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Narcisismo Patologico e Relazioni abusanti: quali schemi attiva in te il narcisista? trova il coraggio di dire no

Narcisismo Patologico e Relazioni abusanti: quali schemi relazionali disfunzionali attiva in te un narcisista?

Trova il coraggio di dire NO.

Perché si diventa “Narcisisti”? – o meglio – perché si sviluppano personalità affettivamente immature, che per facilità di comprensione raggruppiamo sotto la definizione generale di Narcisisti?

Quali schemi di funzionamento ci sono alla base del loro vissuto e perché noi cadiamo in queste trappole?

Quali sono i nostri schemi di relazione? Ma soprattutto quali schemi attiva in te un narcisista patologico?

Siamo tutti così sciocchi, masochisti o ciechi da non accorgerci che qualcuno sta abusando emotivamente e qualche volta anche economicamente – di noi?

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Narcisismo patologico e terrorismo emotivo: la gabbia dorata del dipendente affettivo

Narcisismo patologico e terrorismo emotivo

I narcisisti patologici possono essere paragonati a dei terroristi psicologici; queste persone sono molto abili a piazzare delle bombe emotive lungo il percorso della relazione con l’obiettivo di mantenere l’assoluto controllo sulla vittima.

Questi comportamenti sono inconsci, inconsapevoli e alla base di essi, ci sono schemi di relazione ed affettivi (copioni) spesso simili e facilmente riconoscibili.

Gli schemi affettivi/di relazione/familiari da cui proviene un narcisista patologico e che ne determinano il comportamento “terroristico” sono spesso quelli del cosiddetto CONTROLLO SENZA AMORE ne sono due esempi quella della coppia di fatto e dei genitori narcisisti con alte aspettative sui figli.

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La danza del narciso: Fasi della relazione con un Narcisista Patologico

La danza del narciso

Chi è riuscito ad uscire da una relazione con un/una narcisista patologico/a, conosce bene lo stato di confusione, misto a senso di colpa e vergogna che si prova dopo essere stati abbandonati o avere avuto la forza di separarsi e mettere fine a una storia controversa, conflittuale e dai toni terrificanti.

Ci si ritrova spesso a pensare e ripensare ossessivamente a cosa sia potuto accadere affinchè quella persona –  che prima ci aveva idealizzato e amato così tanto –  improvvisamente ci svaluta, ci abbandona e ci considera il fulcro di ogni sua sofferenza, qualcuno da lasciare e abbandonare, al fine di salvare se stesso/a, o meglio quel falso se, quella maschera che protegge il/la narcisista dalle sue fragilità interne.

Le storie di amore che vedono protagonisti un/una narcisista e un/una co-dipendente affettiva/o sembrano ricalcare un copione, per questo è possibile delineare una serie di fasi cicliche.

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Narcisismo al femminile: L’eterna bambina e il triangolo di coppia

Le donne di cui intendo parlare in questo articolo, sono quelle che con tutta probabilità sceglieranno un partner narcisista, perché a loro volta, sono dipendenti da una figura genitoriale con una personalità di stile narcisistico (padre o madre, spesso più una madre o a volte entrambi), che ha segnato pesantemente la loro infanzia e la loro autostima, costringendole all’eterna condanna di “dipendere” da qualcuno che la giudica, la svaluta, la esorta ad essere autonoma – soprattutto affettivamente – ma che di base ne nega in modo ambivalente l’autonomia stessa, costringendola – attraverso il giudizio e la svalutazione – ad aderire a codici morali, etici o di comportamento, finalizzati da un lato a non deludere questo genitore esigente e dall’altro a confermare al genitore in questione, che i suoi sacrifici, privazioni e frustrazioni individuali riguardo ai suoi genitori, non sono state un errore.

