Tag: gelosia patologica

Workshop: Dipendenza Affettiva, Riconoscere e Superare il Trauma da Abuso Narcisistico

Sei stato abusato da un NARCISISTA?

(NAS: Narcisistic Abuse Syndrome/TdN Trauma da Narcisismo)”.

di Dott.ssa Silvia Michelini

narcisista

Molte delle persone con cui ho lavorato in questi anni, si sono rivolte a me per problemi e/ o sintomi riconducibili a una sofferenza nella sfera delle relazioni e in particolare al comportamento svalutante, anaffettivo, critico, impulsivo, ambivalente e/o manipolatorio del partner, dei genitori/familiari o di amici stretti/datori di lavoro.

Per questo, ho deciso di specializzarmi in questo ambito: la co-dipendenza affettiva nelle relazioni in cui vi è una collusione narcisistica.

I principali sintomi della patologia narcisista sono l’egocentrismo, la scarsa empatia, un’idea grandiosa del Sé (manifesta/overt o latente/covert) e la paura di entrare in intimità con l’altro (percepito come una possibile minaccia all’integrità del proprio Sé immaginario) ideazione paranoide e anaffettività/anoressia affettiva).

Continua a leggere →

Coppie “tecnostressate” e l’amore non si fa più!

Stress Tecnologico

Internet, Social Network e Problemi di Coppia

Lei/Lui sta sempre su Internet o con la testa curva sullo smartphone!

1342-sessuologiaDa alcune ricerche condotte in ambito clinico all’ospedale San Camillo di Roma, sembra che il diffondersi delle nuove tecnologie digitali e l’abitudine ad essere sempre “connessi” sia causa di stress fisico, mentale ed emotivo, che si ripercuote negativamente sia sulla qualità di vita individuale, che di coppia.

Con la parola inglese technostress coniata nel 1984 da Craig Brod, si intende lo stress indotto nell’utilizzatore di nuove tecnologie.

Gli effetti collaterali a livello individuale sono: apatia, ansia, insonnia, mal di testa, problematiche legate agli occhi (rossori, calo della vista) stanchezza cronica, problematiche posturali, sedentarietà, sensazione di estraniazione, distrazione, mancanza di tempo cronica (si perde molto più tempo di quello che sembra).

Nella coppia invece, l’utilizzo di queste tecnologie favorisce l’innesco o il peggioramento  delle dinamiche legate alla gelosia e al controllo ed anche il calo del desiderio sessuale. Continua a leggere →

La gelosia patologica, riconoscerla ed uscirne

La Gelosia Patologica

 

 

La gelosia è un sentimento naturale, che risale alle nostre origini biologiche; essa, dopo il passaggio alla monogamia infatti, ha contribuito alla migliore conservazione della specie e quindi alla nostra evoluzione.

 

Se i confini della coppia sono ben saldi, c’è minor rischio che il partner abbandoni la relazione e la coppia è più stabile e quindi più funzionale e sicura.

donna_primitiva_clava_01

La gelosia nel maschio mira a garantirsi la paternità della prole; l’uomo cioè vuole avere la certezza che i figli che la sua partner partorisca siano i suoi.

 

La donna invece non vuole correre il rischio di restare da sola e di dover accudire la prole, senza il sostegno dell’uomo; per la donna riveste particolare importanza la continuità delle cure e della protezione da parte del maschio.

 

Oggi sappiamo che questi ruoli ed aspettative, non sono più così definiti, anzi spesso inversi, ma nella nostra memoria biologica, questo istinto primordiale, esiste.

 

Tornando ai nostri giorni, quando si può parlare di GELOSIA PATOLOGICA e quando dobbiamo preoccuparci di esserne affetti o di avere a che fare con un partner patologico?

 

La gelosia si manifesta sempre con gli stessi comportamenti, le stesse aspettative e le stesse paure, ma ciò che ne definisce la patologia e la pericolosità sono la qualità, la quantità e la durata.

 

Il pattern tipico è rappresentato dalla convinzione di base di non potersi fidare dell’altro, da cui conseguono ricatti affettivi, sospetti, ricerca di prove.

