Dott.ssa Silvia Michelini     psicologiacoppia@gmail.com

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Sei stato abusato da un NARCISISTA?

(NAS: Narcisistic Abuse Syndrome/TdN Trauma da Narcisismo)”.

di Dott.ssa Silvia Michelini

narcisista

Molte delle persone con cui ho lavorato in questi anni, si sono rivolte a me per problemi e/ o sintomi riconducibili a una sofferenza nella sfera delle relazioni e in particolare al comportamento svalutante, anaffettivo, critico, impulsivo, ambivalente e/o manipolatorio del partner, dei genitori/familiari o di amici stretti/datori di lavoro.

Per questo, ho deciso di specializzarmi in questo ambito: la co-dipendenza affettiva nelle relazioni in cui vi è una collusione narcisistica.

I principali sintomi della patologia narcisista sono l’egocentrismo, la scarsa empatia, un’idea grandiosa del Sé (manifesta/overt o latente/covert) e la paura di entrare in intimità con l’altro (percepito come una possibile minaccia all’integrità del proprio Sé immaginario) ideazione paranoide e anaffettività/anoressia affettiva).

Chi vive o è “sopravvissuto” a una relazione affettiva con un/una narcisista, oltre a dover affrontare l’abbandono, la perdita, la delusione e la fine del rapporto, manifesta un pattern di sintomi simili a quelli del DPTS (Disturbo Post Traumatico da Stress) e dell’”intossicazione” emotiva: attacchi di panico, confusione mentale, stanchezza cronica, insonnia, paure e pensieri intrusivi, ossessioni, flashback (soprattutto se la relazione  era caratterizzata anche da violenza e abuso fisico oltre che psicologico), dissonanza cognitiva (incoerenza percepita tra le due immagini del partner buono/amorevole e manipolatorio/persecutorio),  difficoltà a stare soli, stati dissociativi, insensibilità/freezing apatia emotiva, problemi alimentari, depressione, ipervigilanza (sindrome del trauma di guerra), disturbi della sfera sessuale, abuso di medicinali o droghe (per dormire o non pensare), problemi sociali e lavorativi (isolamento sociale/perdita del lavoro in seguito al comportamento eccessivamente pretenzioso, possessivo e/o persecutorio del partner).

La vittima ha paura, è confuso/a, si vergogna di non essere riuscito a proteggersi e/o a proteggere chi ama (figli/parenti/amici..), di aver subìto una ferita così profonda, di essersi “sbagliato/a”, di aver “perso gli anni migliori della sua vita” e di avere permesso all’altro/a di offendere il senso più intimo dell’amore: il dono, la reciprocità e la gratitudine; la vittima si sente nuda, sfiancata da anni di lotte, si accorge di essere stata manipolata, di aver creduto, nel tempo, di costruire qualcosa con l’altro, che “prima o poi” avrebbe aperto il suo cuore e compreso il senso più vero dell’amore, che esso sia genitoriale, amicale o affettivo-sessuale.

Una frase che sento spesso ripetere dalle persone con cui lavoro è: “.. mi diceva , eppure basterebbe tanto così, perché tu possa farmi felice, perché non ci riesci, perché non fai questo.. quello, etc..”

E’ proprio sulla percezione di quel “tantino” che “vi” manca, che si insinua l’abuso “tu non fai abbastanza, tu non sei abbastanza, non hai fatto abbastanza….” “Ti ho offeso, ti ho trattato male, per colpa TUA, perché nessuno mi capisce, perché sto male..”..

La vittima di narcisismo sente di poter impazzire da un momento all’altro, soprattutto perché avere a che fare con uno/una psicopatico/a è un’esperienza mentalmente destabilizzante; i narcisisti hanno scarse capacità di insight e mentalizzazione, per questo possono affermare una cosa terribile e un momento dopo, sostenere il suo contrario, non manifestando la necessità di “riparare” questo strappo doloroso né a livello cognitivo che affettivo.

