Separati in casa? Senso del dovere, paura o comodità?

Separati in casa, meglio o peggio per i figli?

Chi sono i “separati di fatto”?

C_0_articolo_466070_listatakes_itemTake_1_immaginetakeMolte coppie decidono di continuare ad abitare insieme, nonostante non si amino più, anche se spesso, hanno già stabilito nuove relazioni affettive o sessuali al di fuori del matrimonio.

Perché queste coppie interrompono il legame affettivo ma decidono di mantenere quello formale?.

Questa scelta è dettata dal senso del dovere ( per i figli) o dalla convenienza economica?

La serenità dei figli è un motivo valido o solo una scusa?

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Risposte difficili a domande scomode: le dinamiche che portano una coppia a voler interrompere la relazione affettiva sono molte, sono diverse e sono assolutamente soggettive.

Molto spesso quando ci si accorge di non amare più il partner, ci si rende anche conto di condividere con quest’ultimo un progetto ben più ampio, che implica tutta una serie di fattori economici, non facili da sbrogliare se non con lunghe lotte da avvocati e giudici.

La separazione legale, trascina la coppia in un vortice di sofferenza emotiva, di cambiamenti forzati e repentini e con essa innesca una reazione a catena in tutti i membri della famiglia.

Molte coppie per paura o per comodità quindi, decidono di continuare a “fingersi una coppia” davanti ai figli.

Questa possibilità inizialmente protegge i figli da una sofferenza improvvisa, ma è come voler evitare un dolore acuto preferendone uno cronico.

La falsità e l’inganno sono come veleni a cui a piccole dosi, giorno per giorno ci si abitua.

resize.aspxI bambini hanno un loro naturale istinto empatico, sono abilissimi psicologi!

La loro sopravvivenza psichica, affettiva e materiale dipende dai genitori, dal loro andare d’accordo, per questo motivo, qualsiasi conflitto tra i due coniugi è percepito come una minaccia a se stessi.

E’ chiaro che molto dipende dall’età dei figli e dal rapporto che i due partner decidono di mantenere, se affettuoso e collaborativo, oppure di reciproca freddezza e distaccata sopportazione.

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Un bambino di due anni, a livello emotivo percepirà il distacco e la freddezza che può esserci tra i due coniugi, ma di certo ha minori capacità cognitive di un bambino di dieci anni; il bambino di due anni si troverà con delle sensazioni emotive contrastanti e confuse da elaborare nel tempo, mentre il bambino di dieci anni, con una realtà ancora non contemplata e con pensieri e idee già in parte strutturate.

Il bambino più grande si fa domande, si sente in colpa, si schiera, si chiede cosa si poteva fare di più ..e via dicendo..

Se i bambini sono molto piccoli, è preferibile non soffermarsi nel dare spiegazioni troppo elaborate, perché il bambino si troverebbe a gestire un carico emotivo grandissimo, senza le risorse per fronteggiarlo.

Se invece i figli sono più grandi, è necessario, che la coppia comunichi la decisione, al momento opportuno e con le parole giuste.

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Il messaggio che i figli devono poter apprendere – sia a livello verbale che nel comportamento – è che i genitori hanno deciso di comune accordo di non essere più una coppia di innamorati, ma che in ogni caso restano i loro genitori, che si vogliono bene e che questo affetto li aiuterà a superare ogni conflitto.

Questa promessa va poi mantenuta, anche se il conflitto c’è.

Ecco quindi che la separazione in casa è una decisione che si prende da un lato per paura, da un altro per comodità.

Per una coppia senza figli, la separazione in casa, può essere un accordo civile tra personalità adulte, ma implica in ogni caso non poche prove da superare, una tra queste il superamento della gelosia e della possessività soprattutto da un punto di vista sessuale.

In una coppia con figli, questa decisione si rivela spesso controproducente, perché i figli soffriranno comunque, non c’è modo di preservarli, sia se saranno obbligati a convivere ogni giorno in un clima di conflitto e ostilità tra i genitori, sia se questi manterranno una condizione di apparente serenità.

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Ciò che fa la differenza è in ogni caso è la presenza o meno del conflitto e la percezione che il bambino ha della capacità dei genitori di superarlo per il suo bene.

E’ il conflitto che fa soffrire un bambino, anche se i genitori restano insieme tutta la vita.

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I genitori quindi, sono chiamati a vivere i loro conflitti coniugali e personali lontano dai figli, mettendoli al corrente delle loro decisioni solo dopo averli superati ed elaborati, mantenendo una linea di coerenza, verità e collaborazione.

Mai sminuire l’altro genitore davanti al figlio, mai trascinarlo nelle proprie battaglie, mai chieder loro di schierarsi, mai usarli come confidenti, come amici o come sostituitivi affettivi, mai privarli delle proprie scelte, mai strumentalizzarli.

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Se si cresce nel rispetto e nell’accettazione, si cresce nel vero amore e si potrà vivere più serenamente la sofferenza derivante dalla scoperta che l’amore eterno non esiste e che i genitori, come tutte le altre persone nel mondo, non sono perfetti.

Stai pensando di chiedere la separazione?

Prima di farlo contattaci! Una mediazione familiare può limitare l’impatto di una decisione così difficile per la famiglia! Non privare te stesso/a e i tuoi figli di un sostegno.

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