775E4C587B5E5F52

Il geloso non si accontenta che il partner gli sia fedele solo nella realtà, spesso è geloso anche delle sue fantasie, dei suoi pensieri e dei suoi sogni.

 

La gelosia diviene patologica quando, oltre a presentarsi senza un reale motivo o minaccia esterna, assume una tale importanza nella vita di chi la prova e di chi la subisce, da impedire la normale prosecuzione di una relazione, a meno che il partner vittima di gelosia non sia disposto a subire continue domande, indagini, ricatti, svalutazioni e pressioni.

 

Anche il soggetto affetto da gelosia patologica soffre, è ossessionato dall’idea che l’altro lo possa tradire e questa fissazione gli impedisce di vivere serenamente, altera la qualità della sua vita, lo rende ansioso, incontentabile e sospettoso. La sua attenzione si concentra totalmente sull’altro e sulla paura di perderlo.

Love trap isolated on white background

E’ chiaro che non ci sono dei parametri scientifici per definirla, ma se questa ostacola la normale gestione di una relazione o fa soffrire e limita la vita di un altro individuo siamo di fronte ad una situazione da non sottovalutare:  pedinamenti, costrizione ad assumere determinate condotte o abiti, controllo ossessivo, pretese di abbandono di amicizie, lavori, impieghi, oggetti o altre attività di svago personali, pretese di conferme attraverso il sesso (pratiche sessuali anomale, intromissioni, invadenze nella sfera intima dell’altro, fantasie del terzo intromesso), sono tutti comportamenti che portano la vittima giorno per giorno a farsi imprigionare lentamente in una morsa senza fine, perché il geloso patologico non avrà mai abbastanza conferme che possano colmare il suo senso di vuoto, di abbandono e che possano aiutarlo/a ad avere meno paura di essere tradito; essendo un manipolatore/manipolatrice, il soggetto patologico, troverà altre strategie per far sentire l’altro/a in difetto e quindi in dovere di dimostrare sempre il suo attaccamento, attraverso una rinuncia o una prova.

775E455C7454565F

 

Non c’è da attendere o sperare che “passi da sé”, perchè dietro alla gelosia patologica possono nascondersi disturbi psicologici ben più radicati, per il quali la gelosia è solo un sintomo: gravi problemi di autostima e d’inferiorità legati a depressione, disturbo ossessivo-compulsivo, disturbo di personalità di tipo paranoide.

 

Che cosa devo fare se sono affetto da gelosia patologica o sono vittima di un/a geloso/a patologico/a?

 

Occorre rivolgersi subito ad uno psicoterapeuta, che lavorerà sull’autostima, l’insicurezza e qualora fosse necessario anche sulla personalità (personalità di tipo paranoide o ossessivo compulsivo)

 

Il geloso patologico costruisce la sua identità nel tentativo di mistificare le sue insicurezze, il suo incolmabile senso d’inferiorità e la lacerante paura dell’abbandono.

gelosia

Il geloso patologico teme il confronto con  le altre persone e crede che controllando l’altro gli impedisca di scappare via, ritiene che il possesso e a deprivazione della libertà di chi ama, siano l’unica strada per non perderlo.

Tuttavia non solo perdono chi amano, ma non ameranno mai in modo sano finché non affronteranno la terapia, perché amare in modo sano significa lasciare l’altro libero di vivere la sua vita, nella fiducia che tornerà da noi, accettando la possibilità che ciò non accada, perché non dipende da noi e tutto sommato è molto più bello vedere un aquila volare, che imprigionarla in una gabbia e vederla morire.

 

Chi soffre di gelosia patologica viene meno alla prima regola delle relazioni umane, IL RISPETTO, poiché la sua paura è più forte, la sua brama di nutrire le sue paure è più forte.

 

Il geloso patologico è una persona vulnerabile, la cui autostima dipende dall’approvazione e dai riconoscimenti degli altri, non a caso, molto spesso è lui/lei stesso/a a non essere fedele e conoscendo il meccanismo induce al tradimento, piuttosto che lavorare su se stesso/a, proietta sul partner quello che non vuole vedere di se stesso/a e alla fine l’altro si troverà senza accorgersene a fare e dire cose sbagliate a nascondere verità e quindi ad incarnare il “traditore” che l’altro tanto temeva (identificazione proiettiva).

infedelta-coniugale-investigatore-privato

 

C’è una differenza tra uomo e donna?

