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I Narcisisti sono anche Bipolari? Bipolarità e Personalità Drammatiche

I narcisisti sono anche bipolari?: relazione tra disturbo bipolare e disturbi di personalità “drammatiche” (cluster B: narcisistica, istrionica, borderline, antisociale).

 Cos è il disturbo bipolare?

Per disturbo bipolare, s’intende comunemente la sindrome maniaco depressiva, che associamo immediatamente al disturbo bipolare “maggiore” (un grave disturbo dell’umore.

Esistono, tuttavia, anche i termini ciclotimia/bipolarità con cui ci si riferisce ad una serie di sintomi dell’umore meno gravi, ma non per questo semplici da affrontare, soprattutto in ambito relazionale, perché associati – spesso – a strutture di personalità già di per se complesse come quelle del cluster B che definiamo “personalità o temperamenti drammatici”.

La ciclotimia o bipolarità è una condizione con cui moltissime persone convivono, perché di base, non è invalidante come la sindrome maniaco depressiva/disturbo bipolare maggiore, ma certamente non è meno seria e dolorosa sia per chi ne soffre che per i familiari o i partner con cui il soggetto si relaziona.

E’ importante anche dire che prima che questi soggetti ricevano la diagnosi giusta possono passare ANNI: se i sintomi o i segni non sono molto gravi è possibile diagnosticarli erroneamente borderline e nei casi di sintomi gravi con gli schizofrenici a causa delle idee deliranti e i comportamenti maniacali).

Esiste una forma di bipolarità meno grave del disturbo bipolare?

Molti dei casi in cui ci imbattiamo, (sia come pazienti che come terapeuti) rientrano nell’area dei disturbi minori (area di funzionamento nevrotica o borderline), quelli in cui la persona conserva la capacità di comprendere ciò che gli accade intorno, è egodistonico (cioè non convive bene coi suoi sintomi e non si sente lui/lei il normale e gli altri i malati, ma il contrario) e non ha idee grandiose (deliranti) su di sé o sull’ambiente.

I bipolari “minori” quindi non sono persone alienate, che vivono in condizioni di isolamento sociale, ma i comportamenti e gli atteggiamenti che hanno o le azioni che compiono, tendono a rivelarsi autodistruttivi, controproducenti per se stessi e per gli altri, compromettendo la qualità di vita e quella dei loro partner o familiari e intaccano quindi soprattutto la sfera relazionale.

Bipolari si nasce o si diventa?

I temperamenti “difficili” (iracondi, impulsivi, irritabili..) sono abbastanza facili da riconoscere e sono ereditari o comunque seguono una trasmissione genetica abbastanza semplice da individuare da un’analisi clinica intergenerazionale.

La traiettoria evolutiva di questi temperamenti può essere abbastanza prevedibile (temperamento iracondo/impulsivo ——– iperattività/iperattività disattenzione———-DOP disturbo oppositivo provocatorio———-disturbo esplosivo intermittente———-disturbi della condotta———-disturbi di personalità del cluster B con tratti misti o sovrapposti (narcisistico, antisociale, borderline, istrionico).

Ciò accade perché un temperamento iracondo, impulsivo è male accettato in famiglia e lo stile educativo che un genitore si troverà presto ad adottare sarà quello repressivo, ambivalente oppure lassista.

La rabbia, la vivacità, l’eccessivo entusiasmo o energia sono caratteristiche e sentimenti poco accettati socialmente e ben presto anche questi bambini se ne rendono conto.

La scuola fa lo stesso, gli amici idem… ecco allora che a questi soggetti non resta che drogarsi per cercare di spegnersi, fare branco, covando sempre più rabbia e predisponendosi ad entrare in una spirale di anti-socialità pericolosa.

Queste personalità erano definite da N. Lalli “personalità POST-TRAUMATICHE o disgregate.

In che modo l’umore bipolare si manifesta nelle varie personalità?

