Tag: avere un bambino

Diventare Papà: importanza del ruolo del padre nella nascita e la crescita di un figlio

neonati_10Stai per diventare Papà….anche se lo hai tanto desiderato, non ti senti pronto fino in fondo..hai le tue paure, le tue incertezze, ma temi di mostrarle e molto spesso tendi a nascondere le tue emozioni, a concentrarti solo sugli aspetti pratici, perchè pensi che il tuo ruolo sia meno centrale rispetto a quello della madre, soprattutto durante la gravidanza e nei primi mesi di vita del bambino, ma non è così.

La figura paterna è fondamentale sin dal 1^ mese di gravidanza per il sano sviluppo psicologico ed affettivo dei figli ed è cruciale per il benessere psicologico della madre e della coppia stessa.

Il padre funge da collante nel legame di coppia, da supporto emotivo e pratico per la sua partner e per il nucleo familiare, ma anche da sguardo esterno ed imparziale nella relazione tra la madre e il/la figlio/a.

Un padre si sente spesso escluso, questo perchè partecipa in modo indiretto alla nascita del figlio; inizialmente tutto succede al di fuori di lui: la gravidanza, la crescita del piccolo nel grembo materno, sono aspetti misteriosi che riguardano la madre ed è la madre a decidere o meno se condividerli con lui.

Un padre è spettatore della gravidanza, ma questo suo ruolo secondario è invece di primaria importanza. Continua a leggere →

La coppia dopo i figli; restare partner anche quando si è genitori.

Crisi di coppia dopo la nascita di un figlio.


Molte coppie ritengono che la loro coppia entri in crisi con la nascita del primo figlio.

Io ritengo che la coppia, che vive una crisi prolungata dopo la nascita di un figlio,non abbia precedentemente costruito una solida base per la famiglia e una base fragile, si sa, scricchiola al primo scossone.

Diventare genitori richiede la complicità e la collaborazione dei due partner nella gestione della casa, del tempo, del bambino e si riducono gli spazi di intimità e di condivisione della coppia. Se questi spazi non sono stati stabiliti, condivisi o rispettati già in precedenza, un figlio non può che aggravare la situazione.

La nascita di un figlio è un evento straordinario: è naturale che all’inizio i genitori, specie la madre, dedichino alla nuova creatura ogni attenzione e il neonato ha bisogno di un forte legame con la madre per crescere sano, fisicamente e emotivamente. Ma spesso questa fase naturale si prolunga oltre il tempo necessario, creando in tal modo un distacco tra i due partner, che inizialmente possono non accorgersi di questo lento processo.

Per aiutarvi a rendervi conto se state correndo questo pericolo, ecco una serie di domande.

  • Stare da solo/a col partner è una priorità?
  • Metti sempre i figli al 1^ posto e pensi che abbiano la precedenza su tutto?
  • Tu e il tuo partner avere occasioni per stare insieme da soli (cinema, ristorante..)?
  • Vi sentite a disagio, se trascorrete una serata da soli senza i figli?
  • Quando state da soli col partner, avete un dialogo intimo (parlate di voi) oppure parlate solo dei figli?
  • I vostri figli dormono nel loro letto? Riuscite a dar loro dei limiti in termine di spazio e tempo oppure hanno sempre accesso a voi?
  • Hai ancora dei rapporti sessuali con il tuo partner e se si quanti?
  • Hai la sensazione che tuo figlio ti capisca meglio del partner?
  • Senti un legame e una comprensione più profondo con tuo figlio che col partner?

Una riflessione su queste domande può farti cogliere se stai trascurando la tua coppia e se eccedi nel ruolo di genitore, oppure se il figlio è solo un “pretesto”, perchè anche prima della sua nascita, preferivi un ruolo di efficienza e di indipendenza nella coppia, piuttosto che di condivisione emotiva.

Per poter crescere figli emotivamente sani, che possano andare verso la loro vita in modo libero e aperto, occorre che la coppia salvaguardi le sue priorità: intimità, dialogo e sessualità.

Vi sono in genere due obiezioni a questa proposta:
1) La mancanza di tempo
2) La mancanza di denaro (ad es. per chiamare una baby sitter ecc)
Certamente la vita di oggi ha mille impegni, ma molto spesso più che di tempo si tratta di priorità.

Se non si giudica prioritaria la propria relazione di coppia, il tempo non si creerà magicamente da solo.

Così come siamo in grado di creare tempo per il lavoro, la vita sociale e altre cose che ci interessano, altrettanto dovremmo imparare a fare per salvaguardare la profondità e la vitalità della relazione.

Educare un figlio all’indipendenza e al rispetto della coppia genitoriale è sano, perchè la coppia è LA BASE DELLA FAMIGLIA. Senza questa base, non c’è la famiglia.

E’ come voler mettere la marmellata della crema senza la base di pasta e poi vantarsi di aver cucinato una crostata.

E ORA COME FARE?

Il metodo Lui e Lei è la soluzione.

Questo metodo ti aiuta passo passo a recuperare o a CREARE uno spazio di condivisione nella coppia e a conquistare la complicità e la tua indipendenza come individuo e come partner -sostenendoti se lo desideri –  nel difficile compito di genitore.

Il metodo Lei e Lui ti aiuterà: se hai appena avuto un bambino (padre o madre che tu sia) e noti che il tuo partner non ti rivolge più le stesse attenzioni di una volta, oppure trascorre sempre meno tempo con te dopo la nascita del primo figlio.

Per info: vedi al sezione CONTATTI.

“Aiuto, avremo un bambino”: le difficoltà della coppia dopo la nascita di un figlio.

 

Imparare ad essere un genitore e un/a compagno/a valido, è essenziale per il benessere psicologico dei nostri figli e per la serenità familiare e di coppia.