 

Uomo e donna provano gelosia allo stesso modo, ma spesso hanno comportamenti diversi.

 

La donna gelosa tende a innescare condotte passivo aggressive, colpevolizzando il partner per sue debolezze, malattie, insicurezze e a controllarlo di nascosto, non esce allo scoperto, fa in modo che l’uomo si senta in colpa costantemente.

 

Non è “attiva”, anche se esistono numerose donne “stalker” o comunque ossessive.

 

Le donne affette da gelosia patologica hanno avuto spesso padri traditori ed abbandonici e proiettano questa immagine su qualsiasi altro uomo, che attraverso le sue continue prove di amore e fedeltà dovrà riscattare questa immagine.

 

Le donne affette da gelosia patologica sembrano essere più depresse che ossessive, anche se ciò non è una verità assoluta.

 

Gli uomini sembrano preferire comportamenti più attivi e provocatori, affrontano il rivale o ne creano di immaginari quando non ci sono; l’uomo infatti è più spesso paranoico ed ossessivo.

cavalieridellaluce.net

 

La gelosia quindi può essere ricondotta a vari tipi di sofferenza psicologica, cioè ce ne sono vari tipi?

 

Si ne esistono varie tipologie:
1. Gelosia depressiva: dovuta al forte senso d’inferiorità e ad una scarsa autostima convinzione di fondo “io non valgo niente”!

 

La persona non si ritiene all’altezza di essere amato, quindi trova in qualche modo naturale l’idea che un suo eventuale partner si interessi ad un’altra persona.

 

2. Gelosia abbandonica: data da un attaccamento insicuro con le figure genitoriali  – convinzione di fondo “ti prego non lasciarmi, senza te non sono niente”!

 

Questo tipo di gelosia colpisce le persone incapaci di tollerare l’idea dell’abbandono, come se senza l’essere amato fosse impossibile perfino respirare. Senza essere amati, riconosciuti ed accettati, ci si sente impossibilitati a vivere, perché si vuole colmare l’abbandono reale o simbolico subito in infanzia dai genitori.

ciclo

3. Gelosia Ossessiva, dovuta a problemi di personalità (osessivo-compulsiva), convinzione di fondo “se avrò questa conferma allora posso fidarmi”

 

Il geloso ossessivo è tormentato da dubbi e scene intrusive sull’eventuale scena del tradimento della persona amata, che aumentano man mano che il legame si fa più stretto.

 

L’ossessivo è alla continua ricerca di prove, che possano mettere a tacere i suoi sospetti.

 

L’ossessivo rispetto al paranoico, si riconosce, perché sa di sbagliare, si rende conto e si vergogna, ma non può farne a meno, non a caso sceglie partner depressi, perché accettano di essere messi/e costantemente alla prova, pur di meritare il suo amore.

 

Nei casi in cui vi sia un partner consenziente, si tratta di “folie a deux”, (follia a due) o coppia collusiva.

 

4. Gelosia Paranoica: dovuta a personalità di tipo paranoide, convinzione di fondo: “tu non mi ingannerai, perché io sono furbo/a e ti scoprirò..”

 

È caratterizzata dalla diffidenza e dalla fantasia dominante tipica dei paranoici. Da un dettaglio, nasce una fitta macchinazione di congetture alla cui base dovrebbe esserci il tentativo di “fregare” lui/lei di complottare, di tendere invisibili trappole; improvvisamente nascono fantasmi, nemici invisibili, assurdi collegamenti tra fatti, persone e idee.

 

Questo tipo di gelosia è la più grave, perché siamo in area psicotica (minore senso di realtà); la paranoia nella sua versione delirante, può portare anche a perdere il senso della realtà e a compiere azioni pericolose (si ricordi Otello con Desdemona).