Le personalità del cluster B sono “drammatiche” soprattutto perché una loro peculiare caratteristica è la sensibilità, anzi diremmo l’ iper-sensibilità (che non significa empatia, perché sono concentrati essenzialmente su se stessi) sentono di più, vedono di più.. è come se non avessero pelle.. e tendono ad arrabbiarsi molto prima di comprendere le intenzioni degli altri (ivi inclusi i genitori), sono persone molto volitive e spesso se vogliono qualcosa non sanno valutare le conseguenze delle proprie azioni su se stessi e sugli altri (impulsivi-sensation seeking) per questo attuano difese molto arcaiche per riuscire a “tollerare” il mondo esterno e alla lunga, scontrandosi coi primi fallimenti, con il passare degli anni, si ammalano e  si ritrovano in una sorta di up and down, alternano un umore elevato ad uno molto depresso, come dire l’asse su cui poggiano è sempre duale, conflittuale (bipolare).

Ecco allora che le caratteristiche di partenza (costituzionali/temperamentali) si fissano, il soggetto cioè reagisce sempre allo stesso modo a determinate esperienze (interne o esterne) si irrigidisce.. per come dire  non è tanto l’irritabilità ad essere una caratteristica grave, ma la sua esacerbazione agli eccessi e la coazione a ripetere (circolo vizioso comportamentale) che non fa altro che rinforzare la convinzione che pensare in quel modo, comportarsi così è giusto o per lo meno giustificabile.

Queste persone perdono la capacità di adattarsi al mondo esterno, né la flessibilità necessaria per includere o integrare le loro idee o pensieri in schemi nuovi e meno rigidi.

Lo stile di attribuzione/locus of control diventa essenzialmente “esterno” – si parla di condotte esternalizzanti, queste persone cioè – esteriorizzano tutto, imputano la causa dei loro comportamenti errati sempre agli altri – ivi inclusi i fallimenti – e nelle fasi maniacali (iperattivazione successiva a periodi di stanchezza e depressione), tendono a mettersi nei guai, perché iniziano a vivere in modo dissennato, a fare scelte errate o pericolose, intraprendono nuovi progetti lavorativi (senza nessuna cognizione di causa, effettiva razionalità o tangibile possibilità economica), si indebitano, scommettono..etc..

Se questi progetti falliscono o qualche intoppo si presenta lungo la strada, queste persone si arrabbiano, non tollerano la frustrazione o la dilazione del loro piacere (cioè di quello che si erano messi in testa di fare) e quindi se la prendono con tutti, anche con chi cerca di aiutarli mettendoli in guardia da certi pericoli o con chi stufo di pagare le conseguenze dei loro comportamenti presentano il conto.

Bipolarità e narcisismo

Di fronte a un NO di una persona o della vita, di fronte alle richieste di crescere e di accettare i limiti che la vita adulta impone, queste persone si incaponiscono, divengono polemiche e conflittuali, pensano che gli altri vogliano impedire loro di realizzarsi, si arrabbiano e iniziano a essere svalutanti, manipolative e critiche con gli altri, perché gli altri sono tutti “cattivi”, invidiosi di loro, inetti, inadeguati, incapaci di capirne l’enorme grandezza.

Bipolarità e istrionismo

Di fronte a un NO di una persona o della vita, crollano, si indignano, si agitano, iniziano a tramare vendetta, recintando il copione degli/delle incompresi/e e/o adottando metodi alternativi per ottenere ciò che vogliono, destando reazioni emotive intense negli altri: minaccia di fare del male a se stessi o agli altri, finzione, bugia patologica, diffamazione, manipolazione, tentativo di impressionare l’altro lavorando sui suoi sensi di colpa e sulla sua moralità.

Bipolarità e Borderliness

Nel caso delle difese borderline, invece il soggetto agisce piuttosto che pensare e si getta in una vita fatta di eccessi: assume sostanze per cercare di fronteggiare l’imbarazzo, la vergogna dei suoi fallimenti reali o presunti, del senso di inettitudine interiore, si butta in relazioni, ambigue, fugaci e instabili fatte di sesso e possesso, coinvolge terze persone nei suoi drammi.

Bipolarità e Antisocialità

Gli antisociali infine, tendono ad attuare condotte aggressive, violente e sadiche in modo sistematico, senza manifestare pietà, né alcun senso morale, disprezzano tutti, infrangono le leggi in nome di una giustizia personale anche se di fatto – non hanno subito alcun danno o trauma da parte della famiglia o della società.

Bipolari in terapia..

