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Narcisismo e Matrimonio: come si comporta un narcisista in una relazione stabile?

Narcisismo e Matrimonio: come si comporta un narcisista in una relazione stabile?

I narcisisti generalmente non s’impegnano, non vogliono accedere ad una dimensione personalità adulta e genitoriale della personalità, vivono come eterni peter pan, hanno paura di impegnarsi, idealizzano i partner, temono l’intimità e poi – dopo aver abusato psicologicamente ed emotivamente delle loro vittime – fuggono senza rimorsi o ripensamenti verso la loro prossima avventura.

Eppure ritroviamo spesso i narcisisti in coppie stabili anche se conflittuali, perché? Continua a leggere →

Perchè non ti dimostra mai che ti ama? Evitare le emozioni: Come riconoscere se il tuo partner è un “Evitante”

Molti dei miei pazienti, si lamentano della “freddezza” del proprio partner, del suo modo “distaccato” di vivere il rapporto; a tutti noi è capitato di sperimentarsi in una relazione con una persona che vive le emozioni in modo conflittuale o meglio – non le vive, perchè le percepisce come minacciose.

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Perchè molte persone sentono che lasciandosi andare in un rapporto, rischiano di “perdersi”? che dimostrando all’altro/a che lo/la amano perdono “potere”?

Perchè alcune di queste persone ricercano un rapporto di coppia stabile, ma poi non sono in grado di godere del rapporto e di dimostrare all’altro i propri sentimenti?

Le ricerche e gli studi sull’attaccamento, dimostrano che può dipendere dalla qualità delle prime relazioni di cui abbiamo fatto esperienza.

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Ognuno di noi, impara ad amare, basandosi sulle prime relazioni avute in infanzia, in particolare con le prime figure di accudimento.
Il nostro modo di vivere  l’amore dipende molto dal modello di relazione che abbiamo interiorizzato in famiglia ed in particolare con la madre o con altra figura di accudimento, detta “care-giver”.

In poche parole seguiamo un modello di relazione che abbiamo appreso in famiglia, anche se non ne siamo sempre consapevoli e se lo siamo, spesso non riusciamo ad evitare di comportaci in quel modo.

Questo non vuol dire che si possa cambiare, ma è bene considerare questi modelli di base, al fine di divenire adulti affettivamente maturi e consapevoli.

In particolare gli studi Di Bowlby e Mary Ainsworth hanno evidenziato che la relazione tra la madre e il bambino, soprattutto nel primo anno di vita, lascia una traccia indelebile (“imprinting” ) che influenza tutte le successive relazioni.
Se la relazione tra la madre e il bambino/la bambina è solida, calorosa e il piccolo sviluppa fiducia rispetto alla costanza e alla presenza della madre come figura di accudimento valida e stabile sviluppa quello che tecnicamente si definisce attaccamento “sicuro”, se invece la madre non riesce ad entrare in sintonia col figlio/figlia e le sue cure sono state carenti, il bambino/la bambina sviluppa un attaccamento “insicuro”.

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I bambini che crescono in un contesto affettivo valido, si sentono amati, sanno che se sono in difficoltà c’è qualcuno che li accoglie, che li comprende e che li guida e per questo sviluppano FIDUCIA NELLE RELAZIONI, perchè si aspettano una risposta positiva dall’altro e qualora ce ne sia una negativa, sanno che l’altro può riparare o farà di tutto per farlo.

Un tipo di relazione così appagante, permette al bambino di crescere con un buon livello di autostima e una buona immagine di sè, come degno di amore, per questo da adulto, saprà anche riconoscere nel’altro emozioni, desideri e bisogni.

La recente fragilità delle unioni e la facilità con cui si disgregano le coppie e le famiglie ha contribuito, purtroppo, ad aumentare il rischio che le relazioni siano sempre meno sicure e stabili e per questo non è difficile confrontarsi con l’insicurezza nelle relazioni a qualsiasi età.

 

Da adulte, le persone con un attaccamento sicuro vivono le emozioni, l’affettività e l’intimità in modo sano ed equilibrato, non se ne sentono minacciate, mentre le persone con attaccamento insicuro hanno un attaggiamento conflittuale verso le relazioni affettive, da un lato le ricercano, dall’altro viverle li costringe a riconfrontarsi con il doloroso ricordo delle relazioni primarie, carenti o fonte di sofferenza.

L’attaccamento insicuro la SFCUOREIDUCIA e il conflitto rispetto alla propria AUTONOMIA
Le persone con attaccamento insicuro non riescono ad avere una relazione appagante perchè non hanno fiducia in se stessi e negli altri.

