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Il sesso come danza

La sessualità è una danza sincronica alla base della quale c’è una condivisione di emozioni, la percezione di accessibilità dell’altro, la sensazione di sicurezza.
Se vi è evitamento, isolamento, paura, il sesso diviene fine a se stesso, consolatorio, “evitante le emozioni”.

“Il sesso è una conversazione in altri termini”.

Il sesso è  un dialogo emotivo sincronico.
Il sesso non può essere scisso dalla sensazione di trovarsi al sicuro.

La dottoressa Silvia Michelini sarà presente al convegno internazionale SESSUALITÀ E RELAZIONI, che si terrà a Roma il 22/23/24 aprile, grazie all’Istituto di Scienze Cognitive.

Il metodo Lei e Lui ideato dalla dottoressa Michelini si focalizza sullo stile di attaccamento (sicuro/insicuro-evitante/ambivalente) con l’obiettivo di sostenere i partner nella scoperta di una vera intimità, fatta di condivisione, sensazione di sicurezza e capacità di intercettare i segnali emotivi dell’altro, come in una danza sincronica di EMPATIA E AFFETTIVITÀ, contraria alla visione narcisistica della coppia incentrata solo sul sesso come consolazione conferma egoica e prova del proprio valore come donna/uomo.

Se anche tu sei stanco di litigare, sentirti solo all’interno della coppia, in un continuo paradosso di avvicinamenti ed allontanamenti. Se anche tu senti di indossare un’armatura.

ricorda che puoi ancora sentirti LIBERO/A E VIVO/A.

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Il calo del desiderio sessuale

Il desiderio è l’impulso che avvertiamo quando vogliamo soddisfare un “bisogno”, è la spinta che si prova verso un oggetto (cosa, persona, evento o situazione) che reputiamo possa soddisfare un nostro bisogno  (esigenza fisica, psicologica, affettiva, etc..).

Il desiderio sessuale in particolare, dipende da tre fattori: biologico, psicologico e culturale.

Il desiderio sessuale è importante perché innesca l’eccitazione ed è anche legato al piacere, perché la soddisfazione derivante dall’appagamento di un bisogno è tanto più forte, tanto quanto è forte il desiderio.

coppia-spumeggianteIl desiderio sessuale è variabile da persona a persona e può dipendere, come già affermato in precedenza, da varie circostanze, sia fisiche, che psicologiche o culturali.

Per questi motivi, in una coppia, o nella vita sessuale di un singolo individuo, la frequenza dei rapporti sessuali e la ricerca di questi ultimi può variare notevolmente.

La carenza nel desiderio sessuale è definita tecnicamente DESIDERIO SESSUALE IPOATTIVO, la sua totale assenza, con relativa astensione da tutte le pratiche di tipo sessuale è definita invece AVVERSIONE SESSUALE.

Il desiderio sessuale ipoattivo è una malattia riconosciuta ufficialmente dal DSM (Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders).

La malattia è caratterizzata da una mancanza o assenza di fantasie sessuali e desiderio di attività sessuale per un periodo di tempo.

Per essere riconosciuto come tale deve causare preoccupazione o difficoltà nei rapporti interpersonali, se non addirittura angoscia, afflizione, depressione, scarsa autostima.

Per lunghi anni in sessuologia, si è fatta una distinzione tra desiderio maschile e desiderio femminile, ritenendo che vi siano alla base dei motivi genetici e psicologici.

sesso-calo-del-desiderioStudi più recenti tuttavia, come quelli di Leslie Rogers (2000) hanno dimostrato che le differenze tra uomo e donna non sono solo biologiche, ma anche e soprattutto educative e culturali.

In passato, la scienza ha creduto di poter provare l’inferiorità biologica della donna e giustificarne la discriminazione sociale dimostrando le minori capacità mentali del sesso femminile.

In questo saggio, Lesley Rogers analizza gli studi condotti sul comportamento sessuale e sulle differenze riscontrate fra cervello femminile e maschile, evidenziando come, in ogni epoca, le affermazioni “scientifiche” sulle caratteristiche dei due sessi abbiano riflesso la cultura del tempo.