In poche parole si tratta di una catena infinita di ricatti affettivi, morali intrisi da una fortissima ambivalenza affettiva, che bloccano l’evoluzione psico-affettiva di un individuo

Un esempio molto calzante è quello delle donne maltrattate psicologicamente ( spesso anche fisicamente) dal partner, che si rifugiano nel genitore “alpha” nella speranza di conforto, appoggio e  consiglio. Inizialmente il genitore narcisista, che è in genere una persona apparentemente solida e disponibile, innalzerà la posizione del figlio/a, creando con lui/lei una forte alleanza che simbolicamente esprime la frase “io ti capisco, solo io posso veramente capirti e aiutarti”, ma dall’altra il genitore inizierà a inviare alla figlia, messaggi “paradossali” ovvero incoerenti: “beh però è sempre tuo marito, forse tu lo hai provocato…certo se tu ti comporti così…. Fai così, fai questo o quell’altro per far sì che lui faccia X o Y, …..Certo devi separarti, ma come farai coi soldi?, ci sono i bambini come pensi di fare..”? In altri casi, l’aiuto fornito è finalizzato a riprendere il controllo sul figlio o economico e affettivo e quindi non è privo di distorsioni o manipolazioni affettive, anche e ahimè spesso riguardanti al gestione dei figli, che questo tipo di donne, si trova a dover delegare per mancanza di tempo, energie, vitalità, per confusione o perché di base – è impegnatissima nella relazione disfunzionale con il partner.

Mother In Law — Image by © Illustration Works/Corbis

Ecco che il tentativo di ribellione, diventa un senso di colpa che rinforza il legame sia col genitore che con il partner, che a questo punto possiamo identificare come un narcisista di serie B, certamente un figlio altrettanto abusato dai genitori.

L’aspetto narcisistico che tuttavia intendo approfondire in questo articolo è la collusione tra un genitore narcisista (di tipo grandioso) – in genere la madre –  e una figlia che definiremo “eterna bambina”.

In questo matrimonio simbolico, la figlia femmina sceglie un uomo, si sposa o va a a convivere, mette al mondo dei figli, non tanto perché è consapevole delle scelte compiute e in seguito a una reale maturazione psicologica ed affettiva, ma per dimostrare al genitore alpha di essere diventata grande e quindi degna della sua stima, soprattutto perché, quasi certamente questa donna non farà nulla, che non è approvato prima dalla madre.

Sceglie in genere un uomo con le sue stesse caratteristiche, cioè che resta ancorato alla famiglia d’origine e mantiene con la madre un rapporto fusionale, in cui vi è una marcata assenza di confini.

L’incapacità di definire dei confini tra sé e l’altro è il nucleo della dispersione dell’identità individuale della donna e dello stallo della coppia a una condizione di perenne adolescenza.

Queste coppie sono – di fatto – relazioni a tre, nella quale l’uomo rappresenta simbolicamente una minaccia alla fusione tra la madre e la figlia.

Queste madri non amano veramente le figlie, non per cattiveria, ma perchè ne sono incapaci.

Per loro è più importante che la figlia, si attenga a quelle che sono le regole rigide del suo codice di pensiero, codice che conferma o valida la sua visione o esperienza negativa di vita: “se ho sofferto io, si vede che deve essere così per tutte e così sarà per te”.

“Il destino di ogni donna è soffrire”, “gli uomini sono tutti uguali”, “Una donna non si comporta così”.

Da un lato quindi sembra voler salvare la figlia, sostenendola nella ricerca di una sua soggettività, della libertà individuale, dall’altro però sembra non sopportare che la figlia possa avere una via d’uscita.

Via d’uscita che lei stessa non ha mai cercato.

Per l’uomo, sono Inutili i tentativi di “cacciare la suocera dal letto”, questa sarà sempre presente, perché la donna bambina, ha continuo bisogno di lei.

Non è autonoma nella gestione della vita familiare e soprattutto con i figli, che vengono spesso totalmente delegati alla nonna, quasi come fossero dei trofei da portarle in dono.

Questa deresponsabilizzazione è il nucleo su cui si mantiene l’assenza di autonomia, che negli anni, diviene profonda una dipendenza, difficile da spezzare, soprattutto se il partner/marito/compagno ha anche lui tratti narcisistici marcati.

In questo caso, la svalutazione è l’arma con cui queste donne feriscono il partner, incalzando con continue richieste di prestazioni e di attenzioni, affinché lui possa essere ritenuto degno della coppia.

Questo pattern relazionale, genera una dinamica affettiva disfunzionale che si basa sulla dipendenza affettiva dal genitore in primis e dal partner in seconda analisi.

Il partner/uomo narcisista potrebbe inizialmente sentirsi molto attratto da questo tipo di donna, perché sembra molto affabile, gestibile e in ogni caso di sani valori, essendo stata “conservata” a dovere dalla madre ai ripari da qualsiasi rischio di “maturazione” individuale.

