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Perchè lui non si fa sentire?

Molte lettrici mi scrivono, interrogandosi sul perché molti degli uomini con cui escono, dopo un paio di appuntamenti non le cercano più.

Le motivazioni possono essere innumerevoli e chiaramente soggettive, ma proviamo ad individuarne una, che quasi certamente molti dei vostri amici uomini potrà confermarvi e cioè la scarsa autostima delle donne.

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In questo articolo, chiaramente affrontiamo un tema generico, che in quanto tale rischia di risultare un po’ leggero, ma credo che nella sua leggerezza, molti di voi, ci troveranno del vero.

Intanto è importante fare una premessa, se un uomo è voluto uscire con voi, sia che ve lo abbia proposto lui, sia che glielo abbiate proposto voi, sicuramente nutre dell’interesse verso di voi, ma alle prime uscite chiaramente non è possibile sapere che genere di interesse nutra.

Certamente non tutti gli uomini apprezzano “essere predati”, la maggioranza si schiera più dal lato del predatore che della preda, sebbene le variazioni culturali e di costume degli ultimi vent’anni abbiano portato l’uomo a stare più a guardare più che ad agire, ma ciò è dovuto anche all’estrema facilità con cui un uomo può ottenere una preda oggi.

Con questo non voglio fare un discorso retorico “non ci sono più le donne di una volta”, perché questo non è che un bene!, ciò che sbaglia la donna moderna è l’atteggiamento psicologico, non il comportamento.

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Un uomo non vi giudicherà mai se siete andate a letto con lui dopo un giorno o dopo un mese e se lo fa, è chiaramente un uomo da lasciar andar via, ma vi giudicherà se non siete delle persone indipendenti a livello emotivo, perché si sentirà precocemente investito di responsabilità che non vuole avere.

L’errore più comune che commette una donna è quello di mostrarsi indipendente e intraprendente anche se non lo è, poiché dietro a questa mossa si cela il suo bisogno infantile di trovare il principe azzurro o di ricevere conferme affettive e sicurezza; molto spesso l’atteggiamento del “coccodrillo pentito” tipico della donna “ho fatto sesso con te si, ma era perché per te provo qualcosa di speciale, non perché sono una facile”, è teso appunto a voler conservare un’ immagine integra di sé e non essere giudicata “una facile”, tuttavia questa donzella si renderà presto conto che “quella facile” ed intraprendente troverà un fidanzato e lei che è facile lo stesso, ma non è in grado di accettarlo, resterà sola perché è anche una discreta rompicoglioni.

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Un uomo ha paura di una donna che si affeziona subito e fa bene, così come si dovrebbe diffidare di un uomo che si affeziona subito.

Cerca una relazione sana o ha delle carenze affettive che spera invano (illudendosi) che riuscirà a colmare attraverso una relazione?

Cerca un partner o un manichino da esibire?

Un uomo si sente svilito dalle pressioni precoci che una donna gli fa per capire SE LA AMA O NO e se si QUANTO LA AMA?

Gli uomini, hanno di buono che sanno prendersi cura di loro stessi a livello emotivo e cioè non lasciano che le loro paure interferiscano nei rapporti e nelle relazioni, almeno all’inizio! magari peccano di freddezza, di distacco, ma la donna esagera nella ricerca di un sostegno emotivo.

Sbagliano entrambi, perché come sempre la virtù è nel mezzo, ma una cosa è certa:

Chi ricerca conferme affettive e sicurezza subito dopo un paio di appuntamenti per l’uomo è una scocciatura, un campanello di allarme, un buon motivo per sparire, anche se la persona in questione gli interessa, questo interesse svanisce ad ogni sms o telefonata che ha l’obiettivo di recriminare “se tu avessi dell’interesse per me.. allora avresti chiamato, avresti fatto, detto..etc..”.

Quante volte ho sentito gli uomini dire “Sono uscito con X, carina, intelligente, però dopo un paio di volte già si è affezionata è diventata pesante, voleva subito una cosa seria”!

Ecco che partono le fantastiche scuse: “è un periodo di stress, ….esco da una relazione importante…..mia nonna ha l’alzheimer,…………mi sento in colpa con Gesù e via dicendo.

Se un uomo sa che quando alza la cornetta c’è una persona che lo giudica e lo mette al muro con domande o infiniti e strazianti discorsi, non risponderà.

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Se sa che invece c’è qualcuno che gli propone una serata divertente, un concerto, un cinema, senza tediarlo, sicuramente alzerà il telefono.

Se dopo questa serata, non c’è un conto da pagare in termini di “cosa si aspetterà ora lei”?, ancora meglio…si sentirà LIBERO.

Un uomo non cambia la sua vita, le sue abitudini, non viene sconvolto emotivamente da uno/due appuntamenti, una donna si, ed è proprio per questo che l’uomo si stanca presto, perché è una preda già morta, perchè già si è messa al suo servizio.