Nei ragazzi giovani è più facile diagnosticare un disturbo di personalità border o antisociale, perché i ragazzi inastabili, emotivi, fragili e rabbiosi tendono a mettersi nei guai, ad assumere droghe e/o a frequentare ambienti pericolosi, ma in età adulta – in terapia – è più facile avere a che fare con personalità narcisistiche e istrioniche con funzionamento border (al limite) o partner di essi che si rivolgono a noi esausti dagli atteggiamenti provocatori, infantili e oppositivi dell’altro.

Gli istrionici e i narcisisti infatti, pur di non crescere e confrontarsi con la frustrazione, dopo aver voluto una relazione o un figlio, per un capriccio, tendono a deresponsabilizzarsi e a vedere i familiari come ostacoli alla loro libertà, come figure ostili, minacciose che potrebbero incastrarli, abusare di loro etc..

Queste persone hanno sempre bisogno di un genitore cattivo da provocare che li limiti e li salvi, ma che di base costituisca un capro espiatorio per ogni sorta di bruttura del mondo e che soprattutto li mantenga economicamente o metta mano ai loro disastri.

Il tono dell’umore dei bipolari è grave perché si alterna in contuanzione e sono proprio le fasi di eccitazione (ipomania) a generare la depressione, perché in quelle fasi la persona si illude di dominare la realtà e quando in un modo o nell’altro la vita gli ricorda che non è possibile (mito dell’invulnerabilità) ecco che degenera in una fase depressiva (bianco o nero).

Chiaramente tutte le scelte che la persona fa in fase UP sono da tenere sotto controllo, perché non sono state ragionate e volute fino in fondo, ma dettate appunto dalle condizioni dell’umore.

Ed è proprio l’umore e il funzionamento (nevrotico o border o psicotico) il problema non la personalità o il carattere in se stesso.

Come si cura la bipolarità?

In alcuni casi – spesso – è necessario un supporto farmacologico (anti-depressivi/anti-psicotici e ansiolitici) in associazione a una psicoterapia di lunga durata, con metodo integrato  (che lavori sia del profondo che a livello comportamentale).

L’uso di farmaci col metodo autodidatta, segnati spesso dal medico di base e presi SPOT, senza il monitoraggio di uno psichiatra e una psicoterapia associata, è assolutamente deleterio e sconsigliabile.

Occorre una psicoterapia stabile, continuativa, con pazienza e dedizione e quando serve, il supporto farmacologico idoneo in termini di scelta della molecola e della durata.

La Madre Narcisista

La Madre Narcisista

Cos è il DNP

Il narcisismo è un disturbo di personalità più o meno grave (egosintonico – penso di agire nel giusto non sono aperto a mettermi in discussione/egodistonico – mi rendo conto che la mia personalità mi porta disagio nelle relazioni e sono pronto a lavoraci), caratterizzato da assenza di empatia, ricerca costante di attenzione e ammirazione, un senso del Sé grandioso e alterato, arroganza e utilizzo di difese primitive come la negazione, la proiezione e la svalutazione del mondo esterno.

I genitori narcisisti

I genitori affetti da DNP possono danneggiare i loro figli, non a caso – oggi si parla di “vittime di abuso narcisistico” e in alcuni casi di traumi affettivi e familiari che determinano personalità post-traumatiche (ossessivo-compulsive, narcisistiche, borderline, depressive, istrioniche).

Queste personalità presentano tutte le caratteristiche del DPTS (disturbo post-traumatico da stress) oltre che presentare i tratti tipici di una specifica personalità (spesso sovrapposti), con un funzionamento che va dal nevrotico al borderline.

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Workshop: Dipendenza Affettiva, Riconoscere e Superare il Trauma da Abuso Narcisistico

Sei stato abusato da un NARCISISTA?

(NAS: Narcisistic Abuse Syndrome/TdN Trauma da Narcisismo)”.

di Dott.ssa Silvia Michelini

narcisista

Molte delle persone con cui ho lavorato in questi anni, si sono rivolte a me per problemi e/ o sintomi riconducibili a una sofferenza nella sfera delle relazioni e in particolare al comportamento svalutante, anaffettivo, critico, impulsivo, ambivalente e/o manipolatorio del partner, dei genitori/familiari o di amici stretti/datori di lavoro.