Questo “sacrificio” narcisistico tuttavia, non è esente da costi per nessuno.

La rabbia, che la donna eterna bambina prova inconsciamente per essere stata privata della libertà individuale, per aver soppresso la sua vera identità o per aver evitato di formarsi una personalità, si riversa interamente sul partner, sotto forma di lamentele, astensione sessuale, conflitti, litigi, capricci, sui figli “che non fanno quello che lei ha fatto per la madre” o che pesano sulla sua fragile struttura psicologica ed affettiva, che osano avere una personalità autonoma e verso la madre sotto forma di anaffettività e svalutazione, quando questa invecchiando necessiterà della sua assistenza.

Se nella vostra coppia c’è una suocera di troppo, valutate se intraprendere un percorso di coppia, mirato a stabilire dei sani confini relazionali e un percorso individuale, mirato alla propria individuazione, ma soprattutto finalizzato a liberarci dagli schemi relazionali disfunzionali, basati sul senso di colpa, il ricatto, la sottomissione e l’autosacrificio estremo.

Se ti senti oppresso da qualcuno in famiglia, contattaci.

Ricordati che chi ti ama, non ti opprime, ma ti fa sentire, LIBERO.

Dr.ssa Silvia Michelini

Narcisisti patologici e Dipendenti Affettivi: vittima e carnefice, uscire da una relazione patologica, curando il NOSTRO narcisismo.

Perché mi innamoro sempre di partner narcisisti e manipolatori?

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Uscire da una relazione patologica, curando il nostro narcisismo.

Alla base della relazione perversa narcisistica troviamo sempre qualcuno che tenta di controllare dall’interno un altro, inducendolo ad essere perfetto per i suoi bisogni, e qualcun altro che tenta disperatamente di essere perfetto per i bisogni dell’interlocutore, tentando così, a sua volta, di controllarlo dall’interno. In pratica, il narcisismo dell’uno tenta di controllare il narcisismo dell’altro, e viceversa.

Roberto Filippini –  Avventure e sventure del narcisismo

Quello che probabilmente ancora non sai è che la dipendenza affettiva, spesso non è altro che una forma inversa di narcisismo, semplicemente invece che il ruolo del persecutore, abbiamo scelto quello della vittima.

Vittima e carnefice si compensano, se l’uno smette di esistere smette di esistere anche l’altro.

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Se tendi ad incontrare sempre lo stesso tipo di partner (evitante, svalutante, abusante, anaffettivo, manipolatorio, distanziante, ossessivo..) forse sei alle prese anche tu con il narcisismo, il tuo e quello degli altri.

Quando pensiamo al narcisismo ci viene subito in mente qualcuno di molto vanitoso e pieno di se, eppure con questo termine, si fa riferimento a molti aspetti che riguardano le relazioni e in particolare “la maturità affettiva”.

Se pensiamo a un narcisista, ci viene in mente una personalità ben specifica (il narcisista manipolatore di cui si parla spesso in questo sito – al maschile o al femminile non conta), ma quello che non sai ancora è che anche chi si innamora di un/una narcisista “pecca” di narcisismo, semplicemente la forma di narcisismo di chi ama un narcisista è una forma più matura, che diremmo ha la possibilità di migliorare perché parte dall’illusione infantile di riabilitare la propria figura genitoriale o ancor peggio di realizzare il sogno infantile edipico di amore perfetto, idealizzato che si sintetizza nella formula magica, che di magico ha spesso solo l’ardire di distruggervi “IO TI SALVERO’”.

Se incontri solo partner narcisisti, anche tu forse, sei vittima di una forte immaturità psicologica ed affettiva che ti porta a cercare attraverso un partner di colmare i tuoi vuoti, guarire le tue ferite o semplicemente, di conquistare, dominare, cambiare, riabilitare quel genitore abusante, svalutante o anaffettivo che probabilmente in infanzia hai subito e che ha contribuito a determinare in te questa fortissima insicurezza ed ambivalenza verso l’amore.

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Chi sono quindi i narcisisti immaturi ma bonari che si legano ai narcisisti manipolatori, quelli patologici che fanno fatica a riconoscere i propri limiti rispetto a voi, che invece vi mettete sempre in discussione, anche troppo?