Nel passaggio dall’essere coppia al “fare famiglia” i partner non solo sono coinvolti a livello personale con il compito di ridefinire se stessi e il proprio ruolo, ma sono anche inevitabilmente impegnati in un lavoro che potremmo definire congiunto, nel senso che sono chiamati a rinegoziare il loro legame al fine di trovare nuovi equilibri. Tale processo può condurre a legami più solidi, oppure può portare a situazioni conflittuali le cui dinamiche e i cui esiti sono tutt’altro che palesi.

Per la coppia, la nascita di un figlio è un evento importante, una fase di positivo stravolgimento, che rimette in discussione gli equilibri faticosamente conquistati.

Le dinamiche all’interno della coppia e della coppia con gli altri componenti della famiglia cambiano; i partner affrontano il passaggio dalla condizione di figlio a quella di genitore, proponendosi di non fare gli stessi errori dei propri genitori ed ambiscono ad un proprio modello di genitorialità.

Molto spesso la coppia ricerca la perfezione ed insegue l’ideale della famiglia perfetta, ma pian piano si scontra con la realtà: “il genitore perfetto non esiste”.

Questa disillusione, può essere motivo di forte crisi nei due partner, ma anche un’opportunità di crescita e di ricongiungimento con i propri genitori.

La possibilità che la coppia continui a funzionare in questo periodo, dipende dal livello di maturità che ciascuno dei partner è riuscito a raggiungere nel corso del suo sviluppo e risorse interne ed esterne della vita di coppia.

Le difficoltà che una coppia affronta dopo la nascita di un bambino sono sia pratiche che emotive.

Tempo: con l’arrivo del bambino l’organizzazione della coppia, ma anche dell’uomo e della donna individualmente, deve essere totalmente rivoluzionato, in ambito lavorativo, sociale e privato. Si è totalmente proiettati verso il figlio/a e si perde inevitabilmente di vista la coppia e la propria realizzazione professionale. Tutto quello che fino ad allora aveva avuto un valore assoluto, oggi passa in secondo piano.

Identità: Dopo l’arrivo di un figlio, si passa dallo stato di figlio a quello genitoriale e la propria individualità spesso entra in conflitto con l’essere genitori. Questo conflitto è aggravato dalla cultura, dalla perdita di valori e di rituali, dall’economia consumistica in crisi che spinge entrambe i partner a dover lavorare duramente, a scapito del tempo e delle energie da dedicare alla coppia, alla famiglia e al bambino. Ci si trova di fronte ad un bivio, se non lavoro non guadagno e non mi realizzo e sarò un cattivo esempio per mio figlio/a, inoltre non potrò mantenerlo/a, ma se lavoro tanto, ho i sensi di colpa, perché devo lasciarlo solo/a e nel frattempo trascurare la coppia. In questo conflitto, la donna, è biologicamente e culturalmente più svantaggiata. Per questo molte neo mamme, dopo il primo periodo trascorso col neonato, riconoscono che tornare in ufficio (sempre che nel frattempo siano riuscite a mantenere il posto) è quasi un sollievo: la realtà è che spesso si è lasciate sole nel difficile compito di crescere un bambino, perché l’uomo è totalmente assorbito dalle sue paure di inadeguatezza come padre a livello economico.

Solitudine e sensi di colpa: La comprensione e la partecipazione del marito con il bambino , giova allo stato psicologico della donna. Ma altrettanto importante e determinante è “poter” contare e non solo per un aiuto pratico, sulle rispettive famiglie d’origine: il punto di riferimento rappresentato dal rapporto d’amore primario con il genitore del medesimo sesso, permette non solo di guardare con più tranquillità agli imprevisti di una condizione del tutto nuova, ma anche di dare le giuste dimensioni a quello che succede.

La coppia che scoppia: Lo stress, la mancanza di tempo, la stanchezza, la gioia, la confusione mettono a dura prova gli equilibri della coppia. L’intimità può risentirne così come il dialogo e la condivisione. Se nella coppia, uno dei due partner ha sempre assunto il ruolo del genitore e uno del figlio, con l’arrivo di un figlio reale, il gioco può innescare dei conflitti molto intensi, come la gelosia dell’uomo verso la donna, l’eccessiva tendenza delle donna ad investire sul figlio/a escludendo emotivamente l’uomo..etc..

Conseguenze sui figli: La coppia è la base della famiglia, se non funziona quella, non funziona nulla. Molto spesso, si fa un figlio per realizzarsi o per dare una svolta alla coppia stessa, per rilanciarsi e rimettersi in gioco. Tali motivazioni sono poco coerenti con l’essere genitore e ciò che realmente implica; presto ci si scontra con le esigenze del figlio e con i conflitti di coppia, che non migliorano con l’arrivo del bambino, anzi tendono ad aggravarsi o a manifestarsi. Ecco quindi che un evento lieto e miracoloso come quello della nascita di un figlio può essere vissuto come un evento traumatico, difficile, costellato da una serie di stereotipi (non avrai piu’ tempo pe te, tuo marito/moglie avrà occhi solo per il bambino/a…e via dicendo..). A farne le spese sono i figli, soli, arrabbiati, senza riferimenti, strumentalizzati, ma soprattutto confusi e impotenti ed ecco che arriva la rabbia del/lla figlio/a, il cattivo comportamento a scuola, i brutti voti in adolescenza e altre mille manifestazioni di disagio o di richiesta di attenzioni.

Sei curioso/a di scoprire i nostri percorsi di training sulla genitorialità?

Imparare ad essere un genitore e un/a compagno/a valido, è essenziale per il benessere psicologico dei nostri figli e per la serenità familiare e di coppia.

Scrivi a:

psicologiacoppia@gmail.com – tel: 339 88 733 85