Tag: narcisismo

Narcisismo e Matrimonio: come si comporta un narcisista in una relazione stabile?

Narcisismo e Matrimonio: come si comporta un narcisista in una relazione stabile?

I narcisisti generalmente non s’impegnano, non vogliono accedere ad una dimensione personalità adulta e genitoriale della personalità, vivono come eterni peter pan, hanno paura di impegnarsi, idealizzano i partner, temono l’intimità e poi – dopo aver abusato psicologicamente ed emotivamente delle loro vittime – fuggono senza rimorsi o ripensamenti verso la loro prossima avventura.

Eppure ritroviamo spesso i narcisisti in coppie stabili anche se conflittuali, perché? Continua a leggere →

Narcisismo al femminile: L’eterna bambina e il triangolo di coppia

Le donne di cui intendo parlare in questo articolo, sono quelle che con tutta probabilità sceglieranno un partner narcisista, perché a loro volta, sono dipendenti da una figura genitoriale con una personalità di stile narcisistico (padre o madre, spesso più una madre o a volte entrambi), che ha segnato pesantemente la loro infanzia e la loro autostima, costringendole all’eterna condanna di “dipendere” da qualcuno che la giudica, la svaluta, la esorta ad essere autonoma – soprattutto affettivamente – ma che di base ne nega in modo ambivalente l’autonomia stessa, costringendola – attraverso il giudizio e la svalutazione – ad aderire a codici morali, etici o di comportamento, finalizzati da un lato a non deludere questo genitore esigente e dall’altro a confermare al genitore in questione, che i suoi sacrifici, privazioni e frustrazioni individuali riguardo ai suoi genitori, non sono state un errore.

In poche parole si tratta di una catena infinita di ricatti affettivi, morali intrisi da una fortissima ambivalenza affettiva, che bloccano l’evoluzione psico-affettiva di un individuo

Un esempio molto calzante è quello delle donne maltrattate psicologicamente ( spesso anche fisicamente) dal partner, che si rifugiano nel genitore “alpha” nella speranza di conforto, appoggio e  consiglio. Inizialmente il genitore narcisista, che è in genere una persona apparentemente solida e disponibile, innalzerà la posizione del figlio/a, creando con lui/lei una forte alleanza che simbolicamente esprime la frase “io ti capisco, solo io posso veramente capirti e aiutarti”, ma dall’altra il genitore inizierà a inviare alla figlia, messaggi “paradossali” ovvero incoerenti: “beh però è sempre tuo marito, forse tu lo hai provocato…certo se tu ti comporti così…. Fai così, fai questo o quell’altro per far sì che lui faccia X o Y, …..Certo devi separarti, ma come farai coi soldi?, ci sono i bambini come pensi di fare..”? In altri casi, l’aiuto fornito è finalizzato a riprendere il controllo sul figlio o economico e affettivo e quindi non è privo di distorsioni o manipolazioni affettive, anche e ahimè spesso riguardanti al gestione dei figli, che questo tipo di donne, si trova a dover delegare per mancanza di tempo, energie, vitalità, per confusione o perché di base – è impegnatissima nella relazione disfunzionale con il partner.

Mother In Law — Image by © Illustration Works/Corbis

Ecco che il tentativo di ribellione, diventa un senso di colpa che rinforza il legame sia col genitore che con il partner, che a questo punto possiamo identificare come un narcisista di serie B, certamente un figlio altrettanto abusato dai genitori.

L’aspetto narcisistico che tuttavia intendo approfondire in questo articolo è la collusione tra un genitore narcisista (di tipo grandioso) – in genere la madre –  e una figlia che definiremo “eterna bambina”.

In questo matrimonio simbolico, la figlia femmina sceglie un uomo, si sposa o va a a convivere, mette al mondo dei figli, non tanto perché è consapevole delle scelte compiute e in seguito a una reale maturazione psicologica ed affettiva, ma per dimostrare al genitore alpha di essere diventata grande e quindi degna della sua stima, soprattutto perché, quasi certamente questa donna non farà nulla, che non è approvato prima dalla madre.

Sceglie in genere un uomo con le sue stesse caratteristiche, cioè che resta ancorato alla famiglia d’origine e mantiene con la madre un rapporto fusionale, in cui vi è una marcata assenza di confini.

L’incapacità di definire dei confini tra sé e l’altro è il nucleo della dispersione dell’identità individuale della donna e dello stallo della coppia a una condizione di perenne adolescenza.

Queste coppie sono – di fatto – relazioni a tre, nella quale l’uomo rappresenta simbolicamente una minaccia alla fusione tra la madre e la figlia.