Per questo, ho deciso di specializzarmi in questo ambito: la co-dipendenza affettiva nelle relazioni in cui vi è una collusione narcisistica.

I principali sintomi della patologia narcisista sono l’egocentrismo, la scarsa empatia, un’idea grandiosa del Sé (manifesta/overt o latente/covert) e la paura di entrare in intimità con l’altro (percepito come una possibile minaccia all’integrità del proprio Sé immaginario) ideazione paranoide e anaffettività/anoressia affettiva).

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Guarire dall’Abuso Narcisistico: Smetti di fare la sua DIAGNOSI

Guarire dall’Abuso Narcisistico: Smetti di fare la sua DIAGNOSI

E’ Colpa mia? Colpa sua?

CAPIRE NON E’ «GUARIRE»

Abuso Narcisistico

Le diagnosi sono necessarie MA RIDUTTIVE e spesso possono rallentare il processo di RISOLUZIONE DEI CONFLITTI CON SE STESSI E GLI ALTRI, in particolar modo nel trauma da abuso narcisistico.

Tutti sul web, a leggere informarsi, diagnosticare, commentare…..tutto ormai è patologia, ogni minimo atteggiamento umano è divenuto un’etichetta, ivi inclusa la sofferenza, che viene disintegrata in tanti piccoli pezzetti per darle un nome preciso, spesso incomprensibile, ameno, che rimandi ad ALTRO DA SE.

Questo ci aiuta e vedere la nostra sofferenza meno COMPLESSA, ma crescere è proprio aumentare di complessità ed avere il coraggio di osservare le nostre ombre, NON SOLO RICERCARE LUCE anche se è salvifico, utile ed essenziale.

Articoli, corsi, manuali, testi, ci aiutano a dare un nome alla sofferenza, a contenerla in una cornice che ci fa sentire più sicuri, a ricercare IL COLPEVOLE, ma sempre al di fuori di NOI STESSI.

Questo ci fa sentire nel giusto (salvi), meno dispersi nel caos dell’incomprensione (soprattutto nei casi confusione correlati all’abuso psicologico), ma la DIAGNOSI, è un processo, un dialogo continuo e non un’etichetta indelebile e soprattutto NON RISOLVE L’EMIGMA DELLA COMPLESSITA’ UMANA.

Capire ci fa sentire più potenti, perché NOI SAPPIAMO e in questo modo, CI ELEVIAMO dalle bassezze istintuali, ma ecco che la conoscenza, così come la psicologia possono diventare UN’ARMA DI DIFESA NARCISISTICA che usiamo contro gli altri o peggio ancora contro di noi, il nostro ELMO DI MINERVA.

Anche io scrivo articoli, faccio video (presto :-D), corsi e mi conformo alla nuova Era, ma il mio scopo è incuriosire, interessare, fornire un appiglio, un sostegno momentaneo che conduca ad interessarsi alla terapia.

In terapia si cammina insieme ricercando la VERITA’ SOGGETTIVA di ognuno e dando voce all’unicità della VOSTRA SOFFERENZA, che non si riduce a un articolo, un corso o un articolo.

In una stessa personalità possiamo trovare moltissimi tratti, ma ognuno è unico, sfugge al controllo di un’etichetta e se ci siamo innamorati di una persona complessa e sofferente, se ci attraggono o attraiamo persone di un certo tipo o peggio ancora siamo costretti a relazionarci con questi a vita (genitori/figli), allora l’accettazione (non intesa come passiva rassegnazione, ma azione assertiva) e la consapevolezza sono l’unica strada possibile per uscire dalla stagnazione e la coazione a ripetere.

Questo cammino è possibile con chi ha l’intenzione e la passione di voler crescere DI COMPLESSITA’. Essere centrati su se stessi, non vuol dire diventare egoisti (ESALTAZIONE DELL’IO), ma mirare ad avere CONSAPEVOLEZZA EMOTIVA e non solo intellettiva.

Per questo chiediti, se hai capito di essere vittima di abuso narcisistico, di avere incontrato un/una manipolatore/trice, una personalità instabile, narcisista, border, istrionica (tutte quelle del cluster B), PERCHÉ’ PROSEGUI AD INTERESSARTI A STUDIARE, RICERCARE DIAGNOSI SU DI ESSA?

