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Narcisismo e Matrimonio: come si comporta un narcisista in una relazione stabile?

Narcisismo e Matrimonio: come si comporta un narcisista in una relazione stabile?

I narcisisti generalmente non s’impegnano, non vogliono accedere ad una dimensione personalità adulta e genitoriale della personalità, vivono come eterni peter pan, hanno paura di impegnarsi, idealizzano i partner, temono l’intimità e poi – dopo aver abusato psicologicamente ed emotivamente delle loro vittime – fuggono senza rimorsi o ripensamenti verso la loro prossima avventura.

Eppure ritroviamo spesso i narcisisti in coppie stabili anche se conflittuali, perché? Continua a leggere →

Il co-parenting: gestione dei figli nella coppia separata

Una coppia può decidere in qualsiasi momento di lasciarsi e di rompere il cosiddetto «patto coniugale», soprattutto se dopo vari tentativi di risoluzione i conflitti siano divenuti ingestibili e la tensione tra i due genitori inaccettabile.
In questi casi la separazione può rivelarsi addirittura più «sana» o «salvifica» rispetto all’eventualità che i figli assistano e crescano in un clima relazionale malsano, che si basa sulla sopportazione, sul dolore, sull’evitamento dei conflitti e su modelli affettivi e genitoriali inefficaci o contraddittori (genitori che si arrendono, che sopportano, che stanno insieme e non si amano.. che vivono indossando «maschere»).
Se però il patto coniugale (sia affettivo che formale) può essere rotto in qualsiasi momento, quello genitoriale prosegue tutta la vita ed esige coerenza, condivisione e collaborazione.

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Separati in casa? Senso del dovere, paura o comodità?

Separati in casa, meglio o peggio per i figli?

Chi sono i “separati di fatto”?

C_0_articolo_466070_listatakes_itemTake_1_immaginetakeMolte coppie decidono di continuare ad abitare insieme, nonostante non si amino più, anche se spesso, hanno già stabilito nuove relazioni affettive o sessuali al di fuori del matrimonio.

Perché queste coppie interrompono il legame affettivo ma decidono di mantenere quello formale?.

Questa scelta è dettata dal senso del dovere ( per i figli) o dalla convenienza economica?

La serenità dei figli è un motivo valido o solo una scusa?

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Risposte difficili a domande scomode: le dinamiche che portano una coppia a voler interrompere la relazione affettiva sono molte, sono diverse e sono assolutamente soggettive.

Molto spesso quando ci si accorge di non amare più il partner, ci si rende anche conto di condividere con quest’ultimo un progetto ben più ampio, che implica tutta una serie di fattori economici, non facili da sbrogliare se non con lunghe lotte da avvocati e giudici.

La separazione legale, trascina la coppia in un vortice di sofferenza emotiva, di cambiamenti forzati e repentini e con essa innesca una reazione a catena in tutti i membri della famiglia.

Molte coppie per paura o per comodità quindi, decidono di continuare a “fingersi una coppia” davanti ai figli.

Questa possibilità inizialmente protegge i figli da una sofferenza improvvisa, ma è come voler evitare un dolore acuto preferendone uno cronico.

La falsità e l’inganno sono come veleni a cui a piccole dosi, giorno per giorno ci si abitua.

resize.aspxI bambini hanno un loro naturale istinto empatico, sono abilissimi psicologi!

La loro sopravvivenza psichica, affettiva e materiale dipende dai genitori, dal loro andare d’accordo, per questo motivo, qualsiasi conflitto tra i due coniugi è percepito come una minaccia a se stessi.

E’ chiaro che molto dipende dall’età dei figli e dal rapporto che i due partner decidono di mantenere, se affettuoso e collaborativo, oppure di reciproca freddezza e distaccata sopportazione.

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Un bambino di due anni, a livello emotivo percepirà il distacco e la freddezza che può esserci tra i due coniugi, ma di certo ha minori capacità cognitive di un bambino di dieci anni; il bambino di due anni si troverà con delle sensazioni emotive contrastanti e confuse da elaborare nel tempo, mentre il bambino di dieci anni, con una realtà ancora non contemplata e con pensieri e idee già in parte strutturate.