La grave ferita narcisistica quindi non è l’abbandono, ma l’impossibilità di amare e essere amati, ossia nella reciprocità.

Per questo la vittima è confusa, disorientata, si distacca brevemente, per poi tornare a credere che l’altro (il partner idealizzato) possa essere tornato (stavolta definitivamente) e in questa danza ambivalente si deteriora lentamente la sua stabilità psicologica ed affettiva, ma anche quella della famiglia, dei figli…etc.

La vittima, avverte un senso di disperazione e disgregazione psichica imminente, si indebolisce, si ammala così come nella metafora del vampiro, perde a poco a poco la sua umanità. Emergono i tratti psicopatologici latenti, quello che colloquialmente definiamo “il peggio di se” ed è importante sottolineare che quei tratti, sebbene presenti, sarebbero potuti restare silenti per sempre. Una predisposizione genetica infatti, ha sempre bisogno di una stimolazione ambientale (esterna) per esprimersi.

Il vuoto narcisistico è un tuffo negli abissi più neri delle nostre ombre… una lotta tra due specchi che riflettono il negativo e se non siamo abbastanza forti e lucidi, la follia può essere una possibilità.

Chi si innamora di un/una narcisista patologico/a ha a sua volta delle implicazioni o ferite narcisistiche irrisolte per questo, il primo passo da fare è affrontare se stessi, la propria carenza di autostima e la visione onnipotente di se stessi e dell’amore ideale.

Si resta ancorati all’immagine idealizzata dell’altro e per questo, si vive nella speranza che “guarisca” sotto la spinta delle nostre regole, del nostro aiuto o dei nostri consigli, tuttavia questa speranza alimenta la collusione narcisistica e la persecutorietà del fantasma interiorizzato del narciso.

E’ la vittima stessa cioè, a permettere che ci sia un persecutore, per questo è sbagliato ridurre la collusione narcisistica alla semplice scissione tra vittima e carnefice; è dura da ammettere, ma c’è una compartecipazione di intenti in queste dinamiche, un narcisismo speculare; per questo il primo passo da compiere è quello di accettare il nostro narcisismo ed acquisire consapevolezza dell’incastro (collusione) alla base della sofferenza individuale, di coppia o familiare.

L’immagine idealizzata del narciso deve essere espulsa, elaborata, al di là di giudizi, etichette e dicotomie tra il persecutore e la vittima, la relazione in cui vi è una collusione narcisistica è drammatica e comporta enorme sofferenza per tutti, incluso/a il/la narcisista, ammalato nel suo ego e nella sua prigione data dall’impossibilità di provare sentimenti o empatia verso il mondo esterno.

I narcisisti sono spettatori della loro stessa vita, recitano una commedia in cui sono registi e protagonisti e voi, voi siete solo una comparsa, un attore, che deve assumere le sembianze necessarie a riflettere l’immagine che in quel momento il narciso necessita.

Il trauma da narcisismo e non da “narcisista” è da considerarsi quindi come una malattia vera  e propria, che si insinua nel sistema immunitario e svilisce la vittima giorno per giorno, così come fa un silente parassita nell’organismo umano.

A poco a poco viene spezzata ogni sua iniziativa, ogni manifestazione del suo ordine mentale, ogni stato d’animo che venga dall’intimo di un Sé autonomo. Tutto ciò avviene in modo quasi automatico, con l’innocenza incurante e inconsapevole con cui un sistema anticorpale, automaticamente e sistematicamente, circonda il suo antigene e lo fagocita, lo paralizza, lo scioglie”.

Pier Pietro Brunelli.

Uscire dal silenzio è il primo passo di consapevolezza, dare alla parola il suo senso e il suo valore terapeutico il secondo, sapere di non essere soli, il terzo ed ultimo, … spesso quello salvifico.