La mancanza assoluta di fede nel mondo esterno e quindi anche negli altri, dipende dalla sfiducia che queste persone sviluppano nei confronti die loro genitori, che non sono stati in grado, per problemi affettivi, psicologici, familiari etc.. di prendersi cura di loro in modo adeguato e cioè rispondendo in modo adeguato ai loro bisogni di cura, protezione e amore da un alto ed autonomia dall’altro.

Per questo motivo le persone con attaccamento insicuro, hanno un imprinting negativo alle relazioni, che sono quindi percepite come fonte di sofferenza e nella vita affettiva adulta mettono in atto dei “copioni relazionali” abbastanza prevedibili, che hanno appreso in famiglia.

Bowlby ha identificato poi tre tipi di attaccamento insicuro: evitante – ambivalente – disorganizzato.

Oggi parliamo delle persone con attaccamento EVITANTE e cioè quelle che spesso percepiamo come inafferrabili, schive, distaccate e aride di emozioni, sia che siano in una relazione stabile o poco impegnativa.

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Gli evitanti sono persone che hanno imparato presto a dover contare solo su loro stessi, perchè i genitori non erano disponibili e li hanno spinti verso un’autonomia troppo precoce.

Il messaggio che questi genitori mandano ai loro figli è che una relazione (madre-figlio/amicale etc..) è limitante per la propria autonomia.

Avvertendo la relazione come una minaccia alla propria autonomia, gli evitanti, nascondono le proprie emozioni, a volte anche a loro stessi, non riescono a stare in una relazione, perchè gli suscita ansia e per questo puntano tutto sulla propria realizzazione personale.

Gli evitanti “single”si “difendono” dal rischio di amare, concentrandosi sui difetti del proprio partner dopo poco che conoscono una persona e vivono quindi relazioni brevi del tutto inconsistenti, che non li coinvolgano emotivamente.

Gli evitanti in “coppia” sono  descritti come egocentrici e concentrati su se stessi; fanno fatica a ragionare come coppia e a costruire un senso del NOI, qualsiasi richiesta da parte dell’altro viene percepita come pressante, quasi come se la certezza del suo amore sia la sua sola presenza, della quale l’altro deve accontentarsi.

Gli evitanti descrivono i loro partner (sebbene normalissimi), come esigenti, lamentosi, sofficanti..etc. e vivono l’intimità emotiva e sessuale come un grande ostacolo, che li costringe a confrontarsi con le vecchie ferite, per questo, spesso di fronte alle richieste di maggiore intimità, rispondono al partner con la noia o con la fuga.

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Una persona con attaccamento insicuro/ un EVITANTE, può cambiare?

Vivere relazioni sane ed appaganti è il primo scalino per poter sperimentare un affettività più matura, purtroppo non sempre gli evitanti scelgono un partner con attaccamento sicuro, il più delle volte si confrontano con gli AMBIVALENTI, che hanno subito gli stessi traumi infantili, ma che hanno risposto sviluppando un atteggiamento paradossale rispetto alle relazioni: le ricercano per avere conferme continue di amore, che tuttavia sono insufficienti a colmare i loro vuoti e per questo sono perennemente insoddisfatti. Gli ambivalenti inoltre basano la loro carente autostima sulle conferme esterne e per questo, se in relazione con un evitante, rischiano di incappare spesso nel tradimento, nel senso di colpa e nelle eterne lotte di potere, caratteristiche delle coppie disfunzionali.

L’ideale quindi è saper individuare chi ha un attaccamento sano, ma se ci siamo innamorati di qualcuno che invece ha un attaccamento insicuro, non possiamo far altro che pazientare affrontando insieme un percorso di coppia, o individuale focalizzato sulle relazioni e sulla possibilità di sviluppare un’ affettività matura.
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D.rssa Michelini

L’AMORE IMMATURO DEL “CHIEDERE” E L’AMORE MATURO DEL “DARE”

L’AMORE IMMATURO DEL “CHIEDERE” E L’AMORE MATURO DEL “DARE”

VIGNETTA

Sappiamo amare in modo MATURO?

Ma che significa amare in modo maturo? Possiamo farlo tutti?

Secondo Osho, in accordo con le maggiori teorie psicoanalitiche ci sono due tipi di amore, quello che insegue UN BISOGNO e quindi narcisistico (basato sull’io/Ego) e quello che si concentra SULL’ALTRO (basato sul concetto di amore in senso ampio ).

L’ ”amore-bisogno” è sintomo di una carenza affettiva, probabilmente ereditata dall’infanzia, che non abbiamo colmato ed elaborato, perché magari non ce ne rendiamo conto e pensiamo in realtà di fare moltissimo per l’altro e di dare molto amore.

In realtà diamo quel che serve per ottenere altro in cambio e se non lo otteniamo ci arrabbiamo, ci sentiamo frustrati, delusi e ricominciamo a cercare quel qualcuno che ci completi, che ci faccia sentire meno quella “fame di amore”. Continua a leggere →