Quando i suoceri sono invadenti: da figli a individui autonomi

Molte lettrici e lettori, mi scrivono chiedendomi come fare per evitare le intrusioni e l’invadenza dei suoceri, come anche di altri familiari.

Parliamo quindi ancora di CONFINI.

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I confini sono le regole che definiscono chi partecipa e come partecipa alle relazioni familiari e possono riguardare quindi le relazioni coniugali, genitoriali, amicali e così via.

Si parla di confini infatti, anche quando pensiamo al “terzo incomodo” e cioè un/a conoscente, che si comporta in modo inopportuno con il nostro partner o che tenta di sedurlo/a, chi decide, qual è il LIMITE, il campanello d’allarme in questi casi? Sono appunto i confini, che variano di coppia in coppia, di persona in persona (ognuno cioè ne mette di propri in base al suo grado di apertura/chiusura verso l”esterno, di tolleranza o di ricerca di dipendenza o indipendenza dagli altri).

In questo articolo tuttavia, ci concentreremo sui confini che ogni coppia, appena formatasi, deve negoziare con le proprie famiglie d’origine, al fine di tutelare la coppia dai tentativi di intromissione esterna e favorire la crescita individuale dei partner come individui adulti, non più figli, ma adulti e più avanti anche eventuali genitori.

Quali sono i compiti che in generale la coppia (di fatto o coniugale) appena nata deve assolvere?

Nella formazione di una nuova coppia non ci sono solo i due partner, ma due storie di vita, con dei modelli di comportamento e di relazionarsi differenti.

I compiti di sviluppo coniugale sono tre:

  1. CREARE UN NOI: COSTRUIRE L’ IDENTITA’ DI COPPIA
  2. ACCETTAZIONE DELLE RECIPROCHE DIFFERENZE
  3. SVINCOLO DALLA FAMIGLIA DI ORIGINE

Moltissime delle coppie che conosco, vanno avanti nel loro progetto, senza essere passati attraverso queste fasi; se non si assolvono questi tre compiti evolutivi, si creano inevitabili conflitti, che porteranno poi la coppia a scontrarsi ferocemente, sulla condivisione degli spazi, il rispetto dell’individualità dell’altro, sull’educazione dei figli.

Vediamo in cosa consistono questi tre compiti e che conflitti si creano se non si affrontano.

CREAZIONE DEL NOI

Ogni partner nella coppia, si trova di fronte a un bivio e cioè ripetere il modello familiare vissuto in infanzia (accettazione incondizionata del modello genitoriale acquisito) oppure contrastarlo (rifiuto totale del modello genitoriale acquisito). Come sempre la virtù è nel mezzo.

I due partner sono chiamati a costruire un loro modo di vivere, con idee, valori ed abitudini che sono state negoziate tra i due partner, apportando novità al modello acquisito, basate sull’esperienza individuale e di coppia. Ciò non è possibile se i partner nella loro vita da single, non hanno avuto il tempo o la voglia di crescere e svilupparsi come individui autonomi, cioè affrontando un loro processo di individuazione: chi sono, cosa voglio, quali sono i miei valori.

Ciò è possibile solo analizzando il proprio vissuto in modo critico, ma senza giudicare o recriminare, accusando le proprie famiglie di origine, ma comprendendo cosa c’è stato di buono e cosa c’è stato di negativo, cercando di migliorarlo.

attaccamento e amoreNon esiste una coppia perfetta, ma l’evoluzione e la crescita attraverso le varie generazioni è possibile solo se ogni nuova coppia, apporta qualcosa di nuovo e migliora il modello precedente.

La creazione del noi quindi ha come base la creazione di un Io ben strutturato e solido; è possibile affrontare questo percorso anche mentre si è in coppia o anche insieme, nel rispetto delle reciproche differenze.

Il must quindi è CREATIVITA’ ED IMPEGNO, senza ripetere quello che si è vissuto nella propria famiglia, imponendolo all’altro come “il modello giusto”, oppure contrastandolo in todo, vivendo nella paura che il passato possa ripetersi.

E’ importante inoltre PERDONARE eventuali traumi subiti in infanzia, poichè il rancore ci tiene ancorati al passato!