Ciò non vuol dire che non ha interesse, ma osserva dall’esterno la situazione e ha anche paura di risultare “appiccicoso”, eccessivamente romantico, cosa che sicuramente lo renderebbe meno virile, agli occhi di se stesso e degli altri.

Questo vale anche dopo anni di matrimonio, una donna eccessivamente prevedibile, comprensiva, dolce, docile e tenera, ma soprattutto severa, autoritaria e giudicante  è una madre, non una femmina da cacciare.

E’ per questo che moltissime donne, prima di incolpare gli uomini di essere degli stronzi, dovrebbero invece lavorare sulla loro autostima; non che non esistano gli stronzi chiaro, ma una donna con una buona autostima non li teme, semplicemente perché sa fare le sue esperienze, senza sconvolgersi l’esistenza qualora qualcuno e qualcosa non le confermi quanto lei sia fantastica.

E’ lei stessa che se lo dice e SI TRATTA IN MODO CHE CIO’ SIA PALESE AGLI OCCHI DI TUTTI.

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Una donna dovrebbe occuparsi maggiormente della sua vita, che di quella degli altri aspettandosi riconoscenza, perché ciò non avverrà, anzi molto probabilmente vi ritrovereste anche con le corna.

La donna sicura di sé non ha interesse in questo, perché è occupata ad occuparsi di se stessa.

La donna sicura di sé non è egoista, è sana, perché non trascura gli altri aspetti importanti delle relazioni (i figli, il suo ruolo etc.), ma sa fermarsi a metà, laddove inizia il ruolo dell’uomo.

La donna sicura di sé sa stare a guardare, perché qualsiasi cosa accada, sa come reagire.

Per cui se non ti chiama è perchè non vuole chiamarti, ma non solo perchè non “gli piaci abbastanza” come decantava la famosa commedia, ma perchè magari potevi piacergli, ma ti sei giocata male le carte, oppure perchè non è scattata la scintilla, perchè ostinarsi a guardare solo all’esterno, occupiamoci anche di noi stesse!

E TU CHE DONNA SEI?

INDIPENDENTE, DIPENDENTE O INDIFFERENTE?

😀

Cosa fare se lui ti da per scontata?

Questo è un articolo ironico (ed autoironico), una lettura “leggera”, ma non troppo, che invita le donne a riflettere sul loro livello di autostima e sulle differenze tra uomo e donna. Per una volta, concentriamoci sugli aspetti positivi del maschile ed usciamo dalla visione negativa e svalutante degli uomini, dalla commiserazione, dalla lamentela, dalla passività e da tutte quelle abitudini, che ci rendono tristi e non ci aiutano ad avere successo nella vita!

E’ la solita vecchia storia, vi incontrate, vi innamorate e lui sembra quello perfetto per voi…

E’ l’inizio di un nuovo amore fatto di passione, di voglia di scoperta e di entusiasmi,  il tutto condito da un micidiale cocktail ormonale.

Stare lontani anche solo per un’ora appare una fatica insormontabile, vi cercate, vi desiderate e ai vostri occhi tutto è perfetto, purchè lui resti con voi.

Dopo alcuni anni però, la fiamma inizia ad affievolirsi per lasciare spazio alla routine.

Qualcuno dice siano 3, altri 7; dalla mia esperienza come psicologa e come donna, ho potuto osservare che l’innamoramento (inteso come stato di ubriachezza molesta con evidenti sintomi di instabilità mentale e completa perdita della ragione) termina dopo circa 3/4 anni.

Il processo è lento ed inesorabile, non ve ne accorgerete, perchè nel frattempo  – con tutta probabilità –  siete stati presi entrambi da altre cose : il lavoro, la casa.. ed è raro che abbiate accanto una persona consapevole di ciò e che abbia desiderio di evitare che accada.

In genere l’uomo è pigro nella coppia e diciamocela tutta…lo siete anche voi! l’unica cosa che differenzia l’uomo dalla donna in questo, è che l’uomo non rompe le palle. La donna sì.

Improvvisamente la passione lascia il posto alla tenerezza,  la spontaneità diviene un ruolo, la scoperta diventa piacevole prevedibilità e l’entusiasmo si trasforma spesso in criticismo. Dopo l’innamoramento inizia quella fase detta “disillusione”.

E’ come se ci togliessero improvvisamente delle fette di kiwi dagli occhi (i kiwi sono molto più salutari del prosciutto e sopratutto non sono cadaveri!).

Ciò che prima ci soprendeva, ora inizia a darci noia, anzi ci chiediamo come abbamo fatto ad innamorarci di un uomo che lascia i calzini sulla macchina del gas, si dimentica gli anniversari e  spesso tentenna anche quando deve ricordarsi il nostro nome….

