Dott.ssa Silvia Michelini     psicologiacoppia@gmail.com

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Il ricatto affettivo è la peggiore manipolazione psicologica ed affettiva che le persone intorno a noi possano infliggerci.

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Che si tratti di un familiare, di un partner, di un amico o di un collega, questo tipo di dinamica psicologica assorbe molta energia in noi e ci lascia vuoti, impotenti ed amareggiati.

Come facciamo ad accorgerci se siamo vittime di ricatto affettivo?
Ogni volta che qualcuno che amiamo o con il quale ci relazioniamo, ci mette in condizione di sentirci in colpa, qualora noi ci comportiamo in un determinato modo o non lo/a accontentiamo rispetto ad un certo desiderio, è probabile che si tratti di ricatto affettivo.
Ogni volta che, per non perdere (o per ottenere) l’amore, la stima, la compagnia di qualcuno, dobbiamo fingere di avere un’altra personalità o carattere, è possibile che ci si trovi di fronte ad un ricatto affettivo.
Non si tratta dei naturali compromessi che si fanno nelle relazioni per diplomazia o per affetto, perchè questi “si discutono insieme”, un partner/amico/collega/familiare leale, espone le sue esigenze chiaramente, correndo il rischio di essere disatteso ed è sempre pronto alla mediazione, mentre il ricattatore è estremo, egocentrico e giudicante.
Non si tratta quindi di situazioni in cui “faccio questo perchè so che ti fa piacere oppure cedo volontariamente su questo punto dopo averne discusso con lui/lei”, ma di situazioni in cui ci sentiamo messi alle strette; di fatto se non agiamo in quel modo, siamo passibili di recriminazioni, accuse, lamentele rispetto ad aspettative disattese.

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I ricattatori affettivi, prima si mostrano come persone molto disponibili, affabili e comprensive e poi pian piano iniziano ad insinuarsi con le loro pretese, con le loro mille “prove di amore o di amicizia”, per poter interagire con loro dobbiamo attenerci ad uno schema ben prestabilito e l’impressione è quella di “camminare sempre sul filo del rasoio”.
Il ricattatore affettivo ci colpisce nell’autostima, perchè giudica la nostra persona “se fossi un vero amico, faresti questo…” e noi al fine di sentirci coerenti e in sintonia con noi stessi, iniziamo a cercare di dimostrare all’altro di essere un buon amico, ecco che siamo caduti nella trappola.
Se pensi di essere vittima di ricatti affettivi, ricorda che senza un percorso psicoterapico è difficile liberarsene, soprattutto se questi provengono da dinamiche familiari, matrimoniali o nel legame coi figli.
Se ti accorgi invece di essere tu a comportarti come un ricattatore, sappi che è possibile imparare a relazionarsi agli altri in modo diù semplice e disinteressato, senza sentire sempre di “aver dato più di quello che si ottiene”.
In entrambe i casi è sull’indipendenza e l’autonomia affettiva che dobbiamo lavorare.

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D.ssa Michelini