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Narcisismo patologico e terrorismo emotivo: la gabbia dorata del dipendente affettivo

Narcisismo patologico e terrorismo emotivo

I narcisisti patologici possono essere paragonati a dei terroristi psicologici; queste persone sono molto abili a piazzare delle bombe emotive lungo il percorso della relazione con l’obiettivo di mantenere l’assoluto controllo sulla vittima.

Questi comportamenti sono inconsci, inconsapevoli e alla base di essi, ci sono schemi di relazione ed affettivi (copioni) spesso simili e facilmente riconoscibili.

Gli schemi affettivi/di relazione/familiari da cui proviene un narcisista patologico e che ne determinano il comportamento “terroristico” sono spesso quelli del cosiddetto CONTROLLO SENZA AMORE ne sono due esempi quella della coppia di fatto e dei genitori narcisisti con alte aspettative sui figli.

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Narcisisti patologici e Dipendenti Affettivi: vittima e carnefice, uscire da una relazione patologica, curando il NOSTRO narcisismo.

Perché mi innamoro sempre di partner narcisisti e manipolatori?

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Uscire da una relazione patologica, curando il nostro narcisismo.

Alla base della relazione perversa narcisistica troviamo sempre qualcuno che tenta di controllare dall’interno un altro, inducendolo ad essere perfetto per i suoi bisogni, e qualcun altro che tenta disperatamente di essere perfetto per i bisogni dell’interlocutore, tentando così, a sua volta, di controllarlo dall’interno. In pratica, il narcisismo dell’uno tenta di controllare il narcisismo dell’altro, e viceversa.

Roberto Filippini –  Avventure e sventure del narcisismo

Quello che probabilmente ancora non sai è che la dipendenza affettiva, spesso non è altro che una forma inversa di narcisismo, semplicemente invece che il ruolo del persecutore, abbiamo scelto quello della vittima.

Vittima e carnefice si compensano, se l’uno smette di esistere smette di esistere anche l’altro.

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Se tendi ad incontrare sempre lo stesso tipo di partner (evitante, svalutante, abusante, anaffettivo, manipolatorio, distanziante, ossessivo..) forse sei alle prese anche tu con il narcisismo, il tuo e quello degli altri.

Quando pensiamo al narcisismo ci viene subito in mente qualcuno di molto vanitoso e pieno di se, eppure con questo termine, si fa riferimento a molti aspetti che riguardano le relazioni e in particolare “la maturità affettiva”.

Se pensiamo a un narcisista, ci viene in mente una personalità ben specifica (il narcisista manipolatore di cui si parla spesso in questo sito – al maschile o al femminile non conta), ma quello che non sai ancora è che anche chi si innamora di un/una narcisista “pecca” di narcisismo, semplicemente la forma di narcisismo di chi ama un narcisista è una forma più matura, che diremmo ha la possibilità di migliorare perché parte dall’illusione infantile di riabilitare la propria figura genitoriale o ancor peggio di realizzare il sogno infantile edipico di amore perfetto, idealizzato che si sintetizza nella formula magica, che di magico ha spesso solo l’ardire di distruggervi “IO TI SALVERO’”.

Se incontri solo partner narcisisti, anche tu forse, sei vittima di una forte immaturità psicologica ed affettiva che ti porta a cercare attraverso un partner di colmare i tuoi vuoti, guarire le tue ferite o semplicemente, di conquistare, dominare, cambiare, riabilitare quel genitore abusante, svalutante o anaffettivo che probabilmente in infanzia hai subito e che ha contribuito a determinare in te questa fortissima insicurezza ed ambivalenza verso l’amore.

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Chi sono quindi i narcisisti immaturi ma bonari che si legano ai narcisisti manipolatori, quelli patologici che fanno fatica a riconoscere i propri limiti rispetto a voi, che invece vi mettete sempre in discussione, anche troppo?

Non esiste UNA PERSONALITA’ SPECIFICA, UN’ETICHETTA, UNA FORMULA UNICA.

Qualsiasi personalità può funzionare ad un livello nevrotico, borderline o psicotico, dipende dalla maturità delle difese che mette in atto quando si trova in situazioni che percepisce come fonte di paura, di angoscia e di pericolo.

Quale migliore territorio se non l’amore? e quale peggior pericolo esiste se non l’amore, per coloro che non lo hanno mai realmente conosciuto, ma continuano a cercarlo…e poi dove lo cercano? Dove NON C’E’.