Queste madri non amano veramente le figlie, non per cattiveria, ma perchè ne sono incapaci.

Per loro è più importante che la figlia, si attenga a quelle che sono le regole rigide del suo codice di pensiero, codice che conferma o valida la sua visione o esperienza negativa di vita: “se ho sofferto io, si vede che deve essere così per tutte e così sarà per te”.

“Il destino di ogni donna è soffrire”, “gli uomini sono tutti uguali”, “Una donna non si comporta così”.

Da un lato quindi sembra voler salvare la figlia, sostenendola nella ricerca di una sua soggettività, della libertà individuale, dall’altro però sembra non sopportare che la figlia possa avere una via d’uscita.

Via d’uscita che lei stessa non ha mai cercato.

Per l’uomo, sono Inutili i tentativi di “cacciare la suocera dal letto”, questa sarà sempre presente, perché la donna bambina, ha continuo bisogno di lei.

Non è autonoma nella gestione della vita familiare e soprattutto con i figli, che vengono spesso totalmente delegati alla nonna, quasi come fossero dei trofei da portarle in dono.

Questa deresponsabilizzazione è il nucleo su cui si mantiene l’assenza di autonomia, che negli anni, diviene profonda una dipendenza, difficile da spezzare, soprattutto se il partner/marito/compagno ha anche lui tratti narcisistici marcati.

In questo caso, la svalutazione è l’arma con cui queste donne feriscono il partner, incalzando con continue richieste di prestazioni e di attenzioni, affinché lui possa essere ritenuto degno della coppia.

Questo pattern relazionale, genera una dinamica affettiva disfunzionale che si basa sulla dipendenza affettiva dal genitore in primis e dal partner in seconda analisi.

Il partner/uomo narcisista potrebbe inizialmente sentirsi molto attratto da questo tipo di donna, perché sembra molto affabile, gestibile e in ogni caso di sani valori, essendo stata “conservata” a dovere dalla madre ai ripari da qualsiasi rischio di “maturazione” individuale.

Questo “sacrificio” narcisistico tuttavia, non è esente da costi per nessuno.

La rabbia, che la donna eterna bambina prova inconsciamente per essere stata privata della libertà individuale, per aver soppresso la sua vera identità o per aver evitato di formarsi una personalità, si riversa interamente sul partner, sotto forma di lamentele, astensione sessuale, conflitti, litigi, capricci, sui figli “che non fanno quello che lei ha fatto per la madre” o che pesano sulla sua fragile struttura psicologica ed affettiva, che osano avere una personalità autonoma e verso la madre sotto forma di anaffettività e svalutazione, quando questa invecchiando necessiterà della sua assistenza.

Se nella vostra coppia c’è una suocera di troppo, valutate se intraprendere un percorso di coppia, mirato a stabilire dei sani confini relazionali e un percorso individuale, mirato alla propria individuazione, ma soprattutto finalizzato a liberarci dagli schemi relazionali disfunzionali, basati sul senso di colpa, il ricatto, la sottomissione e l’autosacrificio estremo.

Se ti senti oppresso da qualcuno in famiglia, contattaci.

Ricordati che chi ti ama, non ti opprime, ma ti fa sentire, LIBERO.

Dr.ssa Silvia Michelini

Narcisisti patologici e Dipendenti Affettivi: vittima e carnefice, uscire da una relazione patologica, curando il NOSTRO narcisismo.

Perché mi innamoro sempre di partner narcisisti e manipolatori?

crepaccio

Uscire da una relazione patologica, curando il nostro narcisismo.

Alla base della relazione perversa narcisistica troviamo sempre qualcuno che tenta di controllare dall’interno un altro, inducendolo ad essere perfetto per i suoi bisogni, e qualcun altro che tenta disperatamente di essere perfetto per i bisogni dell’interlocutore, tentando così, a sua volta, di controllarlo dall’interno. In pratica, il narcisismo dell’uno tenta di controllare il narcisismo dell’altro, e viceversa.

Roberto Filippini –  Avventure e sventure del narcisismo

Quello che probabilmente ancora non sai è che la dipendenza affettiva, spesso non è altro che una forma inversa di narcisismo, semplicemente invece che il ruolo del persecutore, abbiamo scelto quello della vittima.

Vittima e carnefice si compensano, se l’uno smette di esistere smette di esistere anche l’altro.

relazione-logora

Se tendi ad incontrare sempre lo stesso tipo di partner (evitante, svalutante, abusante, anaffettivo, manipolatorio, distanziante, ossessivo..) forse sei alle prese anche tu con il narcisismo, il tuo e quello degli altri.

