Dott.ssa Silvia Michelini     psicologiacoppia@gmail.com

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Perché Narcisisti e Borderline sono cosi’ attratti l’uno dall’altra? Quali sono gli “incastri” d’amore del Cluster B? Arriva un momento nella vita di ogni psicologo clinico, nel quale ci si chiede se alcune coincidenze o complementarità (“incastri”) tra persone siano del tutto casuali o regolate da fattori psicodinamici ben precisi.

Chi si rivolge al mio servizio per chiedere aiuto, essendo io specializzata nelle dinamiche di relazione caratterizzate da alta drammaticità, quasi sempre mi pone la stessa domanda: PERCHÉ’ SE MI HA FATTO SOFFRIRE, NON RIESCO A DIMENTICARLO/A E SE È COSI EVIDENTE CHE SIA UNA PERSONA TOSSICA O NEGATIVA, PERCHE’ NON RIESCO A LIBERARMENE? PER FAVORE MI MANDI IN UNA CLINICA DI DISINTOSSICAZIONE.

Semplice, perché il cervello non funziona in modo intelligente, ma per “associazione” ponendoci di fronte qualcosa che di fatto già conosciamo per vecchi schemi o ferite, ma che cela in se anche un insegnamento, una “zona prossimale” di apprendimento evolutivo; quella persona quindi, condivide con noi le medesime difficoltà relazionali, le compensa in modo attivo/overt o passivo/covert, a seconda della posizione che vogliamo prendere inconsciamente nella relazione (colui/colei che aiuta o colui/colei che si appoggia).

Le relazioni complementari ad un livello di gravità medio –bassa (nevrotico), celano in sé molti aspetti di potenziale crescita psico-affettiva, sono cioè sfide, ma come tutte le sfide, se uno dei due giocatori cede, peggiora, cambia, non collabora, saltano gli accordi e si può arrivare ad uno stallo profondo che conduce ad un conflitto di gravità peggiore (borderline) o gravissimo (delirante psicotico) caratterizzato da intensa aggressività diretta o indiretta.

Quando mi chiedete se un vostro partner è più borderline, istrionico, narcisista etc.… io vi risponderei cosi:

Qual è l’elemento che accomuna TUTTE LE PERSONE DEL CLUSTER B?

LA PAURA DELL’ INTIMITÀ’. Ognuno nel cluster B ha il suo livello di tolleranza dell’intimità.

Crepaccio

Ah sì? E io empatico che paure ho? Io voglio entrare in intimità con gli altri!!! SBAGLIATO.

Tu vuoi entrarci al tuo livello di funzionamento, “mi occupo di te” perché questo ti fa sentire di avere maggiore controllo su te stesso, ti protegge dal timore di essere abbandonato/a… ma non ti mette in una posizione di reale reciprocità nelle relazioni.

Ecco che il cluster B può essere visto come un gruppo eterogeneo di persone con una “paura fottuta” (ed è il termine più tecnico che ho trovato) di entrare in relazione con l’altro.

La paura cambia in base alla gravità del funzionamento della personalità. Non cade il mondo se sono narcisista o borderline o istrionico ma QUANTO? A che livello di rigidità funziona la mia personalità?

Nasce un dubbio, come può essere vero questo se alla fine NARCISISTI E BORDERLINE SONO SEMPRE ALLA RICERCA DI EMOZIONI, ATTENZIONI, STIMOLI O DI UN AMORE NUOVO!!!!??

Sbagliato, queste persone fanno difficoltà a gestire le loro emozioni e sono alla ricerca disperata di uno specchio che gli fornisca una chiave simbolica (spesso il sesso o la negazione dell’importanza di esso) per aprire l’armatura, qualcuno che li aiuti ad abbattere la corazza, tuttavia la corazza è l’elemento essenziale con cui entrano nella relazione e PROVATE A TOGLIERGLIELA O A TOGLIERVELA! Circolo vizioso.

STARE IN RELAZIONE implica tutta una serie di abilità: saper comunicare in modo efficace concentrandosi sul senso e non sui dettagli che attivano le nostre paure, saper elaborare e restituire in modo assertivo le proprie emozioni, negoziare, entrare in empatia con l’altro, uscire dall’egoismo infantile, perdonarsi, avere pazienza, costruire. etc.