Come avete  fatto ad innamorarvi di un uomo che prima non vi staccava gli occhi di dosso e ora non si accorge nemmeno se rientrate a casa con un jamaicano a cavalcioni?

La piccola smorfia che fa quando beve e che ai primi appuntamenti vi pareva assolutamente sexy ed  irresistibile, ora appare come un’indecorosa ed insopportabile paresi.

La voracità che ha quando mangia e che i primi tempi pensavate  fosse data dall’imminente rischio di morte a seguito di estenuanti nottate di sesso, ad oggi vi pare una scena dell’horror, completata da sguardi assassini (i vostri).

Perchè? Semplice….

Siete diventati simbiotici. Siete caduti nella trappola dell’ozio e della prevedibilità e credete ancora alle favole, a quelle che vi dicevano che “vissero felici e contenti”.

Con tutta probabilità siete delle brave personcine e credete che in amore vincano la disponibilità, le premure e cioè comportarsi come mogliettine assolutamente impeccabili.

Attenzione!!! la “mogliettina impeccabile” non è solo quella che tutti conosciamo e che conserviamo nell’ ‘immaginario collettivo: sottomessa, un pò sdrucita, silenziosa e ansimante, attende il rientro dell’amato alla finestra, trascorre tutto il giorno al supermercato e davanti alla TV per studiare quale piatto preparare al suo bel maritino, mentre smacchia il bucato coi bigodini in testa. Noi la chiameremo CENERENTOLA.

La “mogliettina sollecita” è anche la donna con le palle, ben vestita, istruita, quella super efficente, che è sempre pronta a darsi da fare per la famiglia, per il marito, per la casa e intanto lavora anche. Noi la chiameremo LA VALCHIRIA.

Per la Cenerentola e la Valchiria il risultato è lo stesso.

Lui guarda la partita, esce con gli amici, gioca a PES, ha sempre da lavorare, qualsiasi cosa pur di non stare con voi…..e in cuor vostro sperate che un giorno all’altro, quell’ ex principe azzurro, ora sbiadito e consunto da varie lavatrici, si accorga di tutti gli sforzi che fate per la coppia.

Le avete provate tutte, sia con le buone che con le cattive; gli avete parlato in modo chiaro e conciso (niente di più errato), vi siete lamentate (cosa ancora più errata con un uomo), avete flirtato con i passanti (ma lui stava guardando il culo di un’altra nel frattempo), gli avete cucinato tutto il libro di suor germana e lui vi dice che quella sera non ha fame.

Perchè? Semplice, perchè siete noiose e vi siete trasformate nell’ideale che l’uomo ha della donna UNA MADRE.

Un madre sottomessa (Cenerentola) o una madre onnipotente (Valchiria).

Ciò succede anche a noi donne, provate a pensarci “è così tanto un bravo ragazzo eppure non scatta la scintilla!!!”.

è così un bravo ragazzo, ma...” e intanto lo tradite col più bastardo dei dongiovanni”….

Il principe azzurro in realtà non lo vuole nessuno….tutte vogliono il ribelle, ma la cosa ancora più assurda è che le donne hanno la pretesa di sposare il principe azzurro e trasformarlo in Brad Pitt nel film Fight Club.

Un uomo a questo ragionamento così complesso non ci arriva. Sposa in genere una iena mascherata da pecora ed insegue gazzelle per tutta la savana…

Nessuno vi dirà che il principe azzurro è gay e che a Biancaneve piacciono le ammucchiate, ma è così.

Come avete fatto a diventare LE MAMME? e come smettere?

vi regalo qualche pillola…..qualche piccolo suggerimento e spunto di riflessione…

1) Inizia a vivere come se esistessi solo tu: immagina come sarebbe la tua vita se lui ti lasciasse oggi?

Sei indipendente affettivamente? Cosa faresti senza di lui?

2) Stravolgi le tue abitudini (tutte)

3) Lavora sulla tua autostima: dal look, ai sogni lasciati nel cassetto a fare la muffa, a quei chiletti di più che hai lasciato si accumulassero..

3) Smetti di fare ciò che fa una madre e cioè AMARE INCONDIZIONATAMENTE ED ESSERE SOLLECITA E PREMUROSA.

4) Non svilire la sua mascolinità e non permettere che faccia altrettanto con la tua femminilità. Rispetta il tuo uomo! e non pretendere che lui ti rispetti, se tu non rispetti lui.

5) Permettigli di essere un uomo, dandogli il tempo di assumersi le sue responsabilità. Non indossare i suoi pantaloni e lascia che si esprima liberamente!

5) Smetti di parlare, di lamentarti e di essere depressa! agisci su te stessa!!

6) Inizia a concederti tutti quei piaceri e a fare tutte quelle cose che vorresti fare con lui, ma da sola.

