Dott.ssa Silvia Michelini     psicologiacoppia@gmail.com

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Paura d’amare?

Paura di Perdere il Controllo?

L’equilibrio affettivo nell’uomo e nella donna adulti comprende la capacità di trovare un giusto equilibrio tra dipendenza e autonomia, cosi’ come fa il bambino crescendo.

Questo percorso si completa con l’adolescenza, ma per molti resta incompiuto e si ripercuote sulla relazione di coppia.

Alcune persone quando si “avvicinano” troppo all’altro, sentono di perdere i confini di sè stessi.

L’avvicinamento si realizza quando si svelano i propri sentimenti oppure quando ci si affida all’altro.

In alcune persone l’intimità, la condivisione e l’espressione dei sentimenti sono percepiti come minacciosi, poichè mettono in pericolo l’equilibrio del soggetto, costruito su un’immagine di Sè rappresentata più che reale.

Le emozioni sono reali.

Le emozioni ti espongono alla vulnerabilità.

Le emozioni vengono dalla pancia e non dalla testa.

Spesso si scopre, che durante l’infanzia, queste persone sono state educate a sopprimere i propri sentimenti, perchè sconvenienti o semplicemente perchè il genitore si sentiva inadeguato a condividerli.

L’emozione è un linguaggio e in quanto tale s’impara e si esercita. Ci aiuta nella condivisione e nel dialogo dei sentimenti, soprattutto nella coppia.

Molti hanno paura dei sentimenti e vivono in una sorta di “baco anafettivo“, senza mai divenire farfalle.

Possono anche condurre una vita relazionale stabile, ma il patto segreto è quello di non costringerli a vedere nel loro cuore e ad abbandonarsi ai piaceri del corpo, il patto segreto è “non costringermi a volare“.

Ne scaturisce una dinamica di rabbia e frustrazione da un lato (partner che vive la privazione dell’affettività) e di confusione, invasione e senso d’impotenza dall’altro (partner che non parla la lingua dei sentimenti).

Cosa accade? accade che si litiga anche se ci si ama moltissimo e che la storia possa finire, semplicemente perchè vivere in assenza di emozioni è troppo penoso per il partner che entra in relazione con un soggetto evitante.

Se la vicinanza è troppo stretta, l’evitante si sente in colpa, si sente invaso e la rabbia espressa in un litigio fa recuperare la distanza, se c’è troppa distanza con la rabbia l’altro partner attira l’attenzione e la distanza di riduce.

Accade anche che il partner evitante sia intimorito dall’altro, perchè non si fida di lui/lei.

In questo caso, la rabbia può essere usata per verificare il grado di affidabilità del partner: se dopo una reazione rabbiosa il partner non si allontana allora lo si sente più affidabile.

In ogni caso l’evitamento, permette il controllo, di Sè e dell’Altro.

La perdita del controllo significherebbe ammettere a Sè Stessi di essere fragili e vulnerabili, esposti al dolore che la vita porta con Sè.

Evitando di vivere le sue emozioni però, l’evitante perde occasioni, così come la vita gli sfugge tra le mani come sabbia. Mentre gli altri giocano, lui/lei resta a guardare dalla finestra. Ha paura di scartare il pacco e di restare deluso/a. Nel dubbio, non lo scarta.

Evitando i sentimenti e le emozioni, l’evitante si mette in salvo da eventuali rischi di fallimenti, ma rinuncia anche alla gioia e spesso è un prezzo veramente alto da pagare.

La rabbia può essere anche un modo per sostenere il potere e il controllo in un rapporto.

Il desiderio di controllo è più forte di quello di amare.

E dove c’è controllo non può esserci amore (Jung).

Autore: Silvia Michelini

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