Quando pensiamo al narcisismo ci viene subito in mente qualcuno di molto vanitoso e pieno di se, eppure con questo termine, si fa riferimento a molti aspetti che riguardano le relazioni e in particolare “la maturità affettiva”.

Se pensiamo a un narcisista, ci viene in mente una personalità ben specifica (il narcisista manipolatore di cui si parla spesso in questo sito – al maschile o al femminile non conta), ma quello che non sai ancora è che anche chi si innamora di un/una narcisista “pecca” di narcisismo, semplicemente la forma di narcisismo di chi ama un narcisista è una forma più matura, che diremmo ha la possibilità di migliorare perché parte dall’illusione infantile di riabilitare la propria figura genitoriale o ancor peggio di realizzare il sogno infantile edipico di amore perfetto, idealizzato che si sintetizza nella formula magica, che di magico ha spesso solo l’ardire di distruggervi “IO TI SALVERO’”.

Se incontri solo partner narcisisti, anche tu forse, sei vittima di una forte immaturità psicologica ed affettiva che ti porta a cercare attraverso un partner di colmare i tuoi vuoti, guarire le tue ferite o semplicemente, di conquistare, dominare, cambiare, riabilitare quel genitore abusante, svalutante o anaffettivo che probabilmente in infanzia hai subito e che ha contribuito a determinare in te questa fortissima insicurezza ed ambivalenza verso l’amore.

i-narcisisti

Chi sono quindi i narcisisti immaturi ma bonari che si legano ai narcisisti manipolatori, quelli patologici che fanno fatica a riconoscere i propri limiti rispetto a voi, che invece vi mettete sempre in discussione, anche troppo?

Non esiste UNA PERSONALITA’ SPECIFICA, UN’ETICHETTA, UNA FORMULA UNICA.

Qualsiasi personalità può funzionare ad un livello nevrotico, borderline o psicotico, dipende dalla maturità delle difese che mette in atto quando si trova in situazioni che percepisce come fonte di paura, di angoscia e di pericolo.

Quale migliore territorio se non l’amore? e quale peggior pericolo esiste se non l’amore, per coloro che non lo hanno mai realmente conosciuto, ma continuano a cercarlo…e poi dove lo cercano? Dove NON C’E’.

Dove si è sicuri di trovarlo solo momentaneamente o di non trovarlo…così da poter inconsciamente confermare che non ne siamo meritevoli, oppure che l’amore non esiste è pericoloso quindi meglio continuare a restare li fermi dove siamo.

Restare fermi dove siamo ci permette di mantenere intatta la nostra visione idealistica e non rischiare di vivere un amore vero.

Un amore vero, reale, corrisposto infatti ci renderebbe felici, ma nel contempo potremmo perderlo e poi nessuna felicità reale potrà mai soddisfare tutti i criteri dell’amore ideale e romantico.

donne-violente

Ecco che restiamo li, fermi dove siamo e quello stato di fissità èquello della mentalità di un preadolescente arrabbiato e complessato, se siamo fortunati, un adolescente ribelle arrabbiato e inquieto.. se siamo sfortunatissimi un bambino arrabbiato e perennemente insoddisfatto.

Il narcisista patologico fa casistica a parte.. lui/lei lo/la collochiamo tra 0 e tre anni …..ma dove collochiamo te?

tu che ancora sei li a sperare di svezzarlo/a, guarirlo/a, farlo/a felice o che cadi vittima delle sue manipolazioni, delle sue istigazioni a farti sentire in colpa.. beh anche tu devi ammettere che il ruolo di vittima, di crocerossina, di idealista romantico può degenerare in una “dipendenza affettiva”.

Per quanto senti che l’altro è tossico, che l’altro ti depriva, non puoi fare a meno di dipendere dalla fissazione di “assumere” quel veleno, perché speri di fargli cambiare idea, perché speri che se lo/la accontenti quel tanto allora lui/lei finalmente sarà tuo.

Siamo tutti dipendenti se amiamo è vero, ma se esageriamo diveniamo anche noi patologici e quindi un perfetto incastro per il partner svalutante ed abusante.

Preparati quindi a conoscere, accettare ed amare il/la narcisista che è in te.

Probabilmente ancora non sei consapevole delle tue relazioni del passato, non hai ancora elaborato i tuoi schemi di relazione e i tuoi traumi affettivi, per questo le relazioni di oggi, ricalcano quelle del passato, anche se sono state relazioni pessime.