Argomenti trattati nel corso:

  • Introduzione e Premesse Teoriche
  • Come riconoscere il disturbo narcisistico di personalità (NPD)
  • Chi è la vittima: le caratteristiche di personalità delle vittime di NP.
  • La Collusione Narcisistica: vittima e carnefice due lati della stessa medaglia
  • Schemi di relazione maladattivi precoci (SMP) nella dipendenza affettiva
  • La danza del narciso (idealizzazione/svalutazione/abbandono): le fasi tipiche della dinamica narcisistica.
  • Segnali da non ignorare: manipolazione affettiva, attacchi di rabbia, dissonanza cognitiva e gaslighting.
  • I sintomi della Sindrome da Abuso Narcisistico o Trauma da Narcisismo (NAS/TdN)
  • Strategie per sopravvivere in una relazione narcisistica.
  • Il narcisista non lascia mai (Narcististic Supply): strategie per uscire da una relazione con un/una NP (No contact e percorsi di consapevolezza).
  • Le Fasi di Guarigione in Terapia: Chiusura e Negazione, Paura e Ricerca online, Fase Vittimistica o di Shock, Coraggio della 1 Consulenza, Fase Investigativa, Fase Espulsiva, Acquisizione di Consapevolezza Libertà e Maturità.
  • Ricominciare a Vivere e ad amare: è possibile?

Obiettivi :

  • Uscire dal silenzio: acquisire maggiore consapevolezza di se stessi, delle proprie ferite narcisistiche, dei propri schemi di relazione e di come questi influiscano oggi sulla nostra salute psico-affettiva.
  • Imparare a riconoscere la personalità narcisistica e la relazione di co-dipendenza/collusione narcisistica.
  • Imparare a distinguere una relazione sana da una relazione patologica.
  • Riconoscere i sintomi della Sindrome di Abuso Narcisistico/Trauma da Narcisismo.
  • Acquisire maggiore autostima, assertività e senso di condivisione (self-empowerment/terapia di gruppo)
  • Acquisire strumenti per relazionarsi con un/una narcisista senza cadere vittima della manipolazione affettiva.
  • Acquisire strumenti per uscire da una relazione di collusione narcisistica (genitoriale, amicale, di amore, di lavoro..).
  • Ricominciare da zero: chiudere i cerchi, perdonarsi e perdonare per ricominciare a vivere.

MODALITA’ DI SVOLGIMENTO

Il corso con finalità psicoeducativa, sarà tenuto dalla dottoressa Silvia Michelini; i partecipanti potranno interagire e confrontarsi tra loro (modalità esperienziale e interattiva) e gli strumenti utilizzati saranno lo psicodramma e il role playing; durante il corso inoltre, avrete la possibilità di assistere alla rappresentazione teatrale di alcune situazioni (dinamiche) tipiche, che saranno scritte e interpretate da Giulia Pompa e Gianfranco Migliorelli.

Sarà rilasciato un attestato di partecipazione, dispense (file/articoli, etc..) riguardanti gli argomenti trattati durante il corso e una bibliografia specifica (libri e opere teatrali da leggere o visionare per approfondire l’argomento).

DURATA

Il corso si svolge in una giornata, DOMENICA 20.05.2018 dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 15.00 alle 19.00, presso il TEATRO ALEPH a trastevere Vicolo del Bologna, 72.

SEDE

Teatro ALEPH, Vicolo del Bologna, 72 Roma

La struttura che ospita questa associazione è un accogliente spazio polifunzionale dotato di ogni genere di apparecchiatura multimediale per riprodurre audio, video, presentazioni da pc. Lo spazio può offrire 50 comodi posti. I due locali sono insonorizzati per garantire il massimo della fedeltà acustica. Termina la dotazione della struttura un impianto di amplificazione e microfoni che assicurano a tutti gli ospiti il perfetto ascolto.

Per informazioni su costi e modalità di adesione

Mail: psicologiacoppia@gmail.com sms:  339.8873385