 

Il geloso delirante non cerca indizi come l’ossessivo, parte già dal presupposto che si sia stato tradito/a e che l’unico modo che ha il partner per farsi perdonare è quello di confessare. Molti partner che non hanno affatto tradito, per disperazione si possono trovare a confessare fatti mai accaduti, pur di mettere a tacere il paranoide.

 

Ma a questo punto l’altro ha la conferma di ciò che temeva e può partire un copione delirante che può condurre fino all’uccisione del partner.

Se sei in relazione con un/a geloso/a patologico/a, contattaci! possiamo aiutarti a capire come uscirne, se invece sei affetto da gelosia patologica, contattaci per intraprendere un percorso di guarigione!

 

 

Possessività e Amore

La possessività finisce sempre col distruggere ciò che si propone di proteggere.

 

 

 

 

 

 

Il controllo assoluto su un altro essere umano non è possibile né tantomeno auspicabile ed è sempre distruttivo. Uno dei grandi miti vede le vite dell’uomo e della donna intrecciate, incamminate per la stessa strada, protese verso le stesse mete e gli stessi interessi. Ma questo può diventare un problema. Focalizzarci su una persona rinunciando ad ogni altro rapporto con altri esseri umani. Bello avere interessi diversi: arricchisce! Bello amare molte persone contemporaneamente, non significa amare meno una persona!Anzi, quanto più numerose sono le nostre esperienze affettive, tanto maggiore è il patrimonio che rechiamo con noi quando ci concentriamo su un rapporto intimo e profondo. La spartizione non scredita la qualità dell’amore; al contrario viene intensificata e ulteriormente arricchita dalla nostra esperienza.

 

Leo Buscaglia

La gelosia sana e patologica nella coppia

Cos è la gelosia?

È emozione, sentimento, stato del cuore o un insicurezza dilagante?

I libri di psicologia sono pieni di teorie sulla gelosia, così come quelli letterari e religiosi. La gelosia riguarda molte relazioni, quella parentale, quella di coppia e quella amicale.

Federico Navarro, riprendendo il pensiero di Wilhelm Reich, definisce la gelosia come una “reazione”, insieme con la possessività, alla condizione di “depressività”, che nasce come conseguenza di un allattamento scarso e insoddisfacente e cioè di una prima esperienza d’amore inadeguata.

Quali sono le origini della gelosia?

La gelosia è un sentimento primordiale; la prima volta che la sperimentiamo è nella primissima infanzia; quando nasciamo, abbiamo bisogno di essere amati, protetti e ci sentiamo minacciati quando chi si prende cura di noi, rivolge le sue attenzioni altrove. La lontananza della madre (o del care-giver) è un pericolo per il neonato, che senza di lei morirebbe di fame o resterebbe solo ed esposto ai rischi dell’ambiente.

A tal riguardo, Sigmund Freud riteneva che non provare gelosia non è sano.

Secondo lui si tratta di un bisogno primordiale, che ha origine nella fase edipica e sebbene sia osservabile in tutte le culture, è soggetto all’influenza dell’ambiente (che valore da la società alla fedeltà?),  e ai  cambiamenti che la famiglia, ha subìto in questi anni. (famiglie monoparentali, famiglie allargate.. etc..).

Il bambino è geloso della madre, della sua fisicità, del suo affetto e indirizza questa gelosia verso il padre percepito come il primo vero rivale; la bambina è gelosa del padre ed nutre sentimenti ambivalenti verso la madre, percepita sia come rivale, ma anche come la prima fonte di sopravvivenza e amore.

Freud faceva distinzione fra tre forme di gelosia:

    * La gelosia normale, concorrenziale: quando il partner viene inconsciamente identificato alla madre o al padre. Il geloso prova allora una sorta di paura di perdere la fonte delle sue sicurezze, il suo punto di riferimento.

    * La gelosia proiettata: quando il geloso sospetta l’altro perché è egli stesso infedele.

    * La gelosia delirante: per Freud, si tratta di una negazione della propria omosessualità: si diventa geloso/a di un ipotetico/a rivale, ma in realtà siamo noi a provare sentimenti ambivalenti verso di esso: “io non lo amo perché è un uomo/una donna, ma è mia moglie/marito che lo ama/la ama“.

La gelosia è uguale nell’uomo e nella donna?