7) Fatti delle nuove amicizie, esci, scordati il cellulare a casa. Se hai dei figli, lasciali a lui ed esci con le amiche, lascia che faccia il padre!

8) Esci con lui solo se ti va e non per fare la spesa! uscite solo se avete organizzato qualcosa di piacevole ed interessante

9) Se sei casalinga, trovati un lavoro, uno qualsiasi.

10) Se lui ti innervosisce, semplicemente, cambia argomento e scelglietene uno che non riguardi la casa, i figli, le bollette o il telegiornale…trovatevi un hobby di coppia!

Sei interessata a migliorare te stessa e la tua relazione?

scrivi a: psicologiacoppia@gmail.com

La coppia dopo i figli; restare partner anche quando si è genitori.

Crisi di coppia dopo la nascita di un figlio.


Molte coppie ritengono che la loro coppia entri in crisi con la nascita del primo figlio.

Io ritengo che la coppia, che vive una crisi prolungata dopo la nascita di un figlio,non abbia precedentemente costruito una solida base per la famiglia e una base fragile, si sa, scricchiola al primo scossone.

Diventare genitori richiede la complicità e la collaborazione dei due partner nella gestione della casa, del tempo, del bambino e si riducono gli spazi di intimità e di condivisione della coppia. Se questi spazi non sono stati stabiliti, condivisi o rispettati già in precedenza, un figlio non può che aggravare la situazione.

La nascita di un figlio è un evento straordinario: è naturale che all’inizio i genitori, specie la madre, dedichino alla nuova creatura ogni attenzione e il neonato ha bisogno di un forte legame con la madre per crescere sano, fisicamente e emotivamente. Ma spesso questa fase naturale si prolunga oltre il tempo necessario, creando in tal modo un distacco tra i due partner, che inizialmente possono non accorgersi di questo lento processo.

Per aiutarvi a rendervi conto se state correndo questo pericolo, ecco una serie di domande.

  • Stare da solo/a col partner è una priorità?
  • Metti sempre i figli al 1^ posto e pensi che abbiano la precedenza su tutto?
  • Tu e il tuo partner avere occasioni per stare insieme da soli (cinema, ristorante..)?
  • Vi sentite a disagio, se trascorrete una serata da soli senza i figli?
  • Quando state da soli col partner, avete un dialogo intimo (parlate di voi) oppure parlate solo dei figli?
  • I vostri figli dormono nel loro letto? Riuscite a dar loro dei limiti in termine di spazio e tempo oppure hanno sempre accesso a voi?
  • Hai ancora dei rapporti sessuali con il tuo partner e se si quanti?
  • Hai la sensazione che tuo figlio ti capisca meglio del partner?
  • Senti un legame e una comprensione più profondo con tuo figlio che col partner?

Una riflessione su queste domande può farti cogliere se stai trascurando la tua coppia e se eccedi nel ruolo di genitore, oppure se il figlio è solo un “pretesto”, perchè anche prima della sua nascita, preferivi un ruolo di efficienza e di indipendenza nella coppia, piuttosto che di condivisione emotiva.

Per poter crescere figli emotivamente sani, che possano andare verso la loro vita in modo libero e aperto, occorre che la coppia salvaguardi le sue priorità: intimità, dialogo e sessualità.

Vi sono in genere due obiezioni a questa proposta:
1) La mancanza di tempo
2) La mancanza di denaro (ad es. per chiamare una baby sitter ecc)
Certamente la vita di oggi ha mille impegni, ma molto spesso più che di tempo si tratta di priorità.

Se non si giudica prioritaria la propria relazione di coppia, il tempo non si creerà magicamente da solo.

Così come siamo in grado di creare tempo per il lavoro, la vita sociale e altre cose che ci interessano, altrettanto dovremmo imparare a fare per salvaguardare la profondità e la vitalità della relazione.

Educare un figlio all’indipendenza e al rispetto della coppia genitoriale è sano, perchè la coppia è LA BASE DELLA FAMIGLIA. Senza questa base, non c’è la famiglia.

E’ come voler mettere la marmellata della crema senza la base di pasta e poi vantarsi di aver cucinato una crostata.

E ORA COME FARE?

Il metodo Lui e Lei è la soluzione.

Questo metodo ti aiuta passo passo a recuperare o a CREARE uno spazio di condivisione nella coppia e a conquistare la complicità e la tua indipendenza come individuo e come partner -sostenendoti se lo desideri –  nel difficile compito di genitore.

Il metodo Lei e Lui ti aiuterà: se hai appena avuto un bambino (padre o madre che tu sia) e noti che il tuo partner non ti rivolge più le stesse attenzioni di una volta, oppure trascorre sempre meno tempo con te dopo la nascita del primo figlio.

Per info: vedi al sezione CONTATTI.