Con molta probabilità anche la relazione che avrai dopo sarà simile alla precedente, anche se inizialmente ti sembra che attraverso questo nuovo partner potrai riscattarti della precedente delusione.

Elaborare i propri schemi di relazione, assumersene le responsabilità implica tempo e spazio, non puoi avere fretta, ma è il momento che tu te ne renda conto e cioè che abbia il desiderio di accrescere il tuo livello di CONSAPEVOLEZZA e ACCETTAZIONE.

Noi amiamo quello che conosciamo nel tentativo di conoscere l’amore che non abbiamo mai conosciuto” (D.rssa Michelini).

14720554_940573339381342_1219613437130407790_n

E’ importante, nel frattempo, che tu impari a tutelarti da una relazione abusante sia se la stai per intraprendere, sia se ci sei dentro fino al collo. PUOI SEMPRE USCIRNE NON E’ MAI TARDI.

  • Basati sui fatti e mai sulle parole che ammaliano, che confondono, che ti fanno sorgere dei dubbi su quello che vedi, senti e provi
  • Non chiuderti, anche se il partner abusante e manipolatorio cerca di fare terra bruciata intorno a te, proprio per evitare che confrontandoti con il mondo esterno tu possa “svegliarti” dal suo incantesimo malefico.
  • Non rivelare troppi aspetti di te alle persone prima di averle conosciute bene, se non sei bravo/a a non cadere nei ricatti affettivi e nelle trappole che i vampiri energetici tendono per poterti parassitare.
  • Se hai avuto un genitore tiranno, anaffettivo, distaccato, assente, ambivalente/intermittente o svalutante stai pur certo/a che hai il lanternino per le relazioni patologiche e che in questa certezza della pena, ti resta solo la libertà di decidere quale ruolo avere, se la vittima, se la crocerossina, se l’idealista romantica… in ogni caso hai un passaporto garantito per il masochismo relazionale.
  • Fai attenzione a chi ti investe completamente della responsabilità di renderlo/a felice o che suscita in te reazioni di allerta, di allarme “devo aiutarlo/a”, “devo salvarlo/a” di chi ha un vuoto esistenziale perenne e che non sembra trarre beneficio da nessun tipo di gioia della vita.
  • Fai attenzione a chi vuole salvarti nonostante tu non ne abbia bisogno e non lo abbia chiesto, che intuisce ciò di cui tu hai bisogno e te lo da prima che tu possa chiederlo, che ti ricopre di regali, ti fa dei favori, acquista per te dei beni, si espone, sembra arrivare come un supereroe/eroina con una cassa di acqua in un arido deserto. Forse un domani tutto questo avrà un prezzo.
  • Se sei in una relazione con un narcisista valuta il suo grado di consapevolezza, se si riconosce ed ammette i suoi limiti ha maggiori probabilità di riabilitarsi se va in terapia.
  • Per sganciarti definitivamente da un manipolatore devi disintossicarti dalla dipendenza e dagli agi economici e non che lui/lei ti ha dato e quindi devi essere pronto/a a dare il giusto valore alle cose e rinunciare ai vantaggi che ti garantisce. Sta a te decidere se conta più la macchina, la casa o TU.

Ma quindi i narcisisti sono MOSTRI?

No non tutti, dipende dal livello di gravità della patologia (da borderline grave a psicotico) e quindi dal livello di maturazione psicoaffettiva. Un narcisista perverso e manipolatore può combaciare con profili di personalità psicotici, antisociali, bipolari e quindi anche criminali: stalker, serial killer..etc.

cropped-lupi-pecora1

Questi sono casi rari, nella maggior parte dei casi, sono persone che soffrono, ma non sono consapevoli quanto noi, sono immaturi relazionali come noi e noi possiamo veramente aiutarli e aiutarci solo uscendo dalla collusione sadomasochistica con loro. Restando non aiutiamo ne’ loro né noi. Spesso non sono pronti per la terapia anzi la disdegano o fanno in modo di sabotarla, con le loro abilità intellettive perché la terapia per te potrebbe essere la salvezza e lui/lei potrebbe essere scoperto nella sua fragilità.

Lui/lei non è il mostro potente che vedi è solo un povero piccolo parassita che ha bisogno di te per esistere e vivere e tu di lui/lei per continuare a lamentarti di quanti stronzi/e esistano al mondo e di quanto sia difficile trovare l’amore vero, di quanto siano ingrati gli altri a cui dai amore, che mancano di RICONOSCIMENTO.. Ricordati che il tuo partner forse, pensa lo stesso di te e continuando a proiettarvi addosso le vostre ombre, non vedrete mai la luce che c’è li, appena dietro l’angolo.