Il bambino più grande si fa domande, si sente in colpa, si schiera, si chiede cosa si poteva fare di più ..e via dicendo..

Se i bambini sono molto piccoli, è preferibile non soffermarsi nel dare spiegazioni troppo elaborate, perché il bambino si troverebbe a gestire un carico emotivo grandissimo, senza le risorse per fronteggiarlo.

Se invece i figli sono più grandi, è necessario, che la coppia comunichi la decisione, al momento opportuno e con le parole giuste.

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Il messaggio che i figli devono poter apprendere – sia a livello verbale che nel comportamento – è che i genitori hanno deciso di comune accordo di non essere più una coppia di innamorati, ma che in ogni caso restano i loro genitori, che si vogliono bene e che questo affetto li aiuterà a superare ogni conflitto.

Questa promessa va poi mantenuta, anche se il conflitto c’è.

Ecco quindi che la separazione in casa è una decisione che si prende da un lato per paura, da un altro per comodità.

Per una coppia senza figli, la separazione in casa, può essere un accordo civile tra personalità adulte, ma implica in ogni caso non poche prove da superare, una tra queste il superamento della gelosia e della possessività soprattutto da un punto di vista sessuale.

In una coppia con figli, questa decisione si rivela spesso controproducente, perché i figli soffriranno comunque, non c’è modo di preservarli, sia se saranno obbligati a convivere ogni giorno in un clima di conflitto e ostilità tra i genitori, sia se questi manterranno una condizione di apparente serenità.

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Ciò che fa la differenza è in ogni caso è la presenza o meno del conflitto e la percezione che il bambino ha della capacità dei genitori di superarlo per il suo bene.

E’ il conflitto che fa soffrire un bambino, anche se i genitori restano insieme tutta la vita.

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I genitori quindi, sono chiamati a vivere i loro conflitti coniugali e personali lontano dai figli, mettendoli al corrente delle loro decisioni solo dopo averli superati ed elaborati, mantenendo una linea di coerenza, verità e collaborazione.

Mai sminuire l’altro genitore davanti al figlio, mai trascinarlo nelle proprie battaglie, mai chieder loro di schierarsi, mai usarli come confidenti, come amici o come sostituitivi affettivi, mai privarli delle proprie scelte, mai strumentalizzarli.

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Se si cresce nel rispetto e nell’accettazione, si cresce nel vero amore e si potrà vivere più serenamente la sofferenza derivante dalla scoperta che l’amore eterno non esiste e che i genitori, come tutte le altre persone nel mondo, non sono perfetti.

Stai pensando di chiedere la separazione?

Prima di farlo contattaci! Una mediazione familiare può limitare l’impatto di una decisione così difficile per la famiglia! Non privare te stesso/a e i tuoi figli di un sostegno.

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Perchè l’amore finisce?

Perché l’amore finisce?

fine-di-un-amoreChi non si è mai posto questa domanda?.

Quali sono le motivazioni del fallimento e a chi o a che cosa possiamo imputarle?

I divorzi e le separazioni sono in costante aumento; si possono cercare molte spiegazioni e trovare molte griglie di lettura: ma è importante capire ed analizzare alcune ipotesi di ricerca dell’evento “separazione”, al fine di apprendere quanto più possibile da questa esperienza.

Fra i molti approcci possibili, ne ho individuati almeno tre: uno psicologico, l’altro più legato al tempo, il terzo infine, di tipo culturale.

 

Motivazioni Psicologiche
Le teorie psicologiche sia quelle più datate che quelle più recenti, imputano il fallimento della coppia al prevalere dei “giochi” della collusione rispetto al desiderio di far sopravvivere il progetto. I “giochi di coppia” di cui si parla anche in questo blog sono l’intreccio che deriva dalle aspettative psicologiche infantili dei due partner circa la coppia, aspettative che spesso riguardano l’illusoria ricerca della COMPLETEZZA.