Non ci sono studi precisi, che ci possano dare delle indicazioni rispetto a questa domanda. La gelosia è un sentimento equamente suddiviso, ma l’uomo la manifesta in modo più plateale. Questa differenza comportamentale ha un’interpretazione legata alla cultura: si ritiene che l’uomo sia biologicamente candidato al tradimento (innato istinto di riproduzione e di propagazione della specie) e che per questo sia capace di avere dei rapporti solamente per il sesso, mentre si pensa che la donna debba necessariamente provare dei sentimenti di amore verso un uomo per avere rapporti sessuali con lui. L’infedeltà femminile è stata per questo sempre considerata più grave, il che potrebbe spiegare le reazioni più violente dei loro partner. In realtà anche biologicamente la femmina di primate, ricerca il maschio dominante durante il periodo riproduttivo, che nella femmina umana va dai 14 ai 50 anni!

La paura di perdere l’altro “Io sono l’unico/a per Te”.

C’è molta confusione intorno al tema della gelosia; c’è chi ritiene che non c’è amore senza un pizzico di gelosia, chi invece sostiene che l’amore sia libertà, intesa non come assenza di regole, ma come fiducia.

Ma come si spiega la psicologia della gelosia? Bisogna nuovamente scomodare Sigmund Freud. Quando amiamo improvvisamente ripiombiamo nel ricordo dell’antica frustrazione infantile edipica, quando scoprimmo che la madre/il padre non erano nostra esclusiva proprietà, che la fonte dell’amore primario e cioè “la madre” non era un nostro prolungamento, ma “un’altra persona” fatta di desideri e anche d’imperfezioni. E’ per questo che forse mentre piangevamo disperati, lei si stava facendo la doccia, perché era molto stanca o ancor peggio era con un uomo!

La gelosia nasce perciò dalla paura di perdere l’altro, nasce dal dolore, dal senso d’impotenza che si prova quando si capisce che ciò che amiamo, non è nostro, non siamo noi, non possiamo “controllarlo” e per questo dipendiamo da lui/lei. Noi non siamo unici, non siamo insostituibili.

La gelosia nasce nelle prime relazioni affettive e si manifesta nel presente, col partner, (voglio essere il centro del tuo mondo), con gli amici (sei il/la mio/a miglior amico/a) tra fratelli (chi è il preferito di casa?). In generale nasce e muore con la paura di perdere l’oggetto d’amore, qualunque esso sia.

Mancanza di fiducia. Siamo solo insicuri?

Oggi, gli specialisti sottolineano che la gelosia si spiega semplicemente con la mancanza di fiducia in se stessi. Il geloso dubita del proprio potenziale di seduzione. Quando si ha abbastanza fiducia in sé, in generale si proietta la propria fiducia sull’altro.

In alcuni casi il geloso è un soggetto che “ama troppo” e sente minacciata la sua identità nella coppia, per questo cerca una terza persona che lo/la rassicuri rispetto alla sua autonomia.

Gelosia Positiva e Gelosia Distruttiva

Un po’ di gelosia è sana. Aiuta a mantenere vivo il gioco delle parti (provocazione/gelosia/affermazione della coppia). Quando la gelosia però invade la mente e si trasforma in un sentimento distruttivo è causa di RABBIA, FRUSTRAZIONE e DOLORE per sé stessi e per gli altri. I pensieri divengono paranoidi, si perde il senso della misura, della realtà, si perdono i confini tra il sé e l’altro.

Nelle situazioni più gravi si riscontrano reazioni comportamentali che mettono in pericolo l’incolumità fisica della persona amata e/o del/della rivale. In questi casi la gelosia patologica (o delirante) può assumere risvolti drammatici e può essere considerata una manifestazione sintomatica di un disturbo più strutturato nella personalità del/della partner. La distruttività della reazione aggressiva è aggravata dal fatto che la persona gelosa spesso percepisce consapevolmente la sua incapacità di auto-controllarsi e di mediarne gli effetti, subendoli automaticamente.

In questi casi l’unica soluzione è una terapia psicologica.