10-types-toxic-relationships

Le maschere del narcisista: non solo vanità

I 4 volti del narcisista: non sempre si tratta di persone vanitose!

Secondo la psicologa W.T. Behary esistono quattro differenti volti del narcisista.

Ciò che li accomuna tutti è la fragilità, il bisogno di indossare delle “maschere” per proteggersi e arginare la paura, una fra tutte la paura dell’abbandono e del rifiuto da cui si sentono costantemente minacciati e che combattono in primis schermandosi emotivamente ed evitando attivamente ogni forma di intimità emotiva con gli altri e poi cercando costanti attenzioni da parte degli altri al fine di nutrire e rassicurare un Ego/Io debole, frammentato e in ogni caso deficitario.

Per questo è molto difficile “fare un discorso onesto” con un narcisista.

Lui/Lei riuscirà sempre ad indossare la maschera giusta, che lo/la farà uscire indenne, che gli garantirà una giustificazione plausibile agli occhi degli altri (i tuoi, quelli degli altri reali o immaginari) e che di fronte allo specchio gli restituirà un’immagine sempre gradevole di se stesso/a.

maschera

Vediamo quali sono quindi questi 4 volti del narcisista:

Continua a leggere →

Il narcisismo patologico al femminile: quando è la donna ad abusare e manipolare l’uomo

La donna abusante: il narcisismo patologico al femminile.

In genere, quando si pensa al narcisismo patologico e alla manipolazione affettiva, si fa riferimento a quelle relazioni sado-masochistiche di co-dipendenza in cui l’uomo è un manipolatore, egoista, freddo, anaffettivo e la donna una persona altruista, disponibile, spesso sottomessa idealista e romantica che si pone in una condizione di dipendenza affettiva all’interno della relazione abusante.

Per questi motivi si tende a pensare che la manipolazione affettiva sia un’ esclusiva maschile, perché le donne, rispetto agli uomini, parlano più apertamente, sono più inclini ad intraprendere un percorso di terapia e a non provare vergogna rispetto al fatto di amettere di essere le “vittime” in un rapporto di coppia.

coppia-che-litiga2-150x142

E’ per questo che l’uomo narcisista è oggetto di maggiore attenzione da parte di psicoterapeuti, sia da un punto di vista clinico che puramente scientifico e letterario; gli uomini sono meno disposti ad ammettere di essere le vittime in un rapporto, hanno una tendenza minore a lamentarsi, a condividere con gli altri le loro difficoltà affettive e spesso compensano il loro stato di deprivazione affettiva e vergogna isolandosi e chiudendosi emotivamente.

Ciò accade, perché ancora oggi, gli stereotipi di genere sono molto radicati; la donna può mostrarsi debole, fragile, anzi viene considerata tale a priori, mentre l’uomo deve mostrarsi sempre forte, vincente e non può manifestare i suoi sentimenti perché ciò lo renderebbe un debole e un perdente “una femminuccia” agli occhi della società.

Le donne affette da narcisismo grave quindi, restano spesso in ombra, così come le loro vittime.

Continua a leggere →

La vittima preferita dei narcisisti: la donna dipendente

La vittima preferita dei narcisisti: la donna dipendente

gelosia-catena

Perché alcune donne, (o uomini ma meno spesso) restano invischiate in relazioni amorose malsane, che spesso non hanno nemmeno l’ambire di sbocciare?
Perché rimangono per anni appese, agonizzando in lunghe e sospiranti attese, colmando vuoti, tollerando assenze, fughe e ritorni di lui o ancora peggio perché alcuni di noi, vivono relazioni di coppia e familiari deprivanti, umilianti, spesso ignorando chiari segnali di violenza psicologica e nei casi più gravi anche fisica?
Perché le donne (anche uomini, ma meno spesso) “amano troppo”? perché si identificano sempre con l’archetipo della salvatrice (salvatore), della guaritrice (guaritore), della madre (padre) e si illudono di poter “cambiare” l’uomo (la donna) che incontrano?
Perché le donne, e alcune persone in genere, ognuna con un grado di gravità diverso, non si amano, non si stimano, non sanno stare con se stessi?

Continua a leggere →

Il narcisista patologico e l’amore: identikit degli uomini che non sanno amare

gelosia-catena

Il disturbo narcisistico di personalità è un disturbo della personalità il cui sintomo principale è un deficit nella capacità di provare empatia verso altri individui.