Dove si è sicuri di trovarlo solo momentaneamente o di non trovarlo…così da poter inconsciamente confermare che non ne siamo meritevoli, oppure che l’amore non esiste è pericoloso quindi meglio continuare a restare li fermi dove siamo.

Restare fermi dove siamo ci permette di mantenere intatta la nostra visione idealistica e non rischiare di vivere un amore vero.

Un amore vero, reale, corrisposto infatti ci renderebbe felici, ma nel contempo potremmo perderlo e poi nessuna felicità reale potrà mai soddisfare tutti i criteri dell’amore ideale e romantico.

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Ecco che restiamo li, fermi dove siamo e quello stato di fissità èquello della mentalità di un preadolescente arrabbiato e complessato, se siamo fortunati, un adolescente ribelle arrabbiato e inquieto.. se siamo sfortunatissimi un bambino arrabbiato e perennemente insoddisfatto.

Il narcisista patologico fa casistica a parte.. lui/lei lo/la collochiamo tra 0 e tre anni …..ma dove collochiamo te?

tu che ancora sei li a sperare di svezzarlo/a, guarirlo/a, farlo/a felice o che cadi vittima delle sue manipolazioni, delle sue istigazioni a farti sentire in colpa.. beh anche tu devi ammettere che il ruolo di vittima, di crocerossina, di idealista romantico può degenerare in una “dipendenza affettiva”.

Per quanto senti che l’altro è tossico, che l’altro ti depriva, non puoi fare a meno di dipendere dalla fissazione di “assumere” quel veleno, perché speri di fargli cambiare idea, perché speri che se lo/la accontenti quel tanto allora lui/lei finalmente sarà tuo.

Siamo tutti dipendenti se amiamo è vero, ma se esageriamo diveniamo anche noi patologici e quindi un perfetto incastro per il partner svalutante ed abusante.

Preparati quindi a conoscere, accettare ed amare il/la narcisista che è in te.

Probabilmente ancora non sei consapevole delle tue relazioni del passato, non hai ancora elaborato i tuoi schemi di relazione e i tuoi traumi affettivi, per questo le relazioni di oggi, ricalcano quelle del passato, anche se sono state relazioni pessime.

Con molta probabilità anche la relazione che avrai dopo sarà simile alla precedente, anche se inizialmente ti sembra che attraverso questo nuovo partner potrai riscattarti della precedente delusione.

Elaborare i propri schemi di relazione, assumersene le responsabilità implica tempo e spazio, non puoi avere fretta, ma è il momento che tu te ne renda conto e cioè che abbia il desiderio di accrescere il tuo livello di CONSAPEVOLEZZA e ACCETTAZIONE.

Noi amiamo quello che conosciamo nel tentativo di conoscere l’amore che non abbiamo mai conosciuto” (D.rssa Michelini).

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E’ importante, nel frattempo, che tu impari a tutelarti da una relazione abusante sia se la stai per intraprendere, sia se ci sei dentro fino al collo. PUOI SEMPRE USCIRNE NON E’ MAI TARDI.

  • Basati sui fatti e mai sulle parole che ammaliano, che confondono, che ti fanno sorgere dei dubbi su quello che vedi, senti e provi
  • Non chiuderti, anche se il partner abusante e manipolatorio cerca di fare terra bruciata intorno a te, proprio per evitare che confrontandoti con il mondo esterno tu possa “svegliarti” dal suo incantesimo malefico.
  • Non rivelare troppi aspetti di te alle persone prima di averle conosciute bene, se non sei bravo/a a non cadere nei ricatti affettivi e nelle trappole che i vampiri energetici tendono per poterti parassitare.
  • Se hai avuto un genitore tiranno, anaffettivo, distaccato, assente, ambivalente/intermittente o svalutante stai pur certo/a che hai il lanternino per le relazioni patologiche e che in questa certezza della pena, ti resta solo la libertà di decidere quale ruolo avere, se la vittima, se la crocerossina, se l’idealista romantica… in ogni caso hai un passaporto garantito per il masochismo relazionale.
  • Fai attenzione a chi ti investe completamente della responsabilità di renderlo/a felice o che suscita in te reazioni di allerta, di allarme “devo aiutarlo/a”, “devo salvarlo/a” di chi ha un vuoto esistenziale perenne e che non sembra trarre beneficio da nessun tipo di gioia della vita.
  • Fai attenzione a chi vuole salvarti nonostante tu non ne abbia bisogno e non lo abbia chiesto, che intuisce ciò di cui tu hai bisogno e te lo da prima che tu possa chiederlo, che ti ricopre di regali, ti fa dei favori, acquista per te dei beni, si espone, sembra arrivare come un supereroe/eroina con una cassa di acqua in un arido deserto. Forse un domani tutto questo avrà un prezzo.
  • Se sei in una relazione con un narcisista valuta il suo grado di consapevolezza, se si riconosce ed ammette i suoi limiti ha maggiori probabilità di riabilitarsi se va in terapia.
  • Per sganciarti definitivamente da un manipolatore devi disintossicarti dalla dipendenza e dagli agi economici e non che lui/lei ti ha dato e quindi devi essere pronto/a a dare il giusto valore alle cose e rinunciare ai vantaggi che ti garantisce. Sta a te decidere se conta più la macchina, la casa o TU.