Tuttavia la relazione di coppia implica un dare oltre che un avere e molto spesso si proietta sul partner il desiderio dell’uomo o della donna perfetta, incolpandolo/a poi di non rispettare questi canoni. Altre aspettative sono quelle di recuperare l’amore, la stima o l’affetto che non si è ricevuto in infanzia, ma anche questa aspettativa resta delusa, perchè la relazione di coppia è tra due adulti che hanno un grado di maturità sufficiente tale da permettere il passaggio dalla personalità bambina a quella adulta a quella genitoriale. Una persona che cerca sempre di essere il bambino o sempre il genitore o solo l’adulto nella relazione prima o poi fallisce poichè si crea UNO STALLO nelle dinamiche di comunicazione e i GIOCHI che inizialmente ci hanno atratto, perchè erano adatti al nostro grado di maturità, ora ci stancano.

Per cui se la coppia si fissa sui giochi e solo su determinate modalità di comunicazione, iniziano i drammi, i conflitti e i possibili tradimenti, soprattutto se uno dei due si stanca di giocare a mamma e figlio, vittima e carnefice o ad altri giochetti simili che si verificano molto spesso nella coppia.

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Il tempo
Le relazioni falliscono perché la scelta è stata fatta in base a quello che conta di più nell’immediato e non a quello che conta di più nel lungo periodo. E’ come dire che non abbiamo preso bene le distanze! (guardare al futuro). Crescendo ed evolvendo, cambiano desideri e progetti, che non sempre sono condivisibili. Se la coppia non condivide una progettualità comune, inevitabilmente anche amandosi, entrerà in forte contrasto e alla fine uno dei due cercherà di realizzare se stesso altrove.
La relazione tende a finir male se non c’è corrispondenza tra quello che si vuole dall’altro e quello che si pensa di riceverne: chiunque ha amato senza essere ricambiato altrettanto, sa quanto può essere frustrante. Alle volte si potrebbe consigliare di ridurre le proprie aspettative e diminuire il proprio coinvolgimento: ma è un consiglio difficile da seguire. Siamo davvero così sprovveduti da fare sempre la scelta sbagliata? Probabilmente no: il fatto è che sceglie troppo spesso in base a quello che conta di più nell’immediato.
Ma quello che conta nel lungo periodo è diverso: i fattori che contano cambiano, cambiano le persone e cambiano le relazioni. Ci sono cose che è difficile giudicare all’inizio di una relazione: l’idea che l’amore vinca tutti gli ostacoli è molto romantica, ma poco reale.
Quando si devono prendere delle decisioni, quando arrivano i figli e si devono fare alcune scelte, una cosa che sembrava poco importante, lo diventa. Altri fattori invece nel lungo periodo diventano secondari: come l’idea che l’altro sia “interessante” (all’inizio c’è il timore che se cala l’interesse la relazione svanisce).
In realtà quasi tutto tende a diminuire col tempo (nelle coppie studiate statisticamente): calano la capacità di comunicare, l’attrazione fisica, il piacere di stare insieme, gli interessi in comune, la capacità di ascoltare, il rispetto reciproco, il trasporto romantico; ciò può essere deprimente, ma è importante fin dall’inizio sapere che cosa aspettarsi col tempo, avere aspettative realistiche circa quello che si potrà ottenere e quello che finirà con l’essere più importante a lungo andare.
Motivazioni di Tipo Culturale
Questo approccio, per capire la crisi di coppia, è stato sviluppato dal Prof. Mario Bertini dell’Università di Roma. Bertini fa notare che ognuno di noi ha delle aspettative irrealistiche rispetto al matrimonio/convivenza.
E’ la cultura romantica dei fiori bianchi, dell’abito bianco di nozze, della fedeltà reciproca a tutti i costi, della felicità di stare insieme… (eppure anno dopo anno, aumenta la conflittualità, la coppia è sempre più in crisi).
E’ come se la coppia dicesse: “Dopo tanto laborioso cammino, finalmente siamo approdati a questo meraviglioso giardino recintato dove tutto si può godere. Protetti dal nostro amore e dalla consistenza del contratto.
Il compito che ci sta davanti è finalmente quello di godere “consumando” insieme tutto quello che ci viene chiesto è di rispettare le regole di non uscire dal recinto e di sacrificarsi l’un l’altro, sicuri che l’amore riuscirà a far superare ogni ostacolo”.
E’ un atteggiamento di base dettato dal consumismo.

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Questi sono alcuni dei possibili motivi e tu cosa ne pensi?

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