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Narcisismo Patologico e Relazioni abusanti: quali schemi attiva in te il narcisista? trova il coraggio di dire no

Narcisismo Patologico e Relazioni abusanti: quali schemi relazionali disfunzionali attiva in te un narcisista?

Trova il coraggio di dire NO.

Perché si diventa “Narcisisti”? – o meglio – perché si sviluppano personalità affettivamente immature, che per facilità di comprensione raggruppiamo sotto la definizione generale di Narcisisti?

Quali schemi di funzionamento ci sono alla base del loro vissuto e perché noi cadiamo in queste trappole?

Quali sono i nostri schemi di relazione? Ma soprattutto quali schemi attiva in te un narcisista patologico?

Siamo tutti così sciocchi, masochisti o ciechi da non accorgerci che qualcuno sta abusando emotivamente e qualche volta anche economicamente – di noi?

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Amore e Ossessività: Impossibilità di Amare l’altro nel DOC da relazione

La personalità Ossessiva

Il tratto ossessivo (diverso dalla patologia ossessiva) è un tratto di personalità molto comune, soprattutto in Occidente: meticolosità, criticismo, autodeterminazione, indipendenza, ricerca della perfezione, controllo, autosacrificio… sono tutti aspetti della personalità che sono premiati dalla società e dalla cultura sin dai primi anni di vita di un bambino.

Verso i 2/3 anni il bambino vitale e gioioso, inizia a manifestare la sua volontà di imporsi sull’ambiente e di esercitare quindi la sua autonomia.

Questa volontà del bambino può trovarsi di fronte a un conflitto tra la ricerca di autodeterminazione e l’inibizione di quest’ultima, che passa attraverso la soppressione della spontaneità e dell’autonomia per mezzo di strategie educative basate sulla repressione, la svalutazione e la vergogna piuttosto che sul confronto e sul ragionevole e opportuno controllo dell’esuberanza del bambino.

Quante volte abbiamo visto al parco bambini che vengono continuamente redarguiti ad ogni passo che fanno “non ti sporcare!”, “ non ti sedere a terra”, “copriti” “non correre”.. ogni iniziativa autonoma, spontanea o giocosa del bambino viene repressa più che incentivata e gestita con autorevolezza.

Il genitore severo preferisce sopprimere un comportamento anziché condividerlo col bambino, insegandogli come fare in una data situazione che reputa poco opportuna.

La repressione e la svalutazione determinano un profondo senso di inadeguatezza, frustrazione, rabbia e vergogna nel bambino, minando la sua autostima “DA SOLO NON CE LA FACCIO”.

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