Ma quindi i narcisisti sono MOSTRI?

No non tutti, dipende dal livello di gravità della patologia (da borderline grave a psicotico) e quindi dal livello di maturazione psicoaffettiva. Un narcisista perverso e manipolatore può combaciare con profili di personalità psicotici, antisociali, bipolari e quindi anche criminali: stalker, serial killer..etc.

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Questi sono casi rari, nella maggior parte dei casi, sono persone che soffrono, ma non sono consapevoli quanto noi, sono immaturi relazionali come noi e noi possiamo veramente aiutarli e aiutarci solo uscendo dalla collusione sadomasochistica con loro. Restando non aiutiamo ne’ loro né noi. Spesso non sono pronti per la terapia anzi la disdegano o fanno in modo di sabotarla, con le loro abilità intellettive perché la terapia per te potrebbe essere la salvezza e lui/lei potrebbe essere scoperto nella sua fragilità.

Lui/lei non è il mostro potente che vedi è solo un povero piccolo parassita che ha bisogno di te per esistere e vivere e tu di lui/lei per continuare a lamentarti di quanti stronzi/e esistano al mondo e di quanto sia difficile trovare l’amore vero, di quanto siano ingrati gli altri a cui dai amore, che mancano di RICONOSCIMENTO.. Ricordati che il tuo partner forse, pensa lo stesso di te e continuando a proiettarvi addosso le vostre ombre, non vedrete mai la luce che c’è li, appena dietro l’angolo.

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Coppia e intimità,paura e desiderio: esercizi per superare la paura dell’intimità

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IO E TE DA SOLI: CHE PAURA!

Perché abbiamo paura che concedendoci all’altro rischiamo di perderci?

Perché smettiamo di desiderarci e con il tempo in ogni coppia, cala la motivazione e il desiderio?
Uno dei primi stereotipi da sfatare in fatto di coppia e amore è che “l’amore vero dura in eterno e non ha bisogno di essere alimentato” e che “se mi concedo all’altro, l’altro utilizzerà le mie debolezze e fragilità per controllarmi o mi ferirà”.
FALSO.
La capacità di mantenere una propria identità individuale all’interno del rapporto, attraverso la cura, il calore e attenzione reciproca, fa sì che la relazione sia stabile e duri nel tempo.
Molte persone pensano che amarsi con volontà e dedizione sia noioso, poco spontaneo e che sia un modo come un altro per trascinare una storia finita, ma non sempre è così. Molti amori muoiono perché sono lasciati fuori al freddo in pieno inverno, perché ognuno dei due partner ritiene che sia dovere dell’altro dare, ricambiare, dimostrare e che se le sue aspettative non sono soddisfatte, certamente allora l’altro non ci ama e quindi perché noi dovremmo dimostrare cosa proviamo o fare qualcosa in più? Che lo faccia lui/lei!!!.
Eppure eccovi qui a leggere questo articolo. Un amore è finito quando certamente non avete bisogno di cercare materiale su internet per comprendere meglio voi stessi o l’altro.
Certo qui si parla di amore RICAMBIATO e della coppia, che nonostante le difficoltà e qualche scricchiolamento dovuto agli anni trascorsi, ha ancora voglia di riscoprirsi.
L’amore maturo e la capacità di relazionarsi in modo sano, implica non avere conflitti irrisolti nelle relazioni e con essi, una forte paura dell’intimità, alla quale noi attribuiamo quasi sempre un significato sessuale, ma la sessualità ne rappresenta solo l’esito.
Perché abbiamo paura di entrare in confidenza con il nostro partner? E soprattutto perché questa paura spesso compare quando il rapporto è già consolidato e non all’inizio, nella fase di conoscenza ed innamoramento? Perché la paura dell’intimità va di pari passo con il consolidarsi di una relazione d’amore?