Narcisisti, Borderline, Istrionici condividono quindi la stessa ferita di “sfiducia-abuso”, “deprivazione affettiva” e “abbandono”; queste persone fanno difficoltà a mantenere una “costanza di oggetto” (sapersi rappresentare il valore e la presenza emotiva di una persona anche in sua assenza, un po’ come dire se non vedo una cosa non esiste, se non me la ricordi costantemente per me non esiste) e come asseriva Melanie Klein a percepire una persona come INTERA ossia essere in grado di percepire ed accettare simultaneamente le qualità buone e cattive degli altri.

La costanza d’oggetto include anche la capacità di ricordare i volti e altre caratteristiche positive associate ad una persona.

Avrete fatto caso che quasi tutti i narcisisti, gli istrionici e i borderline fanno fatica a sopportare una relazione stabile, che tuttavia ricercano in modo attivo e disperato.

Una volta finita la novità, che spesso si consuma in una zona di comfort, inizia il gioco delle parti mosso internamente dalla paura del legame, la competizione del potere, i silenzi, le sparizioni, le privazioni, i ricatti affettivi…

Dipendenza affettiva

Queste persone oscillano tra due visioni estreme e di sé stessi e degli altri: o sono “tutti buoni” o “tutti cattivi”.

Sono in perenne conflitto tra sentirsi al sicuro e ricerca della novità, ma soprattutto non riescono a tollerare la frustrazione, il sacrificio implicito nelle relazioni di lunga durata. Si sentono spesso abusati o in gabbia e per questo devono sempre ricercare una VIA DI FUGA.

Ecco che la percezione degli altri e di sé stessi varia anche in base all’umore, che nel cluster B è quasi sempre tendente al ciclotimico o al disforico aggressivo: se vedo l’altro TOTALMENTE BUONO mi estraneo dal considerare elementi negativi che poi una volta emersi, trasformeranno quella persona in un MOSTRO da cui allontanarsi e via dicendo in una sorta di straziante elastico tra ritiro e slancio verso il mondo esterno.

UN altro dettaglio da non sottovalutare è la scissione SESSO/AMORE.

Le persone del cluster B sono accomunate da una visione isterica della sessualità: la ricercano come conferma, la esibiscono come stimolo per ottenere approvazione, vi passano attraverso con una certa facilità per conoscersi, ma poi se ne sentono minacciati in termini di sicurezza e per questo dopo un primo periodo di compulsiva ricerca dell’altro, entrano in uno stato paranoide, perdono rapidamente interesse perché si sentono DOMINATI o ABUSATI come oggetti oppure vorrebbero controllare il partner ossessivamente; non riescono a lasciarsi andare completamente con una persona con cui condividono la loro interiorità. Per questo motivo scelgono come compagno fisso una persona stabile e affidabile che spesso de-sessualizzano dopo poco relegandola al ruolo di “genitore” o di “sorella/fratello/amico/amica” ed evadono fuori dalla coppia alla ricerca di stimoli e di conferme narcisistiche del loro valore come donna o uomo. Nel caso contrario, il peggiore… ricercano come partner una persona che rifiuta l’intimità, che li svaluta così da confermar loro la ferita narcisistica di base, spesso risalente a un rapporto edipico malato con un genitore.

Secondo Melanie Klein la mancanza di queste due caratteristiche (costanza e interezza dell’oggetto) è la base dell’incapacità di relazionarsi in modo sano in seguito ad uno sviluppo psico-affettivo traumatico, che impedisce di fatto l’accesso ad una vera intimità con gli altri.

Per questo è molto facile che una persona con un disturbo di personalità del cluster B si innamori di un suo simile, magari con un funzionamento più grave o meno grave a seconda della posizione che vuole prendere nella relazione.

Un altro dettaglio che merita di essere specificato è la gestione dei confini.