Questa patologia è caratterizzata da una particolare percezione di sé del soggetto definita “Sé grandioso”. Comporta un sentimento esagerato della propria importanza e idealizzazione del proprio sé – ovvero una forma di amore di sé che, dal punto di vista clinico, in realtà è fasulla – e difficoltà di coinvolgimento affettivo. La persona manifesta una forma di egoismo profondo di cui non è di solito consapevole, e le cui conseguenze sono tali da produrre nel soggetto sofferenza, disagio sociale o significative difficoltà relazionali e affettive.

(https://it.wikipedia.org/wiki/Disturbo_narcisistico_di_personalit%C3%A0)

Gli ultimi studi in ambito psicoanalitico, hanno dimostrato che “il narcisismo” fa parte di tutti quei disturbi che rientrano nell’area borderline di funzionamento psicologico. Freud aveva identificato due funzionamenti “nevrotico” e “psicotico”

Kernberg (1961) fu il primo a presupporre che invece i funzionamenti psicologici fossero tre, perchè c’era un’area (quella borderline appunto) che emergeva troppo spesso nelle diagnosi e che non riguardava il disturbo borderline di personalità, ma un differente modello di funzionamento psicologico.

gelosia3

Nei soggetti con Organizzazione di Personalità Borderline l’esame di realtà rimane intatto, mentre l’Io non riesce ad integrare gli aspetti positivi e negativi dell’Oggetto (Persone, Cose, Situazioni, Eventi..) che vengono costantemente idealizzati o svalutati, attraverso l’uso di difese primitive come la scissione (totalmente buono e totalmente cattivo).

Secondo Kernberg è all’interno di questo tipo di Organizzazione di Personalità che si inseriscono tutti i Disturbi di Personalità, compreso quello Narcisistico.

Kernberg distingue tre differenti tipi di narcisismo.

  1. Il narcisismo sano, comune a tutti noi e cioè quello che ci consente di credere in noi stessi, credere nei nostri valori morali e stringere relazioni affettive ed amicali sane.
  2. Il narcisismo infantile,relativo a quelle persone che restano eterni bambini da accudire, che richiedono costanti attenzioni e per i quali una relazione è appagante nella misura in cui soddisfa i suoi bisogni fisici, emotivi, sessuali ed affettivi. Gli altri esistono per soddisfare lei/lui.
  3. Il narcisismo patologico, che si configura come uno specifico disturbo di personalità, origina da un iperinvestimento della energia affettiva sul sé. Un sé che però si concentra solo su rappresentazioni grandiose di sè e degli altri, dando origine quindi a una persona con una maschera di apparente grandiosità, dietro la quale però si nasconde in realtà l’insicurezza, il senso di inferiorità e l’incapacità di integrare aspetti positivi e negativi di se e degli altri.

Il narcisismo è da ricondurre a conflitti edipici e preedipici irrisolti, per questo si riscontra sia nelle donne che negli uomini, ma in modalità differenti.

E’ più facile incontrare un uomo che rispecchi l’identikit del narcisista, perchè nella donna il conflitto edipico e preedipico irrisolto, sfocia spesso in forme di narcisismo “inverso”, personalità depressive, dipendenti, istrioniche, seduttive, manipolatorie.

difendersi-dal-narcisista

Alcune caratteristiche però sono comuni ai due sessi:

  • scarsa empatia
  • egoismo
  • evitamento (attaccamento evitante)
  • incapacità di trovare un equilibrio tra amore/odio e desiderio/paura.
  • incapacità di avere relazioni affettive stabili e durature
  • rapidi innamoramenti e rapidi disinnamoramenti
  • paura di crescere, invecchiare
  • eccessiva concentrazione sull’aspetto fisico e l’estetica
  • tendenza a comportarsi in modo seduttivo e manipolatorio
  • tendenza a dare più importanza al gruppo di amicizie dello stesso sesso (gruppi di donne/uomini)
  • sfiducia verso l’altro sesso
  • gravi conflitti affettivi e psicologici irrisolti con le figure di attaccamento
  • gravi deprivazioni affettive subite nell’infanzia.

Oggi parliamo tuttavia del narcisista UOMO.

Un narcisista si sente sempre in pericolo, perchè in qualsiasi momento la sua fragile maschera può essere distrutta o messa in discussione e per questo nelle relazioni affettive ha uno stile di attaccamento principalmente EVITANTE. (intimità, emotività, vicinanza e condivisione emotiva, lo mettono a disagio, lo fanno fuggire).