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Da wikipedia:
La definizione di intimità è complessa e riguarda vari ambiti delle umane relazioni. In generale essa si può definire come una condizione di particolare vicinanza, fisica e/o emotiva, fra due esseri umani.
Si può parlare di intimità, in considerazione del rapporto che permette a due o più individui, data la loro confidenza di vivere quotidianamente gli uni accanto agli altri senza alcun disagio, in particolare nella vita domestica.
In senso romantico, l’intimità si ha quando la coppia si scambia effusioni, attenzioni reciproche o quando si trova in uno stato di particolare complicità, affetto e comunicazione autentica e sincera dei sentimenti e delle sensazioni.
L’intimità, in questo senso, è anche avvicinata, come sinonimo, alla sessualità di coppia, di cui essa esprime l’aspetto emotivo più che quello strettamente erotico e fisico. Si dice, di una coppia affiatata, che essa gode di una buona intimità; in questo senso la parola intimità è utilizzata in modo appropriato solo con riferimento a una coppia che è legata da una relazione profonda e di lunga durata.

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Si è parlato spesso di ATTACCAMENTO; ognuno di noi porta con sé e nella coppia, un bagaglio di conoscenze, di modelli, di emozioni e di comportamenti, che hanno radici antiche e questa modalità di amare, riguarda soprattutto lo stile di attaccamento che abbiamo instaurato da bambini con le nostre figure di relazione primarie: genitori, care giver, etc.
Ci sono stati molti studi in ambito neurobiologico (neurobiologia dello sviluppo), che hanno dimostrato come la qualità della relazione tra il neonato e la sua figura di accudimento sia fondamentale per la crescita del SNC del bambino, soprattutto per quel che riguarda l’affettività, il pensiero e la capacità di regolare le proprie emozioni e di entrare in empatia con l’altro.
E’ stato riscontrato che le relazioni sono la base su cui si poggia lo sviluppo del SNC, perché la qualità relazionale e le esperienze di relazione sono in grado di influenzare direttamente il cervello, in termini di formazione di certi circuiti o sinapsi. Il calore e l’affetto dei nostri genitori è la base per far si che la nostra genetica possa svilupparsi, perché il cervello si sviluppa in base a un principio definito esperienza-dipentente.
Un bambino trascurato, abbandonato, maltrattato, impara che non può fidarsi di quelle persone che per lui/lei dovrebbero invece rappresentare la più certa e concreta fonte di sicurezza, accudimento, amore e calore non svilupperà certi circuiti cerebrali e “registrerà” nella sua memoria che AMARE E’ PERICOLOSO, AFFIDARSI E’ PERICOLOSO.

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Non a caso in futuro, si mostrerà sempre sulla difensiva, soprattutto quando la relazione con qualcuno si fa più stretta, più importante e quindi lui/lei rischia di essere abbandonato o tradito.
Nel rapporto d’amore quindi, ognuno è portatore di una storia, fatta di bisogni, desideri infranti, paure e fantasmi.
Le prime relazioni affettive significative costituiscono parte determinante della modalità di relazione all’interno della coppia.
Una persona sicura, non ha paura di concedersi in un rapporto, di impegnarsi, di svelarsi. Sa dare e ricevere, non ha bisogno di mantenere il controllo su se stesso o sull’altro per far si che non lo ferisca, per cercare di evitare che lo tradisca o lo abbandoni. Si fida e si affida, soprattutto perché ha un buon livello di autostima e non teme l’abbandono, sa essere amorevole ma anche automoma.
Le persone “insicure” in generale non riescono a trovare il giusto equilibrio tra bisogno di autonomia e di contatto/amore.
Le persone ferite, negano il loro bisogno di amore, tendono a mantenere la distanza dagli altri per evitare un coinvolgimento emotivo, (registrato come pericoloso) oppure sono alla continua ricerca di contatto, conferme e tendono a controllare l’altro e a proiettare su lui/lei le aspettative di amore infantile infranto. Nei casi più gravi (persone con alle spalle gravi traumi relazionali irrisolti) si mettono in atto nella relazione di coppia meccanismi difensivi contraddittori e distruttivi, che vanno dall’ossessione e la possessività verso la distruttività (sia verso l’altro che verso se stessi); si tratta di amori malati, malsani, pericolosi e distruttivi nei quali ci si identifica con la vittima o con il carnefice dei traumi subiti durante l’infanzia.
Una cosa è certa però: nasciamo per amarci e il desiderio d’amore chiaro o negato, unisce l’uomo e la donna nella costante ricerca della felicità.
«Ci sono tanti modi di amare, tante maniere di esprimere l’attaccamento ad una persona specifica. Modi contorti, complicati, modi che possono perfino creare disagio in chi è l’oggetto di questo affetto. Modi che producono dolore, anziché felicità, in chi ama» (Attili,2004).

