelle più recenti, imputano il fallimento della coppia al prevalere dei “giochi” della collusione rispetto al desiderio di far sopravvivere il progetto. I “giochi di coppia” di cui si parla anche in questo blog sono l’intreccio che deriva dalle aspettative psicologiche infantili dei due partner circa la coppia, aspettative che spesso riguardano l’illusoria ricerca della COMPLETEZZA.

Tuttavia la relazione di coppia implica un dare oltre che un avere e molto spesso si proietta sul partner il desiderio dell’uomo o della donna perfetta, incolpandolo/a poi di non rispettare questi canoni. Altre aspettative sono quelle di recuperare l’amore, la stima o l’affetto che non si è ricevuto in infanzia, ma anche questa aspettativa resta delusa, perchè la relazione di coppia è tra due adulti che hanno un grado di maturità sufficiente tale da permettere il passaggio dalla personalità bambina a quella adulta a quella genitoriale. Una persona che cerca sempre di essere il bambino o sempre il genitore o solo l’adulto nella relazione prima o poi fallisce poichè si crea UNO STALLO nelle dinamiche di comunicazione e i GIOCHI che inizialmente ci hanno atratto, perchè erano adatti al nostro grado di maturità, ora ci stancano.

Per cui se la coppia si fissa sui giochi e solo su determinate modalità di comunicazione, iniziano i drammi, i conflitti e i possibili tradimenti, soprattutto se uno dei due si stanca di giocare a mamma e figlio, vittima e carnefice o ad altri giochetti simili che si verificano molto spesso nella coppia.

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Il tempo
Le relazioni falliscono perché la scelta è stata fatta in base a quello che conta di più nell’immediato e non a quello che conta di più nel lungo periodo. E’ come dire che non abbiamo preso bene le distanze! (guardare al futuro). Crescendo ed evolvendo, cambiano desideri e progetti, che non sempre sono condivisibili. Se la coppia non condivide una progettualità comune, inevitabilmente anche amandosi, entrerà in forte contrasto e alla fine uno dei due cercherà di realizzare se stesso altrove.
La relazione tende a finir male se non c’è corrispondenza tra quello che si vuole dall’altro e quello che si pensa di riceverne: chiunque ha amato senza essere ricambiato altrettanto, sa quanto può essere frustrante. Alle volte si potrebbe consigliare di ridurre le proprie aspettative e diminuire il proprio coinvolgimento: ma è un consiglio difficile da seguire. Siamo davvero così sprovveduti da fare sempre la scelta sbagliata? Probabilmente no: il fatto è che sceglie troppo spesso in base a quello che conta di più nell’immediato.
Ma quello che conta nel lungo periodo è diverso: i fattori che contano cambiano, cambiano le persone e cambiano le relazioni. Ci sono cose che è difficile giudicare all’inizio di una relazione: l’idea che l’amore vinca tutti gli ostacoli è molto romantica, ma poco reale.
Quando si devono prendere delle decisioni, quando arrivano i figli e si devono fare alcune scelte, una cosa che sembrava poco importante, lo diventa. Altri fattori invece nel lungo periodo diventano secondari: come l’idea che l’altro sia “interessante” (all’inizio c’è il timore che se cala l’interesse la relazione svanisce).
In realtà quasi tutto tende a diminuire col tempo (nelle coppie studiate statisticamente): calano la capacità di comunicare, l’attrazione fisica, il piacere di stare insieme, gli interessi in comune, la capacità di ascoltare, il rispetto reciproco, il trasporto romantico; ciò può essere deprimente, ma è importante fin dall’inizio sapere che cosa aspettarsi col tempo, avere aspettative realistiche circa quello che si potrà ottenere e quello che finirà con l’essere più importante a lungo andare.
Motivazioni di Tipo Culturale
Questo approccio, per capire la crisi di coppia, è stato sviluppato dal Prof. Mario Bertini dell’Università di Roma. Bertini fa notare che ognuno di noi ha delle aspettative irrealistiche rispetto al matrimonio/convivenza.
E’ la cultura romantica dei fiori bianchi, dell’abito bianco di nozze, della fedeltà reciproca a tutti i costi, della felicità di stare insieme… (eppure anno dopo anno, aumenta la conflittualità, la coppia è sempre più in crisi).
E’ come se la coppia dicesse: “Dopo tanto laborioso cammino, finalmente siamo approdati a questo meraviglioso giardino recintato dove tutto si può godere. Protetti dal nostro amore e dalla consistenza del contratto.
Il compito che ci sta davanti è finalmente quello di godere “consumando” insieme tutto quello che ci viene chiesto è di rispettare le regole di non uscire dal recinto e di sacrificarsi l’un l’altro, sicuri che l’amore riuscirà a far superare ogni ostacolo”.
E’ un atteggiamento di base dettato dal consumismo.

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Questi sono alcuni dei possibili motivi e tu cosa ne pensi?

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