Se il narcisista entra in relazione con qualcuno questi, deve testimoniarne la grandezza e se ciò non accade l’altro viene svalutato e suscita rabbia, frustrazione o umiliazione.

Il narcisista è severissimo con se stesso, ha un Super Io molto sadico, che lo mantiene in un costante senso di inferiorità (per arrivare alla perfezione, non è mai abbastanza ciò che fai), per questo per difendersi, proietta spesso questo senso di inferiorità sugli altri, costringedoli in continui test o prove, per dimostrare il loro vero amore, la loro integrità morale e il loro valore in genere. Per lui/lei non siete mai abbastanza.

Il narcisista patologico è anche molto invidioso in generale e non di rado anche nella relazione affettiva, la sua immaturita lo spinge ad essere invidioso dell’altro sesso e a mantenersene distante poichè aprirsi all’altro comporterebbe il rischio di esserne fagocitato, di perdere la propria autonomia o di perdere la propria maschera.

Il narcisista è interessato a specchiarsi in voi e voi dovete rispecchiare ciò che lui/lei vuole vedere, in caso contrario, sarete svalutati e vittime di pesanti reazioni di aggressività.

L’altro è così sia un amato salvatore che un odiato rivale! Il rapporto con gli altri diventa frequentemente parassitario e improntato sullo sfruttamento per alimentare la propria autostima. Tutti questi vissuti sono inscritti in un profondo senso di solitudine, che Kernberg chiama magnificent loneliness, nel quale sono immersi questi pazienti.
Per saperne di più: http://www.stateofmind.it/2012/02/kernberg-disturbo-narcisistico-di-personalita/.

E’ facile innamorarsi di un narcisista, perchè nelle prime fasi del corteggiamentosi mostra simpatico, brillante, seduttivo e disponibile.

1233981_448105835308823_1657975944_n

Vi fa sentire speciali, perchè in quel momento per lui rappresentate un “oggetto” interessante, soprattutto agli occhi degli altri, magari un suo amico si era innamorato di voi, magari siete donne forti, belle, di successo etc.. oppure gli sembrate fragili, facilmente manipolabili, per questo lui vi desidera, vi vuole a tutti i costi ed essendo spesso un uomo bello, affascinante, spigliato e colto..di certo lo noterete e ne resterete affascinata.

Una volta cadute in questa trappola, inizierete a notare che il vostro principe azzurro si tramuta pian piano in un rospo velenoso: è sempre di cattivo umore, è lunatico, silenzioso, distaccato..c’è qualcosa che non va, si è già stancato, da muse ispiratrici vi siete trasformate in madri petulanti e severe che cercano di insegnare al povero malcapitato come si ama, come si vive e come ci si relaziona agli altri.

In memoria dei primi tempi, in cui lo avete visto al meglio della sua capacità recitativa, resterete ancorate a lui cercando di soddisfare le sue richieste al fine di vederlo tornare a sorridere. Eppure, improvvisamente, non va bene il vestito che vi siete messe, non va bene il vostro peso, il lavoro non va, la frase che avete detto, non va bene la vostra idea politica, il fatto che non rispecchiate il suo ideale di donna, che è spesso la scissione tra una santa (madre idealizzata) e la puttana (donna seduttiva).

Il narcisista, svaluta la donna, perchè ha un conflitto verso il femminile, che attira e  seduce e in tal senso fagocita; non ha integrato gli aspetti sessuali legati alla figura materna, che spesso idealizza e osanna, per questo nutre ancora inconsciamente la fantasia che la madre sia desessualizzata.

Quando gode con una donna, inconsciamente rammenta che la donna non è desessualizzata e in tal senso sviluppa un senso di invidia, odio, ribrezzo e frustrazione.

L’obiettivo del narcisista in una coppia stabile è quindi quello di deprivare la donna, nutrendosi della sua energia e di confermarsi l’immagine sacra della madre idealizzata.

Per farlo, la mantiene in un costante senso di dipendenza, le da quel poco che basta per sopravvivere nella relazione e poi ricomincia a deprivarla.

49-l_01c61338fac642758d6a7021e29e8641

Vediamo la differenza di comportamento del narciso nelle relazioni brevi e in quelle stabili come il matrimonio, perchè non sempre il narciso è il peter pan palestrato e di successo che vola di fiore in fiore e che ama più se stesso che gli altri, magari è un timido poeta, un impiegato del catasto, che cerca una donna stabile di cui nutrirsi per tutto il resto della vita.