Narcisisti, Border e Istrionici riescono ad entrare in contatto molto rapidamente, sono persone da “colpo di fulmine” e non necessitano di lunghi periodi di conoscenza per entrare in relazione tra loro (si diventa immediatamente UNICI), anche se poi a queste rapide idealizzazioni seguono cocenti svalutazioni e strazianti abbandoni.

La differenza tra un border e un narcisista è che il primo è innamorato dell’amore, ricerca contatti e stimoli per colmare un senso di vuoto e abbandono perenne e si accontenta dell’altro, evitando di fare i conti con la realtà e con elementi che possano allontanarlo/a dal partner. Per questo motivo, appaiono noncuranti del pericolo o del rischio di restare con una persona, poiché inconsciamente per loro vi è il rischio più grande di essere abbandonati.

I borderline hanno spesso avuto padri/madri narcisiste e per questo sono abituati ad entrare in conflitto col genitore cattivo, ma di fatto a dipenderne psicologicamente e spesso economicamente; per questo entrano in una spirale masochista ed autodistruttiva con il/la narcisista patologica.

La dipendenza del borderline è data dal fatto che non sente di poter affrontare una vita adulta da solo/a.

I narcisisti o gli istrionici ricercano un partner che ne confermi la grandiosità o permetta loro di accrescerla in termini di autostima, uno specchio valido. In questo processo omettono di valutare le caratteristiche dell’altro e non appena si verifica un “calo prestazionale” un “difetto” nell’oggetto acquistato, lo regalano, lo mollano o lo svalutano. Cercano di controllare l’altro attraverso il denaro, la manipolazione e la seduzione, ma di fatto lo/la vedono solo come un oggetto di loro proprietà.

Ecco perché narcisisti, borderline o istrionici ricercano cose diverse da una relazione, ma condividono (a differenti livelli) l’handicap empatico.

Vampiri energetici

Il/la narcisista ha un progetto di vita chiaro in cui tu sei parte attiva, devi collaborare come lui/lei ha deciso, pena l’esecuzione capitale; si preoccupa degli aspetti formali, di cosa pensano le persone, non a caso è difficilissimo stanarli/e, se non all’interno della loro vita personale (fuori casa brillanti e apprezzati, in casa coi familiari distaccati/e, abusanti e anaffettivi/e).

L’istrionico ricerca una conferma della sua elevazione e della possibilità di esporsi, ricercando un pubblico attonito da sedurre, persone empatiche o strategiche a cui appoggiarsi e che possano prendersi cura di lei/lui, a volte con premeditazione a volte meno; è inconsapevolmente emotivo/a e seduttivo/a, infantile e polimorfo/a, non sa assumersi responsabilità adulte, ma adotta condotte moralistiche, intellettualizza, ma non concretizza.

I borderline ricercano amore incondizionato, puro e continuo, attenzioni e conferme, ma di fatto data l’ impossibilità di ricreare la madre/padre idealizzata/o e perfetta e star dietro a un bambino spaventato nel corpo di un adulto spaventante non è facile.

All’inizio quindi appare tutto idilliaco poiché tutte le persone che rientrano nel cluster B sono attratti/e da persone con problematiche emotive, in seguito però terminata la fase di idealizzazione, emergono le reciproche sfumature.

È nell’accettazione e nel confronto su queste “ombre” che si nasconde il successo della relazione e un’opportunità di maturazione; tuttavia le difese primitive dei narcisisti, border o istrionici includono in primis proiettare le proprie ombre sugli altri.

Immaginiamo quindi quale guerra, quando scartando il pacco tutti e due si convincono che l’altro lo ha “fregato”.

La sfiducia sulle relazioni è un altro leit motiv della faccenda.

Per questo panorami relazionali idilliaci si trasformano in guerre di rancore tra bambini spaventati ma che imbracciano un fucile…, recriminazioni, drammi teatrali in cui si coinvolgono terze persone e a cui assistono parenti, amici, legali, rappresentanti della giustizia e ahimè i bambini.

Se pensi di essere in una relazione di co-dipendenza con un tuo simile del Cluster B penso possa esserti stato utile questo articolo.

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Visita anche www.vittimedinarcisismo.com

Dedicato a P.