Si è sempre ritenuto che le donne siano maggiormente stimolate dalle attenzioni del partner, dalla ricerca dell’intimità, dal dialogo e da determinate atmosfere, mentre gli uomini siano più intrigati dalla vista dalle stimolazioni dirette, soprattutto quelle tattili.

Si è sempre affermato inoltre, che la donna associa il sesso ai sentimenti, perché biologicamente è legata alla ricerca di un partner stabile per la sua prole, mentre l’uomo divide sesso e amore, perché il suo obiettivo biologico è diffondere il seme.

Oggi sappiamo che tutto questo è un riflesso della cultura, c’è anche del vero, ma la realtà è differente, basta leggere un qualsiasi forum riservato ad un pubblico femminile in forma anonima per accorgersene.

coppiaparlapertelowwq3Donne e uomini sono ugualmente attratti dalla sessualità, ma vi sono dei differenti condizionamenti culturali, (educazione, eccesso di impegni e responsabilità, maternità..etc..) che spingono la donna a vivere la sua sessualità in modo meno libero.

I più importanti studi in sessuologia clinica sono stati compiuti da  Masters e Johnson e da Helen Kaplan.

Master e Johnson hanno studiato le fasi dell’eccitazione sessuale che vanno dall’eccitamento alla risoluzione del rapporto, ma hanno tralasciato la fase del desiderio, mentre Helen Kaplan suddivide la sessualità in tre fasi: desiderio, eccitamento, piacere.

Secondo Freud invece, la donna è più soggetta alla mancanza di desiderio sessuale e ciò è dovuto al trauma infantile della scoperta di essere priva di pene.

La mancanza di questo organo la farebbe sentire inadeguata e le farebbe perdere interesse nella sessualità.

Nella donna, sono molti i motivi per cui il desiderio sessuale può mancare e fatta eccezione per fattori di tipo fisico (malattie, assunzione di farmaci, etc..) troviamo il fattore “stress”, sia temporaneo che permanente, come nel caso di un trauma pregresso (una violenza, un’incidente..).

Il termine stress è generico, ma indica in genere un eccesso di richieste provenienti dall’ambiente, alle quali il soggetto non riesce a far fronte con le sue risorse fisiche e psicologiche.

Lo stress può essere legato ad un momento (evento traumatico come la perdita di un proprio caro, di un lavoro, etc..) o più radicato (un trauma pregresso, una malattia improvvisa, l’esito di un incidente o di un intervento chirurgico).

Molte donne in particolare riferiscono di non avvertire il desiderio sessuale nella stessa misura del partner e di intraprendere un rapporto solo perché stimolate.

Nel desiderio sessuale ipoattivo, ciò che manca è l’innesco del rapporto, quasi come se il soggetto non fosse in grado di comprendere di avere questa esigenza, lo dimostra il fatto che molte persone con scarso desiderio, una volta coinvolte in un rapporto, lo trovano appagante e soddisfacente.

2wnbreuInoltre nella donna l’assenza di desiderio può essere mistificata così come l’assenza di orgasmo, mentre nell’uomo, no.

In ultima analisi, la mancanza di desiderio in uno dei due partner può essere semplicemente il sintomo di un disagio o un conflitto nella coppia.

In altri casi il soggetto ha collegato alla sessualità un pensiero negativo di colpa, vergogna, violenza o imposizione ed è necessario quindi intraprendere un percorso di riabilitazione psicologica al fine di recuperare un rapporto sano con il proprio corpo e con l’altro.

I problemi sessuali infatti sono uno dei maggiori motivi per cui le coppie si lasciano e che destano maggiori sofferenze, soprattutto in riferimento all’autostima.

Nella mia esperienza, ho riscontrato che non vi sono differenze BIOLOGICHE ma INDIVIDUALI E SOGGETTIVE sia nel singolo individuo che nella coppia, sia questa eterosessuale o omosessuale.

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Non vi è differenza nelle dinamiche che possono instaurarsi, perchè l’amore è un’ energia universale, che fortunatamente, sfugge a qualsiasi controllo.

Se sei interessato/a ad approfondire questa tematica, contattaci e prenota una consulenza gratuita!

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