RELAZIONI BREVI

  • Inizio idilliaco seguito da sparizioni
  • Cattivo umore improvviso, insabilità emotiva.
  • Indecisione rispetto al fatto di volere o no una storia
  • Tendenza a sparire e tornare
  • Entusiasmo seguito da una rapida noia
  • Tendenza a svalutare la partner
  • Comportamento altalenante: forti dimostrazioni di attaccamento seguite da distacchi e fughe.
  • Romanticismo estremo seguito da dubbi e timori rispetto alla coppia, alle relazioni in genere.

RELAZIONI IMPEGNATE

  • Partner percepito come base sicura (sostituto materno)
  • tendenza ad avere relazioni extraconiugali/doppia vita
  • svalutazione della partner: critiche continue che la mantengano debole affinchè lui possa continuare ad abusare di lei psicologicamente (vampirismo energetico)
  • freddezza emotiva
  • disinteresse sessuale
  • inconscia invidia verso il partner, per i suoi successi o buoni risultati.
  • mantenimento della relazione per fini utilitaristici (casa, denaro, ritorno economico).
  • sensazione di essere continuamente intrappolato e di dovere evadere (madre soffocante)
  • aggressività verbale e/o psicologica verso il partner
  • sentimento che non cresce con gli anni, ma resta sempre statico, distaccato e freddo.
  • comportamento altalenante: forti dimostrazioni di attaccamento seguite da distacchi e fughe.
  • tendenza a mostrarsi debole ed impaurito o smarrito se la partner dimostra di volersi liberare di lui.
  • tendenza a fare promesse che poi non vengono mantenute.

Se sei vittima di un narcisista, non sarà facile uscirne da sola.

Hai necessità di un supporto psicologico urgente, che ti aiuti a riemergere da quello stato di confusione e torpore, di anestesia affettiva in cui certamente ti senti, per recuperare autostima e voglia di vivere.

coppia_in_crisi

I ricatti affettivi nei rapporti familiari. Ti amo, se…

Quante volte ti è capitato di sentirti così?

dipendenza-affettiva

Ti senti amato da qualcuno e questo ti fa presumere di poter essere te stesso, perchè in fin dei conti, essere amati, significa in primis essere accettati, sentirsi liberi.

Eppure, dietro l’amore, si celano spesso aspettative e richieste inconsce ad opera di coloro che dovrebbero amarci a tutti i livelli: genitori, partner, figli, amici.

Generalmente la condizione di FIGLIO è l’unica nella quale, la richiesta di amore pare giustificata e pertinente ed è per questo, che la maggior parte degli esseri umani, resta ancorata ad essa, sia se la sua infanzia è stata soddisfacente e felice, sia se è stata sofferente, perchè nel primo caso, vive nella nostalgia di rievocarla nei rapporti di coppia o familiari e nel secondo caso, vive i rapporti di coppia o familiari o amicali, nella speranza di recuperare, ottenere quell’amore che non ha mai avuto.

Ognuno cerca di colmare un vuoto o di non dare quel che negli anni, crede di aver accumulato. Continua a leggere →

Uomini sfuggenti: Perché alcuni uomini scappano dalle relazioni serie?

Perché alcuni uomini rifiutano di impegnarsi in amore?

Partner  sfuggenti e “narcisi”: come riconoscerli e come evitarli.

UNA NOTA IMPORTANTE:

Esistono sia uomini che donne sfuggenti, questo non vuole essere un articolo “sessista”, esistono narcisi e narcise, solo si presentano con caratteri e ruoli diversi.

Spesso anche nel ruolo della vittima, della moglie ipercritica, dell’eterna ragazzina si cela una persona con forti tratti narcisisti, quindi l’articolo vale per qualsiasi partner, ma più spesso sono le donne a chiedere aiuto quando si trovano in queste situazioni.

Quello che analizziamo oggi è quello classico maschile, per rispondere alle mille lettere che mi mandate ogni giorno sul tema UOMINI SFUGGENTI e che quindi si presenta come un argomento richiesto, di cui vale la pena parlare.

 narcisista

A moltissime donne, almeno una volta nella vita è capitato di restare affascinate da relazioni molto coinvolgenti da un punto di vista erotico passionale, ma scarsamente tangibili da un punto di vista affettivo; queste relazioni sono caratterizzate da brevi e intensi incontri, seguiti dalla fuga del partner e dalla fervente attesa della sua prossima telefonata, il partner sfuggente lancia messaggi ambigui e incostanti: un giorno sei il suo primo pensiero, ti telefona pieno di idee e buoni propositi, ti invita in bei ristoranti e si comporta in modo galante e/o passionevole, ma il giorno dopo è freddo e distaccato ed evasivo. Continua a leggere →