 

Le conseguenze della gelosia, il circolo vizioso:

La prima conseguenza è un disagio emotivo: preoccupazioni eccessive, sospettosità, rimuginazione, dubbi, paura di essere rifiutati, abbandonati, traditi, di rimanere da soli, senso di insicurezza personale ed incertezza circa la solidità della coppia, ipersensibilità alle critiche del partner, ecc.

Si prova rabbia e disprezzo misti a paura e coinvolgimento amoroso (ti amo e ti odio).

S’instaura una dinamica di sospetto: il geloso concentra tutta la sua attenzione su dettagli e fatti, che vadano a dimostrare le sue paure e confermino le sue aspettative distorte. Il geloso chiude tutte le aperture della coppia all’esterno: viaggi, uscite, nuove conoscenze, feste…, preferisce il controllo dell’altro. In questa continua colpevolizzazione e sfiducia, l’altro si sente schiacciato e alla fine l’unico modo per affermarsi e sfuggire al controllo è tradire.

Fraintendimenti: la profezia che si auto avvera (“Non è come pensi…hai capito male..”):

Quando la vittima della gelosia ossessiva si trova con altre persone in presenza del partner inizia un gioco mentale: esamina tutti quegli aspetti che potrebbero accendere nell’altro il fuoco della gelosia come per ( bellezza fisica-estetica, intelligenza, personalità e carisma, successo professionale, situazione economica; ecc). Allo stesso tempo la persona gelosa controllerà ossessivamente gli sguardi, il tono della voce e gli atteggiamenti del rivale in relazione alla persona amata. La persona gelosa interpreterà le risposte verbali ed altri comportamenti messi in atto dalla persona amata durante lo scambio comunicativo con il potenziale rivale, come atteggiamenti di apertura ed accettazione di quelle che sono state irrazionalmente interpretate come avances nel tent ativo di sedurla.

A questo punto il geloso si chiude in sé stesso, la sua rabbia si rivolge sul partner (non vuole più vederlo, si nega sessualmente..) e cerca in tal modo di attrarre la sua attenzione, ottenendo l’effetto contrario.

Strategie positive per gestire la gelosia.

Lavorare sulla propria autostima

Lavorare sul proprio aspetto fisico

Aumentare le proprie capacità affettive, comunicative relazionali

Ricavare momenti di svago e di creatività per la coppia

Lavorare sulle relazioni amicali e sulla rivalità

 

La gelosia nella coppia

I sintomi più evidenti della gelosia sono l’ossessività e la diffidenza.

Ci sono varie motivazioni alla base della gelosia: può esserci un conflitto affettivo del passato, una forma di difesa, l’ insicurezza personale e la bassa autostima, la dipendenza affettiva e il desiderio di manipolare l’altro.

In certe coppie la gelosia è una forma di comunicazione; in assenza di quella nsi sarebbe costretti ad affrontare problemi che si vogliono invece negare.

La gelosia si può manifestare in diversi modi: può essere celata cioè quando si accompagna ad emozioni e pensieri non percettibili dagli altri oppure può essere manifesta quando se ne parla liberamente.

Infine come già accennato occorre far distinzione tra la gelosia sana, che appare al momento della minaccia reale della relazione e che può ragionevolmente salvare la coppia e quella patologica, ovvero un’ossessione distruttiva e dannosa per la coppia che  si accompagna ad una drammaticità esagerata e spesso violenta.

 

Come difendersi dalla gelosia, strategie per non sembrare gelosi e per non esserne vittime.

Tutti noi mettiamo in atto dei meccanismi inconsci (difese) per proteggerci dalla sofferenza o dalla minaccia della sofferenza.

Alcuni si chiudono in se stessi, rifuggendo l’amore, altri imparano a tollerare l’idea di eventuali tradimenti, convincendosi di essere “gli eletti” e cioè di avere un posto privilegiato; in altri casi si diventa i registi del tradimento, è il caso della realizzazione della paura edipica stessa e cioè lo scambio di coppia o il ménage a trois. (meglio controllare che essere ingannati).

In tutti i casi le reazioni di violenza e rabbia, che minaccino l’integrità fisica e psicologica dell’altro sono patologiche e pertanto non possono essere tollerate o giustificate.