IL RISPETTO DELLE DIFFERENZE

Ognuno di noi arriva nella coppia con delle ASPETTATIVE, spesso irrealistiche, che si basano sull’illusione del partner perfetto, che ci renderà felici e ci riscatterà di tutte le nostre precedenti sofferenze o che colmerà le nostre lacune affettive.

Nulla di più errato, perchè alla fine le reciproche PROIEZIONI, di ciò che si vuole, si teme, o si cerca, s’intreccerano creando molta confusione e sofferenza. Nessuno dei due si sentirà libero di essere se stesso. Questo è il fallimento dell’amore.

Occorre pertanto CONOSCERE L’ALTRO, uscendo dalla logica del giudizio e della critica e costruendo e negoziando giorno per giorno il proprio equilibrio di coppia; ciò che è DIVERSO non è necessariamente sbagliato e nel mezzo tra le due visioni o tra i due modi di essere c’è sempre LA RISORSA.

Il mezzo per ottenerlo è IL DIALOGO COSTRUTTIVO, che non passa per la CRITICA, LA LAMENTELA, IL VITTIMISMO O LA RECRIMINAZIONE.

459797456.gifAnche i ruoli vanno rispettati: non abbiamo sempre ragione noi, anche l’altro partner ha il diritto di dire la sua e se non è d’accordo con noi, siamo chiamati a negoziare finchè tutti e due non si sentiranno soddisfatti dalla mediazione.

Laddove le differenze e i ruoli non sono rispettati i partner cercheranno delle risonanze ai loro desideri all’esterno della coppia, restando vittime di qualsiasi persona che in quel momento si presti a fare da “specchio” (colleghi, amici, conoscenze….etc..)

LO SVINCOLO DALLA FAMIGLIA D’ORIGINE

Quando ci si sposa, si va a convivere o comunque si decide di avviare un progetto di vita col proprio partner, indipendentemente dall’orientamento sessuale, l’età o la nazionalità e la cultura, occorre stabilire dei confini con le proprie famiglie, anche se queste aiutano la nuova coppia nello svolgimento della loro quotidianità.

I suoceri, sono chiamati a comprendere che non sono più solo genitori e che i figli sono adulti, che hanno abitudini, idee o valori differenti da quelli vissuti in infanzia.

Il partner si trova quindi di fronte a un conflitto, rispettare ed amare il proprio partner e rispettare e non offendere i propri genitori. Si è chiamati a fare da FILTRO.

La maggior parte delle coppie che incontro, non fanno da filtro, lasciando il partner a gestire con i propri genitori.

Ciò fa maturare nel partner che subisce eventuali intromissioni, gelosie o critiche una grande frustrazione, perchè il noi, e i confini del NOI sono fragili.

Non c’è il portiere nella squadra.

Gli uomini, devono filtrare da un lato le gelosie materne, che vorrebbero i figli eternamente attaccati alle gonne materne o sostituiti affettivi come riscatto a matrimoni falliti o insoddisfacenti.

Le suocere, che sono state appunto mamme, una volta che il figlio se n’è andato, si trovano a gestire con il marito, con le loro relazioni di coppia, i vecchi conflitti accantonati o con le loro lacune personali, mancanze di interessi, noia etc.. è per questo che restano attaccate al loro ruolo di madri e non reinvestono nella coppia, dedicandosi finalmente a loro stesse e agli eventuali nipoti negli spazi che sono stati scelti dai genitori dei bambini.

Spesso si sentono autorizzati, perchè coinvolti nella vita di coppia o nell’accudimento dei nipoti a dettare legge, dispensare consigli, perchè LORO CI SONO GIA’ PASSATI.

imagesQuesto blocca la creatività dei coniugi, che piuttosto che fare da filtro preferiscono continuare a comportarsi da figli, per paura di perdere l’appoggio dei genitori (ricatto affettivo), e creando quelle odiose ed infantili dinamiche competitive tra coniugi: la mia famiglia è meglio della tua. E cosi si va avanti per anni.

Un consiglio è innanzitutto cercare di appoggiarsi il meno possibile all’esterno ed assolvere ai propri doveri di compagno/a, marito/moglie autonomamente. Qualora si benefici del supporto della famiglia di origine, occorre stabilire dei chiari confini, che vanno discussi dapprima tra i partner e poi condivisi con i nonni.

suocera-300x212 Tutti e due i partner poi devono rispettare le regole, anche se è pesante, perchè è molto più pesante divorziare o separarsi.