Questa fase DIAGNOSTICA, essendo appunto la diagnosi un dialogo, è un modo che usi per RESTARE ATTACCATO AL TUO PERSECUTORE INTERNO.

Quando in terapia vi suggerisco di “non limitarvi ad espellere le proglottidi/piccole parti del parassita, ma di persistere finché non sarà proprio il parassita a lasciare il vostro corpo” è questo che intendo…e cioè che “la guarigione arriva quando si espelle i parassita intero, L’OGGETTO NARCISISTICO INTERIORIZZATO..o meglio, l’immagine idealistica di VOI STESSI che il narcisista ha impresso dentro di voi convincendovi che sia legata a lui/lei e che non sia veramente qualcosa di vostro“. Dottoressa Silvia Michelini

Solo quando non sentirete più l’esigenza di RILEGGERVI/RILEGGERLI, RICONOSCERVI E RASSICURARVI, siete pronti alla fase successiva: L’ELIMINAZIONE DEL PARASSITA/OGGETTO NARCISISTICO INTERIORIZZATO.

“E’ questo il vero distacco, non da lui/lei che probabilmente non c’è mai realmente stato/a, ma DALL’IDEA CHE VOI VI SIETE FATTI VOI STESSI ATTRAVERSO LO SPECCHIO DEGLI OCCHI DEL NARCISISTA.  Ci ostiniamo e ricercare quell’immagine di NOI INSIEME A LUI/LEI, quella favola che ci è stata promessa, perchè ricercare ossessivamente – e quindi CEDERE CHE QUALCOSA DA QUALCHE PARTE CI SIA STATO, fa certamente meno male che rendersi conto di essere stato gli unici ad esserci”. Dottoressa Silvia Michelini

Inoltre lo facciamo perché NON VOGLIAMO SENTIRCI PAZZI AD AVER VISTO sentito qualcosa che gli altri e ora anche la scienza ci dice, che non esiste siamo noi NEL GIUSTO, non siamo noi ad aver sbagliato….

Vogliamo essere certi/e, soprattutto perché siamo così auto sacrificali, idealisti e romantici, che NON CI SIA PROPRIO NESSUNA , NESSUAN CURA PER QUESTA PERSONA/AMORE.

Se ci fosse stata lui/lei, sarebbe ora con voi nella terapia di coppia, che sono certa, gli avete già proposto 456 volte.

La macchia della colpa instillata dal narciso, ha fatto presa.

Ancora ricercate inconsciamente le vostre colpe o le proiettate totalmente sull’altro.

La fissazione ossessiva sulla vita dell’altro, sui motivi per cui è diventato/a narcisista, non fanno altro che tenerti legata a lui/lei e soprattutto rifletti…. “Lui/lei ha messo quel seme in te, che germoglia anche in sua assenza, mentre con tutta probabilità lui/lei sarà già occupato/a ad investire su un altro OGGETTO GRATIFICANTE, voi state li a confermare la sua esagerata importanza.. Bingo… C’è ancora lui/lei sul podio delle vostre attenzioni”.

 

Che ci sia o non ci sia a quanto pare, ha ancora potere sulla vostra giornata!

Il dubbio ti rende ancora legato a lui/lei, ma soprattutto ti porta a diventare IL TERAPEUTA DELLA TUA COPPIA, quando l’unica terapia di cui hai bisogno è la tua, per riemergere, per crescere, per tornare a vivere.

Fare il piccolo investigatore ti porta a RAZIONALIZZARE ECCESSIVAMENTE la tua storia, distaccandoti dalle emozioni e quindi favorisce i meccanismi di scissione, che mantengono intatta la dinamica di abuso

Molti di voi mollano dopo aver espulso le proglottidi, ma il vero percorso inizia dopo che avete detto NO, che vi siete accorti di essere ammalati di questa parassitaria forma di amore….

E infatti restano nell’illusione di poter fare i piccoli terapeuti per gli amici riabilitando così la loro ferita narcisistica.. è invece dopo che vi siete liberati che parte il processo espulsivo e di rinascita VERO!