Non esiste UNA PERSONALITA’ SPECIFICA, UN’ETICHETTA, UNA FORMULA UNICA.

Qualsiasi personalità può funzionare ad un livello nevrotico, borderline o psicotico, dipende dalla maturità delle difese che mette in atto quando si trova in situazioni che percepisce come fonte di paura, di angoscia e di pericolo.

Quale migliore territorio se non l’amore? e quale peggior pericolo esiste se non l’amore, per coloro che non lo hanno mai realmente conosciuto, ma continuano a cercarlo…e poi dove lo cercano? Dove NON C’E’.

Dove si è sicuri di trovarlo solo momentaneamente o di non trovarlo…così da poter inconsciamente confermare che non ne siamo meritevoli, oppure che l’amore non esiste è pericoloso quindi meglio continuare a restare li fermi dove siamo.

Restare fermi dove siamo ci permette di mantenere intatta la nostra visione idealistica e non rischiare di vivere un amore vero.

Un amore vero, reale, corrisposto infatti ci renderebbe felici, ma nel contempo potremmo perderlo e poi nessuna felicità reale potrà mai soddisfare tutti i criteri dell’amore ideale e romantico.

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Ecco che restiamo li, fermi dove siamo e quello stato di fissità èquello della mentalità di un preadolescente arrabbiato e complessato, se siamo fortunati, un adolescente ribelle arrabbiato e inquieto.. se siamo sfortunatissimi un bambino arrabbiato e perennemente insoddisfatto.

Il narcisista patologico fa casistica a parte.. lui/lei lo/la collochiamo tra 0 e tre anni …..ma dove collochiamo te?

tu che ancora sei li a sperare di svezzarlo/a, guarirlo/a, farlo/a felice o che cadi vittima delle sue manipolazioni, delle sue istigazioni a farti sentire in colpa.. beh anche tu devi ammettere che il ruolo di vittima, di crocerossina, di idealista romantico può degenerare in una “dipendenza affettiva”.

Per quanto senti che l’altro è tossico, che l’altro ti depriva, non puoi fare a meno di dipendere dalla fissazione di “assumere” quel veleno, perché speri di fargli cambiare idea, perché speri che se lo/la accontenti quel tanto allora lui/lei finalmente sarà tuo.

Siamo tutti dipendenti se amiamo è vero, ma se esageriamo diveniamo anche noi patologici e quindi un perfetto incastro per il partner svalutante ed abusante.

Preparati quindi a conoscere, accettare ed amare il/la narcisista che è in te.

Probabilmente ancora non sei consapevole delle tue relazioni del passato, non hai ancora elaborato i tuoi schemi di relazione e i tuoi traumi affettivi, per questo le relazioni di oggi, ricalcano quelle del passato, anche se sono state relazioni pessime.

Con molta probabilità anche la relazione che avrai dopo sarà simile alla precedente, anche se inizialmente ti sembra che attraverso questo nuovo partner potrai riscattarti della precedente delusione.

Elaborare i propri schemi di relazione, assumersene le responsabilità implica tempo e spazio, non puoi avere fretta, ma è il momento che tu te ne renda conto e cioè che abbia il desiderio di accrescere il tuo livello di CONSAPEVOLEZZA e ACCETTAZIONE.

Noi amiamo quello che conosciamo nel tentativo di conoscere l’amore che non abbiamo mai conosciuto” (D.rssa Michelini).

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E’ importante, nel frattempo, che tu impari a tutelarti da una relazione abusante sia se la stai per intraprendere, sia se ci sei dentro fino al collo. PUOI SEMPRE USCIRNE NON E’ MAI TARDI.