Le donne dal canto loro, sono chiamate a tenere a bada sia i loro padri, gelosi ed indagatori (la mia principessa ha il suo principe o questo è solo un brocco?), ma anche le loro madri, al fine di evitare quelle congreghe matriarcali, tra camicie, panni, piatti e confusione, che non fanno altro che far sentire gli uomini schiacciati, castrati ed annoiati.

La donna deve rispettare il suo uomo, non sottoponendolo alla continua presenza della madre, solo perchè anche lei è madre e le donne sanno meglio come fare, perchè gli uomini sono tutti idioti, incapaci oppure insensibili.

Questa idea matriarcale va abolita, gli uomini invece, che già fanno difficoltà perchè alle spalle hanno spesso avuto madri simbiotiche, vanno semplicemente messi di fronte alla condivisione di tutte le responsabilità, anche verso i figli. Non importa se lo sporcano con la minestrina o se gli hanno messo la camicia blu al posto di quella verde.

SONO PADRI! ADULTI E RESPONSABILI, se non lo sono, lo devono diventare; non ci si può nascondere dietro al fatto che NON SONO CAPACI per continuare a fare come si vuole e a dettare legge sulla casa e sui figli.

Gli uomini dal canto loro, non devono farsi stirare le camicie dalle madri, andare a mangiare sempre da loro o rifugiarsi da lei ogni due per tre o ancor peggio paragonare continuamente la moglie alla madre.

La vostra nuova casa è quella di coppia, il vostro partner, genitore, amico e compagno è nella coppia.

I suoceri/nonni, all’inizio protesteranno indignati per il poco rispetto, apprezzamento che si ha verso di loro…poco importa, durerà poco, poi si abitueranno, anzi li spingeremo a reinvestire nella loro di coppia; chiaramente non bisogna estrometterli, ma invitarli a condividere secondo le proprie regole.

TI_PRESENTO_I_MIEISe io vengo a mangiare a casa tua, non i permetterei mai di criticare come hai disposto il mobilio in salotto. E’ casa tua, anche se ti sto aiutando a cucinare.Se io ti critico, probabilmente diverrò un ospite sgradito.

E’ importante NASCERE E CRESCERE, sviluppare il proprio maschile e il proprio femminile autonomo nella coppia e nella famiglia, sbagliare insieme, ma anche gioire di ciò che si è costruito.

E’ faticoso, ma l’evoluzione e la felicità non sono mai passate attraverso la pigrizia!

Io porto spesso come esempio la storia del film di Anna Magnani “BELLISSIMA”, lei, una donna forte, voleva che sua figlia, non facesse la sua stessa fine, che si realizzasse, che diventasse famosa e ricca. Anna non ascoltava, nè teneva in considerazione il marito, con il quale per questo era in grave conflitto, non apprezzava ciò che aveva e non rispettava nemmeno sua figlia, che non voleva subire tutti quegli stressanti impegni pur di accontentare la madre, accecata dalle aspettative; la figlioletta non era poi questo gran talento. Quando questa donna comprende, con molta sofferenza, che il suo egoismo e le sue irrealistiche aspettative, stavano distruggendo la sua famiglia e soprattutto sua figlia, chiede al marito, che nel frattempo aveva lavorato duramente per la loro casa e per pagare le spese che non potevano permettersi, di darle due ceffoni (ovviamente è un simbolo, non un invito, ma il film ricorda ovviamente la criticabile cultura patriarcale dell’epoca). Il film termina con lei che a casa è invasa di donne curiose e impresari vari che aveva coinvolto in questo malsano progetto e chiede al marito di cacciarli via e di dire loro che la figlia, non avrebbe mai fatto carriera, la tiene tra le braccia mentre dorme e la protegge. Il marito simbolicamente caccia via tutte le donne intruse e pettegole e alla fine gli impresari.Quello schiaffo che Anna chiede, rappresenta LA PRESA DI COSCIENZA di una donna come madre e come moglie; alla fine i due fanno l’amore, il marito la comprende e si sente finalmente parte della famiglia, la sera mettono a letto la bambina, tra sorrisi e serenità.

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BUON LAVORO!

Se avete dubbi, domande o spunti di riflessione, sarò felice di rispondervi anche in privato!

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