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Per questi motivi, chi ha paura nelle relazioni oppure non sa trovare il giusto equilibrio tra se e l’altro può imparare a gestire l’intimità di coppia attraverso degli esercizi, perché amarsi è soprattutto un atto di volontà, inteso come un cammino comune verso una crescita e una maturazione affettiva.
Insieme, ma anche da soli, è possibile apprendere uno stile di attaccamento SICURO. (stile di attaccamento sicuro appreso), come per dire che anche se l’imprinting è stato negativo, possiamo guarire la nostra capacità di amare e in generale di relazionarci agli altri.
Gli esercizi che vi porto come esempio, sono stati studiati per favorire la comunicazione, la fiducia e la capacità di entrare in relazione con l’altro imparando a gestire la propria vulnerabilità e considerarla quindi un valore nella coppia e non un limite.

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Robert Epstein, ricercatore e professore universitario, dopo aver condotto con successo diversi esperimenti, ce lo spiega nel suo libro Making love: How people learn to love and how you can too.
Un rapporto di coppia intimo e appagante non sempre è semplice da realizzare soprattutto, per esempio, quando le relazioni durano per molti anni e rischiano di logorarsi col tempo.
Ecco un elenco di alcuni divertenti esercizi, tutti ispirati dall’analisi di studi scientifici sull’argomento, che si possono usare per creare intenzionalmente un maggiore affiatamento e una maggiore intimità emotiva con il partner:
1 Scrutarsi nell’anima: stando in piedi, o sedendovi a circa mezzo metro di distanza, guardatevi intensamente negli occhi, cercando di scrutare reciprocamente nel profondo del vostro essere. Continuate per circa due minuti e quindi parlate di ciò che avete provato.
2 Due come uno: abbracciandovi dolcemente, iniziate a percepire il respiro del partner e cercate gradualmente di sincronizzare il vostro respiro col suo. Dopo qualche minuto, potreste avvertire una sensazione di fusione reciproca.
3 Amore scimmiottato: stando in piedi o sedendovi molto vicini, iniziate a muovere mani, braccia e gambe in qualsiasi modo vogliate, purché imitiate perfettamente le movenze del vostro partner.
4 Innamorarsi: si tratta di un esercizio di fiducia, uno dei molti che aumentano le sensazioni reciproche di vulnerabilità. Stando in piedi, lasciatevi cadere all’indietro tra le braccia del partner. Quindi scambiatevi di ruolo ripetendolo diverse volte e parlate di ciò che provate.
5 Scambio di segreti: scrivete un segreto importante per voi e fate in modo che il vostro partner faccia altrettanto. Quindi scambiatevi i fogli e parlate di ciò che avete scritto.
6 Gioco della lettura del pensiero: scrivete un pensiero che volete condividere con il vostro partner e trascorrete poi qualche minuto senza parlare cercando di trasmettere quel pensiero a lui/lei mentre il partner cerca di indovinare. Se non ci riesce, rivelate ciò che stavate pensando e procedete scambiandovi i ruoli.
7 Fammi entrare: state a un metro e mezzo circa di distanza e concentratevi l’uno sull’altro. Ogni dieci secondi circa avvicinatevi un po’ di più, fino a quando, dopo diversi spostamenti, vi trovate all’interno dello spazio personale dell’altro: arrivate il più vicino possibile, ma senza toccarvi.
8 Aura d’amore: mettete il palmo della mano quanto più vicino possibile a quello del vostro partner ma, anche in questo caso, senza toccarvi davvero. Fatelo per alcuni minuti, durante i quali proverete non solo calore, ma qualche volta, promette Epstein, una sconvolgente serie di scintille.

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e tu hai paura di entrare in intimità con gli altri? vorresti cambiare questa costante nella tua vita? sei in relazione con qualcuno che non sa amare?

D.rssa Michelini

Metodo Lei e Lui

www.psicologiadicoppia.net