  • Basati sui fatti e mai sulle parole che ammaliano, che confondono, che ti fanno sorgere dei dubbi su quello che vedi, senti e provi
  • Non chiuderti, anche se il partner abusante e manipolatorio cerca di fare terra bruciata intorno a te, proprio per evitare che confrontandoti con il mondo esterno tu possa “svegliarti” dal suo incantesimo malefico.
  • Non rivelare troppi aspetti di te alle persone prima di averle conosciute bene, se non sei bravo/a a non cadere nei ricatti affettivi e nelle trappole che i vampiri energetici tendono per poterti parassitare.
  • Se hai avuto un genitore tiranno, anaffettivo, distaccato, assente, ambivalente/intermittente o svalutante stai pur certo/a che hai il lanternino per le relazioni patologiche e che in questa certezza della pena, ti resta solo la libertà di decidere quale ruolo avere, se la vittima, se la crocerossina, se l’idealista romantica… in ogni caso hai un passaporto garantito per il masochismo relazionale.
  • Fai attenzione a chi ti investe completamente della responsabilità di renderlo/a felice o che suscita in te reazioni di allerta, di allarme “devo aiutarlo/a”, “devo salvarlo/a” di chi ha un vuoto esistenziale perenne e che non sembra trarre beneficio da nessun tipo di gioia della vita.
  • Fai attenzione a chi vuole salvarti nonostante tu non ne abbia bisogno e non lo abbia chiesto, che intuisce ciò di cui tu hai bisogno e te lo da prima che tu possa chiederlo, che ti ricopre di regali, ti fa dei favori, acquista per te dei beni, si espone, sembra arrivare come un supereroe/eroina con una cassa di acqua in un arido deserto. Forse un domani tutto questo avrà un prezzo.
  • Se sei in una relazione con un narcisista valuta il suo grado di consapevolezza, se si riconosce ed ammette i suoi limiti ha maggiori probabilità di riabilitarsi se va in terapia.
  • Per sganciarti definitivamente da un manipolatore devi disintossicarti dalla dipendenza e dagli agi economici e non che lui/lei ti ha dato e quindi devi essere pronto/a a dare il giusto valore alle cose e rinunciare ai vantaggi che ti garantisce. Sta a te decidere se conta più la macchina, la casa o TU.

Ma quindi i narcisisti sono MOSTRI?

No non tutti, dipende dal livello di gravità della patologia (da borderline grave a psicotico) e quindi dal livello di maturazione psicoaffettiva. Un narcisista perverso e manipolatore può combaciare con profili di personalità psicotici, antisociali, bipolari e quindi anche criminali: stalker, serial killer..etc.

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Questi sono casi rari, nella maggior parte dei casi, sono persone che soffrono, ma non sono consapevoli quanto noi, sono immaturi relazionali come noi e noi possiamo veramente aiutarli e aiutarci solo uscendo dalla collusione sadomasochistica con loro. Restando non aiutiamo ne’ loro né noi. Spesso non sono pronti per la terapia anzi la disdegano o fanno in modo di sabotarla, con le loro abilità intellettive perché la terapia per te potrebbe essere la salvezza e lui/lei potrebbe essere scoperto nella sua fragilità.

Lui/lei non è il mostro potente che vedi è solo un povero piccolo parassita che ha bisogno di te per esistere e vivere e tu di lui/lei per continuare a lamentarti di quanti stronzi/e esistano al mondo e di quanto sia difficile trovare l’amore vero, di quanto siano ingrati gli altri a cui dai amore, che mancano di RICONOSCIMENTO.. Ricordati che il tuo partner forse, pensa lo stesso di te e continuando a proiettarvi addosso le vostre ombre, non vedrete mai la luce che c’è li, appena dietro l’angolo.

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Le maschere del narcisista: non solo vanità

I 4 volti del narcisista: non sempre si tratta di persone vanitose!

Secondo la psicologa W.T. Behary esistono quattro differenti volti del narcisista.

Ciò che li accomuna tutti è la fragilità, il bisogno di indossare delle “maschere” per proteggersi e arginare la paura, una fra tutte la paura dell’abbandono e del rifiuto da cui si sentono costantemente minacciati e che combattono in primis schermandosi emotivamente ed evitando attivamente ogni forma di intimità emotiva con gli altri e poi cercando costanti attenzioni da parte degli altri al fine di nutrire e rassicurare un Ego/Io debole, frammentato e in ogni caso deficitario.

Per questo è molto difficile “fare un discorso onesto” con un narcisista.

Lui/Lei riuscirà sempre ad indossare la maschera giusta, che lo/la farà uscire indenne, che gli garantirà una giustificazione plausibile agli occhi degli altri (i tuoi, quelli degli altri reali o immaginari) e che di fronte allo specchio gli restituirà un’immagine sempre gradevole di se stesso/a.

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Vediamo quali sono quindi questi 4 volti del narcisista:

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